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In Francia a esportare il Clil

cattolicapost In Francia a esportare il Clil Con la sua tesi di dottorato condotta con l’Università di Bordeaux, Mario Pasquariello ha portato oltralpe l’esperienza italiana, unica in Europa, di insegnamento delle discipline curricolari in lingua straniera. Per la sua tesi di dottorato in Scienze linguistiche e letterarie ha scelto un progetto che nasce all’interno di una ricerca sullo sviluppo professionale dei docenti, diretta dalla professoressa Maria Teresa Zanola . Una parte del suo progetto si è svolta oltralpe, grazie a un progetto di co-tutela con l’Università di Bordeaux Montaigne, ed è servita a “esportare” il nostro modello in Francia. Condurre una ricerca di interesse nazionale è già di per sé una sfida importantissima; se poi il banco di prova è addirittura internazionale, l’impresa assume un respiro più ampio. Usare una lingua straniera per imparare una discipina - conclude Pasquariello - serve anche a indicare una via per uscire dai compartimenti stagno in cui si tende a percepire l’apprendimento nella scuola secondaria; un modo per affrontare la complessità del mondo che ci circonda attraverso principi di “semplessità”. clil #lingua #l2 #didattica Facebook Twitter Send by mail COSA È IL CLIL Dagli inizi degli anni Novanta, quando viene coniato l’acronimo Clil , questa modalità di insegnamento si è diffusa più o meno in tutti i paesi europei. L’Italia si distingue in questo panorama poiché è attualmente l’unico Paese in cui il Clil sia obbligatorio: gli ordinamenti della scuola secondaria di II grado prevedono che tutti gli studenti dell’ultimo anno dei licei e istituti tecnici apprendano una disciplina in lingua straniera.

 

GrammatiCanto, insegnar ballando

Cattolicapost GrammatiCanto, insegnar ballando Al master in Didattica dell’italiano L2 il maestro Alberto Villa ha spiegato il metodo di insegnamento della nostra lingua ai bambini con il canto e con il ballo. ottobre 2018 L’italiano, lingua degli angeli per Thomas Mann, è la lingua più romantica del mondo secondo un sondaggio di qualche anno fa rivolto a 320 linguisti dall’azienda londinese Today translations , che offre traduzioni e interpreti in oltre 200 lingue. L’italiano è sonoro e bellissimo, ed è la lingua di riferimento per chi ama l’arte, la musica, l’architettura, l’opera, il cibo: molte delle cose piacevoli della vita, insomma. Trasmettere la conoscenza della lingua può diventare un momento giocoso per creare nuovi collegamenti, esercizi, percorsi di apprendimento, e forme di espressione. È quello che hanno sperimentato i corsisti del master universitario in Didattica dell’italiano L2 , nell’ambito della lezione tenuta dal maestro Alberto Villa , inventore del metodo “GrammatiCanto”. In particolare Alberto Villa ha proposto il suo metodo per la trasmissione della conoscenza di aspetti linguistici dell’italiano (vocali, consonanti, fonemi e regole grammaticali) attraverso canzoni “visive”, in cui il canto si unisce alla gestualità, al ballo e al disegno. Durante la lezione i corsisti, guidati dal maestro Villa e da Mariella Chieco , hanno potuto imparare i testi delle canzoni e i gesti, ballando al ritmo di canti atti a rafforzare in modo ludico e dinamico i concetti grammaticali.

 
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