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Plastic-free, la tesi di Arianna che piace a bar e ristoranti

La Buona notizia - Presenza Plastic-free, la tesi di Arianna che piace a bar e ristoranti Sotto la guida del professor Marco Frey , ha concluso la magistrale in Economia discutendo un progetto di analisi su come ridurre l’uso delle bottigliette di plastica nella ristorazione milanese. Uno studio che presto sarà replicata nel territorio pavese by Graziana Gabbianelli | 03 aprile 2020 Meno bottigliette di plastica, più acqua dal rubinetto per salvare il pianeta. È questo in sintesi il tema al centro della tesi Dalla Plastic Strategy della Commissione Europea alle strategie delle imprese: la battaglia alle bottiglie di plastica nella ristorazione milanese di Arianna Tinelli , venticinquenne di Codevilla, che si è laureata in Economia all’Università Cattolica di Milano lo scorso 17 febbraio. Il suo progetto di analisi – che si è concentrato sull’utilizzo da parte dei bar e ristoranti milanesi di bottiglie e bottigliette d’acqua – sarà a breve replicato su tutto il territorio pavese. L’elaborato di Arianna ha preso le mosse dalla scoperta che l’Italia è il terzo paese al mondo per il consumo di acqua imbottigliata, dopo Messico ed Emirati Arabi. Sulla base dei dati raccolti e analizzati nel suo studio, ha constatato che a Milano l’attenzione al problema è sempre maggiore: «Su 32 attività prese in esame, ben 19 erano già plastic-free, cioè passate all’acqua depurata o all’acqua in lattina. Il tema dell’ambiente è al centro del dibattito mondiale e sotto i riflettori di una collettività – soprattutto quella dei giovani – che si è improvvisamente scoperta più attenta e consapevole nei confronti della salvaguardia del pianeta.

 

Noemi, la studentessa-baby sitter solidale

Per questo, avendo sempre lavorato in ambito di fragilità sociale ed essendo sensibile a queste tematiche, ho deciso di prestare gratuitamente la mia professionalità e disponibilità di tempo a quelle famiglie». Sono venuta a contatto con genitori di figli disabili che affrontano, quotidianamente, enormi sacrifici e che non ricevono aiuti adeguati dallo Stato». Fra le tante storie famigliari, quella a cui Noemi ha subito risposto di sì è la richiesta di una mamma che fa l’infermiera in un reparto di terapia intensiva e che ultimamente, visto la grave crisi sanitaria in atto, lavora senza sosta. Dallo scorso 9 marzo, oltre a questo nucleo famigliare, Noemi dedica il suo tempo e offre la sua professionalità anche ad altre due famiglie che hanno bambini con la sindrome di down e disturbi dell’apprendimento. Dallo scorso 9 marzo Noemi ha quindi deciso che il suo tempo “sospeso” della quarantena non fosse un tempo di ore vuote, ma fosse un tempo “utile” in grado di mettere in atto un circolo virtuoso di solidarietà sociale. In questo periodo la studentessa avrebbe dovuto svolgere il suo tirocinio curriculare presso la Fondazione Somaschi di Milano, una struttura di accoglienza e aiuto alle persone più vulnerabili, ma la crisi sanitaria per il diffondersi del coronavirus ha bloccato e rinviato tutto. Anche in questo caso Noemi dimostra pienamente la sua formazione e vocazione di “educatrice” spiegandoci come «questa pandemia dovrebbe essere occasione di riflessione, non solo sulle nostre paure, ma anche sulle fragilità degli altri.

 

Letteratura per l’infanzia, la tesi di Sara vale l’oro

La Buona notizia - Presenza Letteratura per l’infanzia, la tesi di Sara vale l’oro Alumna laureata alla facoltà di Scienze della formazione conquista il Premio Carla Poesio, uno dei principali riconoscimenti assegnati in Italia ai migliori lavori di laurea in questo ambito letterario. Presto il suo elaborato diventerà un libro by Graziana Gabbianelli | 01 aprile 2020 Una ricerca preziosa che aggiunge un ulteriore tassello agli studi sulla trasformazione del bambino lettore. E le sue passioni, l’impegno educativo e l’interesse per la letteratura, Sara le unisce anche come conduttrice, dallo scorso ottobre, dei laboratori di Letteratura per l’infanzia presso la sede di Brescia dell’Università Cattolica. Laboratori che si svolgono nell’ambito dell’insegnamento della professoressa Sabrina Fava , docente di Storia della pedagogia alla facoltà di Scienze della formazione dell’Ateneo del Sacro Cuore, che è stata la relatrice della tesi premiata. La professoressa Fava con grande umanità e professionalità mi ha guidato nel percorso di sviluppo del mio elaborato – spiega Sara – dove ho avuto modo di approfondire un campo di indagine ancora poco conosciuto». Ma Sara, oltre le passioni, coltiva dei sogni, come è giusto che sia soprattutto per chi insegna e deve educare i bambini a diventare grandi inseguendo i propri desideri sulla spinta dei propri interessi. E oggi, all’indomani di questo riconoscimento, confessa che «se il sogno che avevo fin da piccola di diventare maestra si è avverato”, ora forse è il tempo di iniziare a pensare di realizzare un altro sogno: quello di diventare una scrittrice di libri per bambini».

 

Con il suo Lumino.blog Francesca accende il cuore

La Buona notizia - Presenza Con il suo Lumino.blog Francesca accende il cuore Studentessa di Psicologia, insieme con alcuni amici, ha ideato il portale che raccoglie riflessioni, preghiere e messaggi di speranza per dare conforto alle persone colpite dal Coronavirus. La petizione, che ha raccolto più di 500 firme, non è mai arrivata alle istituzioni ma per Francesca Penna , studentessa della facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica, l’importante era portare la riflessione sull’argomento, stimolare un pensiero critico a riguardo. La sollecitazione è stata raccolta da altri tre ragazzi di Milano – i fratelli Edoardo e Lorenzo Tedesco e Giorgio Gorini , anche lui studente in Cattolica, iscritto al corso di laurea in Scienze motorie – che hanno coinvolto Francesca nella realizzazione di un progetto commemorativo delle vittime da Coronavirus. Di fronte alla richiesta di fermarci, di stare a casa, abbiamo sentito il bisogno di dare un ulteriore contributo nella battaglia contro il virus – spiega Francesca, la studentessa di Lecco che nel campus milanese della Cattolica frequenta il terzo anno del corso di laurea in Scienze tecniche e psicologiche –. Da questa volontà e decisione, lo scorso 23 marzo è nato Lumino.blog , un portale on line concepito come uno spazio di condivisione in cui affrontare tutto ciò che sta accadendo, in cui poter rielaborare i propri lutti». Secondo Francesca «Il sito non si propone di fare grandi cose ma semplicemente vuole “accendere un lumino”, la luce è da sempre un simbolo di speranza, e noi crediamo che in questo momento così buio ce ne sia davvero tanto bisogno». È un messaggio inaspettato, ma al tempo stesso costruttivo, sono parole che fanno comprendere che la realizzazione di Lumino.blog è un giusto primo passo - sostiene Francesca - da cui muovere per interrogarsi sul post emergenza: Che cosa succederà dopo? Su quali nuove consapevolezze costruiremo il nostro domani?».

 

Parole buone per superare la crisi

Lo definisce così Sergio Astori , docente alla facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica, il progetto editoriale #ParoleBuone. Pillole di resilienza per superare la crisi che, insieme con un gruppo di esperti - da medici a educatori, da giornalisti a volontari - ha ideato e realizzato e che è in rete dallo scorso 20 marzo fino al superamento della crisi sanitaria. ParoleBuone è un percorso di parole, immagini e video che si può seguire sul sito www.parolebuone.org e sulla pagina Facebook “Parole buone”, tutti i contributi sono inoltre rintracciabili attraverso l’hashtag. Sergio Astori – psichiatra, psicoterapeuta e autore di diversi volumi, tra cui un saggio divulgativo sulla resilienza – spiega come è nata l’idea del progetto: «Da quando è iniziata l’emergenza, molti miei lettori mi hanno cercato chiedendomi se potessi dire “una parola buona”. I drastici cambiamenti nello stile di vita dei singoli individui, la paura di perdere un famigliare, un amico o la stessa vita, l’esperienza drammatica di piangere un congiunto, senza averlo potuto salutare per l’ultima volta, richiederanno una metabolizzazione complessa. Il progetto #ParoleBuone risponde quindi all’urgenza del momento ma guarda già al futuro, alla ricostruzione che aspetta ogni individuo per ritornare alla normalità. ParoleBuone è un progetto che prepara a pratiche di resilienza, finalizzato a sostenere e preparare la ripresa.

 

Coronavirus talk, alle 22 tutti (virtualmente) da Marianna

La Buona notizia - Presenza Coronavirus talk, alle 22 tutti (virtualmente) da Marianna La studentessa di Scienze politiche e sociali ha ideato un format on line dove ragazzi di tutta Italia, via Skype, parlano di economia, politica, musica, cinema. Un salotto virtuale per tutti quei giovani che non si ritrovano in alcuna platea televisiva e che ora – malgrado la quarantena per l’emergenza sanitaria da coronavirus – grazie a “Corona talk show” possono incontrarsi su Skype e dialogare tra loro. L’idea di creare un talk show in rete è venuta a due studenti universitari: Marianna D’Antona, ventunenne di Palermo, iscritta al corso di laurea in Scienze politiche e relazioni internazionali dell’Università Cattolica , campus di Milano, e Lorenzo Giudice, ventitreenne di Salerno che studia alla Luiss a Roma. Ci siamo chiesti cosa potevamo fare per impegnare al meglio le nostre giornate in casa, come potevamo accorciare le distanze, come potevamo continuare a parlare con i nostri amici malgrado fossimo tutti divisi e sparsi per l’Italia e anche superare la preoccupazione di queste tristi giornate», confessa Marianna. On line ci sono già sei puntate che hanno messo al centro del dibattito molti temi legati all’attualità come le manifestazioni nelle carceri di Milano, Modena, Roma e Palermo, la tutela dei rider e altri di carattere più generale quali l’Unione Europea, le imprese e la politica in Italia. Da giorni quindi Corona talk show è diventato un consueto appuntamento serale (ore 22) per tanti giovani che si incontrano in questo nuovo “salotto virtuale”, che diviene di fatto un interessante crocevia di saperi e conoscenze di studenti di tante università italiane. Corona talk show è uno dei tanti nuovi e brillanti progetti realizzati dagli studenti dell’Università Cattolica che hanno saputo cogliere questo periodo di isolamento, per la crisi sanitaria mondiale, come occasione per mettersi alla prova e in discussione.

 

Il gruppo Miroglio ora produce anche mascherine

La Buona notizia - Presenza Il gruppo Miroglio ora produce anche mascherine La rinomata azienda tessile, che ha sede ad Alba, risponde all’emergenza sanitaria legata al Coronavirus. Saranno gli stabilimenti della Miroglio Group di Alba a produrre le mascherine in tessuto a uso sanitario che necessitano per l’emergenza coronavirus Covid-19 in Piemonte. Vicepresidente del gruppo Miroglio - azienda tessile e del retail, con alle spalle 70 anni di storia e un fatturato di 577 milioni di euro (2018) - è Giuseppe Miroglio , alumnus dell’Università Cattolica con una laurea in Economia e commercio. L’azienda in provincia di Cuneo la scorsa settimana ha deciso di convertire parte della propria produzione in mascherine chirurgiche in cotone idrorepellente rispondendo così alla richiesta di aiuto della regione Piemonte. La vocazione all’innovazione e il forte legame con il territorio – che sempre hanno contraddistinto il suo operato – hanno anche questa volta inciso sulla decisione di intervenire tempestivamente e concretamente per cercare di arginare e sanare questa drammatica emergenza sanitaria in corso. Le mascherine che fornirà la Miroglio Group hanno infatti il vantaggio di essere riutilizzabili per una decina di volte, essndo realizzate in cotone ed elastan, trattate con prodotti idrorepellenti che si possono lavare. La produzione avverrà totalmente presso gli stabilimenti italiani, partner di Miroglio Fashion srl. L’azienda annuncia di essere in grado di produrre 600 mila mascherine in due settimane, equivalenti a 6 milioni di utilizzazioni.

 

Lucia, la startupper che vince in Europa

Lucia Dal Negro ha vinto per la categoria Female Role Model of the year - ovvero “donna più influente dell’ecosistema di start up che dimostra un eccezionale impegno e professionalità nel suo campo” - e parteciperà alla finale mondiale del concorso. Sesa è la più grande competizione indipendente di start up che per l’Europa meridionale copre i paesi Cipro, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna e fa parte dei riconosciuti Global Start up Award. Con il professor Zoboli, e quindi con l’Università Cattolica, Lucia Dal Negro collabora ancora oggi tramite vari progetti di ricerca che chiamano in causa De-Lab, la start up che ha fondato nel 2013 e che si occupa di progettazione sociale per le imprese. De-Lab è un centro di progettazione socio-ambientale al servizio delle imprese, che fornisce servizi di posizionamento etico del brand, studio degli impatti sociali dell’attività, proposte di iniziative filantropiche. In pratica la start up creata da Lucia Dal Negro è in grado di potenziare il valore sociale di qualsiasi attività profit, affiancando uno scopo sociale. La carriera professionale dell’alumna Dal Negro è l’esempio di chi è riuscito nell’intento di trasformare un proprio interesse nel proprio lavoro, è la storia di chi ce l’ha fatta ad applicare concetti e nozioni appresi negli anni di formazione universitaria nel proprio business. È la storia di un laureato di successo che sicuramente troverà spazio tra le pagine di Presenza , l’house organ dell’Università Cattolica che da 50 anni racconta la vita professionale dei propri alumni che “ne hanno fatta di strada” dalle sedi dell’Ateneo nel mondo.

 

Per Matilde il palco è il balcone

La buona notizia - Presenza Per Matilde il palco è il balcone Iscritta al corso di laurea in Comunicazione e società della facoltà di Scienze politiche e sociali ogni giorno alle 18 si esibisce in via Guercino, a Milano, conquistando con la sua voce i vicini di casa. Dopo Jovanotti, sono arrivati Bob Dylan, Lady Gaga... Così, in via Guercino 9 a Milano, ha preso il via un appuntamento canoro ormai fisso con le esibizioni al balcone di Matilde Prestinari. I piccoli concerti pomeridiani di via Guercino non solo riscuotono grandi applausi da tutto il vicinato, ma i video di Matilde che canta rimbalzano con tale successo sui social che persino Jovanotti ha rilanciato sulle sue storie di Instagram il video apprezzando “l’interpretazione originale e bellissima di questa ragazza”. Ma soprattutto è soddisfatta che grazie alle sue esibizioni ha conosciuto e parlato con vicini con cui mai si era relazionata, malgrado abitasse da 20 anni in quel palazzo: «Ho stretto nuove amicizie: due gemelle al primo piano della casa di fronte e due ragazze su due balconi a fianco. Il web è anche il sistema attraverso il quale Matilde mantiene, in questo periodo di emergenza sanitaria, quotidianamente il rapporto con la sua Università, ogni giorno infatti segue online le lezioni che avrebbe dovuto seguire in aula. Macroeconomia, Linguaggi e strumenti dei nuovi media, Diritto europeo per l’informazione sono alcuni dei corsi online che sto seguendo e devo dire che mi trovo molto bene, non sto perdendo tempo rispetto il calendario originario delle lezioni, apprezzo inoltre molto la possibilità di organizzarmi autonomamente la mia giornata». Le parole di Matilde sono la riprova dell’impegno che l’Università Cattolica ha profuso, fin dai primi giorni della crisi sanitaria, per garantire ai propri studenti di continuare a distanza l’attività didattica.

 

Bruxelles, la Cattolica parla all’Ecofin

La Buona notizia - Presenza Bruxelles, la Cattolica parla all’Ecofin È stata anticipata a oggi pomeriggio la riunione dei ministri delle finanze Ue per decidere sulle misure economiche anti-Covid. Tra gli autori della nota, richiesta dalla presidenza di turno dell’Ue, c’è anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore rappresentata da Simone Tagliapietra , della facoltà di Scienze politiche e sociali e unico esponente italiano del core team del Bruegel (acronimo per Brussels European and Global Economic Laboratory). Il think tank, infatti, è stato chiamato a preparare il documento che servirà all’Eurogruppo per indicare tutte le misure da prendere per limitare le conseguenze economiche che la diffusione del Coronavirus, ormai dichiarata pandemia, sta provocando a livello non solo europeo ma anche mondiale. Tra le misure contenute nel documento emerge l’urgenza di fornire ai servizi sanitari di ogni Paese ampi fondi nazionali, così come di azioni mirate a sostegno dei lavoratori autonomi, delle imprese e delle comunità locali più colpite. È inoltre indispensabile alleviare i vincoli finanziari e di liquidità e fornire incentivi per preservare l'occupazione, raccomandando a tutti gli Stati membri dell'Ue di accettare di dimezzare i contributi previdenziali delle imprese per tre mesi o di ridurre l'imposta sui salari. La Banca centrale europea dovrà aumentare le linee di swap per garantire una sufficiente liquidità in dollari e incrementare il suo programma di acquisto di obbligazioni sovrane per assicurare il regolare funzionamento del mercato del debito. È questa una notizia che rende orgogliosa tutta la comunità dell’Ateneo e che sicuramente troverà spazio e sarà approfondita tra le pagine della rubrica “Sul podio” della rivista dell’Università Cattolica Presenza .

 
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