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«Lasciateci decidere da soli»

Milano «Lasciateci decidere da soli» L'appello di monsignor Mounir Khairallah , vescovo libanese di Batroun, una delle voci più ascoltate dal patriarca maronita Béchara Boudros Rai: «Aiutate i profughi siriani in Libano a tornare alle loro case e lasciate che i popoli scelgano il loro futuro». Storicamente il Libano è una terra accogliente - afferma monsignor Mounir Khairallah , vescovo di Batroun a 50 km a nord di Beirut e una delle persone più ascoltate dal patriarca maronita Béchara Boutros Raï, in questi giorni in visita all’Università Cattolica -. Nonostante la Siria abbia occupato militarmente il Libano per 30 anni, i libanesi continuano ad accogliere per tradizione tutti coloro che non si sentono di poter vivere degnamente nella loro terra». Consideriamo da un lato che i profughi attualmente in Libano, se non si sbloccherà la situazione, inevitabilmente non vorranno più rientrare. Basti pensare che in questo momento americani e russi stanno lottando per avere la parte più grande dell’investimento per la ricostruzione della Siria che secondo un calcolo degli Stati Uniti ammonta a 600 miliardi di dollari». Non è il numero che conta ma è la qualità della nostra presenza, il fatto che siamo uniti e che conserviamo i valori umani. Se i cristiani sparissero dal Medioriente non ci sarebbe più vita neanche per i musulmani perchè anche loro hanno paura: non ci sono luoghi dove sciiti e sunniti vivono insieme, i cristiani sono gli unici a saper vivere con tutti».

 

«Profughi? L'emergenza è nel mio Libano»

MILANO «Profughi? L'emergenza è nel mio Libano» I rifugiati sono più di un terzo della popolazione. La voce dal Medioriente in fiamme del vescovo maronita Mounir Khairallah , che ha incontrato il rettore Franco Anelli by Marco Castro | 20 gennaio 2016 «Il Libano è un modello positivo di convivenza che può essere un esempio per il mondo intero». Come influisce l’enorme afflusso di profughi sulla vostra vita quotidiana in Libano? «È un’emergenza che incide dal punto di vista sociale, per lo squilibrio della popolazione, economico, perché il paese era già in crisi, ma anche politico e confessionale. Basti pensare che il Libano è composto da un mosaico di 18 comunità diverse, ciascuna delle quali è riconosciuta per la sua tradizione e la sua cultura. E da allora una nuova amicizia è nata tra di noi. Così, abbiamo scoperto di avere tantissimi valori in comune, soprattutto quello dell’ospitalità, della dignità, del rispetto per l’altro, della terra a cui siamo tutti legatissimi. Altro non è se non una reazione alla politica dell’Occidente in Medioriente: quella delle grandi potenze che guardano solo ai propri interessi economici, senza occuparsi dei popoli che vivono in queste terre». In Italia per qualche giorno, ha incontrato il rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli e in molti incontri ha parlato delle questioni che gli stanno più a cuore: la gestione dei profughi siriani nel suo Paese e il rapporto tra religioni e comunità culturali diverse in Medioriente.

 

Dieci anni di Unifil per il ventennale Aseri

MILANO Dieci anni di Unifil per il ventennale Aseri L’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali, per celebrare il ventesimo anniversario della sua fondazione, organizza una conferenza sulla missione di pace in Libano a guida italiana. novembre 2016 L’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica ( Aseri ) compie 20 anni. E, per celebrare questo importante anniversario, martedì 15 novembre organizza la conferenza internazionale dal titolo: “Ten years of protecting peace: UNIFIL (2006-2016)” che si terrà a Milano dalle ore 9 nella sede di via San Vittore 18 . La Risoluzione 1701 prevedeva la sospensione delle ostilità tra Israele e le milizie sciite libanesi di Hezbollah, imponendo la cessazione di tutte le operazioni militari offensive israeliane sul suolo libanese e la fine di tutti gli attacchi sciiti. Di fatto poneva fine alla cosiddetta “guerra di luglio” o dei “33 giorni”, cominciata con l’invasione israeliana del Libano meridionale a seguito dell’uccisione e del rapimento da parte di Hezbollah di alcuni militari di Tshal. Il progressivo peggioramento delle condizioni di sicurezza in tutta la regione, che ha coinvolto i confini orientali del Libano e ha prodotto anche scontri armati nel Nord del Paese, mostra il lavoro decisivo svolto da UNIFIL nell’assicurare condizioni di pace e tranquillità alla popolazione civile. libano #unifil #aseri Facebook Twitter Send by mail Print 20 ANNI DI ASERI Aseri si caratterizza come luogo di eccellenza nello studio della politica e delle relazioni internazionali e come ambito di discussione critica sui temi della global governance.

 

In Siria e Libano per seminare la pace

Milano In Siria e Libano per seminare la pace Un progetto del Cesi, in collaborazione con Adyane Institute, per formare educatori libanesi e siriani che operano con i bambini rifugiati, con workshop non solo a Beirut ma anche a Damasco e Aleppo. Il progetto “ Tutori di resilienza ” ha previsto la protezione e promozione del benessere di bambini e famiglie siriane attraverso un corso di formazione rivolto a operatori sociali residenti in Libano e Siria, e la conduzione di workshop creativi-espressivi con bambini siriani rifugiati in Libano. Grazie al coinvolgimento dei coordinatori e dei coach dei centri educativi che hanno aderito al programma, sono inoltre state delineati i contenuti delle 24 sessioni didattiche e ricreative che attualmente vengono svolte in 12 centri in Libano e Siria con più di 1200 minori siriani vittime del conflitto in corso. Nel corso della prossima missione, in programma per la fine di maggio, sarà valutato l’impatto del programma sui bambini che sono stati coinvolti nel programma grazie a un’attività di monitoraggio e valutazione seguita dalla Unità di Ricerca sulla resilienza dell’Università Cattolica in collaborazione con Adyan Institute e Alert International. Nasce con questa finalità il progetto “Francofonia e cooperazione” che ha attivato un gemellaggio tra il Libano e gli studenti del corso di lingua francese dell’Università Cattolica della sede bresciana dell’ateneo e degli istituti superiori “Lunardi” e “Gambara” di Brescia e “Candia” di Milano. Un’iniziativa che vuole essere l’occasione per avvicinare i ragazzi a una dimensione della nostra attualità che rischia di restare marginale e che invece deve interpellare noi tutti» afferma la professoressa Sara Cigada , coordinatrice del progetto iniziato nel 2014 come formazione alle insegnanti delle scuole cattoliche francofone. Al seminario interverrà Giorgio Del Zanna , docente di Storia contemporanea dell’Università Cattolica, che ripercorrerà le vicende di questo Paese, che è stato teatro negli ultimi decenni di una guerra civile e di diversi scontri armati con Israele.

 
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