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Summer School tra moda e costume, alla scuola dei grandi maestri

Fra moda e costume: linguaggi e metodi nelle industrie creative è stato il tema della Summer School che si è svolta presso la Villa Presidenziale del Gombo nel parco naturale di San Rossore (Pisa) dal 22 al 27 luglio scorso. Tutti i bozzetti e figurini esposti sono stati trasformati in costumi di scena per personaggi di melodrammi e commedie rappresentanti la maestria dei loro grandi ideatori: Giorgio De Chirico; Felice Casorati; Renato Guttuso; Mino Maccari; Nicola Benois; Emanuele Luzzati; Corrado Cagli . Le lezioni sono state interessanti e interattive, con laboratori guidati da esperti che ci hanno insegnato le tecniche di confezionamento (e ci hanno anche fatto realizzare un corsetto!)». Un aspetto molto apprezzato da un’altra partecipante della Summer, Anna Tedino , laureata in fashion design all’Accademia Nazionale di Belle Arti e in procinto di proseguire gli studi a Roma nel settore dei costumi cinematografici. È stato interessante indagare il connubio tra costume e linguaggio, che, pur privi di un collegamento naturale, presentano elementi comuni che abbiamo scoperto e approfondito». Di grande rilievo anche il contesto internazionale di docenti e partecipanti alla scuola come ha voluto evidenziare Roxanne Doer , italo-americana, professore a contratto di Lingua inglese in varie università: «Ho apprezzato l’esperienza di questa Summer School soprattutto per l’impostazione multidisciplinare e l’internazionalità dei partecipanti. Un corso di formazione dal profilo internazionale e dall’approccio multidisciplinare con una splendida location come la tenuta di San Rossore in Toscana, che rende ancora più bella questa esperienza di studio e conoscenza.

 

In Cattolica la musica va a lezione

milano In Cattolica la musica va a lezione Un corso promosso dal professor Enrico Reggiani e aperto a tutti gli studenti dell’Ateneo consente di consolidare le capacità di ascolto musicale. agosto 2019 Un corso finalizzato a consolidare le capacità di ascolto musicale e di avvicinare all’esperienza culturale della musica. È quanto propone il corso di Linguaggi musicali in prospettiva storica , tenuto dal professor Enrico Reggiani nell’ambito della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere. L’insegnamento è però aperto a tutti gli studenti delle lauree triennali e magistrali dell’Ateneo, quale che sia la competenza musicale da loro (eventualmente) posseduta, ed è collegato allo Studium Musicale di Ateneo , diretto dal professor Reggiani con la collaborazione del dottor Martino Tosi . Gli studenti non appartenenti alla facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere, nella quale l’insegnamento è incardinato, possono chiedere l’autorizzazione al loro preside per inserirlo nel piano degli studi secondo i criteri previsti dalle loro facoltà. L’insegnamento si propone i seguenti obiettivi cultural-musicali (ovvero definiti secondo la prospettiva della Cultural Musicology): a) consolidare e ampliare le competenze musicali di base (teoriche e pratiche) degli studenti; b) sviluppare le loro capacità di ascolto e di analisi di brani composti nella fase moderna dell’esperienza musicale dell’Occidente (sec. XVII-XX); c) migliorare la loro comprensione del “linguaggio musicale” e del conseguente pensiero compositivo che costituisce il fondamento di quei brani, collocandolo nella cornice dell’esperienza umana e artistica dei compositori e nel loro contesto storico-culturale.

 

Non esistono disabili ma persone disabili

Non si può indicare la persona con un sostantivo che talvolta suona dispregiativo, ma al massimo con l’aggiunta di un aggettivo. Il professor Adriano Pessina , docente di Filosofia morale dell’Università Cattolica e componente del comitato direttivo del centro di Bioetica, ha ribadito l’attenzione dell’Ateneo al mondo della disabilità, tanto da essere stata la prima a istituire il Corso di Alta Formazione in Disability Manager, oltre a produrre diversi contributi scientifici. Per sgombrare il campo dagli equivoci e dagli stereotipi, la disabilità non indica le persone, e non va confusa con la patologia, ma indica la relazione che intercorre tra persona e ambiente. Il fattore sanitario va disgiunto da quello sociale: la persona down, per esempio, al di là del suo essere, ha diverse modalità di relazione e di reazione a seconda del contesto in cui è più o meno inserito. Il tutto per favorire e promuovere una cultura inclusiva, l’accessibilità fisica, digitale e lavorativa, perché ogni storia di disabilità ha una sua peculiarità. Cecità, stereotipi e successi a confronto”, che ha reso visibili storie che dimostrano come le persone disabili affrontano la quotidianità (paradossalmente non ci sono le barriere architettoniche per salire sul marciapiede ma poi non è possibile entrare in un negozio perché l’accesso è ostacolato da gradini o altro). Marisa Marraffino che ha illustrato il profilo giuridico dei problemi delle persone disabili dal punto di vista di possibili denunce in caso di linguaggio lesivo della dignità della persona, e di violazione della privacy in caso di divulgazione di dati sensibili relativi alla disabilità.

 
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