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Artrite reumatoide, scoperti i macrofagi “pompieri”

Lo studio dei ricercatori della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs con studio britannici è pubblicato su Nature Medicine 30 giugno 2020 Il delicato equilibrio tra macrofagi ‘pompieri’ e ‘piromani’, insieme ai fibroblasti residenti nella membrana sinoviale che riveste le articolazioni, sarebbe alla base dei processi infiammatori responsabili dell’artrite reumatoide. Una scoperta fondamentale che inaugura un nuovo filone di ricerca e potrebbe portare a nuove terapie per l’artrite reumatoide, se non addirittura ad una cura per questa condizione, che riguarda circa 400.000 italiani. Frutto di uno sforzo collaborativo tra ricercatori della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma, Università di Glasgow e consorzio britannico Race, lo studio è pubblicato su Nature Medicine , una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali. Un programma di ricerca durato quattro anni ha consentito al team internazionale di scoprire che nelle articolazioni di questi pazienti si svolge una vera e propria lotta tra macrofagi “piromani” (quelli che scatenano l’infiammazione) e macrofagi “pompieri” (quelli che gettano letteralmente acqua sul fuoco). Nei pazienti che vanno in remissione grazie alla terapia, i macrofagi “piromani” vengono sostituiti dai macrofagi “pompieri” che prendono il sopravvento, spengono l’infiammazione e istruiscono una serie di operai specializzati (i fibroblasti della sinovia) a riparare la membrana sinoviale danneggiata dalla malattia. Noi ci siamo concentrati sui macrofagi, le cellule che insieme ai fibroblasti sono i normali “residenti” della sinovia e sono le prime cellule interessate nei processi infiammatori, che possiedono tutto un armamentario di citochine pro-infiammatorie (le “bombe Molotov” dell’infiammazione), prodotte in corso di artrite. Con questa analisi abbiamo stabilito che se nella sinovia dei pazienti in remissione clinica la percentuale dei macrofagi “pompieri” è inferiore al 50% del totale, il rischio di avere una recidiva alla sospensione del farmaco aumenta di 13 volte.

 
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