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Diventare avvocato e magistrato, in Cattolica è più facile

cattolicapost Diventare avvocato e magistrato, in Cattolica è più facile I corsi di preparazione a concorsi ed esami di Stato per le professioni legali dell’Ateneo sono riconosciuti per la loro qualità. agosto 2019 Sono numerosi i professionisti che, nel corso degli anni, hanno affrontato concorsi ed esami di Stato partendo da una formazione specifica, acquisendo metodo e strumenti offerti dai corsi di preparazione alle professioni giuridiche dell’Università Cattolica. Ritengo che siano pochi gli studi legali che, attualmente, permettano ai praticanti di redigere atti o pareri. Pertanto, per potersi approcciare all’esame di stato, questo è davvero un passo necessario» osserva la neo professionista Giulia Cupido , laurea all’università degli Studi di Milano, che ha scelto il percorso di preparazione in Cattolica. In secondo luogo, per una ragione puramente pratica: essendo organizzato nei giorni di venerdì pomeriggio e di sabato mattina, si ha la possibilità di partecipare regolarmente sia alle esercitazioni che alle lezioni. E il programma della Cattolica, che ho scelto grazie al suggerimento di chi già lo aveva frequentato in precedenza, si distingue per la qualità delle lezioni e dei docenti, per la loro disponibilità a un’interazione continua e diretta, anche rispetto alle esercitazioni sui temi e alle conseguenti correzioni. Di grande ausilio sono inoltre gli “strumenti didattici” che vengono forniti, che aiutano molto ad affrontare in modo efficace gli argomenti maggiormente complessi».

 

Col magistrato il diritto va a teatro

milano Col magistrato il diritto va a teatro Canzoni eseguite dal vivo e spezzoni di film sono il linguaggio con cui Salvatore Cosentino , sostituto procuratore generale della Repubblica di Lecce, avvicina la giustizia alle persone. È l'intento dello spettacolo Un diritto... messo di traverso del magistrato Salvatore Cosentino , sostituto procuratore generale della Repubblica di Lecce, che si è tenuto giovedì 22 febbraio alla presenza degli studenti della facoltà di Giurisprudenza e del preside Gabrio Forti . L'idea nasce dalla lunga esperienza di Cosentino nelle aule di Tribunale, anche in zone di mafia come Taranto e Locri, e racconta con parole semplici il difficile rapporto tra il cittadino e il mondo del diritto, spesso visto come qualcosa di distante dalla vita quotidiana. L'opera, che racchiude canzoni di autori come Fabrizio De André e Roberto Vecchioni che parlano di giustizia e giudici, è stata scritta in appena una decina di giorni: «Sono tutte cose che già avevo dentro di me» prosegue. Cosentino, che è anche critico teatrale e docente di Giurisprudenza all'Università del Salento, ripercorre i vari modi in cui arte, cinema e letteratura hanno declinato la figura del giurista nel corso dei decenni. Il messaggio che il testo vuol lanciare è che la legalità non si fa soltanto applicando leggi e codici ma soprattutto educando alla cultura, al bello e all'arte. Dentro ai fascicoli processuali, che compaiono fisicamente sul palco, non ci sono solamente dei fogli ma vite intere e maneggiarli significa avere a che fare con storie di persone vere.

 
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