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La buona impresa è quella sostenibile

A stilarlo il Think Tank Sviluppo Imprenditorialità Innovativa , il “pensatoio” istituito da Università Cattolica e ProSpera-Progetto Speranza, proprio con l’intento di creare un luogo di convergenza tra imprenditori, manager e accademici per contribuire ad accrescere la competitività e le capacità d’innovazione del sistema Italia. A illustrare le linee guida del nuovo documento sono stati alcuni esponenti del mondo imprenditoriale coinvolti nel Think Tank che lunedì 4 novembre si sono riuniti in Università Cattolica per dialogare su come Fare impresa e sostenibilità nella competizione globale . La velocità e la portata del cambiamento richiedono nuovi paradigmi per l’esercizio delle attività di impresa», ha detto Federico Rajola , docente di Organizzazione aziendale e direttore del Centro di Ricerca in Tecnologie, Innovazione e Servizi Finanziari (CeTIF) illustrando i risultati finora raggiunti dal Think Tank. Parte integrante del Think Tank è anche la volontà di stimolare lo scambio intergenerazionale fra giovani desiderosi di avviare nuove iniziative economiche e imprenditori appassionati e interessati a innovare la propria azienda. Infatti, la presentazione del Manifesto è stata anche l’occasione per premiare i cinque vincitori della Business Vision Competition , giovani imprenditori la maggior parte dei quali laureati in Università Cattolica che nel prossimo anno saranno affiancati da imprenditori e manager nello sviluppo della loro capacità imprenditoriale. Parte integrante del nuovo “pensatoio” è anche la volontà di stimolare lo scambio intergenerazionale fra giovani desiderosi di avviare nuove iniziative economiche e imprenditori appassionati e interessati a innovare la propria azienda. Il comitato scientifico del Think Tank è costituito da Federico Rajola , Sabino Illuzzi , Luca Bressan , teologo e Vicario episcopale per l’azione sociale dell’Arcidiocesi di Milano, Mario Gatti , direttore di sede e dell’area ricerca e sviluppo dell’Università Cattolica, Chiara Frigerio , docente di Organizzazione aziendale dell’Università Cattolica e segretario generale CeTIF.

 

Un manifesto per la buona impresa

La comunità di imprenditori e manager italiani che fanno parte del Think Tank lunedì 4 novembre ne illustreranno i principi, nell’ambito dell’incontro “ Fare impresa e sostenibilità nella competizione globale ” , in programma alle ore 14 nell’Aula Pio XI dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (largo Gemelli, 1 – Milano). L’obiettivo della giornata - promossa da “Cattolica per le Start-up” e ProSpera-Progetto Speranza - è riflettere con studiosi, imprenditori e manager su tre macrotemi: l’impresa come generatore di valore; il sistema della cooperazione e del nuovo ruolo delle imprese nelle comunità territoriali; il futuro del lavoro. Dopo i saluti di Mario Molteni , docente di Corporate Strategy, Federico Rajola , docente di Organizzazione aziendale e direttore del Centro di Ricerca in Tecnologie, Innovazione e Servizi Finanziari ( CeTIF ) illustrerà i risultati finora raggiunti dal Think Tank. Durante l’incontro, oltre alla presentazione del “Manifesto”, saranno premiati i cinque vincitori della Business Vision Competition , giovani imprenditori la maggior parte dei quali laureati in Università Cattolica che nel prossimo anno saranno affiancati da imprenditori e manager nello sviluppo della loro capacità imprenditoriale. Costituito su iniziativa dell’Università Cattolica e in collaborazione con ProSpera-Progetto Speranza, il Think Tank propone a protagonisti autorevoli del mondo del lavoro e dell’economia un “luogo” di pensiero e azione per accrescere la competitività e le capacità d’innovazione del sistema economico e sociale italiano. Parte integrante del nuovo “pensatoio” è anche la volontà di stimolare lo scambio intergenerazionale fra giovani desiderosi di avviare nuove iniziative economiche e imprenditori appassionati e interessati a innovare la propria azienda. Il comitato scientifico del Think Tank è costituito da Federico Rajola, Sabino Illuzzi, Luca Bressan , teologo e Vicario episcopale per l’azione sociale dell’Arcidiocesi di Milano, Mario Gatti , direttore di sede e dell’area ricerca e sviluppo dell’Università Cattolica, Chiara Frigerio , docente di Organizzazione aziendale dell’Università Cattolica e segretario generale CeTIF.

 

Adolescenti a colpi di like

Milano Adolescenti a colpi di like Dopo l’edizione di febbraio a Milano, che ha accolto 1.200 professori ed esperti all’Università Cattolica, “Parole a scuola” sbarca a Bari con una cospicua presenza di docenti Unicatt. novembre 2018 Dopo l’Università Cattolica a Milano, Parole a scuola fa tappa a Bari. Ma la partecipazione dell’Ateneo all’evento sarà comunque cospicua, con 14 docenti presenti con le loro competenze alla kermesse di Parole O_Stili. Organizzato da Associazione Parole O_Stili , Università Cattolica , Istituto Giuseppe Toniolo in collaborazione con Miur e Corecom Puglia , “Parole a scuola” si svolgerà a Bari (Fiera del Levante) venerdì 30 novembre . Insieme a lui Daniele Doesn’t Matter - star di YouTube, racconterà, con il suo taglio ironico e divertente, gli aspetti più particolari delle vite connesse dei ragazzi. Un Manifesto composto da dieci semplici principi di stile a cui ispirarsi per ristabilire un contatto diretto, sincero e fondato sui valori nobili dello sport, così da evitare un linguaggio ostile nel tifo e nella comunicazione. paroleascuola #paroleostili #manifesto #studenti Facebook Twitter Send by mail Print LA CATTOLICA A BARI L’Università Cattolica sarà presente a Bari con 14 docenti che parteciperanno ai diversi panel in programma a Parole a scuola.

 

Alla ricerca di parole ponte

Milano Alla ricerca di parole ponte Giovedì 7 giugno, a Trieste, la seconda edizione di Parole O_Stili con la partecipazione del direttore di OssCom Piermarco Aroldi e della psicologa Simona Caravita . maggio 2018 È il quinto principio del Manifesto della comunicazione non ostile , oggi di grande attualità: “ Quando le parole sono un ponte ”. Sarà questo il filo conduttore della seconda edizione di Parole O_Stili che si svolgerà a Trieste giovedì 7 giugno. L’idea è quella di portare avanti un progetto collettivo che possa proporre pensieri e spunti per contrastare e contrapporsi a messaggi di chiusura, divisione, esclusione sempre più frequenti. Per questo motivo è stato chiesto alla community di Parole_Ostili, formata da professionisti della comunicazione d’impresa e della comunicazione politica, docenti, imprenditori, influencer, blogger, di raccontare qual è la loro “parola ponte”, quel termine che solitamente usano per comprendere, farsi capire, avvicinarsi agli altri. Nell’ambito del panel sul giornalismo, ci sarà poi il lancio ufficiale di Parole in formazione , una vera e propria chiamata al mondo dell’informazione affinché possa farsi portatore di consigli e di un messaggio di sensibilizzazione sul tema dell’utilizzo del linguaggio in rete. Il 7 giugno verrà presentata l’ultima parte della ricerca EU Kids Online , svolta in collaborazione con il Miur, che raccoglie i dati relativi alle competenze digitali dei ragazzi, la mediazione sociale e i rischi online da parte di famiglie e scuola».

 

Migrazioni, arrivano i corridoi universitari

Il Manifesto, già sottoscritto da più di 20 atenei italiani, si fonda su alcuni principi generali - che sono quelli dell’uguaglianza e non discriminazione, dell’accoglienza, della conoscenza, dell’integrazione, della valorizzazione delle differenze, della partecipazione – e suggerisce alcuni impegni programmatici per tradurli in azione concreta. A questo Manifesto abbiamo aderito con convinzione perché si basa su alcuni valori che sono anche i valori fondativi dell’Università Cattolica, in particolare l’attenzione alla persona e i principi di solidarietà e sussidiarietà», sostiene Marco Caselli. Come pure è importante sottolineare che il documento sottoscritto non presta attenzione solo agli studenti ma anche ai docenti visto che le situazioni di guerra e di catastrofi naturali penalizzano molti nostri colleghi che, pur avendo le nostre capacità, si trovano nelle condizioni di non poter fare questo mestiere». Tra le altre misure auspicate dal Manifesto per favorire l’inclusione di studenti, ricercatori e docenti rifugiati figurano il supporto agli studenti titolari di protezione internazionale, il supporto per il riconoscimento di titoli e qualifiche, borse di studio e altri incentivi. Ne sono un esempio il progetto di accoglienza di studenti siriani che, avviato nell’anno accademico 2016/17, ha dato l’opportunità a cinque giovani di iscriversi a corsi di laurea attivati nelle sedi di Milano e di Piacenza. Ci deve essere un impegno delle Università e della società civile per formare persone che poi possano agire su quelle che sono le cause profonde di questi fenomeni nella prospettiva di un mondo migliore che può sembrare retorica ma non lo è affatto». Nella foto in alto Nour, una ragazza siriana che è stata accolta a studiare nella sede di Piacenza dell'Università Cattolica e ha concluso il suo percorso di laurea in Scienze dell'educazione #manifesto universita' inclusiva #corridoi universitari #accoglienza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Un manifesto per la comunicazione gentile

Il libro Un manifesto per la comunicazione gentile Nel nuovo libro di Fausto Colombo pubblicato da Vita e Pensiero l’invito ad abbassare i toni tornando al garbo della conversazione faccia a faccia e al rispetto degli interlocutori, ma anche il richiamo a una comunità di destino. Il book trailer del volume by Velania La Mendola | 27 maggio 2020 Cosa significa guardare ai media con un approccio ecologico? Lo spiega Fausto Colombo , sociologo della comunicazione dell’Università Cattolica, nel nuovo libro " Ecologia dei media. Manifesto per una comunicazione gentile " dove analisi critica e prospettiva etica si integrano in un discorso puntuale e suggestivo insieme. Come ondate sempre più potenti, si riversano sul mondo prima i mezzi a stampa, poi la radio e la televisione, poi ancora la prima digitalizzazione e l’utopia di internet, per arrivare oggi alle grandi piattaforme, macchine algoritmiche la cui benzina è costituita dai comportamenti degli utenti. Un ecosistema, quest’ultimo, che produce effetti sulla vita sociale e che, oltre a offrire straordinarie opportunità, può anche letteralmente inquinare il nostro universo simbolico, come fanno i discorsi d’odio e le false verità circolanti sui social, che le piattaforme non sembrano completamente in grado di limitare. Perché è arrivato il momento di fermare la frenesia ‘social’ e di guardare come i nostri avatar o nickname ci parlano di noi stessi in quanto umani. Una possibilità straordinaria e preziosa, e ora fragile più che mai nelle nostre mani.

 
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