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La Cattolica e le radici dell’Eni

Milano La Cattolica e le radici dell’Eni L’amministratore delegato Claudio Descalzi in Università per rileggere il ruolo giocato dall’Ateneo nella formazione della cultura d’impresa del colosso energetico. Gira intorno all’economista dell’Università Cattolica e al fondatore dell’Eni il filo sottile che lega l’Ateneo di largo Gemelli e l’azienda del cane a sei zampe. A indagare questa relazione, originale e dialettica, è stato il progetto “ Dall’Università Cattolica all’Eni: la formazione di una classe dirigente ”, che ha sostenuto la pubblicazione dei volumi C ultura e petrolio. Un’alleanza per lo sviluppo dei popoli ”, che si è svolta il 4 dicembre nell’Aula Magna della sede milanese dell’università Cattolica. In Cattolica si è costruito il pensiero, la filosofia di quella che è stata la macchina operativa dell’Eni» ha detto l’amministratore delegato dell’azienda. Tra loro, Francesco Vito, Pasquale Saraceno, Amintore Fanfani o Giorgio La Pira, uno dei punti di riferimento più ascoltati da Mattei, che collaborò con l’Università Cattolica in momenti particolarmente significativi per la rinascita del secondo dopoguerra. Per capire l’Eni di Mattei, insomma, occorre far riferimento a una visione di lungo periodo, che si è alimentata in una riflessione etico-politica ispirata a un insieme coerente di valori e di principi sociali.

 

L’Eni di Mattei e il legame con la Cattolica

MILANO L’Eni di Mattei e il legame con la Cattolica Si è scritto molto del fondatore del colosso energetico ma pochi sanno dell’influsso che hanno avuto su di lui alcuni studiosi dell’Ateneo, soprattutto sui temi dello sviluppo dei popoli. Dotato di grandi qualità manageriali e di un pragmatismo che, a detta dei critici, sembrava sfiorare i limiti del consentito, Mattei e la sua avventura imprenditoriale hanno contribuito a proiettare l’Italia in un scenario internazionale e a ricostruirne l’immagine economica all’estero. Proporre una riflessione storica aggiornata sulle radici culturali dell’esperienza imprenditoriale di Enrico Mattei e dei suoi collaboratori nei momenti cruciali dello sviluppo economico nazionale e internazionale è l’obiettivo del convegno intitolato “Cultura in azione. Per capire l’Eni di Mattei, insomma, occorre far riferimento a una visione di lungo periodo, che si è alimentata in una riflessione etico-politica ispirata a un insieme coerente di valori e di principi sociali. La prima sessione del convegno sarà dunque dedicata a indagare le radici culturali, i contributi di pensiero e i mezzi attraverso cui questa prospettiva si è dispiegata, mentre la seconda si occuperà della «politica estera» di Eni, in particolare in Medio Oriente, in Unione Sovietica e in Africa. Dopo i saluti istituzionali, alle 10 prenderà il via la prima sessione della giornata di studio con la relazione di Maria Bocci , docente di Storia contemporanea, sul tema Una cultura per lo sviluppo. La politica energetica per lo sviluppo ; mentre dei rapporti tra l’Università Cattolica e la Scuola di San Donato si occuperà Daniele Bardelli , ricercatore di Storia contemporanea presso la facoltà di Scienze della formazione.

 
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