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Covid, maturandi e università. La ricerca

Lo studio Covid, maturandi e università. La ricerca Uno studio condotto dall’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo e da Ipsos tra 1000 ragazzi che si trovano alle prese con la scelta universitaria. La presentazione in un incontro con il rettore Franco Anelli e Mario Calabresi 22 giugno 2020 I maturandi e l’università al tempo del Covid : è il titolo dell’indagine svolta dall’ Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e da Ipsos tra il 10 aprile e 28 maggio 2020, quindi in piena fase 1 e all’inizio della fase 2 dell’emergenza. I risultati complessivi dello studio - con il coinvolgimento di 1000 18-19enni frequentanti l’ultimo anno delle superiori , saranno presentati mercoledì 24 giugno alle 12 in occasione del webinar " La scelta universitaria ai tempi del Covid-19. Sarà possibile seguire l’evento live sui canali social dell’Università Cattolica e dell’Istituto Toniolo. ricerca #maturandi #orientamento #universita' Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Maturandi: università a distanza è bene, in presenza è meglio

Vanno peraltro messe in evidenza alcune consistenti “minoranze”: il 15% pensa che l’emergenza abbia influenzato pesantemente le decisioni; il 14% ha optato per un Ateneo vicino a casa e il 13%, dato di sicuro interesse, si orienta verso studi che permettano di aiutare maggiormente gli altri. Gli studenti sanno benissimo che la scelta del percorso di studi universitari condizionerà il loro futuro e si rendono conto dell’importanza di scegliere un corso di studi che li motivi nella prospettiva di fare un lavoro che piaccia», ha osservato il rettore Anelli. Però questa emergenza ci ha fatto imparare cose nuove che ci permetteranno di accogliere al meglio gli studenti alla ripresa delle lezioni in autunno e di arricchire stabilmente la nostra capacità di proporre didattica innovativa, dotando tutte le università di tecnologie per svolgere anche formazione a distanza. L’obiettivo è di offrire agli studenti una formazione universitaria compiuta che consenta loro di acquisire competenze e capacità indispensabili per affrontare le complessità del mondo», ha dichiarato il rettore della Cattolica. Si tratta di una generazione, che «da una parte, cerca il contatto con gli altri, dall’altra, molto uguale a quello che sono i giovani: desiderosi di socializzare, di essere insieme e di vivere l’università». Nel momento in cui vi è un impoverimento profondo del Paese e quindi delle famiglie – ha affermato il rettore Franzini – è chiaro che l’università può non essere vissuta ed è un errore che spesso viene compiuto. Ed è questo un punto interrogativo che angoscia noi rettori in quanto minore mobilità di studenti significa anche minori iscrizioni in un Paese che è il fanalino di coda nel mondo occidentale come numero di laureati e rischia un ulteriore impoverimento a medio termine proprio grazie al Covid.

 
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