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Ricciardi, non abbiamo imparato la lezione

Nella situazione che stiamo tutti vivendo – ha proseguito il professor Ricciardi, professore di Igiene dell’Università Cattolica e consulente del ministro della Salute per il coordinamento con le istituzioni sanitarie internazionali – è ancora presto per dire che siamo fuori dall’emergenza. La lezione che abbiamo imparato finora è che non bisogna assolutamente allentare la guardia, come accadde durante l’epidemia dell’influenza spagnola nel secolo scorso quando la seconda ondata fu peggiore della prima poiché caratterizzata non solo dall’impatto del virus sul corpo delle persone, ma soprattutto sulla psiche. Negli Instant Report su Covid-19 che l’Altems diffonde ogni settimana abbiamo analizzato le varie risposte delle Regioni italiane, comprendendo che ognuna di esse ha risposto con il proprio modello organizzativo e con le risorse al momento disponibili. Nel nostro Paese – ha risposto Ricciardi - la regionalizzazione non garantisce a tutti i cittadini una risposta adeguata ai bisogni di salute e sicurezza, specialmente quando occorre viaggiare per raggiungere strutture che in una Regione non ci sono. Il Servizio Sanitario Nazionale è arrivato a questa pandemia con alcune Regioni in condizioni quasi disperate nelle quali l’accesso ai servizi non poteva essere garantito ai cittadini: da qui l’esplosione della spesa sanitaria nazionale che ha provocato disomogeneità e grande indebolimento. Il problema reale è che oggi questo assetto sancito dalla Costituzione genera una grande frammentazione sociale che crea disuguaglianze anche “in tempo di pace”, ma che in tempo di pandemia genera frammentazione delle decisioni ed enormi ostacoli alle cure. Lasciare alle Regioni la responsabilità di prendere decisioni dimostra che questa lezione non l’abbiamo ancora imparata e lo capiremo quando il virus si muoverà nelle maglie delle differenze regionali, soprattutto quando sarà maggiore la mobilità.

 

Cura, empatia, capacità, i tre + di Medicina

La giornata è stata Introdotta dal saluto del preside della facoltà Rocco Bellantone con un augurio «a tutte le aspiranti matricole a formarsi in una facoltà “cattolica” in quanto universale e solidale che non è un fattore aggiunto, ma quello più importante. Una facoltà che diventa una vera comunità aperta all’empatia con le persone malate, in piena sinergia con le attività del Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, “palestra” eccezionale per i nostri ragazzi ed esperienza irripetibile per studenti che non studiano solamente, ma vivono la Medicina». Il medico del futuro – ha proseguito il professor Lanzone - non è solo quello che impara nozioni, ma è il medico aggiornato che sa utilizzare tuti gli strumenti. Siamo docenti e studenti più completi, grazie alle nuove “gocce di sapienza” di questo complesso e unico periodo che abbiamo trascorso per la formazione futura, anche con una metodologia che sembra fredda, ma che invece amplifica la formazione nel rapporto tra docente e studente». La mia vita per e con gli studenti è intensa – ha concluso il professor Lanzone - il tempo non si ferma, l’età degli studenti che si avvicendano mostra generazioni con problemi sempre diversi e nuovi stimoli. La dimensione internazionale dell’Università Cattolica organizzata da Cattolica International parla, per lo scorso anno, di 4.665 studenti stranieri in Cattolica, 2.800 studenti dell’Ateneo che hanno fatto esperienze all’estero e 1.900 internazionali che hanno scelto la nostra Università per il loro programma internazionale. Ma i volti di chi ha lasciato la propria casa ed è partito per lidi lontani è molto, molto più eloquente, come ha dimostrato il talk “ Cattolica International: le esperienze dei nostri studenti nel mondo ”, moderato da Loretta Borgonovo .

 

«Il Covid conferma che si è medici per missione»

Giovani medici in prima linea «Il Covid conferma che si è medici per missione» Francesco Beghella Bartoli , medico specialista in Radioterapia oncologica al Policlinico Gemelli, racconta la sua attività al tempo del Coronavirus. Alla luce dell’alto numero di pazienti che quotidianamente frequentano il nostro Centro, al fine di permettere la prosecuzione dei trattamenti, si è reso necessario proteggere loro e tutti gli operatori sanitari da questo nemico invisibile. Inoltre è in fase di avvio un progetto che ha lo scopo di monitorare a distanza gli operatori sanitari e i pazienti in trattamento facendoli sentire meno soli in una fase emergenziale come questa. Sarà difficile per me dimenticare il volto pieno di sconforto del figlio di un nostro paziente che non ha potuto dare l’ultimo saluto a suo papà prima che questi morisse per una polmonite sospetta per Covid-19. Qual è il messaggio che un giovane medico, in un’esperienza improvvisa, nuova e sfidante, vuol lasciare ai tanti ragazzi che ora, ancor di più aspirano a diventare medici e infermieri? «Ai tanti che stanno studiando posso dire che dai testi alla pratica molte cose cambiano. L’importante è affrontare tutto con fermezza, preparazione e forza d’animo e tenere a mente in ogni circostanza (emergenziale o ordinaria che sia) qual è il fine ultimo della nostra professione: assistere e prendersi cura dell’altro». Ultimo di una serie di articoli dedicati ai nostri medici in prima linea nella lotta al Coronavirus #medici in prima linea #medicina #covid Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Medici e Covid, lo sguardo che cura

Giovani medici in prima linea Medici e Covid, lo sguardo che cura Nei reparti non dedicati al Coronavirus, come la radioterapia oncologica, dove si sviluppa una un incredibile livello di umanità, la relazione con i pazienti non è mai venuta meno. Sono rimasti sul fronte anche tutti quei dottori che, pur lavorando in altri reparti, quelli propri di ogni ospedale prima del Coronavirus, hanno risentito nel loro lavoro di questo “ospite” inatteso. Luca Tagliaferri è specialista in Radioterapia oncologica e dottore di ricerca in Radioterapia Interventistica (brachiterapia) ed è attualmente dirigente medico con incarico di Alta Specializzazione, referente del Centro di Oncologia Interventistica del Gemelli Art (Advanced Radiation Therapy). Quotidianamente, è proprio in questo contatto fisico che si concretizza quel legame bidirezionale che rappresenta una sincera offerta di aiuto da parte del medico attraverso la propria professionalità e la manifestazione di fiducia da parte del paziente. Questa “alleanza terapeutica”, che in genere nasce con la prima visita e tende a rafforzarsi giorno dopo giorno, spesso rappresenta uno degli elementi principali che sostiene il paziente nel lungo percorso della terapia oncologica in un atteggiamento di affidamento al medico, all’equipe e alla struttura. Questa particolare attenzione del personale alla sicurezza ha in parte colmato quella mancanza di contatto fisico tra il medico e il paziente, facendo emergere la possibilità di difendere quella fondamentale attenzione alle relazioni anche attraverso nuovi modelli». Infatti, in poche settimane è stato avviato un servizio di televisita a distanza attraverso l’uso di apparecchiature dedicate che permettono di effettuare valutazioni con videocollegamenti con i pazienti direttamente dal proprio domicilio».

 

Carlo Spagnolli, il medico missionario

Da allora una grave cardiopatia, che domenica ha spento Carlo Spagnolli , gli aveva impedito di tornare nel suo ospedale. Nato a Roma nel 1949, figlio del senatore Giovanni Spagnolli, dopo la laurea in medicina all'Università cattolica di Roma, nel 1975 si era recato per la prima volta in Africa per svolgere il servizio civile. L'Uganda la prima destinazione di questo medico missionario - un pioniere della cooperazione internazionale cattolica divenuto negli anni con la sua opera un punto di riferimento per i missionari laici - e dove sarebbe rimasto fino al 1989. Infine, nel 1996, Carlo Spagnolli inizia a lavorare in Zimbabwe, la sua seconda patria di una vita spesa per quasi 40 anni di Africa al servizio dei più deboli. Un'opera resa possibile anche dal sostegno di tanti amici del Trentino e in particolare della "Associazione Spagnolli Bazzoni" e di "Life Line Dolomites". Dopo importanti esperienze in Camerun, Eritrea ed Etiopia, approda in Zimbabwe dove, nell'ospedale Luisa Guidotti di Chinoy guida i reparti di chirurgia e ginecologia. La lotta all'Aids diventa il suo principale impegno, riuscendo ad aprire il "Villaggio San Marcellino" per i bambini orfani a causa dell'Aids, ma anche una scuola per infermiere e la "Casa della gioia Mariele Ventre" - dedicata alla famosa fondatrice dello Zecchino d'oro - per la riabilitazione di bambini affetti dall'Aids.

 

AI, la digitalizzazione in corsia

roma AI, la digitalizzazione in corsia Non è più così impossibile vedere un robot che fa una diagnosi e crea la cartella clinica del paziente. Fino a dove si spinge l’intelligenza artificiale in medicina? Un convegno al Gemelli con la testimonianza di Roberto Cingolani 14 gennaio 2020 di Lorenzo Cultrera e Vittorio Maccarrone L’intelligenza artificiale è croce e delizia dei nostri tempi. L’AI è al centro di molti dibattiti, tra l’entusiasmo dei pionieri e degli user che ne vedono le grandi potenzialità e chi in maniera più scettica dipinge scenari distopici à la Raymond Kutzweil. Per questo il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS il mese scorso ha chiamato a raccolta diversi esperti del settore perché si confrontassero sul tema dell’AI e l’impatto che ha nel settore medico-sanitario. La digitalizzazione in campo medico sostiene don Paolo Benanti, bioeticista ed esperto di intelligenza artificiale dell’Università Gregoriana e membro Task Force MISE sta creando disagi, una sorta di cambio del nostro modo di interpretare la realtà. Il manager italiano ha raccontato di mani bioniche che «riescono a fare circa l’80% delle prese che una mano umana può fare». Un’altra applicazione nel campo medico dell’artificial intelligence è Babylon Health , provider di supporto al medico di base che ore consulenze tramite messaggi e videochat con la sua applicazione mobile.

 

Una giornata aperta sul futuro

L’Open Day ha avuto inizio nell’incontro “Perché le cose accadano ci vuole un luogo: l’Università Cattolica si presenta agli studenti”, momento iniziale per conoscere da vicino l’Ateneo e le opportunità offerte agli studenti, con il saluto di S. E. Mons. Claudio Giuliodori , Assistente Ecclesiastico generale dell'Università Cattolica, del Preside della Facoltà di Economia Domenico Bodega , del Vice Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia Claudio Grassi e del Direttore della Sede di Roma dell'Ateneo Lorenzo Cecchi . Quindi, in appuntamenti distinti per le due Facoltà, è stata presentata dai docenti e dai tutor l’offerta formativa. Per la Facoltà di Economia si è tenuto l’incontro “Perché studiare Economia?” con il Preside della Facoltà e il coordinatore del Corso di laurea in Economia e gestione dei servizi. A seguire il meeting “La qualità del nostro studio” con i rappresentanti degli studenti e i tutor di gruppo, l’incontro con i laureati della Facoltà “Cosa dopo la laurea?” e, infine, l’incontro di preparazione al test d’ingresso ai Corsi di laurea triennali “Cosa bisogna sapere per Economia”. Un incontro dedicato alle famiglie e colloqui psicoattitudinali - In Aula Franceschini un incontro dedicato alle famiglie dal titolo “Genitori in Ateneo: conoscere l’Ateneo per accompagnare nella scelta”. Inoltre, durante la giornata, con il supporto di psicologi esperti di orientamento, ogni studente ha avuto la possibilità di riconoscere, in colloqui individuali, i propri punti di forza e debolezza per arrivare a definire quali aree disciplinari risultano più affini al proprio profilo.

 

Bellantone: «Siamo una città della ricerca»

E parafrasando una sua bellissima frase invito tutti a ricordare che parte integrante della nostra missione non è quella di creare una Università per i giovani ma piuttosto quella di riscoprire con loro la perenne giovinezza della Chiesa e quindi anche di questa università che della Chiesa è opera. Perdere questo rigore avrebbe conseguenze irrimediabili nel fragile equilibrio attuale ed aprirebbe la strada a una ospedalizzazione del Policlinico per motivi di mera sopravvivenza con le conseguenze che pessimi esempi di altre istituzioni ben documentano. Intendiamoci non che ci piaccia: né che ci sia questo assalto indiscriminato a medicina, né che l'attitudine alle scuole di specializzazione sia verificata con un quiz; ma queste sono le attuali leggi italiane ed a queste ci uniformiamo. In attesa che vengano creati percorsi di indirizzo durante il liceo comprendendo che la via giusta è rendere più equa e ridotta la selezione e non il “liberi tutti” che massacra la vera formazione e penalizza i più motivati. Nato dall'intuizione geniale del nostro padre fondatore come elemento imprescindibile per una seria formazione sanitaria, è andato via via crescendo man mano che sempre più pressanti arrivavano da Roma e, soprattutto dal centro sud, richieste di prestazioni sanitarie che altre strutture non riuscivano a garantire. Si è venuta a creare quindi una anomalia unica in Italia di una struttura che non è pubblica ma che fa un servizio pubblico, spesso e volentieri, anche dove il pubblico non arriva. Ma adesso è arrivato il momento di dare la giusta valenza normativa nazionale che differenzi questo ospedale che fa sanità di alta complessità ed alti costi da strutture private che hanno ben altra valenza e ben altri fini.

 

Per una Medicina più umana

Roma Per una Medicina più umana Al via un nuovo master promosso dalla facoltà di Medicina e chirurgia. Iscrizioni fino al 17 febbraio 2020 by Federica Mancinelli | 27 gennaio 2020 Preparazione tecnico-scientifica e formazione integrale della persona: questo l’obiettivo del programma del nuovo master di primo livello in “Medicina umanizzata per la persona. Reti di comunicazione, sollievo e sostenibilità”, promosso dalla Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, al via nel campus di Roma nell’anno accademico 2019/2020. Il nuovo programma formativo è stato strutturato in collaborazione con il Centro di Bioetica e Scienze della Vita e l’Alta Scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica, GemelliART (Centro di Radioterapia Oncologica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS), Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti Onlus e Associazione Attilio Romanini Onlus. La scadenza per le iscrizioni è fissata a lunedì 17 febbraio 2020. Per ulteriori informazioni si può consultare il sito istituzionale dedicato ai master universitari: https://offertaformativa.unicatt.it/master-lista-master-umanizz-della-medic-e-delle-cure-rete-di-comun-sol-e-sost.

 

Trapianti, una branca in piena evoluzione

Roma Trapianti, una branca in piena evoluzione Il rettore Franco Anelli ha introdotto i lavori del 43° Congresso nazionale della Società italiana dei trapianti d’organo e tessuti (Sito) by Federica Mancinelli | 22 novembre 2019 «L’evento che si apre oggi presenta punti di interesse che non riguardano solo la medicina e la scienza. Così il rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli nel saluto della cerimonia inaugurale del 43° Congresso nazionale della Società Italiana dei trapianti d’organo e tessuti (SITO) che si è svolta il 21 novembre nell’Auditorium del Campus di Roma dell’Ateneo. Centrata sul mondo del lavoro è stata la relazione di Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria, dal titolo "Una terapia economica per l'Italia", nella quale si è auspicata un'idea di società aperta e inclusiva che abbia nel lavoro il suo punto centrale. Donare è un atto di vita - ha detto il Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri - e promuovere la cultura della donazione è un dovere della politica, accanto al sostegno degli operatori sanitari attraverso le risorse economiche e lo sviluppo delle tecnologie». Il congresso, aperto dal professor Umberto Cillo , Presidente della SITO, si è svolto in tre giorni durante i quali sono stati condivisi specifici aggiornamenti e tutti i gruppi di lavoro hanno avuto l’opportunità di presentare il frutto della propria esperienza. Sono oltre 1.000 i chirurghi trapiantologi che prendono parte al congresso della SITO» ha esordito il presidente del Congresso Salvatore Agnes, docente di Chirurgia generale all’Università Cattolica, direttore della UOC di Chirurgia generale e del trapianto di fegato del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS» nel saluto introduttivo. Si tratta di un’attività molto impegnativa che presuppone una straordinaria organizzazione che prevede il Centro Nazionale Trapianti e i Centri di coordinamento regionali, divenuti un vanto per il Servizio Sanitario Nazionale».

 

La cura è una relazione

Roma La cura è una relazione Il 26 novembre al Policlinico Gemelli l’avvio del nuovo percorso di confronto e formazione degli Specializzandi in Medicina e chirurgia by Federica Mancinelli | 03 dicembre 2019 “Una nuova proposta per continuare a camminare insieme”, così S.E. Monsignor Claudio Giuliodori , Assistente Ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, nel saluto introduttivo dell’incontro “La relazione di cura tra domanda di salute e desiderio di salvezza. Riflessione educativa e narrazione per il medico in formazione specialistica”, presentando il nuovo itinerario di confronto e formazione degli Specializzandi della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, promosso dal Centro Pastorale dell’Ateneo, che si è tenuto il 26 novembre nell’Aula Brasca della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. Il percorso è iniziato due anni fa con la sperimentazione di diverse forme di incontro e di lavoro attraverso strumenti di narrazione e proiezione poetica. Nell’anno accademico 2019/2020 la riflessione proseguirà su alcuni temi sollevati dalla lettura del testo con un lavoro più sistematico e scientifico, in collaborazione con un gruppo di lavoro costituito in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica. L’incontro è stato aperto da Rocco Bellantone , Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, Giovanni Raimondi , Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, e moderato da Alfredo Pontecorvi , Ordinario di Endocrinologia e malattie del metabolismo alla Facoltà di Medicina e chirurgia. Ai saluti introduttivi sono seguite le relazioni di Vincenzo Valentini , Ordinario di Radioterapia alla Facoltà di Medicina e chirurgia, e Pierluigi Malavasi , Ordinario di Pedagogia generale alla Facoltà di Scienze della Formazione, che hanno illustrato il nuovo progetto.

 

Suicidio assistito, un piano inclinato

Il medico che assiste il suicidio mette a rischio l’integrità morale della sua stessa professione perché è come se si rifiutasse di aiutare il paziente nei suoi stadi più delicati». Qui si evince che in Paesi come Olanda e Belgio le regole riguardanti il suicidio assistito possono essere violate, forse non intenzionalmente, portando in alcuni casi alla somministrazione di un farmaco letale senza un chiaro consenso del paziente che si trova in fase terminale. Nel 2011 sono stati somministrati farmaci letali senza un vero e proprio consenso del paziente nell’1,7 dei casi delle morti verificatesi nella regione fiamminga del Belgio e nello 0,2% di tutte le morti in Olanda. Tali richieste sono dalle 4 alle 7 volte più frequenti tra coloro che hanno una diagnosi di cancro e manifestano una sindrome depressiva, rispetto ai pazienti ugualmente terminali ma senza questa sindrome. La metà dei casi di pazienti ammalati gravemente e irreversibilmente che richiedono inizialmente il suicidio assistito cambia parere, quando il controllo dei sintomi migliora attraverso le cure palliative e il supporto psicologico è adeguato». Quali sarebbero le implicazioni economiche di un’eventuale approvazione di una legge sul suicidio assistito? «La legalizzazione può offrire un abbrivio per una alternativa economica nei confronti della possibilità di cure palliative e compassionevoli che hanno inevitabilmente un costo. Come si dovrebbe porre la classe medica di fronte alla decisione della Corte? «Al di là della capacità di autodeterminazione del paziente la possibilità che questo si estenda alle persone più fragili è elevata e spesso basata sulla incapacità o inadeguatezza delle cure palliative erogate.

 

L’organizzazione è la migliore medicina

sanità L’organizzazione è la migliore medicina L'Altems festeggia i dieci anni con la prima Conferenza internazionale “ Organizing for Health ”. Il Servizio sanitario nazionale italiano è tra i pochi a livello europeo ad aver mantenuto un’impronta universalistica (“tutto a tutti, dalla culla alla bara”) anche se l’accessibilità ai servizi, ma anche la loro qualità, conosce alti e bassi a seconda delle Regione in cui ci si trova. In realtà, a ben vedere, la variabilità degli esiti – testimoniata anche quest’anno dai risultati del Programma Nazionale Esiti e da diverse iniziative “indipendenti” che informano pazienti e cittadini sulla “qualità” dei luoghi di cura – esiste anche all’interno della singola Regione e, qualche volta, anche all’interno della stessa azienda sanitaria. Volendo guardare un po’ più a fondo scopriamo che in realtà non si riscontrano correlazioni forti tra quantità di risorse disponibili e esiti di salute. In buona sostanza la variabilità degli esiti clinici solo in parte dipende dal livello di “innovatività” dei farmaci disponibili o dalla presenza più o meno massiccia di robot chirurgici. È evidente che il “fattore umano” è fondamentale, ma a ben vedere non basta più il “luminare” per ottenere i migliori risultati nelle cure, almeno nella medicina di oggi. continua a leggere sul Quotidiano sanità ] #sanita' #medicina #organizzazione #altems Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Per Duchenne la luce della ricerca

settembre 2019 Una luce che illumina il mondo: la luce che ogni persona può donare agli altri con le proprie azioni. “Portare la luce nella comunità Duchenne significa poter fare tanto per i nostri bambini e ragazzi, fare tanto parte dal fatto di farli sentire a loro agio quando vengono a trovarci per ricevere le loro cure e soprattutto essere nostri complici in questo percorso di cura. “Abbiamo ricevuto la diagnosi di Duchenne per nostro figlio quando lui aveva solo 18 mesi”, raccontano Giada e Mirko genitori del piccolo Giulio , un bimbo gioioso e attivo in cura presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e che oggi ha sette anni e mezzo. L’amore sconfinato è la luce di un familiare, l’attenzione è la luce degli esperti che prendono in cura i bambini e i ragazzi con la Duchenne e che cercano una cura. Ognuno può portare la propria luce per celebrare questo giorno che, dal 2014 ad oggi, ha raggiunto milioni di persone in oltre 43 paesi del mondo e con il coinvolgimento di circa 95 organizzazioni. Anche quest’anno la comunità Duchenne ha ricevuto un messaggio di solidarietà e supporto da parte di Papa Francesco : “In occasione della Giornata Mondiale di sensibilizzazione sulla distrofia muscolare di Duchenne, vi mando un saluto affettuoso e mi unisco alla speranza di un futuro migliore per tutti”. duchenne #neuropsichiatriainfantile #ricerca #medicina Facebook Twitter Send by mail Print THE WORLD DUCHENNE AWARENESS DAY 2019 Per l’edizione 2019, World Duchenne Organization ha creato il video "Bring your light for the World Duchenne Awareness Day" che nasce dalla spontaneità dei bambini, dalla forza delle emozioni.

 

Johnson & Johnson, i farmaci sono strumenti di sanità pubblica

roma Johnson & Johnson, i farmaci sono strumenti di sanità pubblica Secondo il professor Walter Ricciardi , intervistato dal Sir , la condanna del colosso farmaceutico è la conseguenza di un modello fallimentare basato sostanzialmente sul libero mercato. L’Oklahoma è uno degli Stati più colpiti: fra il 2015 e il 2018 sono stati prescritti 18 milioni di ricette per questi farmaci, cifra spropositata per una popolazione di 3,9 milioni di persone. Ad oggi siamo riusciti a respingere già un paio di volte in Europa la tentazione di abbracciarlo”, afferma lo scienziato, dal 2010 al 2014 presidente dell’ European Association of Public Health, l’associazione di tutte le società di sanità pubblica dei Paesi della regione europea dell’Oms. “La prima – ricorda -, sotto la presidenza Barroso, quando come società di sanità pubblica scientifica facemmo lobby per sventare una proposta di normativa Ue volta a garantire la libera pubblicità dei farmaci. La seconda, con la presidenza Juncker, quando siamo riusciti a far mantenere il farmaco all’interno della DG Santé di fronte al tentativo di scorporarlo, ribadendo che esso deve rimanere uno strumento di sanità pubblica». Ormai gli americani si stanno abituando, soprattutto in alcuni quartieri, a questo fenomeno reso possibile dalla liberalizzazione seguita alla ‘condanna’ subita una decina d’anni fa dagli Stati uniti per una legge estremamente restrittiva che di fatto vietava la possibilità di prescrivere gli oppiacei. A questa legge è seguita una liberalizzazione selvaggia e priva di regole che ha consentito alle case farmaceutiche di esercitare una potentissima azione di promozione sui medici, pagati e co-interessati, e forse in alcuni casi anche ingannati sui rischi di questi medicinali».

 

Farmacia, la sfida del Covid-19

Roma Farmacia, la sfida del Covid-19 Nel confronto on line promosso dall'Altems il futuro del “nuovo farmacista” nella medicina territoriale durante e dopo l'emergenza sanitaria by Maria Rita Montebelli | 10 dicembre 2020 Non più (solo) dispensatori di farmaci, ma erogatori di servizi all’interno del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Luigi D’Ambrosio Lettieri , vicepresidente FOFI, Marco Cossolo , presidente Federfarma, Gianni Petrosillo , Presidente SUNIFAR, Antonello Mirone , Presidente Federfarma Servizi, Antonio Gaudioso , Segretario Generale di Cittadinanzattiva, Giovanni Leonardi , Direttore Generale della Ricerca e dell’Innovazione in Sanità. I lavori, introdotti dal professor Americo Cicchetti , direttore dell’Altems, sono stati moderato i con grande competenza e profondo insight della materia da Guido Carpani , Consigliere dei ruoli della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Capo di Gabinetto del Ministro per la pubblica Amministrazione. altems #farmacia #covid #medicina Facebook Twitter Send by mail Print GLI INTERVENTI DEL CONVEGNO “La farmacia ha vinto la sfida di ruolo del COVID - ha esorditolil Consigliere GuidoCarpani – anche a fronte delle debolezze mostrate dal SSN. I punti di forza delle farmacie sono stati la competenza e la prossimità. Nella percezione dei cittadini, l’utilità della farmacia si è maggiormente consolidata nel fornire consigli/informazioni, nell’orientare verso le strutture sanitarie, nell’osservazione di casi sospetti e nella consegna di farmaci a domicilio. Come indicato nel Rapporto annuale sulla farmacia di Cittadinanzattiva, si tratta di soluzioni permanenti nel 44,6% dei casi e temporanee nel 25,3%, ma con la possibilità in molti casi di essere consolidate”. D’Ambrosio Lettieri – ha ribadito la centralità del SSN nella vita dei cittadini e ha rivelato che l’SSN avrebbe avuto bisogno di farmacie già esperte in queste attività ‘collaterali’, tipiche della farmacia dei servizi.

 

Marco, il web e la lingua dei segni. Una storia di umanità

Lo trova, impara in fretta a mente i gesti per alcune frasi: “Hai difficoltà a respirare? Hai dolore da qualche parte del corpo? Ti senti affannata?”. Non che si fidi troppo di un sito incontrato al volo, sa che in rete c’è di tutto e di più, ma davvero non ha tempo. La chiamata era appena arrivata dal pronto soccorso: “Fra mezz’ora vi mandiamo in reparto una trentasettenne sorda” e il reparto è uno di quelli Covid al Policlinico Gemelli di Roma. Sa già quanto sia “difficile comunicare con alcune persone anziane che hanno problemi all’udito” e che nemmeno possono aiutarsi col labiale, visto che la bocca di medici e infermieri è coperta da mascherina e tutto il resto. E ora con una ragazza che non sente e non parla dalla nascita diventa quasi impossibile. Gli è venuta quell’idea, non sa se e quanto possa essere realizzabile. Continua a leggere su Avvenire TG2 20:30 servizio n. 10 del giorno 30/11/2020 #covid #medicina #roma #sordi Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Affaire Clorochina, cosa c’è da sapere sulla sua efficacia

Lo studio Affaire Clorochina, cosa c’è da sapere sulla sua efficacia Il professor Roberto Cauda , docente di Malattie infettive alla facoltà di Medicina, ricostruisce la vicenda del farmaco impiegato contro il Covid-19 di cui uno studio, subito messo in discussione, ha affermato la pericolosità. Il punto della situazione 11 giugno 2020 di Roberto Cauda * La doverosa premessa di questa mia riflessione è che al momento non esistono farmaci specificatamente indicati per il trattamento della malattia Covid-19. Preso atto di ciò, non possiamo però negare che vi sono farmaci che nel corso di questi ultimi mesi hanno dimostrato una certa efficacia nel contrastare la pandemia. Tralasciando questi ultimi due, forse il farmaco che è più stato utilizzato, per le sue caratteristiche di maneggevolezza e facilità di reperimento, è stata proprio la clorochina che in Europa è stata per lo più somministrata in forma di idrossiclorochina. Questa ultima informazione è stata una sorpresa, dal momento che la clorochina, nelle sue varie preparazioni farmaceutiche, è stata nel corso di questi ottant’anni impiegata su larga scala, per il trattamento della malaria e più recentemente di malattie reumatiche, senza che emergesse una particolare tossicità a essa legata. Di fronte al diniego (per ragioni di riservatezza) di renderli disponibili da parte di questa, gli autori, alcuni giorni or sono, hanno ritirato il lavoro ritenendo che non potevano più garantire la qualità e l’obiettività dei risultati . Da ricercatore, con il background scientifico sulla clorochina che ho testé dichiarato, penso che quanto avvenuto rientri nella dialettica della scienza e della ricerca che prevede che ogni lavoro pubblicato possa trovare una conferma o una smentita da parte di altri ricercatori che studiano lo stesso argomento.

 

Squassina e Richeldi tra i maggiori ricercatori al mondo

La lista, redatta annualmente a partire dal 2001, ha il compito di identificare ricercatori e scienziati sociali che hanno dimostrato un'influenza significativa, riflessa attraverso la pubblicazione di numerosi articoli citati frequentemente dai loro colleghi durante l'ultimo decennio. Solo sei gli italiani nella prestigiosa classifica, tra questi anche due docenti della Cattolica: Marco Squassina , ordinario alla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali di Brescia e Luca Richeldi , ordinario alla facoltà di Medicina e chirurgia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma. Un’equazione è detta “nonlocale” quando per verificare la sua validità in un punto occorre conoscere i valori della soluzione anche “lontani” da quel punto. Questa linea di ricerca negli ultimi anni è stata oggetto di grande interesse nella comunità scientifica internazionale». Si tratta di studi che entrano nel primo 1% per citazioni nel proprio settore disciplinare, eleggendo di fatto i loro autori nell’élite della scienza mondiale. Molta tecnologia che popola la nostra quotidianità contiene implicitamente la matematica delle equazioni locali e nonlocali» spiega Squassina. ricerca #webofscience #studi #medicina #matematica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Rafforzate le disponibilità di assistenza in strutture alternative agli ospedali

In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra il 17 ed il 23 novembre 2020, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (1.540 casi ogni 100.000 residenti). Analizzando l’andamento dei pazienti ricoverati sul totale dei positivi, si vede che nelle Regioni del Nord il valore medio registrato nell’ultima settimana nelle Regioni del Nord dall’indicatore è pari a 5,49% (in diminuzione rispetto alla scorsa settimana che era pari a 5,52%). Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Il tasso di saturazione medio calcolato sull’intera penisola è del 75,1% se consideriamo la dotazione pre DL 34 e del 45,8% se, invece, teniamo in considerazione i nuovi posti letto di TI, in aumento rispetto al precedente aggiornamento di 3,5 (situazione PRE DL 34) o 2,1 (situazione POST DL 34) punti percentuali. Dal report #24 è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione della capacità extra in termini di posti letto di terapia intensiva. Dal report #28 è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione dei posti letto in Area Non Critica, ovvero dei posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia. Al 25 novembre 2020 - afferma il professor Americo Cicchetti - nonostante ulteriori implementazioni di posti letto di terapia intensiva, 12 Regioni e Province Autonome hanno esaurito la capacità di posti letto di terapia intensiva aggiuntivi e stanno, seppur con percentuali diverse, attingendo alla capacità strutturale.

 

La seconda ondata comincia a far slittare i ricoveri per i pazienti non-Covid

Secondo quanto noto finora al 4 novembre Lombardia, Puglia, Calabria e Campania hanno invece optato per una sospensione integrale dei ricoveri di tutte le classi di priorità, ovvero dal ricovero raccomandato entro 30 giorni fino a quelli che devono comunque essere effettuati entro 12 mesi. Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). È stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio il 3 novembre è anche la data in cui si è registrata la massima prevalenza puntuale in Italia (694 casi ogni 100.000 residenti). Dal report #21, si introduce una nuova analisi in termini di monitoraggio della prevalenza derivante dal confronto negli ultimi mesi (Prevalenza periodale del 5 settembre – 4 ottobre e del 5 ottobre – 3 novembre per 100.000 abitanti) si denota come nella maggior parte delle regioni tale indice è incrementato notevolmente. Dal report #25 è stata analizzata la letalità grezza apparente del COVID-19 nelle Regioni italiane (27 ottobre – 3 novembre 2020) che corrisponde al numero di pazienti deceduti nell’ambito dei soggetti positivi al COVID-19 nell’intervallo di tempo considerato. Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Se consideriamo la dotazione di posti letto originaria, ovvero prima dei piani regionali di riorganizzazione della rete ospedaliera, il tasso di saturazione in oggetto risulta essere pari al 110% in Valle d’Aosta, al 89,2% nella P. A. di Bolzano, al 71,3% in Piemonte ed al 71% in Umbria.

 

È morto il professor Paolo Preziosi

ROMA È morto il professor Paolo Preziosi Dal 1979 al 2007 è stato docente di Farmacologia e direttore del relativo Istituto. I funerali si terranno venerdì 13 novembre 11 novembre 2020 Lutto per la nostra comunità universitaria: è venuto a mancare il professor Paolo Preziosi. Dal 1979 e fino al 2007 è stato Professore di Farmacologia e Direttore del relativo Istituto presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dal 1988 anche Primario del Servizio di Farmacologia da lui fatto istituire nella nostra sede. Professore emerito dal 2007, ha svolto costante e rilevatissima attività didattica nei corsi di laurea ed in scuole di specializzazione, ha tenuto numerose conferenze e seminari in Italia e all’estero. I funerali si terranno venerdì 13 novembre alle ore 11 presso la Chiesa Centrale. L'Ateneo si unisce al dolore dei familiari per la perdita del loro congiunto. lutto #paolopreziosi #roma #medicina #farmacia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Ricoveri non-Covid persi, impatto economico da 4,2 miliardi

Inoltre, si stima che il costo totale a livello nazionale relativo alle 262.645 giornate di degenza in terapia intensiva fino al 16 novembre (dati Ministero della Salute) sia di 374.269.125 (con un costo giornaliero medio di 1.425). Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra l’11 ed il 17 novembre 2020, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (1.366 casi ogni 100.000 residenti). È stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio il 17 novembre è anche la data in cui si è registrata la massima prevalenza puntuale in Italia (1.218 casi ogni 100.000 residenti). Analizzando l’andamento dei pazienti ricoverati sul totale dei positivi, si vede che nelle Regioni del Nord il valore medio registrato nell’ultima settimana è pari a 5,52% (in diminuzione rispetto alla scorsa settimana che era pari a 5,72%). Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Il tasso di saturazione medio calcolato sull’intera penisola è del 71,6% se consideriamo la dotazione pre DL 34 e del 43,7% se, invece, teniamo in considerazione i nuovi posti letto di TI, in aumento rispetto al precedente aggiornamento di 11,5 (situazione PRE DL 34) o 7 (situazione POST DL 34) punti percentuali.

 

La Fondazione Gemelli ai primi posti della ricerca italiana

ROMA La Fondazione Gemelli ai primi posti della ricerca italiana Approvate le graduatorie per il finanziamento dei progetti nell’ambito del Bando della ricerca finalizzata 2019 del Ministero della Salute. Il Gemelli nei primi posti 12 novembre 2020 Ottima la performance della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS al Bando della ricerca finalizzata 2019 del Ministero della Salute. Il Comitato Tecnico Sanitario della Salute a fine settembre ha approvato la graduatoria finale, appena pubblicata sul sito del Ministero, per i progetti vincitori nelle tre categorie progettuali: ‘Giovani Ricercatori’ (GR), ‘Ordinari di ricerca finalizzata’ (RF) e ‘Cofinanziati’ (CO). Il Gemelli ne esce a testa alta, collocandosi al terzo posto della graduatoria nazionale per la categoria ‘Giovani ricercatori’, al quinto posto per i progetti ‘Ricerca Finalizzata’ e al quarto posto come finanziamento complessivo. Siamo davvero orgogliosi dei risultati ottenuti – commenta il professor Giovanni Scambia , Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e docente di Ginecologia e ostetricia all’Università Cattolica - particolarmente lusinghieri soprattutto nella sezione Giovani Ricercatori’, che ha ottenuto un tasso di successo del 20%. I progetti finanziabili erano: 107 Progetti Ordinari di Ricerca Finalizzata 104 Progetti presentati da Giovani Ricercatori 7 Progetti Cofinanziati 38 borse di studio rivolte a giovani ricercatori sotto i 33 anni previste nella sezione Starting Grant. Questi si aggiungono ai 2 progetti dei “Programmi di rete” NET e al progetto di ricerca sulla Fibromialgia (quest’ultimo ha visto coinvolte tutte le regioni con il coordinamento della regione Liguria), per un finanziamento complessivo pari a 100 milioni di euro.

 

Totti e Ilenia, promessa mantenuta. L’incontro al Gemelli

L’incontro al Gemelli Lo storico capitano della Roma ha incontrato la giovane paziente che, vittima di un grave incidente e ricoverata dallo scorso dicembre in ospedale, si era risvegliata dal coma anche grazie alla voce in un videomessaggio del suo idolo 28 settembre 2020 Promessa mantenuta. Grazie ai trattamenti innovativi eseguiti dall’equipe di Neuroriabilitazione del Gemelli diretta da Luca Padua , direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa all’Università Cattolica, campus di Roma, la giovane si è risvegliata dal coma. Un ruolo importante in questo risveglio lo ha avuto il suo idolo, il capitano della Roma Francesco Totti, che su invito dei genitori di Ilenia gli aveva recapitato un videomessaggio. Ilenia, sentendo la sua voce, aveva dato segnali di recupero confortanti e chiesto, con l’ausilio di una lavagna che al momento l’aiuta a “esprimersi” scrivendo le frasi con le sue dita, di incontrarla in reparto. Ilenia è stata letteralmente bombardata di sensazioni visive, uditive, olfattive, in quella che viene chiamata la ‘cava immersiva multisensoriale’, che di volta in volta si trasformava riempiendosi di suoni, di musica e di immagini su tutte le pareti. totti #gemelli #ilenia #medicina Facebook Twitter Send by mail Print L’Unità Operativa di Neuroriabilitazione ad Alta Intensità del Gemelli, stimolazione multisensoriale per il recupero dei pazienti L’Unità Operativa di Neuroriabilitazione ad Alta Intensità del Policlinico Gemelli è stata attivata ad aprile del 2019 e dispone di 20 posti letto. Con questa filosofia e dopo due anni di studio della letteratura e ricerca nell’ambito della progettazione di strumentazioni e protocolli, i ricercatori coordinati dal professor Luca Padua, hanno messo a punto una particolare modalità di stimolazione multisensoriale che prevede una progressiva personalizzazione dei contenuti.

 

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