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Lettera dalla trincea dell’ospedale

Testimonianza Lettera dalla trincea dell’ospedale Un medico del “Sacco” di Milano scrive sulla sua esperienza in prima linea al tempo di coronavirus. Oggi ho un attimo di pausa e le scrivo per condividere i pensieri che mi affollavano la testa questa mattina mentre guidavo per venire in ospedale. Il primo pensiero era stridente rispetto al forzato ottimismo che vedo in giro in questi giorni, gli applausi, la nuova idolatria per la classe medica e infermieristica. Ce la faremo, infatti, cosa significa? Che dobbiamo guardare solo alla fine dell’epidemia saltando la drammaticità del presente? E poi: chi ce la faremo? Io e lei che ci scriviamo? Il popolo italiano inteso astrattamente? Tutto questo mi convince poco e mi lascia francamente perplesso. I miei pazienti invece di lamentarsi mi mandano ogni giorni messaggi per chiedermi come sto e anche per partecipare dell’esperienza incredibile ed eccezionale che sto vivendo. In effetti quello che io sto vivendo, ma credo sia esperienza anche di molti altri, è l’avverarsi di un fenomeno che non di rado noi medici vediamo in chi è scampato a un pericolo potenzialmente mortale: l’esperienza di aprire gli occhi e accorgersi che nulla è più scontato. Ossia che tutto è dono, dal risveglio del mattino, dal saluto ai propri cari a ogni piccola piega di un quotidiano che per alcuni è tutto da riempire, per altri come me è diventato, se mai era pensabile, più vorticoso di prima.

 

Unità Covid. Riscoprirsi medici

Il progetto, curato dai master in Editoria dela Cattolica e Morellini Editore, sosterrà il Piccole Figlie Hospital di Parma 10 giugno 2020 «Ho visto tanta gente morire. Ma altre volte mi è sembrato quasi di essere di troppo [...] quando c'erano parenti e famigliari attorno che chiedevano un’intimità che l'ospedale non sempre può offrire. Riscoprirsi medici di Giorgio Bordin , direttore sanitario del Piccole Figlie Hospital di Parma, nasce dalle stanze di un reparto riconvertito in pochi giorni per ospitare i pazienti Covid che quelle ormai sature dell’Ospedale Maggiore cittadino non riuscivano più a contenere. Il progetto editoriale di Bordin è stato accolto con entusiasmo dai docenti, allievi ed ex allievi dei master in Editoria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e da Morellini Editore, che insieme curano definizione progetto, pubblicazione, comunicazione e distribuzione. Il libro è disponibile nelle edicole della provincia di Parma e sul sito www.morellinieditore.it e sarà acquistabile sui principali store online e distribuito in modo graduale e capillare nelle librerie di tutta Italia. Il ricavato dalle vendite del libro verrà interamente devoluto al Piccole Figlie Hospital, ospedale privato accreditato che da circa 80 anni coopera in sinergia con il servizio sanitario nazionale e, come molte altre realtà, sta affrontando le gravi difficoltà economiche dettate dall’emergenza. In questa fase di emergenza epidemiologica si è occupato degli aspetti organizzativi che hanno trasformato l’ospedale in cui lavora, strutturando un’unità operativa Covid, della quale ha la responsabilità diretta, e al tempo stesso seguendo quotidianamente in prima persona le attività cliniche di cura dei pazienti lì ricoverati.

 
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