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Italia, il merito che non c’è

MILANO Italia, il merito che non c’è Per il quarto anno il nostro Paese si colloca ultimo tra i 12 big europei nella classifica sulla meritocrazia stilata dall’Ateneo con l’omonimo Forum. maggio 2018 di Paolo Balduzzi * Per il quarto anno consecutivo, abbiamo misurato le condizioni che determinano la valorizzazione del merito in dodici Paesi europei. Ma cos’è la meritocrazia? Come si definisce? E da che cosa dipende? Il termine è certamente molto controverso, tanto è vero che ognuno di noi ha probabilmente in mente un’accezione diversa e personale del concetto. Più importanti la famiglia di origine, la regione di nascita, il genere di appartenenza o anche solo la rete di conoscenze e amicizie personali. Per dare sostanza e per verificare tutto ciò, la nostra ricerca - che nasce dalla collaborazione con il Forum della meritocrazia (Giorgio Neglia) e ha coinvolto il Laboratorio di statistica applicata dell’Università Cattolica (Andrea Bonanomi, Alessandro Rosina) - ci ha permesso di misurare questo concetto. E purtroppo di confermare che l’Italia è ultima tra i Paesi europei per meritocrazia e per ciascuna delle condizioni che, secondo la nostra misura, lo determinano. docente di Scienza delle finanze e di Economia pubblica alla facoltà di Economia, campus di Milano #merito #meritocrazia #italia Facebook Twitter Send by mail.

 

Misuriamo l’Italia col meritometro

febbraio 2016 di Andrea Danneo , Antonio Di Francesco , Marianna Di Piazza È il primo indicatore quantitativo di sintesi che misura lo “stato del merito” in un Paese. Uno strumento che delinea un quadro sconfortante per l’Italia: secondo il rapporto 2016 occupiamo l’ultima posizione nel ranking che mette a confronto 12 Paesi europei ( vedi il grafico nella foto ). Lanciato per la prima volta nel 2015, questo indice nasce da una mancanza» afferma Balduzzi, ricercatore in Scienza delle finanze del Dipartimento di Economia e finanza . Abbiamo pensato perciò di sviluppare questo strumento, un indice sintetico compreso tra 0 e 100, che indica quanto è meritocratico un Paese, con l’idea di trovare dei pilastri attraverso cui definire la meritocrazia». Parlando di politiche pubbliche, quanto incidono le recenti riforme del governo Renzi per rilanciare la meritocrazia? «È ancora presto per dirlo, se vogliamo utilizzare il Meritometro come parametro di riferimento. Le recenti riforme possono contribuire ad eliminare questo aspetto che sembra culturale ? «L’idea che i canali per ottenere una posizione non siano quelli tradizionali (merito e curriculum), ma le conoscenze e le parentele, scoraggia le persone che cercano lavoro. In Europa, gli italiani sono quelli più disposti ad andare all’estero: tra le motivazioni c’è il fatto che non credono di avere opportunità in Italia.

 
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