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Minibot, cosa sono e che rischi comportano

l'analisi Minibot, cosa sono e che rischi comportano Una mozione della Camera impegna il Governo a sbloccare il pagamento degli arretrati a professionisti e imprese ricorrendo anche a “ titoli di Stato di piccolo taglio ”. Il rischio è la creazione di una moneta parallela, come spiega il professor Andrea Terzi 06 giugno 2019 di Andrea Terzi * Si torna a parlare di “minibot”. Ma perché mai lo Stato dovrebbe pagare i propri creditori non già con un bonifico ma consegnando dei titoli cartacei, molto simili a banconote, emessi direttamente dal Tesoro? La formula è criptica al punto che qualche parlamentare ha confessato di aver votato la mozione senza afferrarne il contenuto. Parrebbe, a prima vista, poco rilevante che lo Stato reperisca i fondi per pagare i creditori, oppure consegni direttamente ai creditori dei titoli di nuova emissione. Prima ancora di chiederci se, e a quale valore, queste quasi-banconote sarebbero accettate come mezzi di pagamento, va rilevato che una legge che istituisse una “moneta parallela” non potrebbe essere promulgata dal Capo dello Stato senza averne preventivamente accertato la compatibilità col Trattato sull’Unione Europea. Tecnicamente, i minibot sono assimilabili alle monete metalliche in euro che teniamo nel borsellino, emesse anch’esse dal Tesoro in quantità autorizzate dalla Banca Centrale Europea, e iscritte a debito dello Stato. In realtà, al solo sorgere di uno scontro di tali proporzioni, i prezzi dei veri titoli di Stato (quelli che promettono euro) cadrebbero a picco, causando una vera e propria crisi finanziaria dello Stato e delle banche.

 
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