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AmazinGlitch, l’arte dell’errore

Arte AmazinGlitch, l’arte dell’errore Gli studenti del laboratorio di Ideazione di eventi espositivi dello Stars mettono in mostra a Brescia dal 13 giugno immagini reinterpretate dalla App per Android. Una teoria che può essere applicata anche all’arte contemporanea, laddove ingrandimenti eccessivi, perdita di dettagli, ribaltamenti prospettici, o storpiature formali - in un primo momento additati come elementi di disturbo nell’economia visiva dell’opera – si rivelino invece in grado di creare nuovi equilibri estetici. L’errore che diventa arte ”, il progetto espositivo ideato, realizzato, allestito e curato da un gruppo di studenti del corso di laurea in Scienze e tecnologie delle arti e dello spettacolo (Stars) , sotto la supervisione del professor Fabio Paris , nell’ambito del laboratorio di Ideazione di eventi espositivi . Così Emanuele Comincini, Andrea Lara Cucchi, Elisa Curotti, Dafnis Dall'Olio, Martina Dattolo, Elisa Fornari, Giuditta Gerevini, Giada Illini, Maria Minervino, Isabella Stucchi, Martina Tomasoni, Elisa Turra e Beatrice Zanini si sono cimentati nella realizzazione di ritratti e immagini, reinterpretandoli loro stessi in chiave personale e artistica. Già perché, ben prima delle fasi di allestimento, selezione, montaggio e comunicazione della mostra, sono stati loro stessi gli autori e artefici dei lavori che saranno esposti lungo il corridoio Montini a partire dal 13 giugno (inaugurazione dalle 16.30 alle 18.30). L’applicazione ha avuto una risonanza tale da raggiungere un milione e mezzo di download in pochissimo tempo e, a seguito di tale successo, ha saputo conquistarsi non solo un grande successo nell’ambito dei social network, ma anche un posto all’interno del panorama artistico contemporaneo. artecontemporanea #stars #mostra Facebook Twitter Send by mail Print COS’È UNA GLITCH Letteralmente “ problema tecnico” di natura temporanea, la “ glitch ” è una storpiatura dell’immagine che consente di operare focus su determinati dettagli oppure, al contrario, di oscurarne altri a piacimento.

 

Arte e diritto si incrociano in Cattolica

piacenza Arte e diritto si incrociano in Cattolica Una mostra,“Ius e(s)t Ars" che raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Si intitola “Ius e(s)t Ars. Un itinerario tra arte e diritto” e raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Lo scopo della mostra, organizzata in collaborazione tra Centro Pastorale e Dipartimento di Scienze giuridiche , non è solo quello di avvicinare l’arte contemporanea ai più giovani e di offrire un evento culturale alla cittadinanza, che può visitare liberamente la mostra. Lo scopo è anche quello di sollecitare una riflessione sull’oggi e di approfondire tematiche come quelle della giustizia, del rapporto tra regola e disordine e dell’identità nell’era digitale. La terza sezione, “Diritto e identità nell’era digitale” , apre uno squarcio su uno dei temi più affascinanti del diritto contemporaneo, quello dell’identità personale in un mondo in cui i social media ed il web tendono a scomporre la nostra soggettività in identità multiple, simultanee e virtuali. Il trait d’union tra le opere selezionate è quello delle tracce che l’uomo vuole lasciare di sé: dalle impronte digitali raccolte dall’artista tra persone incrociate per caso a ciò che la persona vuole affidare ai posteri tramite un testamento poetico, cioè un lascito immateriale registrato su supporto audio-video. L’iniziativa costituisce un ulteriore tassello degli eventi organizzati nell’ambito del corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza , che dal prossimo anno accademico arricchisce la propria offerta formativa affiancando al profilo “Diritto&;Economia” il nuovo profilo “Diritto e innovazione digitale”.

 

Arte nei chiostri, largo agli studenti

Milano Arte nei chiostri, largo agli studenti La mostra promossa dal Centro pastorale in largo Gemelli, è stata ideata e curata da 11 allievi di diversi corsi, che hanno scelto gli artisti contemporanei e progettato il percorso sul tema I Wish. ottobre 2017 Dall’ispirazione cercata nella poesia di Dante fino alle canzoni di Gaber e Guccini, per arrivare alla selezione di artisti contemporanei, che danno forma nelle loro opere al desiderio. All’invito rivolto dal Centro Pastorale e dalle docenti di Storia dell’arte Cecilia De Carli e Elena Di Raddo a tutte le tutte le associazioni studentesche, hanno risposto i ragazzi di BoulevArt, Unilab e Ateneo Studenti, coinvolti per la prima volta dall’inizio dell’ideazione e della progettazione della mostra. Gli studenti sono partiti dalla raccolta di testi letterari che li aiutassero a definire il desiderio: dal Canzoniere di Petrarca al Convivio di Dante, da Baudelaire alle canzoni di Gaber e Guccini, da Leopardi a Calvino, da Camus a Max Pezzali. Il dialogo tra i giovani e gli artisti è durato diversi mesi in un’ottica di confronto sulle diverse letture dei desideri, degli ideali e dei pensieri che ha permesso di creare testi critici dell’opera» spiega Alessandro Tonini , laureando magistrale della facoltà di Lettere. iwish #arte #spiritualita #mostra Facebook Twitter Send by mail Print L’INAUGURAZIONE DI “I WISH” Il progetto è stato promosso dal Centro pastorale e dal Dipartimento di Storia, archeologia e storia dell’arte dell’Ateneo e curata da padre Enzo Viscardi , Cecilia De Carli , Elena Di Raddo . Martedì 31 ottobre l’inaugurazione avverrà nella Cripta dell’Aula Magna di largo Gemelli alle 16.30 alla presenza dell'assistente ecclesiastico generale dell'Ateneo, monsignor Claudio Giuliodori , di Padre Enzo Viscardi , delle docenti di Storia dell'arte Cecilia De Carli e Elena Di Raddo , degli studenti e degli artisti.

 

Buon compleanno Dada!

cattolica post Buon compleanno Dada! Dal 2 ottobre al 26 febbraio arriva a Brescia la mostra che celebra i 100 anni del movimento. Docenti, dottorandi e studenti dello Stars hanno avuto un ruolo di primo piano nelle fasi di ideazione, curatela e approfondimento storico-critico. by Bianca Maltinelli | 08 settembre 2016 Dada - il movimento artistico più irriverente della storia moderna e padre putativo di molta arte come la intendiamo noi oggi - compie 100 anni, e Brescia e le sue istituzioni accademiche colgono l’occasione per festeggiare l’importante anniversario con “Dada 1916. La nascita dell’antiarte”: la mostra al Museo di Santa Giulia, prodotta da Fondazione Brescia Musei, Università Cattolica e Accademia Santa Giulia, che fino al 26 febbraio 2017 documenterà la parabola del fenomeno che ha sconvolto per sempre la storia dell’arte. È lo stesso Luigi Di Corato a sottolineare «la fondamentale sinergia con gli istituti universitari del territorio: i docenti, gli studenti e i dottorandi della Cattolica e dell’Accademia Santa Giulia hanno lavorato all’allestimento, fornito contributi critici e studiato e valorizzato scientificamente le opere». La mostra si compone di oltre 270 opere e documenti originali, suddivisi in 4 sezioni tematiche “Dada prima di Dada”, “Dada, Zurigo e il Cabaret Voltaire”, “Arte e filosofia Dada” e “Oltre Dada” – hanno spiegato i curatori Tedeschi e Di Raddo. Non di sola arte si nutrì Dada: in concomitanza con la mostra, è in preparazione un ciclo di proiezioni che riguarderà i contributi cinematografici prodotti dalle avanguardie dadaista e futurista.

 

Con Bortoluzzi, il Bauhaus in Cattolica

Frequenta dapprima l’Accademia di Karlsruhe e quindi, dal 1927 al 1930, il Bauhaus a Dessau, dove ebbe come maestri Wassilij Kandinskij, Joseph Albers, Oskar Schlemmer e soprattutto Paul Klee, di cui divenne molto amico e che influenzò particolarmente la sua concezione della pittura come “gioco con le cose ultime”. Nel 1933 partecipa alla Mostra degli artisti del Bauhaus a Düsseldorf, ma la collettiva viene vietata e sequestrata dai nazisti. Altre personali organizza a Baden-Baden nel 1948, a Colonia nel 1950, ad Essen nel 1954. Il fondatore della scuola, Walter Gropius, nacque a Berlino nel 1883 e dopo aver compiuto gli studi a Monaco, diventa allievo nel 1908 di Peter Behrens assieme a Ludwig Mies van der Rohe. Una generazione di progettisti che avevano in comune la forte ambizione di voler mutare radicalmente la figura dell’architetto nella società, da semplice progettista di edifici a intellettuale aggiornato in grado di intervenire consapevolmente nell’universo delle forme, dando vita alla figura del designer: il versatile e multiforme disegnatore della realtà. L’obiettivo promosso da Gropius era quello di far diventare il Bauhaus l’istituzione più influente attraverso una metodologia di lavoro in stretta collaborazione tra teoria e pratica, in maniera interdisciplinare, e collaborando con docenti di prestigio come Paul Klee e Wassily Kandinsky. Nel 1932 la Bauhaus si sposta a Berlino e l’anno successivo, dopo innumerevoli pressioni del nazismo, verrà chiusa dal governo perché espressione di tendenze internazionaliste; così gran parte degli studenti vengono arrestati e parte degli artisti, soprattutto architetti, vengono accolti negli Stati Uniti.

 

Corpo a corpo con l’arte

Milano Corpo a corpo con l’arte Le opere di 12 artisti scelte da 16 studenti saranno in mostra nei chiostri dell’Ateneo dal 30 ottobre. Per il secondo anno consecutivo, infatti, il Centro pastorale dell’Ateneo ha affidato agli studenti il compito di allestire un’esposizione di arte contemporanea che sarà aperta dal saluto ufficiale dell’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori . Seguirà una visita guidata in presenza di artisti e curatori e la performance di Marco Di Giovanni . Giovani e desiderio dello scorso anno, gli studenti si sono incaricati di scegliere ed approfondire in tema del corpo, proporre e selezionare opere ed artisti, curare allestimento e catalogo della mostra, organizzare l’inaugurazione e gestire la comunicazione. A guidarli nei mesi di preparazione padre Enzo Viscardi , assistente del Centro Pastorale, e le professoresse del dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’Arte Cecilia De Carli ed Elena Di Raddo . Il confronto dialettico con l’artista ha chiarito il ruolo che la sua opera ha nella mostra e l'ampiezza di riferimenti formali, iconografici e culturali che contengono le sue opere». Gli studenti che hanno preso parte alla curatela della mostra sono: Davide Amata , Beatrice Bartolini , Kevin Bellò , Chiara Colmegna , Elena De Panfilis , Beatrice Formis , Caterina Frulloni , Costanza Nizzi , Ileana Noseda , Andrea Padova , Angela Perletti , Mattia Savia , Andrea Telesca , Alessandro Tonini , Carla Tozzi , Anna Vardabasso .

 

Da afgano vi dico: la vita è bella

Milano Da afgano vi dico: la vita è bella Akef Mussafer , vissuto in uno dei Paesi più devastati dalla guerra, dove studiava giornalismo, frequenta Scienze linguistiche in Cattolica e racconta il suo Afghanistan con una mostra fotografica. Akef Mussafer , fotografo freelance, è uno studente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, dove frequenta la facoltà di Scienze linguistiche grazie a una borsa di studio del Centro di Ateneo per la Solidarietà internazionale (Cesi) finanziata interamente con i fondi del 5x1000 destinati all’Ateneo. Che Afghanistan metti in mostra? «Ho vissuto la guerra ma con questa mostra voglio far conoscere i lati positivi del mio Paese, perché per vedere le immagini del conflitto basta andare su internet. Già da piccolo ero curioso di conoscere la vita di chi incontravo e, appena ho avuto la possibilità, ho iniziato a fare le foto. Ogni immagine racconta mille storie e, invece di narrarle una per una, ho deciso di raccoglierle in una mostra fotografica. Voglio descrivere l'Afghanistan dal mio punto di vista, con l’occhio di un afgano, esattamente come l’Italia può essere raffigurata nella sua essenza solo da un italiano. Qui c’è crisi, e non si può negare, ma non c’è una guerra e bisognerebbe apprezzare di più quello che si ha, perché la vita è bella».

 

Earth. Due parole sul futuro

Due parole sul futuro Un progetto di immagini e parole realizzato da Ornella Ricca e Pietro Spagnoli sotto forma di installazione per riflettere sul destino del Pianeta Terra. maggio 2019 Earth due parole sul futuro è un progetto artistico di presentato sotto forma di installazione, frutto di un ampio coinvolgimento di studiosi, per riflettere sul destino del Pianeta Terra. Il lavoro prende spunto dagli ostraka , cocci su cui nella Grecia Classica gli ateniesi votavano per condannare all’esilio, appunto all’ostracismo, i cittadini ritenuti pericolosi per lo Stato. L’opera è infatti caratterizzata da un insieme di frammenti di terracotta, su ognuno dei quali sono incise due parole: la prima da ‘esiliare’, da non dover usare più, e la seconda da ‘accogliere’, sostenere maggiormente, per il bene del Pianeta. Le parole da incidere sugli ostraka sono state chieste a 550 studiosi e ricercatori di novanta tra Accademie, Università e Centri di Ricerca di buona parte del mondo, tra cui 18 professori dell'Università Cattolica . Le risposte hanno permesso di realizzare altrettanti frammenti di ceramica, su cui sono state incise più di 1.100 parole, che formano in maniera simbolica una grande intelligenza collettiva, rappresentando una buona sintesi del pensiero contemporaneo su un tema così grande e importante. Una forma antica che, con la voce di tanti studiosi, cerca di stimolare riflessioni su passato, presente e futuro del Pianeta.

 

Fotogrammi di misericordia

Rientra nell’ambito delle iniziative dell’Ateneo per l’anno giubilare, la mostra fotografica con gli scatti di Marta Carenzi e Franco Viganò su gesti, volti, incontri. Nelle suggestive immagini dei fotografi Marta Carenzi e Franco Viganò, la mostra propone una riflessione sul senso della misericordia, attraverso gesti, volti, incontri portatori di senso ben aldilà dei bisogni che li hanno sospinti. Franco Viganò (Milano, 1952) – che nella sua fotografia predilige i ‘panorami umani’ di situazioni normali spesso trascurate – ha realizzato la sua campagna nella Fondazione Don Gnocchi, che da oltre sessant’anni si occupa di rispondere ai bisogni emergenti delle persone più fragili. Marta Carenzi (Busto Arsizio, 1977) invece ha scelto di proporre un percorso attraverso otto realtà (enti e associazioni, tra le quali il Banco Alimentare Lombardia, il Consultorio La Famiglia, il centro Esagramma) che a Milano mettono in atto opere che vanno incontro ai bisogni fondamentali dell’uomo. In una galleria di gesti e volti, emergono le storie del quotidiano impegno di carità, così umano da avere in sé tracce del Divino. La mostra, allestita nello scalone d’onore nel primo chiostro di largo Gemelli nella sede milanese, sarà presentata il 16 maggio dalla curatrice e da Giuseppe Colombo, insieme a Francesco Botturi , prorettore vicario. Le fotografie selezionate verranno esposte, con il nuovo anno accademico, insieme a quelle di Carenzi e Viganò e presentate in occasione del convegno conclusivo sulla Misericordia in programma per il 10-12 novembre 2016.

 

Giornata del volontariato

Piacenza Giornata del volontariato Martedì 5 dicembre si celebra la Giornata internazionale istituita dall’Onu nel 1985. Una mostra allestita nella sede piacentina dell’Ateneo documenta il mondo del volontariato italiano attraverso la fotografia. novembre 2017 Il 5 dicembre si celebra la Giornata Internazionale del volontariato , istituita dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 17 dicembre 1985 per riconoscere il lavoro, il tempo e le capacità dei volontari in tutto il mondo. Documentare il mondo del volontariato italiano raccontando, attraverso la fotografia, l’impegno dei milioni di volontari attivi nel nostro Paese è il cuore del progetto fotografico collettivo “ Tanti per tutti . Viaggio nel volontariato italiano ” realizzato da Fiaf – Federazione italiana associazioni fotografiche; Cifa – Centro italiano per la fotografia d’autore e CSVnet – il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. Da febbraio a dicembre 2015 700 fotografi, professionisti e non, con il supporto degli operatori dei Centri di Servizio per il Volontariato, hanno fotografato i volontari italiani durante le loro attività. Osservando queste immagini, soffermandosi su questi volti, immedesimandosi in queste situazioni, ci auguriamo si possa sostare il tempo necessario a “farsi contagiare” dalla testimonianza di chi “fa’” o, meglio, di chi “è” volontariato.

 

Giovani sul grande schermo

mostra Giovani sul grande schermo Inaugurata a Roma alla presenza di Pif una mostra multimediale che analizza la presenza giovanile nel cinema italiano tra il 1948 e il 2018. Si gioca attorno a questi tre termini la scommessa che ha unito Fondazione Ente dello Spettacolo e Università Cattolica, e che si è materializzata nei suoi esiti, martedì 29 gennaio, presso gli spazi dell’ex mattatoio “La Pelanda” di Roma. La seconda: “ Siamo quel che ci manca ”, dedicata alla ricerca di senso e di Dio da parte dei giovani, dal Francesco giullare di Dio di Roberto Rossellini a Corpo Celeste di Alice Rohrwacher. Nel corso del 2018, un gruppo di studenti di diverse facoltà e differenti età (da primo anno di triennale al dottorato), hanno intrapreso un percorso attraverso le immagini che delle generazioni precedenti il cinema ci ha trasmesso. Storie talvolta “lontane” e di “complessa decifrazione” (i bambini già adulti dei film degli anni della guerra o del dopoguerra, come Roma città aperta o Ladri di biciclette , o i ragazzi ideologizzati e violenti degli anni di piombo di Mio fratello è figlio unico ). Pif , regista di La mafia uccide solo d’estate e creatore del Testimone , programma seguitissimo dai più giovani fin dai tempi di MTV, ha chiuso il cerchio che connette giovani, storia nazionale e cinema: «Ero giovane quando a Palermo la mafia ha ucciso i giudici Falcone e Borsellino. docente di Storia dei media alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica, Milano #cinema #giovani #mostra Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il medico secondo gli artisti

ROMA Il medico secondo gli artisti Nella hall del Gemelli la mostra "Curare e Guarire, occhio Artistico e occhio Clinico", promossa da studenti e laureati della facoltà di Medicina, ha messo in evidenza il punto di vista dell’arte sul rapporto con la persona malata. dicembre 2015 Dal 13 al 22 novembre i visitatori del Policlinico A. Gemelli sono stati accolti dalle esperienze artistiche di numerosi pittori (tra i quali Rembrandt, Chagall, Matisse e Van Gogh). In particolare questo itinerario mette al centro un metodo, quello dell'arte, troppo spesso accantonato a favore del, pur imprescindibile, metodo scientifico. È stata l’occasione per scoprire come gli artisti hanno raccontato l’esperienza della malattia e di riflettere come dentro al mistero della sofferenza possa nascere l’opportunità di un rapporto umano pieno. Attraverso le opere d’arte si comprende meglio come la risposta agli occhi lucidi di una bambina malata sia necessariamente più grande dei soli farmaci antitubercolari, si comprende come insieme al bisogno di guarire sia insito nel sofferente un più ampio bisogno di cura. Nel corso dell’incontro inaugurale della mostra gli studenti hanno avuto modo di conoscere meglio l’esperienza di Gemelli Art (Advanced Radiation Therapy) grazie alla testimonianza di Vincenzo Valentini , docente di Radioterapia. Durante l’inaugurazione Giorgio Bordin , curatore della mostra, ha offerto la chiave di lettura che lega queste opere: l’occhio artistico è la possibilità di uno sguardo che abbraccia la totalità della persona.

 

In mostra gli abiti di Romeo e Giulietta

Milano In mostra gli abiti di Romeo e Giulietta Sono esposti a Milano i costumi di scena dei film di Zeffirelli sulle opere di Shakespeare , in collaborazione con la Fondazione Cerratelli. settembre 2016 Un viaggio tra cinema e letteratura, terminologia e officina delle arti attraverso la preziosa bellezza dei costumi di scena di Romeo e Giulietta e de La bisbetica domata . Dal 27 settembre è aperta in Cattolica la mostra “ Shakespeare e i costumi di scena di Zeffirelli ” dove sono esposti venti modelli realizzati per i film del grande regista. Infatti il costume, che rappresenta la maestria artigiana italiana, offre connessioni importanti con la ricerca linguistica e la mostra offrirà percorsi di analisi che valorizzano tutta la documentazione culturale, spunto di riflessione sia per gli studiosi, sia per i professionisti che realizzano i costumi. A presentare la mostra sono stati lo scorso 27 settembre per l’Università Cattolica Arturo Cattaneo , docente di Letteratura inglese, e Maria Teresa Zanola , direttore dell’Osservatorio di terminologie e politiche linguistiche; Diego Fiorini e Floridia Benedettini della Fondazione Cerratelli. shakespeare #giulietta #romeo #zeffirelli #mostra Facebook Twitter Send by mail Print LA MOSTRA E I LABORATORI La mostra Shakespeare e i costumi di scena di Zeffirelli. Venti studentesse di Scienze linguistiche e letterature straniere (nella foto) , del corso di Letteratura inglese alla triennale e del corso di Terminologie alla magistrale, hanno realizzato una “cioppa”, ossia il costume di Giulietta nel film di Zeffirelli “Romeo e Giulietta”.

 

In mostra i manichini di de Chirico

Milano In mostra i manichini di de Chirico Per la prima volta a Milano i costumi di scena disegnati dall’artista per l’allestimento che aprì il Maggio Musicale Fiorentino nel 1933, rivoluzionando l’estetica scenica de I Puritani di Bellini. settembre 2017 Arrivano per la prima volta a Milano i costumi di scena che Giorgio de Chirico disegnò per l’opera I Puritani di Vincenzo Bellini allestita a Firenze il 25 maggio 1933. Solo il tempo fu testimone della vera e propria rivoluzione introdotta da de Chirico, che cambiò la tradizione e segnò una svolta nella messa in scena teatrale, grazie a costumi-manichini inseriti in uno spazio etereo che chiude l’attore in una sorta di simbolo iconografico. Degli oltre centottanta costumi creati per questa rara produzione, patrimonio realizzato e custodito dall’Archivio Cerratelli, trenta saranno in mostra (e visitabili gratuitamente) nella sede dell’ Università Cattolica in via Nirone 15, dal 19 settembre 2017 , giorno dell’inaugurazione, fino al 17 ottobre . Martedì 19 alle 17.30 nell’aula NI 110 in via Nirone saranno presenti per i saluti istituzionali Giovanni Gobber , preside della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere, Maria Teresa Zanola , direttrice dell’Osservatorio di terminologie e politiche linguistiche Otpl, Floridia Benedettini e Diego Fiorini della Fondazione Cerratelli. Il 25 e 26 settembre due laboratori (in via Nirone 15 dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18) coniugheranno teoria e pratica, lavorando con disegni, materiali, stoffe, in un vero e proprio atelier teatrale o cinematografico ricostruito, coordinati e diretti dai massimi esperti del settore a livello nazionale e internazionale della Fondazione Cerratelli. Mercoledì 27 settembre (in largo Gemelli, 1, Aula Magna, ore 18) il concerto dei solisti di Note d’inChiostro proporrà l’ascolto di Preludio, arie e duetti da I Puritani di Vincenzo Bellini , con la guida di Enrico Reggiani , direttore di Note d’inChiostro e docente di Letteratura inglese.

 

In scena i costumi degli artisti

Milano In scena i costumi degli artisti De Chirico e Casorati, Guttuso e Luzzati, da Maccari a Benois a Cagli hanno “vestito” personaggi di opere teatrali. Alcuni dei preziosi manufatti sono in mostra nella sede di via Nirone a Milano. marzo 2019 Dedicata ai linguaggi dell’innovazione nell’Archivio Cerratelli, la mostra di costumi di scena è aperta fino al 19 aprile in via Nirone 15. Da De Chirico a Casorati, da Guttuso a Luzzati, da Maccari a Benois e Cagli gli artisti hanno “vestito” personaggi di opere teatrali. Avvicinarsi al prezioso patrimonio di figurini di grandi artisti, che arti e mestieri della Casa d’arte Cerratelli hanno saputo trasformare in costumi di altissimo pregio, è l’obiettivo della mostra “I costumi degli artisti. Promossa dalla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere, dall’ Osservatorio di terminologie e politiche linguistiche (Otpl) dell’Università Cattolica in collaborazione con la Fondazione Cerratelli , la mostra propone un percorso culturale inedito tra arti e spettacolo, linguaggi e terminologie. Bozzetti e figurini sembrano sagome animate, forme espressive originali, grandi capolavori che sono stati trasformati in costumi di scena per personaggi di melodrammi e commedie rappresentanti la maestria dei loro grandi ideatori.

 

La Quaresima in Cattolica

Milano La Quaresima in Cattolica Due iniziative per il tempo quaresimale: nella cappella di largo Gemelli la Via Crucis di Dolores Previtali, un percorso di arte e spiritualità. L'opera, realizzata dalla scultrice Dolores Previtali, è stata inaugurata ufficialmente il 12 marzo e sarà visitabile fino al 5 maggio negli orari di apertura della sede. Lungo tutta la parete destra della Cappella all’ingresso dell’ateneo sono visibili sotto teca quattordici statuette in terracotta che raccontano il calvario di Cristo fino alla Deposizione. Nei corpi addossati l’uno all’altro, scavati, flessuosi, con braccia lunghe e mani accoglienti si colgono il dolore e l’attesa, l’inquietudine e la fede, la solitudine e il bisogno dell’altro, il cammino dell’uomo che nella fatica si apre però sempre alla speranza. La Via Crucis rappresenta per lei un viaggio nella vita dell’uomo, ogni stazione è un pezzo di vita percorso nel bene e nel male, nella solitudine e nella vicinanza. Come commenta monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell'Ateneo: «Dall’alto della croce (il Signore) invita tutti a contemplare la verità di un amore misericordioso e infinito che si fa carico delle sofferenze, delle miserie e delle fragilità che segnano il cammino di ogni uomo. Accompagnati dai commenti degli studenti e dalle opere di Dolores Previtali, camminiamo anche noi sulla via del Signore, via di speranza e di salvezza».

 

La via crucis di Valter Gatti

Milano La via crucis di Valter Gatti “Il volto donato” , l’ultima e inedita opera dell’artista di Brugherio esposta nella Capella del Sacro Cuore della sede di Milano, offre un percorso artistico e spirituale per il tempo quaresimale. febbraio 2018 Con l’inizio della Quaresima secondo il rito romano, il Centro pastorale dell’ateneo propone, come ogni anno, una via crucis nella Cappella del Sacro Cuore in largo Gemelli. L’opera scelta quest’anno è “Il volto donato” di Valter Gatti , pittore che vive e lavora a Brugherio e realizza una pittura d’introspezione che ritrae il buio dell’anima come se fosse un paesaggio, un volto, e lo carica di storia personale di affetti, di dolore, di pacificazione. Già dalla prima stazione il gesto delle mani che stringono le catene indicano il diaframma tra noi, il mondo libero, e lo sprofondare di Gesù nella realtà della condanna. Nelle stazioni successive la stessa forza si libera nell’urlo del Cristo che prende la croce e si ritrova nel braccio teso che la sorregge e ancora nel gesto di Gesù che si lascia spogliare e nella sue dita contratte. Le immagini, tagliate in modo deciso, alternano i primi piani, gli scorci laterali, le panoramiche come in una sequenza cinematografica, e portano l’attenzione sulle figure dei protagonisti che si muovono tra un cielo plumbeo indefinito e una terra arida e sassosa, senza vita. Le tre cadute scandiscono il percorso, e di particolare tensione spirituale sono l’incontro con la madre che abbraccia il bambino, ora corontato di spine in cammino verso il Calvario, e la raffigurazione della donna che asciuga con un panno il volto di Gesù.

 

Leonardo da Vinci a Gerusalemme

Custodia di Terrasanta Leonardo da Vinci a Gerusalemme È una mostra particolare quella curata da alcuni studenti dell’Università Cattolica spulciando tra i volumi antichi della Biblioteca della Custodia di Terrasanta. Un percorso che pone il grande artista e inventore al crocevia tra tradizione e innovazione 04 novembre 2019 Una mostra ispirata a Leonardo da Vinci tra i volumi antichi della Biblioteca Generale della Custodia di Terra Santa. È quella che hanno curato alcuni studenti dell’Università Cattolica, Martina Mineri, Martina Molino e Pietro Putignano . Si presentano circa trenta libri inerenti alle scienze naturali, alla medicina e all’architettura , argomenti a lui molto cari: si tratta di volumi dei secoli dal XV al XVII tutti posseduti dalla Biblioteca Generale della Custodia di Terra Santa a Gerusalemme . Il pittore diventa così un po’ il simbolo di una riscoperta positiva della realtà, dell’armonia tra uomo e natura, come documenta la figura di un altro scienziato coevo di Leonardo, il francescano Luca Pacioli (nella foto in alto) , col quale si chiude la mostra. L’allestimento del catalogo costituisce l’elaborato finale del primo Corso di Formazione Specialistica “p. Agustín Arce” sulla catalogazione del libro antico, tenuto a Gerusalemme, Biblioteca della Custodia di Terra Santa, dall’1 al 13 luglio 2019. La descrizione dei volumi esposti si basa sul lavoro di Luca Rivali per il suo censimento delle edizioni quattro e cinquecentesche della Custodia di Terra Santa (in stampa), e sul catalogo on line delle edizioni del Seicento predisposto da Fabrizio Fossati.

 

La Viganò alla mostra sul Tiziano

Biblioteca delle scienze Carlo Viganò La Viganò alla mostra sul Tiziano Due preziose cinquecentine della Biblioteca di Storia delle Scienze dell'Università Cattolica esposte al Museo Santa Giulia nel percorso dedicato alla pittura del '500 tra Brescia e Venezia. Sui frontespizi i ritratti di Nicolò Tartaglia e Agostino Gallo. marzo 2018 di Enrico Valseriati* Trovano spazio anche due piccoli ma preziosi volumi della collezione appartenuta a Carlo Viganò , all'interno del percorso espositivo "Tiziano e la pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia", in corso fino al 1° luglio 2018 al Museo Santa Giulia di Brescia. Se la forte presenza veneziana a Brescia si spiega ovviamente con la dominazione politica marciana, meno scontata è la presenza dei bresciani in laguna durante la prima età moderna. Oltre allo splendido ritratto di Francesco Richino raffigurante Gallo. Oltre al Codice dei privilegi del 1471-73 (Brescia, Biblioteca Queriniana, H V 5), sono stati esposti infatti il meraviglioso dipinto di Savoldo con la riva degli Schiavoni, la pianta di Donato Rascicotti della città di Brescia (anche in gigantografia calcografica) e la carta del territorio bresciano di Leone Pallavicino . dottore di ricerca e collaboratore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore #bibliotecadellescienze #carlovigano #tiziano #mostra #pittura #manoscritti #cinquecento Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Martini e il futuro dell’Europa

Il futuro dell’Europa nel pensiero e nell’opera di Carlo Maria Martini ”, realizzata con il contributo della Fondazione Carlo Maria Martini che ha messo a disposizione il ricco archivio per l’analisi dei documenti che saranno esposti. L’idea è nata dall’incontro di due ricorrenze: da un lato i cinquant’anni del dipartimento di Scienze Religiose dell’Università Cattolica , fondato nel 1969 da Giuseppe Lazzati, allora Rettore dell’Ateneo, e da Padre Raniero Cantalamessa, oggi Predicatore della casa Apostolica; d all’altro lato, i trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino nel 1989. Tradizione e Contemporaneità” della facoltà di Lettere e Filosofia è stata condotta una ricerca sull’attività del cardinale Carlo Maria Martini, Arcivescovo di Milano dal 1980 al 2002, quale Presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa tra il 1986 e il 1993. L’evento sarà un’occasione preziosa offerta innanzitutto agli studenti per fare memoria di un avvenimento decisivo nella storia dell’Europa e di una figura che ne è stata protagonista, attraverso una breve, ma ricca, esposizione documentaria e audiovisuale. Fin dalla sua fondazione, la finalità del dipartimento di Scienze religiose è stata quella di promuovere la più aggiornata indagine accademica sui vari aspetti dei fenomeni religiosi in relazione al loro contesto storico e al tempo stesso favorirne una conoscenza che non si limitasse al solo contesto accademico. In questo senso è particolarmente significativa la mostra che prelude al convegno “ I cinquant’anni del Dipartimento di Scienze Religiose (1969-2019). Dalla proposta conciliare alla società post-secolare” che giovedì 12 dicembre chiuderà il ciclo di eventi celebrativi aperto lo scorso ottobre con il convegno internazionale “ Religious traditions in the face of the crisis of the liberal system ”.

 

Matera incontra Bookcity

In occasione della manifestazione culturale meneghina, in programma dal 13 al 17 novembre , l’Ateneo promuove una serie di iniziative culturali dedicate alla città dei Sassi e realizzate nell’ambito del progetto “ Università Cattolica incontra Matera 2019 ”. Si comincia giovedì 14 novembre , alle 16.30, nella libreria di Vita e Pensiero con la presentazione del volume Basilicata. Il libro, che raccoglie 165 acquerelli firmati da Fabrice Moireau , è un omaggio alla Lucania raccontata attraverso la forza espressiva delle pennellate di Moireau, dando così al lettore l’opportunità di perdersi tra le case e i vicoli tipici della terra lucana, tra le vigne rigogliose e il massiccio del Pollino. Ad accompagnare il dialogo la lettura dei testi di Norac che narrano di incontri, incantesimi, identità e costumi, condensando l’essenza e la magia della terra che li ha generati, reading a cura dell'attrice Lucilla Giagnoni . Alcuni acquarelli dei 131 paesi della Basilicata ritratti dall’acquerellista francese possono essere ammirati dal vivo nell’esposizione “Borghi e forme della Basilicata” allestita nello Spazio Nirone dell’Università Cattolica (via Nirone, 15 – Milano). Saranno proprio alcuni autori lucani, come Giuseppe Lupo e Raffaele Nigro, a raccontare le contraddizioni di una terra da sempre culla di contrasti, di vuoti e pieni, di povertà e ricchezza, bacino di scrittori, di storie che spesso travalicano i confini regionali. A impreziosire l’incontro il reading con gli studenti-lettori volontari “I giusti continuano a leggere” che continua il percorso della kermesse “ Viva il lettore ”, a cura di Vita e Pensiero e condotto da Simona Bonito .

 

Mercy In-sight, mostra nei chiostri

Milano Mercy In-sight, mostra nei chiostri Quindici artisti contemporanei espongono in Ateneo sul tema “La misericordia e le sue opere” per iniziativa del Centro pastorale in collaborazione con il dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’arte. ottobre 2016 Uno sguardo sulla misericordia nel tempo presente è al centro della mostra Mercy In-Sight. L’arte interpreta la misericordia nelle parole di papa Francesco , promossa dal Centro pastorale dell’ateneo in collaborazione con il dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’arte nel contesto delle iniziative per il Giubileo Straordinario “La misericordia e le sue opere”, e aperta al pubblico a partire dal prossimo 18 ottobre. L’esposizione è stata curata dalle docenti Cecilia De Carli e Elena Di Raddo e da padre Enzo Viscardi del Centro pastorale che hanno invitato gli artisti a dialogare con le loro opere partecipando al grande tema attualizzato dal Giubileo Straordinario indetto da Papa Francesco. La sfida che raccoglie Mercy In-Sight è quella di dialogare sul tema della Misericordia che nasce in ambito cristiano, dentro un dinamismo costruttivo di apporti, indispensabile passaggio ad ogni autentica e vitale crescita culturale e religiosa. Su queste basi si pone la preziosa collaborazione tra artisti, dottorandi e docenti dell’Ateneo, in primo luogo quelli della sezione Arte del Dipartimento di Storia, Architettura e Storia dell’Arte. In questo anno giubilare credo che al nostro Ateneo sia affidata una missione peculiare in coerenza con la sua storia e la sua identità: farsi promotore di una cultura della Misericordia offrendo approfondimenti, sviluppando confronti, condividendo testimonianze», spiega monsignor Claudio Giuliodori , assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica.

 

milano.ti amo all’Augustinianum

Milano milano.ti amo all’Augustinianum La prestigiosa mostra fotografica che ha allietato nei mesi scorsi i viaggiatori in passaggio per gli Aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate Rimarrà visitabile fino a tutto il mese di ottobre nel collegio milanese di via Necchi. luglio 2017 Rimarrà visitabile fino a tutto il mese di ottobre nel collegio Augustinianum (sala Pototschnig) la prestigiosa mostra fotografica che ha allietato nei mesi scorsi i viaggiatori in passaggio per gli Aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate. milano.ti amo è un racconto fotografico, una narrazione per immagini di una città che, come recita la presentazione alla mostra, è «grigia solo per chi non ci vive». La galleria di immagini di Andrea Aschedamini , che le ha scattate e raccolte in più di 10 anni di attività, presenta in esclusiva ai frequentatori del Collegio e dell’Ateneo i ritratti insoliti di una città accogliente e innovativa. fotografia #mostra #milano #augustinianum Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Mostra, gli studenti rileggono Jünger

Brescia Mostra, gli studenti rileggono Jünger È parte integrante del Brescia Photo Festival e ispirata alle immagini fotografiche realizzate dal filosofo. Fino al 1 giugno nel corridoio montiniano è visibile la mostra “Immagini oltre la storia. by Bianca Martinelli | 17 maggio 2018 Anche la Cattolica ha dato il suo contributo all’edizione 2018 del Brescia Photo Festival, e lo ha fatto con un mostra tematica interamente curata dagli studenti di Storia dell’arte contemporanea del corso di laurea in Scienze e tecnologie dell’arte e dello spettacolo (Stars). Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza del direttore di sede Giovanni Panzeri , del direttore di Brescia Musei Luigi di Corato e dei docenti del Dipartimento di Storia dell’Arte Contemporanea Elena Di Raddo , Kevin McManus e MariaCristina Maccarinelli . La riflessione che ne è scaturita ha portato i neo-curatori alla declinazione contemporanea di quei contenuti storici e di quel metodo di utilizzo delle immagini fotografiche. Presente inoltre anche un’istallazione video realizzata da Antonio Donato , con la collaborazione di Kevin Bellò , studenti del corso di Milano, utilizzando una sequenza di immagini tratte da opere cinematografiche. artecontemporanea #storiadellarte #mostra #studenti #bresciaphotofestival Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Piacenza, l’arte incontra la teologia

Mostra Piacenza, l’arte incontra la teologia L’ombra e la grazia è il titolo della mostra allestita fino al 14 aprile negli spazi di Scienze della formazione della sede di Piacenza. Itinerario tra Arte e Teologia nell'Università Cattolica" allestita negli spazi di Scienze della formazione della sede di Piacenza, nasce da una scommessa: che il dialogo tra l’arte contemporanea e il cristianesimo sia ben lungi dall’essere impervio. Che si lasci anzi percorrere e che sia ospitale per l’osservatore non specializzato, per lo studente curioso, che tra una lezione e l’altra trova il tempo per, semplicemente, guardare. L’occasione di questo incontro tra arte e teologia era ghiotta: per molti mesi il Collegio dei Teologi dell’Università Cattolica è stato impegnato nella riscrittura dei corsi, un ripensamento che verrà introdotto ad experimentum nell’accademico 2017-2018» spiega don Maier. L'intenzione è quella di ricreare la dimensione originaria della conoscenza umana, dove la teologia era la sintesi del sapere umano, un tutt'uno unitario, uno sguardo capace di dare risposte a domande profonde suscitate dalle conoscenze tecniche e scientifiche che si apprendono in aula» afferma monsignor Giuliodori. Con questa mostra, cerchiamo di interpretare l'intenzione di padre Gemelli che riteneva necessario che la scienza avesse il coraggio di aprire il proprio orizzonte alla bellezza e alla sapienza, illuminati anche dalla fede, per delineare una modalità diversa di interagire con la realtà». Strano a dirsi, ma è molto simile alla domanda che Gesù stesso ha posto e che la teologia prova a prendere sul serio: “E voi, chi dite che io sia?”» conclude don Maier.