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Alumni, nasce la rete a stelle e strisce

NEW york Alumni, nasce la rete a stelle e strisce Il rettore Franco Anelli negli Stati Uniti per fondare la comunità d’oltreoceano dei laureati e per stabilire accordi con alcune università che hanno portato, tra l’altro, al primo doppio titolo in Medicina con la Jefferson University di Philadelphia. Sono alcuni dei laureati dell’Università Cattolica che hanno fatto strada negli Stati Uniti e che hanno avuto modo di incontrarsi, alcuni per la prima volta, a New York insieme al rettore dell’Ateneo Franco Anelli . Siamo qui - ha spiegato il professor Anelli - per stringere convenzioni con le università americane per dare ai nostri studenti la possibilità di sviluppare le loro attività, qui come in Europa e in altre parti del mondo». La missione americana passa da New York, Boston, Philadelphia e Washington , dove la Cattolica ha stabilito contatti con gli alumni e con le università americane per creare nuove sinergie tra studenti e docenti. Il tour è stato l’occasione per parlare di una novità assoluta in Italia: il primo corso di medicina in sinergia con gli Stati Uniti , con scambio di studenti e docenti, tre anni di corso in Italia e tre in Usa. La vocazione internazionale della Cattolica, spiega il delegato del rettore al coordinamento dei progetti di internazionalizzazione, Pier Sandro Cocconcelli , è già nei numeri: «Degli oltre quarantamila studenti che abbiamo, quattromila vengono dall'estero e, di questi, la maggior parte dagli Stati Uniti. L'evento americano segue quelli organizzati a Shangai, Pechino, Bruxelles, Londra , dove le comunità di alumni della Cattolica cominciano a muoversi in modo autonomo, organizzando incontri e assistendo studenti e neo laureati.

 

Un deficit di educazione alla rete

attualità Un deficit di educazione alla rete La storia di Tiziana, suicida per un video divenuto virale, segnala la scarsa attenzione educativa là dove la vita incrocia il tessuto connettivo dei social. Parlano i professori Pier Cesare Rivoltella , Silvano Petrosino , Simona Caravita e Chiara Giaccardi 15 settembre 2016 «La storia di Tiziana è una storia di imprudenza. Abbiamo ancora bisogno di educare: soprattutto dove la vita individuale si sposa con quel tessuto connettivo che sono i social oggi». Con i social media questo processo si radicalizza: desideriamo raccontarci (l’atteggiamento di “ estimità ” ed estroflessione che è il contrario dell’intimità ) e pensiamo di essere in una stanza a parlare coi nostri amici, mentre invece siamo su un palcoscenico senza confini» prosegue la professoressa. Noi negoziamo infatti le nostre identità nelle relazioni con gli altri, in contesti diversi che richiedono una capacità di sintonizzarsi e assumere comportamenti appropriati; e questo implica la possibilità di rivelarci selettivamente ai diversi "pubblici". SIMONA CARAVITA: UN MICIDIALE MECCANISMO DI AUTOGIUSTIFICAZIONE «Clicco su un video, per vederlo o condividerlo, e non si è consapevoli che possa essere una violenza. Se poi ciò viene pensato essere uno scherzo, “solo” una presa in giro, ancora peggio: il senso morale di ciò che si sta compiendo si perde completamente, in un micidiale meccanismo di autogiustificazione.

 

Master Ihrm, arriva la Reunion

cattolicapost Master Ihrm, arriva la Reunion Anche il corso in International Hr Management dà vita al network dei propri Alumni , oltre 200 tra manager e professionisti. Lo farà venerdì 21 ottobre con l’intervento di Marco Vigini , responsabile del Networking associativo e istituzionale di Aidp 19 ottobre 2016 La ricerca in ambito organizzativo dimostra che la capacità di networking è una competenza cruciale nello sviluppo di carriera. Marco Vigini , professionista Hr e responsabile del Networking Associativo e Istituzionale di Aidp (Associazione Italiana per la Direzione del Personale) interverrà su questo tema durante la Reunion degli Alumni del master in International Hr Management - Ihrm , che si terrà venerdì 21 ottobre in Università Cattolica. Nel corso della sua pluriennale esperienza, il Master Ihrm ha creato una rete di relazioni professionali con le aziende partner e con i partecipanti che costituiscono uno dei suoi punti di forza; un patrimonio da valorizzare nel tempo. hr #risorseumane #network #master Facebook Twitter Send by mail.

 

Un libro bianco sulla comunicazione

by Davide Fantinati | 06 aprile 2016 Un lavoro di analisi sull’evoluzione delle figure professionali della comunicazione che dura da tempo e porterà alla pubblicazione di un Libro Bianco in materia. Lo presenterà mercoledì 4 maggio a Milano, in aula Pio XI, l’ Alta Scuola in Media, comunicazione e spettacolo (Almed) dell’Università Cattolica, attenta a rinnovare le figure professionali che forma, sempre in accordo con le trasformazioni di questo contesto, anche attraverso una serie di partnership. Dal 2014 si è reso necessario un lavoro sistematico di ricognizione dell’evoluzione delle figure professionali della comunicazione: un bisogno non solo dei formatori, ma anche degli operatori del settore» spiega Nicoletta Vittadini , docente all’Università Cattolica e direttore del master in Digital Communication Specialist di Almed. È realizzato in collaborazione con Assolombarda, Assocom, Ferpi e Assorel, realtà che raccolgono i professionisti del settore comunicazione, e con Osscom e Certa , centri di ricerca dell’Ateneo, che stanno realizzando interviste ai responsabili delle Hr di agenzie di comunicazione e aziende». Tra le evidenze che emergono dalla ricerca: alcune professioni cambiano nome e forma; si sviluppa una sempre maggiore interconnessione tra i ruoli professionali e una conseguente minore frammentazione; nascono nuove professionalità e, senza dubbio, il network diventa decisivo all’interno e all’esterno dal proprio posto di lavoro. Comunicare per poter fare quello che si fa: è l’esperienza di Matteo Sarzana , tra i relatori al workshop, General Manager di Deliveroo Italy , un servizio legato al food, che di per sé non è strettamente comunicazione, ma si fonda sulle dinamiche comunicative consentite dalla rete, senza cui non esisterebbe. Abbiamo organizzato altri due eventi che hanno indagato altrettanti aspetti legati alle nuove professioni della comunicazione: da una parte le trasformazioni portate dalla digitalizzazione, dall’altra quelle legate al mondo dell’audiovisivo (televisione e produzione di video come strumento comunicativo delle aziende)».

 

Porte aperte col Tedesco

Sia Francesca che Marco sono entrati in rapporto con DEInternational Italia , società di servizi della Camera di Commercio Italo-Germanica durante il loro percorso formativo, in seguito consolidando la propria posizione professionale. Il contatto con la realtà per cui lavoro è avvenuto attraverso i miei docenti Federica Missaglia e Beate Lindemann e il rapporto tra il master e il network continua tuttora, dato che anche adesso due ragazze del master lavorano per noi e ad aprile ne arriveranno di nuove. Ho iniziato il mio lavoro nel maggio 2010, inizialmente con un percorso personalizzato di inserimento: prima nel reparto Inserimento e Sviluppo del mercato lavorando su progetti e servizi per aziende tedesche e italiane, poi nella funzione amministrativa, in particolare nella ristrutturazione del Crm aziendale». Da agosto 2013 sono diventato referente del settore Sanità e tecnologie per la sicurezza, portando a termine non solo progetti individuali di inserimento nel mercato ma anche grandi progetti nell’ambito di manifestazioni fieristiche di settore in Italia e Germania. Oggi lavoro nel reparto Mercati Internazionali - Sviluppo & Inserimento in qualità Project Manager e mi occupo di supportare aziende italiane e tedesche nelle loro attività di export a prescindere dal loro settore di riferimento». Lo conferma la mia esperienza: le diverse funzioni del network a livello di associazione di imprese, di delegazione dell’economia tedesca e di società di servizi si traducono nel mio lavoro quotidiano in una complessità di gestione di una realtà realmente molteplice e complessa come la Camera di Commercio Italo-Germanica». Francesca ammette che l’esperienza di lavoro in una realtà internazionale e prestigiosa come la Camera di Commercio Italo-Germanica rappresenta per lei un importante punto di partenza professionale.

 

Rete di studio per ripartire dalle periferie

milano Rete di studio per ripartire dalle periferie La crisi del welfare ha inciso sulla geografia delle diseguaglianze facendo riemergere un disagio sociale che si pensava superato. La caduta delle protezioni pubbliche, più o meno marcata nelle differenti realtà nazionali, ha inciso profondamente sulla geografia delle diseguaglianze, facendo riemergere un disagio sociale che si pensava superato e che costituisce una sfida rilevante per la stessa tenuta della convivenza civile. Una lettura dei fatti e delle condizioni, meno contingente nel tempo e più ampia nelle prospettive, coglie anche il collegamento tra la crisi del sistema educativo e il consolidarsi di forme di degrado sociale. Uno sguardo di lungo periodo e una riflessione più sistemica permette di cogliere come la questione sociale nelle periferie urbane sia legata all’affermarsi della società industriale e poi divenire oggi effetto controverso della società post – industriale. L’affermarsi della “rivoluzione tecnocratica” e la crescente inefficienza nella distribuzione del reddito, insieme al ridimensionamento del sistema di welfare , nelle società “neo-liberiste” hanno riacutizzato la connessione negativa tra il disagio sociale e la periferia. docente di Storia economica, facoltà di Economia dell'Università Cattolica #periferie #citta' #storiaeconomica #network Facebook Twitter Send by mail IL NETWORK DI RICERCA Da sempre al centro di piani urbanistici e politiche sociali, le periferie sono tornate a essere centrali nel dibattito pubblico. L’analisi - che intende recuperare dati quantitativi e qualitativi sull’evoluzione delle periferie dal boom economico a oggi - riguarda gli andamenti demografici, la distribuzione del reddito tra le varie classi sociali, la domanda e l’offerta di abitazioni, l’eventuale accesso alla proprietà della casa.

 
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