La tua ricerca ha prodotto 2 risultati per nizza:

Redaelli, Lombardi e Branca su Nizza

Secondo il professor Marco Lombardi , docente di Crisis management e direttore del centro di ricerca sulla sicurezza Itstime, la descrizione dell’attentato di Nizza compiuto nel giorno della festa nazionale francese sulla Promenade des Anglais la leggiamo sul magazine del jihadismo, «addirittura nel numero 2 del 2010». Nella videointervista ci spiega che non si tratta di colpi di coda, ma che dovremo convivere con questa “guerra ibrida” per decenni. Quello che preoccupa, però, è soprattutto il fatto che in Francia vivono milioni di Francesi che non si sentono integrati e covano rabbia contro il loro stesso Stato. Ciò che queste persone cercano di dire è: non date per scontato che la religiosità musulmana di queste donne con l’hijab sia la stessa presunta religiosità dei fondamentalisti o dei jihadisti. Esiste una religiosità che accetta pienamente il mondo temporale, la democrazia e ciò che essa significa; questa è l’esperienza di chi come noi si è battuto contro la Carta dei valori laici, trovando nuovi alleati e amici che prima non conoscevamo, tra i quali anche donne con l’hijab. Se si categorizza in un certo modo, se si pensa che l’unico modo che abbiamo per fermare tutto questo sia fare pressione sulle persone che indossano l’hijab, se si crede di poter agire positivamente sul fenomeno facendo di ogni erba un fascio, si opera una stigmatizzazione. Ma ciò che sta dietro alla stigmatizzazione, ciò che la fa funzionare è la visione ipersemplificata di quello che è una religione, e nel nostro caso di quello che è l’islam.

 

Attentato a Nizza, la Francia “sotto attacco”

Il Paese insanguinato è stato di nuovo colpito al cuore e a pagare il prezzo delle tensioni è sempre il popolo 30 ottobre 2020 Il terrorismo jihadista ha colpito di nuovo insanguinando il Paese già più volte messo “sotto attacco”, come ha detto il presidente Macron. Il commento sull’attentato di Marco Lombardi , docente di Comunicazione e informazione per la sicurezza e direttore della Scuola di Giornalismo «Lombardi sottolinea che siamo di fronte all'ennesimo attentato che ci riporta alla scia già vista. Continua a leggere e ascolta l’intervista su Vatican News L’intervento di Riccardo Redaelli , docente di Geopolitica e direttore del Master in Middle Eastern Studies «Come una macina perversa che si autoalimenta ecco, come previsto, un nuovo sanguinoso e brutale attacco che insanguina la Francia. Il terrorismo islamista che colpisce con preoccupante regolarità la Repubblica francese affonda infatti le sue radici in una pluralità di motivazioni e di dinamiche interne e internazionali». Continua a leggere l’articolo su Huffington Post Il commento di Vittorio Emanuele Parsi , direttore Aseri (Alta Scuola in Economia e relazioni internazionali) «Non bastasse la selvaggia recrudescneza della pandemia, l’ultimo mese ha ricordato alla Francia di essere nel mirino del terrorismo di matrice islamista. Dopo gli accoltellamenti di fronte all’antica sede di Cherlie Hobdo a fine settembre, o l’omicidio del professor Samuel Paty il 16 ottobre scorso, ieri ci sono stati tre morti a Nizza e un attentato sventato ad Avignone. e in parte attuato – un giro di vite nei confronti di associazioni di vario tipo, ritenute espressione dell’islam radicale e responsabili di alimentare quel “separatismo” culturale che colpisce sempre id più soprattutto i giovani musulmani di Francia».

 
Go top