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Scuola paritaria, non chiamatela privilegio

Speciale Scuola paritaria, non chiamatela privilegio Se chiudono, come si rischia dopo lo tsunami del Coronavirus, a risentirne non sono solo le famiglie e gli studenti che le scelgono ma il sistema scolastico che è efficace ed efficiente solo se integrato e plurale. Ne esce un quadro in cui c’è una scuola statale da finanziare in toto (anche e soprattutto in tempo di Covid) e una “privata” che, in quanto “privilegio”, come se fosse una borsa di marca, non deve essere sostenuta. I genitori delle scuole paritarie sono costretti a pagare la retta perché altrimenti quelle scuole non potrebbero vivere, dato che lo Stato non le finanzia. La realtà, infatti, è diversa: la paritaria non è la scuola privata, ma comprende la scuola paritaria non profit - in particolare quelle cattoliche, che sono la maggioranza - e accoglie tutti, anche e soprattutto nelle zone più povere del nostro Paese, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado. Molte scuole rischiano di non farcela Oggi l’Italia e l’Europa non hanno bisogno solo della scuola statale o solo della scuola non statale ma di entrambe. Non c’è nemmeno una scuola a priori meglio di un’altra, c’è solo una scuola diversa dall’altra, ma entrambe buone e necessarie per il bene di tutti. Chiaramente il parametro di finanziamento non dovrà essere né insufficiente, né eccedente rispetto a ciò di cui si necessita per svolgere un servizio formativo di eccellenza, innovativo ed efficiente e deve essere in grado di remunerare tutto il necessario (appunto di sostenibilità).

 

Suor Anna Monia Alfieri, la paladina delle paritarie

Speciale Suor Anna Monia Alfieri, la paladina delle paritarie Da anni porta avanti una battaglia culturale a favore di queste realtà, e ora tra le più esposte agli effetti del Covid-19. Così Anna Monia Alfieri racconta della propria esperienza in Commissione di Bilancio, in qualità di economista e di rappresentante dell’Unione delle Superiore Maggiori d’Italia (USMI) e della Conferenza Italiana Superiori Maggiori (CISM). Con 900mila studenti iscritti in tutt’Italia, e lo Stato che, per ognuno di questi alunni, devolve 500 all’anno, alle paritarie non restano che due opzioni: trasformarsi in una scuola per ricchi o indebitarsi e, nel tempo, chiudere i battenti. Un traguardo non da poco quello di mettere d’accordo forze di destra e di sinistra sull’importanza del comparto delle scuole paritarie. Inoltre, aggiunge, «è importante l’intervento delle Regioni, Province e Comuni» e, in particolare, a livello locale « è necessario siglare “Patti di comunità” con le scuole paritarie, utilizzando le 40.749 sedi scolastiche statali e le 12.564 sedi paritarie per consentire agli 8.466.064 studenti di ritornare in classe in sicurezza. Si dia a queste famiglie una quota capitaria pari al costo standard di sostenibilità per allievo (da modulare per corso, e che va da 3.500 euro per la scuola dell’infanzia a 5.800 euro per la scuola secondaria di 2° grado, con una media di 5.500 euro), consentendo la libera scelta della scuola». Secondo di una serie di articoli dedicati al sistema delle scuole paritarie in Italia #scuola #scuola paritaria #non statale #istruzione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Scuole paritarie, superare gli ideologismi

Speciale Scuole paritarie, superare gli ideologismi Nella Costituzione vi è una sovrabbondanza di elementi che dovrebbe indurre il legislatore a intervenire, senza esitazioni, per garantirne la sopravvivenza, nell’interesse del sistema nazionale di istruzione. Pare a me, e da tempo, che sia questo il caso della ricorrente controversia sulle cosiddette scuole private e sull’ammissibilità di un concorso finanziario statale almeno per alcune categorie tra esse. comma 3, si desume un divieto di finanziamento pubblico integrale della scuola non statale, ma che sono ammissibili forme di finanziamento in corrispondenza al mancato costo sopportato dallo Stato per l’iscrizione di un alunno in una scuola non statale in luogo dell’iscrizione in una scuola statale. In ogni caso, alle scuole non statali paritarie (quelle cioè che, ai sensi dell’art. Come si vede, vi è una sovrabbondanza di elementi che dovrebbe indurre il legislatore a trarre le conseguenze e a intervenire, senza esitazioni, per garantire la sopravvivenza delle scuole paritarie, nell’interesse del sistema nazionale di istruzione. Riusciremo a superare, finalmente, gli ideologismi del passato? Auguriamoci di sì. docente di Diritto costituzionale, facoltà di Giurisprudenza , campus di Milano Terzo di una serie di articoli dedicati al sistema delle scuole paritarie in Italia #scuola #scuola paritaria #non statale #istruzione Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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