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Guarire lo sguardo. Guarire la parola.

L’omelia dell’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini in occasione della celebrazione eucaristica di apertura dell’anno accademico 2019/2020 28 novembre 2019 di monsignor Mario Delpini * Due sono le guarigioni che sono proposte dalla Parola di Dio ascoltata. Lo sguardo malato è lo sguardo deprimente: si rivolge al tempio e alimenta la nostalgia: “Quanto siamo diventati poveri! Questo tempio è veramente miserabile in confronto con il tempio nel suo primitivo splendore!”. Come guarirà lo sguardo malato? All’inizio di un Anno Accademico in Università Cattolica si può augurare che proprio l’attività accademica in un contesto ispirato dal Vangelo sia un percorso di guarigione dello sguardo. L’università porta nel suo nome una vocazione all’incontro, al confluire di tutte le ricchezze e le sapienze dei popoli; lo Spirito di Dio contrasta quella specializzazione che crea separazioni, quelle rivalità che diventano spaccature, quella difesa della posizione che diventa impermeabilità. Lo sguardo guarisce quando si illumina di benevolenza e riconosce nella folla che percorre la terra, anche in quella che frequenta l’università, una vocazione alla fraternità. La parola si ammala quando è vana, inutile, quando è la chiacchiera banale che rende superficiali i rapporti, vuoto il tempo, insignificante lo stare insieme: di ogni parola vana che gli uomini diranno dovranno rendere conto nel giorno del giudizio (Mt 12,36). La parola guarisce quando la testimonianza è limpida, modesta e franca, senza reticenze, senza timidezze, senza viltà, quando la conversazione è uno scambio di doni e non solo un passatempo.

 
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