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Covid-19, meno decessi, ma ospedali sotto pressione

Roma Covid-19, meno decessi, ma ospedali sotto pressione Nel nuovo Focus di Osservasalute allarme sulla situazione degli ospedali per ricoveri e terapie intensive. ottobre 2020 Decessi per Covid-19 ridotti in questo inizio di seconda ondata rispetto alla prima, il numero di decessi tra febbraio e marzo aumentava giornalmente del 4,6%, mentre tra settembre e ottobre l’incremento è sceso sensibilmente, attestandosi allo 0,13%. Questi sono i principali indicatori aggiornati al 24 ottobre dei dati relativi all’emergenza Covid-19 dell’ Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane coordinato dal professor Walter Ricciardi , Direttore dell’Osservatorio e docente di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica, e dal dottor Alessandro Solipaca , Direttore Scientifico dell’Osservatorio. Rispetto alla prima fase, è confortante la sensibile riduzione dei decessi, dovuta sia a una maggiore capacità di cura sia a una popolazione meno fragile. È importante migliorare la capacità di tracciamento dei contagi, per evitare il più possibile che gli asintomatici possano trasmettere in maniera inconsapevole il virus come accaduto nella prima fase della pandemia, dichiara il dottor Solipaca. Rispetto alla diffusione del contagio, «è stato molto grave – afferma il professor Ricciardi - che, nella prima fase, circa 700 mila siano “sfuggiti” alla diagnosi pur avendo i sintomi riconducibili al virus, questo ha favorito sicuramente molti contagi che si sarebbero potuti evitare con un confinamento fiduciario». Infatti, dai dati relativi all’indagine sierologica condotta dall’Istituto Nazionale di Statistica e dall’Istituto Superiore di Sanità (Istat-ISS), il 66% dei positivi ha dichiarato di aver avuto i sintomi riconducibili al virus.