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Medicina, perché i tre premi Nobel

Di particolare pregio l’impiego di tecnologie di proteomica, ai loro arbori nel 2001, nella definizione della codifica di informazione chimica alla base del meccanismo di segnalazione basato sulla idrossilazione dell’aminoacido prolina della proteina HIF-1alpha (Science 20 Apr 2001: Vol. 292, Issue 5516, pp. 468-472 DOI: 10.1126/science.1059796). In particolare, i tre scienziati hanno orignariamente scoperto il ruolo del gene HIF-1 (hipoxia-inducible factor -1), attivato in condizioni di ipossia, e dell’eritropoietina, stimolata da HIF-1 ed a sua volta in grado di stimolare la produzione di globuli rossi nel midollo e regolare il trasporto di ossigeno nel sangue. Ornella Parolini, docente di Biologia Applicata alla facoltà di Medicina e Chirurgia, Università Cattolica I tre vincitori del Premio Nobel per la Medicina nell’anno 2019 hanno fornito contributi fondamentali per l’individuazione di un importante e complesso meccanismo cellulare di rilevazione della concentrazione di ossigeno. Al fine di poter disporre di un’adeguata quantità di ossigeno, elemento necessario per la vita dell’individuo e delle singole cellule che lo compongono, è attiva una sorta di sensore cellulare, chiamato HIF1A (da Hypoxia Inducible Factor 1 alfa), che segnala la riduzione della tensione di ossigeno. Quando HIF rileva la situazione di potenziale pericolo, viene attivata una catena di reazioni biochimiche che porta all’attivazione di una serie di processi finalizzati a riportarla nella norma, come l’angiogenesi, la dilatazione dei vasi e la secrezione di eritropoietina. Alterazioni di specifiche componenti di questo processo sono coinvolte in alcune rare patologie genetiche (la sindrome di von Hippel-Lindau, policitemia di Chuvash), così come nello sviluppo e nella progressione di diversi tipi di tumori. L’importanza di queste scoperte è quindi da un lato connessa alla comprensione di importanti processi fisiopatologici cellulari e dall’altro alla prospettiva di sviluppare nuove strategie terapeutiche personalizzate in grado di agire su questa via di segnalazione intracellulare.

 
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