La tua ricerca ha prodotto 4 risultati per pancreas:

Pancreas, nuove strategie terapeutiche

Roma Pancreas, nuove strategie terapeutiche Allo studio, di recente pubblicato su “Nature”, e condotto presso l’MD Anderson Cancer Center di Houston, ha partecipato un gruppo di ricercatori dell’Università Cattolica di Roma coordinati dal patologo generale Alessandro Sgambato. febbraio 2017 Appena pubblicati sulla prestigiosa rivista "Nature" i risultati di una ricerca che ha messo in evidenza il meccanismo che regola il comportamento aggressivo del tumore pancreatico. Lo studio è stato svolto all’MD Anderson Cancer Center di Houston in Texas (USA) con la collaborazione di ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il cancro del pancreas è uno dei tumori più aggressivi e più difficili da diagnosticare e curare e c’è molto interesse nella comunità scientifica per la identificazione di nuove strategie terapeutiche che possano migliorare la gestione di questa patologia e alleviare le sofferenze dei pazienti. Primo autore dello studio appena pubblicato è Giannicola Genovese , già specializzando in Oncologia e dottorando in Oncobiologia e Oncologia Medica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e attualmente Instructor presso l’MD Anderson Cancer Center della University of Texas negli Stati Uniti. Il gruppo di ricerca ha contribuito alla validazione dei meccanismi identificati attraverso modelli murini della malattia. “Lo studio - spiega Sgambato - ha permesso di identificare un nuovo meccanismo di ‘tumorigenesi’ che coinvolge diverse sub-popolazioni di cellule con differente aggressività suggerendo nuovi approcci terapeutici mirati a eliminare le cellule tumorali più aggressive responsabili della progressione della malattia”.

 

Cancro del pancreas, nuovo farmaco

I risultati della ricerca sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine 03 giugno 2019 Un farmaco innovativo consente di raddoppiare la sopravvivenza libera da progressione in pazienti con cancro del pancreas con particolari alterazioni del Dna, individuate grazie all’analisi del profilo genico-molecolare del singolo paziente. Lo studio è iniziato ed è stato in buona parte svolto dal professor Tortora presso l’Università di Verona, dove era Ordinario di Oncologia Medica e Direttore della Oncologia dell’Azienda Ospedaliera Integrata di Verona prima di approdare a Roma all’Università Cattolica e al Gemelli dove la ricerca è stata completata. POLO è uno studio internazionale molto rigoroso, randomizzato di Fase III con placebo, in doppio cieco in pazienti con adenocarcinoma del pancreas con mutazione nei geni BRCA1 e/o BRCA2 (gBRCAm) sottoposti per almeno 16 settimane chemioterapia e non hanno avuto una progressione di malattia. oncologia #tumori #pancreas #farmaci Facebook Twitter Send by mail Print LO STUDIO ";POLO"; Lo studio POLO si è basato su un precedente recente studio di Fase II, in cui l'aggiunta dell'inibitore di PARP aveva dimostrato un tasso di risposte di quasi il 22% in pazienti con mutazione gBRCAm. POLO è stato quindi il primo studio di Fase III che ha valutato l'efficacia del mantenimento con un inibitore di PARP nei tumori del pancreas dopo chemioterapia. Lo studio POLO ha dimostrato un incremento significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza nei pazienti con gBRCAm che hanno ricevuto olaparib invece del placebo dopo chemioterapia, ottenendo una sopravvivenza media liberi da progressione di malattia di 7,4 vs. 3,8 mesi, riducendo quindi del 47% il rischio di progressione dei pazienti trattati. “POLO è quindi il primo studio che nei tumori del pancreas stabilisce un vantaggio nel trattamento con un nuovo farmaco biologico assegnato sulla base di una alterazione genetica-molecolare - sottolinea il professor Tortora -.

 

Diabete, dove cercare il segreto per batterlo

ROMA Diabete, dove cercare il segreto per batterlo I ricercatori di Roma hanno scoperto che in persone che non manifestano la patologia pur essendo obese e a rischio, alcune cellule del pancreas si trasformano in cellule produttrici di insulina, le cellule beta. I ricercatori hanno osservato che questa trasformazione protettiva avviene in risposta a un’alterazione del funzionamento delle stesse cellule beta che perdono la sensibilità al glucosio. Alcune nostre ricerche hanno in precedenza dimostrato che vi sono alcuni fortunati individui che pur avendo diversi fattori di rischio per il diabete mellito – diabete di tipo due o insulino-resistente – non si ammalano», spiega il professor Giaccari. Nello studio appena pubblicato questa possibilità trasformativa di cellule pancreatiche in cellule insuliniche si conferma in vivo su soggetti senza diabete. Avvalendosi di questi campioni gli esperti hanno potuto confermare che in alcuni individui naturalmente protetti da diabete le cellule alfa si trasformano in cellule beta e quindi diventano una nuova fonte di insulina. Gli scienziati hanno ora compreso che questa trasformazione spontanea avviene in risposta alla perdita di sensibilità al glucosio da parte delle cellule beta. La ricerca - continua il professor Giaccari - è particolarmente innovativa perché eseguita con una nuova metodica, per ora solo presso il Policlinico Gemelli, che sfrutta la combinazione di studi in-vivo (sul paziente) ed ex-vivo (sulla biopsia pancreatica)».

 

Tumore pancreatico, la ricerca avanza

Roma Tumore pancreatico, la ricerca avanza Inaugurato il Gemelli Pancreatic Advanced Research Center alla Fondazione Policlinico Agostino Gemelli IRCCS, durante il meeting scientifico che ha riunito le eccellenze in ambito di ricerca, terapia, diagnosi precoce della grave patologia oncologica. I lavori sono stati aperti dal Presidente della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS Giovanni Raimondi , dal Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia della Cattolica Rocco Bellantone , dal Direttore Generale della Fondazione Gemelli IRCCS Marco Elefanti e dal Direttore Scientifico della Fondazione Gemelli IRCCS Giovanni Scambia . “In tale ambito, inoltre, c’è piena integrazione con l’endoscopia (il Policlinico A. Gemelli è il primo centro in Italia per expertise e volumi di attività)”, rileva il Professore Guido Costamagna , Direttore dell’Endoscopia digestiva chirurgica, “attraverso l’erogazione dei servizi diagnostici, operativi e terapeutici di ecoendoscopia e CPRE”. Il Centro sarà un riferimento importante anche sul fronte diagnostico, grazie all’esperienza dallo staff del professore Riccardo Manfredi , Direttore della Radiologia Diagnostica Interventistica Generale, massimo esperto nazionale di diagnostica pancreatica. A rafforzare la squadra del Centro, già molto competitiva, vi è anche il nuovo Direttore dell’Oncologia Medica del Gemelli, il professore Giampaolo Tortora , luminare della terapia per il cancro del pancreas con farmaci chemioterapici e con nuovi farmaci in sperimentazione, nonché studioso dei meccanismi biomolecolari della crescita tumorale. L’arrivo del prof. Tortora da Verona, ha ulteriormente incrementato il valore scientifico e clinico della Fondazione Policlinico Gemelli e del Centro di Ricerca. Il Policlinico Gemelli è anche Centro di Eccellenza Europea per i tumori neuroendocrini del pancreas, spiega il professore Alfredo Pontecorvi , Direttore di Endocrinologia e Diabetologia, una patologia in costante aumento e con richiesta di trattamenti diagnostici e terapeutici sempre più personalizzati.

 
Go top