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La pandemia “spagnola” del 1919 e le fake news della storia

Giuffrè Francis Lefebvre), nel quale il direttore dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla giustizia penale rilegge cent’anni dopo, sotto diverse prospettive, la terribile pandemia detta “Spagnola” di Gabrio Forti * L’anno che abbiamo da poco concluso richiama una delle vicende più sinistramente emblematiche dell’intera storia dell’umanità. L’enormità delle conseguenze meriterebbe di per sé una seria rievocazione anche per le prospettive di comprensione e prevenzione di recenti e future pandemie che le vicende sanitarie del 1918-20 possono offrire a virologi ed epidemiologi. Al di là della tremenda “conta dei morti” e degli insegnamenti per virologi ed epidemiologi che essa ha apportato, c‘è un “filo” che sembra attraversare e congiungere vari risvolti di interesse storiografico, economico, sanitario e sociologico di quella imponente vicenda. La seconda componente, strettamente correlata alla prima, è la «infantilizzazione» della discussione pubblica, ormai ridotta a «banale contrapposizione amico-nemico», di cui danno ampio esempio i dirigenti politici, «prigionieri di una dimensione discorsiva insieme aggressiva e infantile, fatta di mezze idee (spesso sbagliate) ascoltate chissà dove e chissà da chi». È proprio la riflessione retrospettiva sull’immane catastrofe della pandemia “Spagnola” a illustrare ampiamente l’importanza, per la comprensione di quegli avvenimenti (e per la prevenzione di sue possibili ricorrenze), di «un enorme sforzo multidisciplinare», del «contributo congiunto di storici e scienziati, scienziati sociali compresi». Oggi diremmo che si sia trattato di una “arma di distrazione di massa” o, quanto meno, di una delle molte fake news d i cui è costellata la storia, non solo la cronaca odierna. Campagne cui i brasiliani delle classi povere reagirono con una «rivolta del vaccino», che divenne «l’espressione di una vera e propria lotta di classe» e di una contrapposizione nei confronti delle élites .

 

Ecco come la pandemia cambierà il mondo

Oggi cosa sarà della globalizzazione, del mondo integrato, dell’universalismo, dato che dobbiamo chiudere frontiere, gestire l’intromissione nella vita privata delle applicazioni tecnologiche? Bisogna essere resilienti, assumere scelte difficili: non è solo un problema di affrontare la complessità ma capire come ricostruire le strutture delle organizzazioni che ci guidano». Il concetto della complessità è stato ripreso anche dal professor De Florio che ha richiamato l’attenzione sul ruolo che la scienza sta avendo. Ma questa complessità è il fondamento di una incertezza epistemica e anche politica di fronte alla quale non si sa come comportarsi alla luce del fatto che la scienza non ha una leadership. Tocca quindi alla politica interloquire con le élite scientifiche ma per farlo è necessario che ci siano «competenze architetturali» di cui forse la classe dirigente politica difetta. Più che il concetto di vulnerabilità il professor Parsi chiama in causa la parola «vulnerabile» perché rimanda al «fattore umano», negli ultimi trent’anni messo sotto stress. La nave è vulnerabile, e la sua componente più vulnerabile è costituita dall’equipaggio, la cui sicurezza non può venir messa in secondo piano: perché la solidità e la resilienza di un sistema sono dettate da quelle dell’elemento più fragile». Di qui il ruolo della politica che in questo periodo si è «accucciata dietro alla scienza» mentre spetta a lei il compito di indicarci la direzione.

 

Così nelle chat di lavoro è nato il CoviDiary

Coronavirus Così nelle chat di lavoro è nato il CoviDiary Una memoria storica caratterizzata da agevole lettura e completezza relativa a quanto accaduto in questi ultimi quattro mesi. Una memoria storica corale, caratterizzata da agevole lettura e completezza relativa a quanto accaduto in questi ultimi quattro mesi (Per leggere il CoviDiary scarica il pdf) . Un racconto nel racconto: il percorso compiuto da chi si è occupato di fornire alla stampa o ai mezzi di comunicazione dell’Ateneo le nuove frontiere degli scenari accademici, sociali, sanitari, culturali, che vedono coinvolta l’Università, nel suo ruolo didattico-formativo, di ricerca, di terza missione. La comunicazione ha riguardato anche l’informazione circa gli adeguamenti, con comprensibile apprensione, a modificare o implementare i servizi in vista della massima sicurezza degli utenti, come è accaduto con la sanificazione degli ambienti. Tante le novità, dal piano #eCatt per il proseguimento dei percorsi didattici in sicurezza (in presenza e da remoto) alla costituzione del Fondo Agostino Gemelli per venire incontro alle esigenze economiche delle famiglie prostrate dalla crisi, in modo che la pandemia non bloccasse progetti e aspirazioni dei giovani. Ha consentito di svolgere eventi online: conferenze, seminari, webinar, dibattiti, presentazioni di libri (per lo più e-book ), finanche lo svolgimento – con una modalità inedita ma che ha aperto nuovi scenari per il futuro – di Open week per la presentazione delle lauree triennali, magistrali e dei master. Accanto agli eventi organizzati con sapiente fantasia pastorale, sono state pubblicate le cronache dei preti in prima linea nel confortare chi pativa le conseguenze del Coronavirus, sono stati annunciati gli incontri di preghiera presso il policlinico Gemelli e commentati i gesti di Papa Francesco durante la pandemia.

 

Stato di emergenza, il moderno Leviatano

Ciclo di webinar Stato di emergenza, il moderno Leviatano Secondo il professor Damiano Palano la pandemia comporterà modificazioni strutturali sui nostri sistemi politici e sulla sfera delle nostre libertà. Un ciclo di webinar sui canali social Unicatt 19 ottobre 2020 di Damiano Palano * Sono trascorsi ormai quasi otto mesi dalla sera di febbraio in cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annunciò per la prima volta l’adozione di misure straordinarie volte a contenere la diffusione dell’epidemia da Covid-19. In questo tempo ci siamo ormai abituati a vivere nello «stato di emergenza» e – talvolta con un po’ di insofferenza – ci siamo anche adeguati ai dispositivi di protezione e alle norme sul distanziamento sociale. La depressione economica che si profila all’orizzonte – e che ovviamente dipenderà anche da ciò che accadrà nei prossimi mesi – segnerà quasi certamente un ulteriore aggravamento della «crisi fiscale» dello Stato, che in alcuni casi potrebbe anche offrire spazi consistenti al riemergere della protesta fiscale. Anche quando il Covid-19 sarà stato debellato, non potremo cioè evitare di monitorare costantemente la marcia di nuovi virus, di sviluppare tecnologie di tracciamento, di intervenire tempestivamente per impedire lo sviluppo di una nuova pandemia, di predisporre apparati in grado di agire in caso di emergenza. direttore del dipartimento di Scienze politiche , docente di Scienza politica e Teoria politica dell’età globale, facoltà di Scienze politiche e sociali , Università Cattolica del Sacro Cuore #politica #pandemia #covid #democrazia Facebook Twitter Send by mail Print CICLO DI WEBINAR STATO DI EMERGENZA “ Stato di emergenza. Discussioni sulla politica sospesa al tempo del virus ” è il titolo di una serie di webinar organizzati nell’ambito dei corsi di Scienza politica della facoltà di Scienze politiche e sociali delle sedi di Milano e Brescia sulle ripercussioni della pandemia sulle democrazie occidentali e sulla sfera delle nostre libertà.

 

Pandemia e catastrofi, il ruolo delle assicurazioni

Webinar Pandemia e catastrofi, il ruolo delle assicurazioni Il tema al centro di un incontro promosso il 20 ottobre da Scienze bancarie, assicurative e finanziarie e Forum Ania – Consumatori sui canali social Unicatt. Meno frequenti sono, invece, le occasioni di comprendere il ruolo svolto dalle coperture assicurative specie a fronte di eventi catastrofali come quelli pandemici che stiamo vivendo di questi tempi, con implicazioni sanitarie connesse, o quelli climatici. E solo purtroppo dopo eventi legati a terremoti, ad esempio, che se ne fa qualche volta cenno». Tutti aspetti presi in esame dal webinar nel corso del quale in particolare si parlerà di rischi pandemici, climatici, cibernetici, catastrofali e di come sia possibile proteggere il proprio patrimonio, da tali eventi. L’incontro è destinato a un pubblico giovane in quanto lo scopo è ragionare sui temi e sulla necessità dell’educazione assicurativa», afferma il professor Zappa. Inoltre, sarà anche l’occasione per lanciare l’iniziativa in collaborazione con Ania del Gran Premio di Matematica Applicata, che quest’anno è alla sua ventesima edizione. Dopo l’introduzione della preside di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative Elena Beccalli , partecipano all’evento tra gli altri, Nino Savelli , docente di Teoria del rischio in Cattolica, Giacomo Carbonari , segretario generale del Forum Ania-Consumatori, e Alessandro Limonta , secondo classificato all’ edizione 2020 del Gran Premio di Matematica.

 

Covid, un’esperienza che va metabolizzata per nuove prospettive

Da qui l’idea di chiamare sociologi e esperti di diverse aree di studio per il XIV Laris day, promosso da Maddalena Colombo , direttrice del centro di ricerca, che quest’anno ha affrontato il tema “Come percepiamo e come reagiamo al senso di insicurezza”. Questo tocca diversi aspetti: sicurezza dall’essere o no protetti da un sistema di welfare (ci fa sentire più sicuri); la percezione della criminalità o illegalità e ciò che riguarda i nostri ambienti quotidiani». Per Marco Lombardi , direttore del Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica, il post si deve progettare nel durante: «Mi trovo spesso negli hot spot e so che dobbiamo essere proattivi. Bisogna dimenticare il post come ritorno allo stato precedente perché siamo passati da un’esperienza dirompente che non possiamo cancellare, ma che va interiorizzata, metabolizzata e utilizzata per una strategia che impedisce il ritorno allo stato precedente. Massimo Tedeschi , moderatore dell’incontro, è tornato ai giorni dell’emergenza che ha toccato in modo particolare le città di Brescia e Bergamo, ricordando come i giovani si siano fatti carico della situazione così come i sindaci diventati nuovi leader e i medici. Il criminologo Stefano Padovano ha affrontato il tema dell’insicurezza di fronte al crimine e si è chiesto se ci sia un punto che tiene insieme questa con il contagio dal virus: «Certamente la scarsa fiducia negli esperti e il rifiuto di dati oggettivi non aiuta. A Ilaria Marchetti , docente di sociologia del territorio, il compito di parlare della fragilità familiare che è fortemente aumentata durante la pandemia.

 

Covid-19, meno decessi, ma ospedali sotto pressione

Roma Covid-19, meno decessi, ma ospedali sotto pressione Nel nuovo Focus di Osservasalute allarme sulla situazione degli ospedali per ricoveri e terapie intensive. ottobre 2020 Decessi per Covid-19 ridotti in questo inizio di seconda ondata rispetto alla prima, il numero di decessi tra febbraio e marzo aumentava giornalmente del 4,6%, mentre tra settembre e ottobre l’incremento è sceso sensibilmente, attestandosi allo 0,13%. Questi sono i principali indicatori aggiornati al 24 ottobre dei dati relativi all’emergenza Covid-19 dell’ Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane coordinato dal professor Walter Ricciardi , Direttore dell’Osservatorio e docente di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica, e dal dottor Alessandro Solipaca , Direttore Scientifico dell’Osservatorio. Rispetto alla prima fase, è confortante la sensibile riduzione dei decessi, dovuta sia a una maggiore capacità di cura sia a una popolazione meno fragile. È importante migliorare la capacità di tracciamento dei contagi, per evitare il più possibile che gli asintomatici possano trasmettere in maniera inconsapevole il virus come accaduto nella prima fase della pandemia, dichiara il dottor Solipaca. Rispetto alla diffusione del contagio, «è stato molto grave – afferma il professor Ricciardi - che, nella prima fase, circa 700 mila siano “sfuggiti” alla diagnosi pur avendo i sintomi riconducibili al virus, questo ha favorito sicuramente molti contagi che si sarebbero potuti evitare con un confinamento fiduciario». Infatti, dai dati relativi all’indagine sierologica condotta dall’Istituto Nazionale di Statistica e dall’Istituto Superiore di Sanità (Istat-ISS), il 66% dei positivi ha dichiarato di aver avuto i sintomi riconducibili al virus.

 

Formazione e comunicazione, il messaggio di Delpini per una finanza del bene comune

Webinar Formazione e comunicazione, il messaggio di Delpini per una finanza del bene comune Si è tenuto giovedì 29 ottobre il dialogo dell’Arcivescovo con la comunità finanziaria ambrosiana. Tra i relatori il direttore della sede di Milano della Banca d’Italia, Giuseppe Sopranzetti by Katia Biondi | 29 ottobre 2020 Responsabilità, cooperazione, formazione, comunicazione e bene comune. Per tenere vivo il dialogo tra diocesi di Milano e banche l’Arcivescovo ha individuato nella formazione e nella comunicazione i due pilastri per rendere la «finanza funzionale al bene comune». Il primo è stato compiuto con la pubblicazione del volume Quali responsabilità per la finanza? , che inaugura la collana dell’editrice Vita e Pensiero dal titolo Economia, finanza e responsabilità sociale . Altro passo è il percorso educativo dei “Laboratori di economia e finanza” , dedicato ai temi del documento della Congregazione della Santa Sede per la Dottrina della Fede e del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale Oeconomicae et pecuniariae quaestiones . Ed è importante che questo progetto parta da Milano, colpita gravemente dal Covid, che con i suoi talenti, sicuramente avrà la forza per risollevarsi». Proprio i valori possono scontrarsi e risultare sconfitti dalla ottusità che irride alla lungimiranza, dalla prepotenza che impone il proprio interesse a danno del bene comune, dall’inclinazione al servilismo rispetto ai poteri forti che estenua la capacità di resistenza delle coscienze».

 

Covid-19, un cruscotto per misurare la dinamica della pandemia

È il contributo che da oggi l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane mette a disposizione per contribuire alle riflessioni sulla dinamica della pandemia da Covid-19 attraverso una sezione specifica sul sito www.osservatoriosullasalute.it . Il contributo che l’Osservatorio intende dare ai cittadini e ai media si basa su pochi indicatori rappresentati graficamente, puntando l’attenzione sull’intensità della diffusione della pandemia, sulla gravità dei contagi e sull’impatto che questi hanno sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN). L’intensità e la gravità della pandemia è documentata attraverso il numero dei nuovi contagi giornalieri e dei decessi per Covid-19 registrati nelle Regioni italiane. Inoltre, l’impatto sui reparti di terapia intensiva è rappresentato dalla percentuale della media negli ultimi 7 giorni di pazienti ricoverati con Covid-19 sul totale dei posti letto disponibili. Per fornire una misura della pressione generale che la pandemia esercita sulla popolazione e sul SSN è stato calcolato un indicatore composito che sintetizza le dimensioni considerate (incidenza, letalità e ricoveri ospedalieri) negli ultimi 7 giorni. A tal fine ogni indicatore, utilizzato per la costruzione del composito, è stato normalizzato rapportandolo alla popolazione residente per rendere possibile il confronto tra le diverse Regioni in cui l’intensità dei fenomeni considerati dipende dall’ammontare di popolazione nella quale si sviluppano. Ne consegue che l’appartenenza di ogni Regione ai singoli gruppi (rosso, giallo e verde) dipende esclusivamente dalla posizione in graduatoria, pertanto non ha nessuna relazione con le zone individuate dal DPCM del 3 novembre 2020, emanato con la finalità di individuare le zone più a rischio sulla base di 21 indicatori.

 
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