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Divinizzazione

Parola del giorno Divinizzazione A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Antonio Olmi | 06 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Scriveranno teologi, assistenti pastorali e professori. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Se intendiamo il termine “divinizzazione” nel senso inteso dai Padri della Chiesa ‒ cioè non come un’impossibile identificazione con Dio, ma come una partecipazione alla sua vita, nei limiti stabiliti dalla sua grazia ‒ allora è evidente che l’unico fine sensato della nostra vita consiste nel tendere a questa partecipazione. Come ottenerla? Gesù lo indica in modo assai chiaro, attraverso tutto il suo Vangelo: cercando di assomigliare a lui, perché “Dio si è fatto uomo, affinché l’uomo si facesse Dio” (S. Atanasio).

 

Non ho finito di farvi conoscere

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 16,12-15) Ascolta "Non ho finito di farvi conoscere" su Spreaker. Tante volte noi cadiamo nella presunzione di sapere e conoscere quale sia il bene, per noi stessi e per l’altro. E anche se la parola trasmette la verità nella sua pienezza, c’è sempre uno spazio di imperscrutabilità nel fratello che si incontra che non è lecito prevaricare. Ecco perché viene donato lo Spirito: per abilitare l’uomo a conoscere la verità, ma anche per riconoscere il fratello nel suo mistero e accompagnarlo secondo il suo essere “capace di accogliere”. Come dice l'antico filosofo greco Pittaco: «Sappi riconoscere il momento opportuno» (cfr. Diogene Laerzio, Vite di filosofi, I,79). È questo che il credente può e deve chiedere allo Spirito, perche davvero ci possono essere momenti non opportuni.

 

Anche voi volete andarvene?

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Giovanni (Gv 6,60-69) Ascolta "Anche voi volete andarvene?" su Spreaker. Gesù si presenta come il nuovo Mosè che, invece della manna, dona il suo corpo e il suo sangue perché il mondo abbia la vita. Anche tra gli apostoli c’è incertezza e Gesù annuncia il tradimento di uno di loro. Gesù risorto pronuncia oggi le stesse parole: come accoglierlo? Anche noi potremmo essere scandalizzati dalla risurrezione di Gesù e dal considerare che la nostra vita viene da Lui. La vita, cioè il respiro, il cielo, le stelle, la primavera… i nostri passi e i nostri pensieri: tutto. Anche nei nostri giorni il Vangelo ci invita a non bloccare la vita, ma ad amare sempre con la libertà dello Spirito di Gesù.

 

Guidati dalle fede e dalla speranza

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Gesù gli rispose: “Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi”» (Gv 21,21-22). Un buon rapporto con il Signore Gesù si mostra quando non si pensa agli altri come se noi fossimo i privilegiati, anche se appena ricevuto un importante compito. Solo Lui conosce la storia di ogni uomo, non noi! A noi è richiesto di seguirlo, qualsiasi sia la nostra missione. Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera» (Gv 21,24). Chi ha scritto queste cose su Gesù è un testimone veritiero e degno di fede. Noi rispondiamo a questa rivelazione attraverso la nostra fede: crediamo a quanto l’autore ispirato scrive, soprattutto in questo momento particolare, in cui fede e speranza sono le uniche due dimensioni – e virtù teologali – che ci possono proiettare verso un futuro promettente.

 

Parla apertamente

Parola del giorno Parla apertamente A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Maurizio Medina | 05 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Lo sguardo che il vangelo di Giovanni offre sulla vita di Gesù è assolutamente originale sia nella cronologia che nei temi. I giudei, che in questo caso sono solamente i portavoce di tutto l’inconfessabile ostilità che c’è nel mondo, vogliono un Messia, un Cristo che corrisponda alle loro attese e ai loro timori. Ma Gesù non si mostra preoccupato della popolarità, ma solo della sintonia profonda con Dio. Egli è Signore in quanto servo, salvatore in quanto dà la vita: queste sono “le opere che lui fa nel nome del Padre suo”. Non pensare che questo episodio sia estraneo alla tua vita. Giovanni ti ricorda che questo processo coinvolge ogni uomo, meglio, attraversa il cuore di ciascuno.

 

A casa di un amico

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 14,21-26) Ascolta "A casa di un amico" su Spreaker. Noi a volte, però, tendiamo a darne un'interpretazione prevalentemente giuridica o morale, dimenticando che il suo comandamento, l'unico, è amarsi gli uni gli altri, come lui ci ha amati, sino ad essere disposti a donare la propria vita per i propri amici (cfr. Gv 15,12-13). La gioia di uno è la gioia dell'altro. Come dicevano gli antichi: «I veri amici hanno una sola anima» (Aristotele), «formano un'anima sola in due corpi» (Agostino), uno è la «coscienza dell'altro» (Anselmo d'Aosta). Si comprende bene, allora, la confidenza che Gesù ci concede: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14,23). Una promessa in grado di riempire sempre, anche in questi giorni, la nostra casa e il nostro cuore.

 

Abbiamo messo in pratica il comandamento dell’amore

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Scriveranno teologi, assistenti pastorali e professori. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Giovanni ( Gv 15, 12-17) Ascolta "Abbiamo messo in pratica il comandamento dell’amore" su Spreaker. Ci siamo organizzati in mille modi per aiutare i più poveri e bisognosi condividendo denaro e alimenti, abbiamo pregato insieme come figli di uno stesso Padre. Abbiamo imparato a rispettare alcune regole sociali e riscoperto l’importanza di chi si prende cura della collettività. Siamo stati capaci di rendere realtà il comandamento di Gesù! Abbiamo inaugurato un nuovo modo di vivere le relazioni tra di noi. Adoperiamoci affinché tutto ciò non duri solo per il tempo dell’emergenza, ma aiuti a ridisegnare questa umanità.

 

Rinascere, si può

Parola del giorno Rinascere, si può A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Agnese Varsalona | 29 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Significativamente nel Vangelo di oggi risponde di voler bene al Signore lasciando però cadere il «più di costoro» (Gv 21,15). Prima della Pasqua abbiamo assistito alla sua dichiarazione, un po’ presuntuosa, di essere pronto anche a dare la propria vita per il Signore, quella vita che pensava di avere in mano e di poter gestire. Il Signore continua a fidarsi di lui. La sua stima è inossidabile, gli ridà credito al 100%: «Pasci i miei agnelli» (Gv 21,15). Questo tempo di pandemia non ci sta forse cambiando? Non ci sta costringendo a guardare in faccia alla nostra fragilità? La vita l’abbiamo ricevuta. E continuamente ci è dato di ricominciare, di rinascere, più umili, più veri, più umani.

 

La sorpresa di sentirsi dire "amico"

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Per meno di questo, infatti, non si può parlare di amicizia, ma solo di un suo ingannevole surrogato, senza valore. Nel vangelo di oggi Gesù ci chiama amici suoi. Ciascuno di noi può a buon diritto ritenersi tale: proprio per te, per me, per ciascuno di noi Cristo ha dato la Sua vita. Ma non è tutto: Gesù ci tratta da amici perché ci ha fatto conoscere, dice, «tutto ciò che ho udito dal Padre mio» (Gv 15,15). O, almeno, sentire desiderio e nostalgia di poterli guardare così, e domandarne a Lui la capacità.

 

Queste cose ve le ho dette in modo velato

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 13,23-28) ... ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre Ascolta "Queste cose ve le ho dette in modo velato" su Spreaker. Quando si ha a che fare con Dio è sempre così: qualcosa si svela e qualcosa si nasconde. Dopo la Pasqua il velo della carne è tolto e la Parola di Gesù si fa svelata e aperta. Giorgio Caproni, in una poesia pungente come una spada ( Telemessa da Il Franco cacciatore ), dileggia il fanatico entusiasmo un telepredicatore da strapazzo: «Gridava come un ossesso. Chi sottrae a Dio il suo mistero ha sempre una voce repellente. Non meno repellente è, però, la voce di chi sottrae all’uomo il suo mistero: se lo ricordino i fanatici di oggi, che pensano di spiegarci chi siamo dall’alto della loro illuminata intelligenza.

 

La nostra casa

Parola del giorno La nostra casa A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Robert Cheaib | 10 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. E ancora: «Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi» (Gv 14,3). In inverno, per evitare che i parrocchiani soffrano il freddo durante la messa, pur essendo egli stesso una persona di una certa età, va nelle varie chiese circa un'ora prima della celebrazione per accendere il riscaldamento. Parole che certamente restano misteriose, ma che lasciano facilmente intuire il mistero dell'amore di Cristo che ci ama con un amore pieno di premure. Dimorando in lui – già da questa vita – dimoriamo in Dio e Dio dimora in noi. Essendo in Cristo siamo nel cuore della Trinità. Come scrisse una giovanissima santa, Elisabetta della Trinità: «La Trinità, ecco la nostra dimora, la nostra casa, la casa paterna dalla quale non dobbiamo uscire più».

 

Siano una cosa sola, come noi

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Giovanni (Gv 17, 11b-19) Ascolta "Siano una cosa sola, come noi" su Spreaker. È troppo semplicistico, quasi magico, chiedere di essere tolti dalle situazioni faticose e malvagie. E siccome Gesù non fa il maghetto da quattro soldi, per i suoi discepoli chiede una “custodia”: domanda e assicura, cioè, che non siamo lasciati soli, esposti in solitaria alle tempeste della vita e agli attacchi del Maligno, lungo le pareti dell’ascesa alla meta di questo pellegrinaggio terreno. E ci offre di farlo in cordata e “in sicurezza”, agganciato a Lui, che è agganciato al Padre. Per questo la sua esperienza è una consacrazione… nella verità: è una totale immersione della corrente dello Spirito della santità di Dio che pervade ogni fibra dell’essere… nella Verità della vita che è l’Amore che si dona sempre e comunque per gli altri.

 

Essere nel mondo senza essere del mondo

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Giovanni (Gv 15,18-21) Ascolta "Essere nel mondo senza essere del mondo" su Spreaker. Ad una prima lettura, queste parole riportateci dall’Evangelista Giovanni risuonano come un monito severo, duro da ascoltare, che altro non fa se non radicalizzare ancor più il dramma dell’umano. Non possiamo negare che, in quest’ora della storia, stiamo attraversando anche noi un tempo particolarmente drammatico, in cui la lotta fra luce e tenebre interpella la libertà di ciascuno, riproponendo alla mente le domande radicali dell’esistenza, in un futuro segnato dall’incertezza. Le parole ascoltate rappresentano tuttavia un’apertura per la vita del cristiano, verso quello che è il suo orizzonte più autentico: la fede. Il rischio, come per Gesù, è quello, qualche volta, di divenire oggetto di derisione, avversione e condanna.

 

La risposta a un dono

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Nella giornata mondiale per le vocazioni la liturgia ci fa leggere un bel passo del Vangelo di Giovanni. Gesù è la porta che conduce al pascolo dove si trova il cibo necessario per vivere. Il suo desiderio è quello di dare la vita alle pecore, una vita abbondante. Se ci domandassimo cosa vuole Gesù da noi, avremmo facilmente la risposta: niente. Siamo noi che possiamo e dobbiamo capire che è meglio vivere come vive lui. Il comportamento di Gesù è messo in parallelo con quello del ladro che ruba, uccide e distrugge. Chi erano i ladri al tempo di Gesù? Chi sono nel nostro tempo? Cosa è l’idolo dell’autorealizzazione? Tra Gesù e le pecore c’è un elemento di comune riconoscimento: la voce.

 

Rimanere servi

Parola del giorno Rimanere servi A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Angelo Maffeis | 07 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Nel Vangelo di Giovanni il congedo di Gesù dai suoi discepoli è ricco di insegnamenti ed esortazioni. Dopo aver lavato i piedi ai suoi discepoli, Gesù chiede: «Capite quello che ho fatto per voi?» (Gv 13,12) e aggiunge: «Vi ho dato un esempio perché anche voi facciate come io ho fatto a voi» (Gv 13,15). Ma prima di essere azione da compiere, questo gesto definisce in modo insuperabile l’identità del discepolo come quella di chi serve. Per questo non può aspirare a diventare padrone, perché tradirebbe la chiamata: «Un servo non è più grande del suo padrone» (Gv 13,16). Questa coscienza gli dà la certezza che nella sua vita sarà presente il Signore e che gli altri potranno incontrarlo proprio nel suo servizio, nella sua parola e nella sua fede: «Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me» (Gv 13,20).

 

Non come la dà il mondo

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Chi non desidera, da sempre, la pace – a partire dalle Miss Italia in poi –, magari senza costi personali? Chi, in questo momento, non ha a cuore la pace o, quantomeno, una “tregua”? La pace. Lo shalom ebraico ci rimanda alla pienezza dei beni, alla positività senza limiti. Ma quello che la Parola ci invita a fare è un’altra operazione: il riconoscere la distinzione tra la “pace del mondo” e la “pace di Dio”. Quella pace, definita da Paolo, come una pace che “che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù” (Fil 4,7). Ma cosa vuol dire? Credo che in questo momento siano 2 le parole chiave per comprendere. Arrischiare lo spezzamento dei confini, dalle comfort-zone a quelli intellettuali e vitali.

 

Il Buon Pastore

Parola del giorno Il Buon Pastore A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Graziano Borgonovo | 04 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Ha scritto questa lettera in piena emergenza coronavirus: Carissimi in questo momento molto speciale sto pensando in particolare all’Italia, il Paese che mi ha nutrito per nove anni e mi ha dato il pane della formazione teologica e bioetica. Vi testimonio la mia riconoscenza perché, grazie a voi la diocesi di Hinche ha un laboratorio di biologia medica ed una clinica grazie alla quale tante vite umane sono state salvate. Inoltre, siamo cristiani! “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?” Restiamo fiduciosi. Ecco un esempio di ciò che Papa Francesco ha detto: «Il nostro Dio è vicino e chiede a noi di essere vicini, l’uno all’altro... È il Dio della prossimità». Avere l’“odore delle pecore” significa «risvegliare in noi un atteggiamento di vicinanza tra noi».

 

Soli?

Parola del giorno Soli? A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Leonardo Paris | 13 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Siamo tanto più forti quanto più siamo indipendenti. Siamo tanto più liberi quanto più siamo autonomi. Questo tendiamo a pensare e, per questo, l’invito di Gesù a riconoscerci pecore o tralci ci infastidisce, tanto più se la conclusione è: «Senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5). Siamo tralici, parti di una vita che abbiamo ricevuto, che ci precede e ci nutre. Così come gli altri si seccano senza la vita che a nostra volta noi comunichiamo, senza il nostro contributo.

 

Parole preziose

Parola del giorno Parole preziose A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Rita Pellegrini | 19 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Il "testamento" di Gesù racchiude parole preziose, che chiedono di essere accolte nel cuore dei suoi discepoli. Come non provare tristezza di fronte alla sua morte imminente? Lui è, per tutti loro, persona amica, preziosa, "unica"! Gesù non sarà più presente fisicamente in mezzo a loro, ma lo sarà in altro modo: egli sarà «in loro» (Gv 17,10.23.26). Con la sua Pasqua è venuto a dimorare dentro di noi, introducendoci in quella comunione d’amore che c’è tra il Padre e il Figlio, fonte di una gioia profonda. Il suo Spirito, amore di Dio che si comunica, ci dona la certezza della sua presenza, ci raduna insieme nella sua Chiesa, ci fa fratelli dell’intera umanità. È soffio che tutto ravviva, è verità che affascina mente e cuore.

 

«Mentre erano chiuse le porte»

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. È lui che si fa vicino e sta in mezzo a loro: come in Galilea è sempre e solo la sua presenza che apre a una comunione autentica, libera, aperta. Non basta chiudere le porte: le paure ce le portiamo dentro! Un virus le ha solo rese più manifeste: diritti sospesi, economia in picchiata, sofferenza e morte che si fanno più vicine. Come soffio di vento che spazza via le nubi, la paura si allontana e il Risorto introduce i discepoli nella comunione d’amore che lega il Padre al Figlio e Dio agli uomini. Essi si scoprono partecipi di un’unica missione che ha nella donazione del Signore Crocifisso e Risorto la sua sorgente e la sua determinazione. Dare la vita con Lui ogni giorno, in ogni momento, in ogni occasione. Imparare a vivere con la forza del suo Spirito che apre alla gioia del perdono e a una vita riconciliata: oltre ogni paura e al di là di ogni porta chiusa.

 

Vincere il mondo con Gesù

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Gli Apostoli pensano di avere fede: hanno ascoltato ed accolto le parole di Gesù; credono di credere, ma non hanno ancora vissuto su di loro la prova della violenza: la morte del Maestro. Gli antichi romani dicevano che l'amico sincero lo si riconosce nel momento della prova. Ma è nel momento delle difficoltà che le cose si complicano: diventa difficile misurare la propria fede, difficile sapere se siamo capaci di professare la nostra fiducia in Dio. La fedeltà, facile da proclamare a parole, è spesso difficile da testimoniare nei fatti. In teoria siamo tutti d'accordo che l'unione fa la forza, ma in pratica ci capita di pensare che certi problemi siamo in grado di risolverli meglio da soli. È in quelle tristi circostanze che, se non siamo guidati dallo Spirito Santo, ci capita di lasciare solo anche il Signore, come fecero gli Apostoli. Gesù afferma la vitale importanza della fede e della fiducia da riporre, non nelle nostre fragilità, ma nella sua divina potenza: egli oggi ripete a ciascuno di noi: «Abbiate fiducia; Io ho vinto il mondo!».

 

L’occhio e il passo

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Se “comandamento” vuol dire strada, cammino, esempio, osservare i comandamenti vuol dire avere gli occhi e lo sguardo su quella strada, su quel cammino, su quell’esempio. Per l’evangelista Giovanni, questi occhi e questo sguardo sulla strada, sul cammino e sull’esempio di Gesù sono la condizione di possibilità per “amarlo”. Infatti, grazie ad occhi e sguardo costanti, attenti, caldi, appassionati, coinvolti, franchi, leali, rispettosi, non si deforma quel che si vede. La sua stessa morte è stata un effetto di questa deformazione, che lo ha trasformato in un mentitore, in un impostore, in un pericolo. Ama Gesù chi si sottrae agli occhi e agli sguardi che lo hanno ucciso. Ama Gesù chi vede la sua strada, il suo cammino, il suo esempio.

 

Dio a modo mio

Parola del giorno Dio a modo mio A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Roberto Lombardi | 21 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Durante la sua vita terrena Gesù è presente fisicamente e visivamente. Con la Pasqua di resurrezione la sua presenza diventa spirituale, più profonda e universale perché aldilà dello spazio e del tempo. Una presenza che si riconosce solo nella fede. Ci sono dei momenti nella nostra vita in cui il Signore sembra assente. Si parlava ieri di secolarizzazione, di eclissi del sacro, di “morte di Dio”; oggi di indifferenza, di non significanza, di “Dio a modo mio”.

 

La missione dei dubbiosi

Parola del giorno La missione dei dubbiosi A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Francesca Peruzzotti | 24 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 28, 16-20) Ascolta "La missione dei dubbiosi" su Spreaker. L’Ascensione è un giorno in cui, ancor più di altri, la liturgia invita a fare festa. Ascoltando cosa avvenne quando Gesù ritornò al Padre, tuttavia, non è così semplice identificare i motivi per cui essere gioiosi. In questo brano si nascondono due ombre: Gesù rassicura i discepoli della sua presenza, come se dovesse ribadire che non li stia abbandonando, prendendo le distanze dal mondo e dalla storia. Condividere l’incontro con lui – con il coraggio di portare in luce i limiti e le difficoltà che toccano la vita – perché in quella dedizione si nasconde un frammento della sua presenza, celebrata assumendo il peso della storia.

 

Pane e lavoro

Parola del giorno Pane e lavoro A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Bernardino Pessani | 01 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Nel giorno della Festa del Lavoro, leggo nel Vangelo questa solenne proclamazione di Gesù: «La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda» (Gv 6,55). È il pane donato per la vita del mondo, il pane della fiducia e della fraternità, il nutrimento che molti desiderano e ora non possono ricevere. A quelli che, invece, accolgono con fede questa rivelazione, Gesù dona la vita eterna e la comunione con Lui: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui» (Gv 6,56). Nella Messa, il sacerdote offre a Dio il pane e il vino, frutto della terra e del lavoro umano. Ai lavoratori, che stanno vivendo una grave crisi, Gesù mostra amicizia, condivide le loro attese e le loro insicurezze.

 

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