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La barca e la rete

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Questo passaggio dal singolare («prendi») al plurale («gettate»), dall’individuale al collettivo, introduce due simboli centrali in questo brano: la barca e la rete. Due metafore di forme di aggregazione sociale che sono anche al centro della riflessione sociologica. Anche qui c’è il gioco dal singolare al plurale: Gesù sceglie la barca di Simone ma, dopo la pesca, la seconda barca viene chiamata in aiuto. La rete è fatta di connessioni, permette di raccogliere e non disperdere, ma consente anche di portare a riva e di dare un importante contributo alla vita. Negli ultimi anni, la società viene spesso rappresentata come rete, dove le persone sono nodi e i legami che li tengono uniti sono deboli. Si è persa invece la seconda azione presente in questo brano: la rete tira fuori dall’acqua, eleva, pesca l’uomo dall’abisso e lo porta alla luce, alla vita.

 

Il miracolo della guarigione: tornare alla verità di sé

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Scriveranno teologi, assistenti pastorali e professori. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Luca (Lc 4,38-44) Ascolta "Il miracolo della guarigione: tornare alla verità di sé" su Spreaker. Liberaci dal male affinché, come la suocera di Simone, riacquistiamo la consistenza originaria del nostro io, fatto a immagine somiglianza di Te e dunque fatto per amare e per servire”. È un volto umano quello che Dante contempla in quella visione divina: il suo, il nostro.

 

“Guadagnare il mondo intero” o “perdere la propria vita?”

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Per il Vangelo, per Gesù, guadagnare «il mondo intero» alla fine è una “fregata”. Il messaggio cristiano opera davvero un capovolgimento totale dei valori più diffusi e ambiti: la realizzazione dell’uomo e la felicità non stanno nel successo, nella ricchezza o nel potere, ma nel dare la propria vita agli altri. Il primo: per non perdere la vita occorre “prendere” la croce, cioè soffrire, apparentemente “fallire” come uomini. Ma “prendere” significa scegliere, non subire, vivere la sofferenza in un’ottica positiva, non patirla passivamente, ma “comprenderla” cioè “prenderla con” un senso e una responsabilità, con un fine. Il secondo aspetto nuovo: la ricompensa è enorme, sia qui che dopo la morte. Che ci fa ricordare la nota “scommessa” di Pascal: «Pesiamo il guadagno e la perdita, nel caso che scommettiate in favore dell’esistenza di Dio. Valutiamo questi due casi: se vincete, guadagnate tutto; se perdete, non perdete nulla».

 

Evangelizzazione e Liberazione

Parola del giorno Evangelizzazione e Liberazione A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Marco Salvioli | 31 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Luca (Lc 4,16-30) Ascolta "Evangelizzazione e Liberazione" su Spreaker. Inaugurando il ministero pubblico nella sinagoga di Nàzaret, Gesù si esprime con quelle che vengono subito percepite come «parole di grazia» per poi essere violentemente respinte dalla presunzione che sminuisce e dallo sdegno che reclama il sangue. “Un” Nazareno ha osato affermare – con forza e tenerezza, direi – che oggi le parole di uno splendido passo del profeta Isaia si sono adempiute: è infatti nella persona di Gesù che i poveri vengono evangelizzati, mentre la liberazione viene proclamata ai prigionieri e agli oppressi. Ma la questione è un’altra: crediamo che oggi Gesù sta evangelizzando e liberando noi e i nostri contemporanei? Marco Salvioli O.P.

 

Potere e generatività

Parola del giorno Potere e generatività A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Mauro Magatti | 29 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Marco (Mc 6,17-29) La vita sociale è intimamente legata al potere, senza il quale non ci potrebbe essere vita umana. Semplicemente perché il potere è direttamente implicato dalla capacità di azione dell’uomo. Ma l’uomo che agisce, e che quindi ha potere, va facilmente in confusione, facendosi prendere la mano dalla pretesa di dominare la realtà, di poterle mettere le mani sopra. Invece di mantenere il senso da cui origina – agire come prosecuzione dell’opera creativa – il potere genera così lotta e conflitti. Strutturandosi nelle istituzioni – strutture di ruoli e posizioni gerarchiche – il potere costruisce alleanze, connivenze – basate su scambi di favore – con l’unico obiettivo di conservare lo status quo. Così il potere blocca la generatività della vita sociale.

 

Andare incontro preparati

Parola del giorno Andare incontro preparati A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Alessandro Sbuelz | 28 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (25,1-13) Ascolta "Andare incontro preparati" su Spreaker. È intimamente legato al desiderio profondo di ognuno di noi di vivere la vita in pienezza, cogliendo le occasioni che essa offre. Andare incontro preparati dischiude la possibilità di vivere in pienezza, senza essere travolti dagli eventi. Le dieci vergini del Vangelo di oggi vanno incontro allo sposo. L’entusiasmo delle cinque vergini sagge rimane acceso e ben alimentato: esse parteciperanno alla gioia piena della festa nuziale.

 

E-state pronti! Vegliate, perché non sapete…

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. L’invito alla vigilanza include quello del camminare e dell'andare verso “colui che viene”. Il vigilare è seguito da un monito: «Perché non sapete» (Mt 24,42). Accettare di non sapere significa avere consapevolezza che la luce è nascosta e “non sapere né giorno né ora” dell’appuntamento può essere fonte di ansia. Dovremmo forse demitizzare le nostre piccole e grandi ansie quotidiane, imparando a vivere come beatitudine l’assenza del padrone, durante la quale ciò che conta è prendersi cura di qualcuno e dargli da mangiare, anziché preoccuparsi di mangiare per primi. La via della fede, del servizio e del cammino configurano un modo di vivere che porta in alto, che crea le condizioni favorevoli a riconoscersi parte del tutto, in un andare “per” e “con” teso a incontrare se stessi, gli altri, Dio e il mondo.

 

Assassini, sepolcri e vernice

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Gesù prende spunto dalla pratica, comune al suo tempo, di imbiancare a calce i sepolcri nel periodo precedente la Pasqua – per segnalarne la presenza ai passanti, evitando che essi venissero inavvertitamente “resi impuri” dal contatto – per accusare scribi e i farisei di ipocrisia e iniquità. Il versetto trenta – «Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici» (Mt 23,30) – evoca per un economista, come lo scrivente, il concetto di “incoerenza temporale”. Nella teoria economica, l’“incoerenza temporale” descrive una situazione in cui le preferenze di un soggetto cambiano nel corso del tempo, ciò che è preferito in un certo momento successivamente non lo è più. Cristo, Signore del tempo, si riferisce (in modo “creativo”) invece a un confronto con il passato. Per scribi e farisei è facile dire: «Se fossimo vissuti al tempo…» (Mt 23,30), ma poi non riconoscere Giovanni il Battista o essere parte attiva nella congiura che porterà Gesù alla croce. Il riferimento qui non è certo all’ “ereditarietà” della colpa, quanto al fatto che è più facile abbattere, decapitare o insozzare statue di illustri “antenati” (da Cristoforo Colombo a Indro Montanelli) piuttosto che riflettere sull’iniquità diretta e indiretta dei nostri gesti e delle nostre condotte attuali.

 

“Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce”

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 12,38-42) Ascolta "“Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce”" su Spreaker. E quando tutto è perduto e l’ultima candela è consumata ritornare alla luce, risorgere con il padre e tornare a riva con Geppetto è il segno che la misericordia di Dio è sconfinata. Non fa distinzione tra giudei e gentili, tra cristiani e pagani, perché il messaggio di salvezza è per tutti e lo scopo è la “salvezza delle anime”, di tutte le anime. Eppure questo abbraccio misericordioso non ci basta, il troppo affetto è di difficile comprensione più per il giusto che per il peccatore. Ma c’è segno più efficace del perdono? Pinocchio uscito/rinato dalla pancia del pesce-cane si carica Geppetto sulle spalle perché non vuole più perdere il padre ritrovato. L’incontro con Dio arriva anche nel buio più profondo e può trasformare definitivamente la nostra vita come per Pinocchio da burattino in bambino.

 

Aut-aut, et-et

Parola del giorno Aut-aut, et-et A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Augusto Chizzini | 21 luglio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Scriveranno teologi, assistenti pastorali e professori. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. È uno straordinario cambio di prospettiva quello che ci propone questo episodio del Vangelo, è quasi una sceneggiatura, un piano sequenza incalzante: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli… chi è mia madre, chi sono i miei fratelli?… chiunque fa la volontà del Padre…» (Mt 12,47-50). Non l’aut-aut è l’unicum della proposta cristiana, ma l’et-et, la comunione che in questo s’esprime per tutte le genti.

 

In quel tempo, in ogni tempo

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Noto che, curiosamente, mi trovo a commentare il Vangelo in un giorno che commemora san Camillo de Lellis, ma che è universalmente noto per il ricordo della presa della Bastiglia e, con essa, dell’inizio della Rivoluzione Francese. Ed è proprio in queste realtà lontane, di frontiera, a volte ostili – non diversamente che nelle fenicie e pagane Tiro e Sidone evocate nel brano di Matteo – che Gesù riconosce una potenziale capacità di conversione. Sembra proprio essere la capacità di reindirizzare passi, scelte, priorità e modi di pensare, il metro che Gesù intende usare. Mi piace pensare che tale prospettiva di conversione valga sia per le comunità – ovvero per i diversi contesti in cui ci siamo trovati a nascere, crescere, studiare e fare delle scelte, come i nomi delle città sembrano evocare – sia a livello personale, per la storia della nostra vita. E, in modo speculare, è consolante la prospettiva che ci possa essere una maggiore possibilità di conversione nelle situazioni più difficili e di confine. Queste, in realtà, rappresentano una parte significativa della nostra vita concreta e anche di quella intellettuale, dal momento che, come persone dedicate alla ricerca, ci spingiamo sempre verso i confini del sapere e del conoscere.

 

Provati per crescere

Parola del giorno Provati per crescere A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Michele Faioli | 11 luglio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Non ha fatto né domande da cui potesse derivare una risposta severa («va’ dietro a me, Satana» [Mt 16,23]) né ha dubitato di chi attraversa la tempesta per salvarli («uomo di poca fede» [Mt 14,31]). Non ha neanche l’atteggiamento che avrà di fronte alla serva nel cortile del sommo sacerdote («non conosco quell’uomo» [Mt 26,72.74]). No, questa volta la domanda è giusta e mossa da una legittima curiosità: “Ma noi che ti seguiamo, cosa avremo in cambio?”. Pietro chiede una spiegazione sulla “remunerazione” relativa alle sue scelte di vita («abbiamo lasciato tutto» [Mt 19,27]). In quel momento preciso, quanti di noi avrebbero posto la medesima domanda? E quanti, provati nella fede dalle circostanze di vita, continuano a porre questa domanda quotidianamente? La risposta richiama un pensiero di J. H. Newman, il quale sosteneva che l’unica prova della vita è la crescita.

 

Misericordia io voglio e non sacrifici

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Matteo (Mt 12,1-8) Ascolta "Misericordia io voglio e non sacrifici" su Spreaker. Già, ma cos’è la misericordia? Per rispondere rifletto sulla mia esperienza di docente. Questa responsabilità è grande e noi siamo piccoli, eppure... ricordo ciò che don Giussani aveva sempre in mente: «Siamo inadeguati, il che sarebbe disperante, se non fosse tanto liberante». Perché la nostra inadeguatezza è liberante? Perché noi seminiamo, ma il padrone della mèsse è il Signore del sabato, è Dio, che è misericordia. Perciò seminiamo, vivendo, pur nella nostra fragilità, nell’abbraccio della sua misericordia, accogliendoci ed accompagnandoci, docenti, personale, studenti nella gioia del Risorto.

 

L'arte misteriosa del carpentiere

Parola del giorno L'arte misteriosa del carpentiere A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Sebastiano Nerozzi | 31 luglio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I compaesani di Gesù non accettano di ricevere insegnamenti dal «figlio del falegname» (Mt 13,55) di cui conoscono la madre, i fratelli (“i cugini” secondo la tradizione). Gesù si oppone alla mentalità del villaggio, tipica di molte società tradizionali e presente, in forme diverse, anche nella nostra società: il valore di una persona dipende dal suo status sociale, dai titoli nel suo curriculum, dalla sua rete di relazioni. La sapienza soprannaturale di Gesù non è piovuta dal cielo: è innestata e cresciuta nella sua esperienza di vita terrena. Nel lungo apprendistato di Nazareth, il figlio di Giuseppe ha imparato l’arte della salvezza operosa di Dio insieme con l’arte della carpenteria: l’arte di fare cose grandi riutilizzando le piccole, di aggiustare ciò che è rotto, di raddrizzare e rattoppare riportando bellezza in mezzo alla rovina. Non schemi, non complesse architetture disegnate a priori, inevitabilmente rigide e fragili, ma la capacità di riconoscere e seguire il disegno di Dio nella concretezza di ogni giorno.

 

Tra voi non sarà così

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. La madre di Giacomo e Giovanni chiede a Gesù, per i suoi figli, i primi posti nel Regno di Dio. L’arrivismo attrae e può coinvolgere tutti: il mondo dell’Università (docenti, personale, studenti), delle imprese, della pubblica amministrazione e talvolta la Chiesa stessa. Nessun ambiente è esente da comportamenti che assomigliano molto a quelli di Giacomo e Giovanni del vangelo di oggi. È la cultura che respiriamo, che “incontriamo”, che purtroppo guida tante scelte. Gesù ribalta la prospettiva: «Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo» (Mt 20,26-27). È il paradosso della “schiavitù liberamente scelta”, dell’amore che serve fino alla fine: è la strada di Gesù che ama fino alla croce. È anche l’esempio dei migliori “testimoni” che abbiamo incontrato sulla nostra strada: a ben pensare, forse sono le persone che abbiamo ammirato, verso le quali abbiamo provato sincera riconoscenza.

 

La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 13,36-43) Ascolta "La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli" su Spreaker. La parabola della zizzania ci ricorda l’inestricabile mescolanza di bene e di male che c’è nel mondo. E soprattutto non conviene: per evitare, dice Gesù nel climax della parabola, che «raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano» (Mt 13,29). Rischia cioè di togliere quella libertà che, lasciando crescere inevitabilmente anche la zizzania, permette soprattutto e anzitutto al grano di crescere. Contro ogni utopia dei mondi perfetti, dei sistemi educativi e formativi infallibili, Gesù ci chiede sì di vegliare, ma anche di non soffocare la libertà. Ed è solo alla fine del mondo che potremo valutare veramente e fino in fondo che cosa è cresciuto e che frutti ha dato.

 

«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra»

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 10,34-11,1) Ascolta "«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra»" su Spreaker. Sentire Gesù annunciare che non è venuto a portare la pace sulla terra è sconvolgente. Ma la guerra di cui parla è quella che ognuno deve combattere per vincere il male. Non si tratta di evitare ingiustizie, violenze, inganni, falsità che provengono dal mondo, ma di ribellarsi al male che è in noi (indifferenza, pigrizia, opulenza, egoismo), che genera barriere e incomprensioni tra le persone. È la “battaglia” che combattiamo con noi stessi per far prevalere l’Amore a immagine di Dio, che non fa calcoli e rivendicazioni... e che ci spiazza, abituati come siamo a misurare tutto in ragione di un tornaconto. Donare ci obbliga a essere intraprendenti – non per potere o popolarità – ma per offrire, nei tempi e nei modi adeguati, le nostre competenze a chi più ha bisogno… sino a “perdere la propria vita per causa Sua” se fosse necessario.

 

Avete compreso tutte queste cose?

Parola del giorno Avete compreso tutte queste cose? A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Andrea Lionzo | 26 luglio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Matteo (Mt 13,44-52) Ascolta "Avete compreso tutte queste cose?" su Spreaker. È un grande affare, anzi l’affare migliore che si possa realizzare perché consente di raggiungere ciò che ciascuno ricerca: l’Amore, la Pace, la Verità. Non pare esserci conquista maggiore: il vero tesoro di ciascuno è porre al centro della propria vita il legame con Dio, garanzia di Amore sia odierno sia eterno.

 

Il seme che dilata il cuore

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Quante volte ci chiediamo: "Quello che ho fatto sarà sufficiente? Ho tutte le risorse che servono per farcela?". Ancora una volta il Vangelo ribalta la nostra prospettiva e ci dice: "Non fermarti all’appariscente, al maestoso, non badare alla quantità delle cose che hai e al numero di azioni che riesci a fare. La logica del mistero di Dio non è questione di possesso, ma di dono che genera riparo e ristoro, che si fa fermento per la crescita. Dono che ha una sua forza in sé, che supera le nostre forze, ma anche le nostre ipotesi e previsioni, che ci stupisce, ci interroga, ci invita continuamente ad andare oltre. La dinamica del Regno, perciò, che può essere descritta solo in parabole, rinvia all’apertura, al cammino, alla pazienza di aspettare lo sviluppo, all’abitare con fiducia il tempo con gesti che generano vita. Ascoltare la Parola, accogliere il dono dell’altro, sono i modi fondamentali per fare esperienza del seme e del lievito capaci di dilatare il nostro cuore.

 

La vastità dell’umano

Parola del giorno La vastità dell’umano A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Rita Bichi | 30 luglio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 13,47-53) Ascolta "La vastità dell’umano" su Spreaker. L’umanità come un grande mare, nel quale la diversità è la vita, e dove il bene e il male non possono che coesistere. La vita umana, grande dunque, e il luogo nel quale prende forma, la società. Tante forme prende il vivere insieme agli altri, nella storia tanti modi diversi di organizzare la vita individuale e collettiva. Scegliere è necessario: infiniti i disegni potenziali, molti quelli disponibili nelle società di questo tempo storico, ma inevitabilità della scelta, la necessità/possibilità di scegliere tra questi il proprio disegno, il proprio percorso, carico (consapevolmente?) della responsabilità delle conseguenze delle scelte compiute, oggi e nel tempo a venire.

 

«Strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino»

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 10,1-7) Ascolta "«Strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino»" su Spreaker. Proviamo a immedesimarci nella situazione descritta da questo brano del Vangelo e sentire Gesù che ci chiama per nome proprio come ha fatto con i dodici apostoli… siamo dei “chiamati da Gesù” anche se a volte ce ne dimentichiamo. Come membri dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, così profondamente toccata dall’esperienza di separazione forzata a causa della recente pandemia, possiamo sentirci dei privilegiati in quanto comunità in cammino in cui poter dare e ricevere testimonianza di fede, in cui sentirci in missione in forza del nostro Battesimo. Ma come viviamo nella nostra vita questa duplice finalità, di formare comunità e di andare in missione, cui ci chiama Gesù? Papa Francesco su questo punto afferma che «un battezzato che non sente il bisogno di annunciare il Vangelo, di annunciare Gesù, non è un buon cristiano». L’annuncio non è sempre facile… si può anche fallire… ma l’esperienza di Gesù, rifiutato e crocifisso, e poi risorto, ci deve illuminare e guidare in questo cammino. È nel dinamismo del fare strada che trova pieno compimento la predicazione; strada, non intesa solo come luogo fisico, ma come luogo esperienziale… è la strada di chi parte e arriva per partire.

 

«Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto»

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Quando ai bambini si spiega la natura posizionale di un sistema di numerazione si fa l’esempio dello zero, che preso da solo non vale nulla, ma posto a destra di un numero diverso da zero ne aumenta il valore. I tralci hanno bisogno della vite per portare frutti, ma anche alla vite servono i tralci: «In questo è glorificato il Padre mio» (Gv 15,8). Come docente ho avvertito il rischio che gli studenti potessero sentirsi isolati, senza guida nel loro studio. Ho avvertito forte il bisogno di trovare modi alternativi di far scorrere la linfa che permette agli studenti di portare frutti, ma anche a noi docenti di sentirci realizzati. Immagino che qualcosa di simile abbiano vissuti i nostri pastori, che non avevano più fisicamente le loro pecorelle in chiesa o all’oratorio, e abbiano fatto di tutto per raggiungerle. Anche se le circostanze o la nostra arroganza rischiano di farci perdere il contatto con la fonte della linfa vitale, Dio Padre agricoltore farà di tutto per non perdere neanche un frutto.

 

La Sua premura è salvare il bene

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 13,24-43) Ascolta "La Sua premura è salvare il bene" su Spreaker. Anche noi, seguendo l’esempio del Signore, ci sforziamo di spargere i semi del bene, ci sforziamo di coltivarlo, ci sforziamo di proteggerlo. Ma quando constatiamo che con il bene cresce e si mescola anche il male, ci assale spesso lo sdegno, la rabbia, lo scandalo. Il dramma diventa ancora più acuto e doloroso quando ci accorgiamo che il male non è solo fuori di noi, nel campo di grano, ma dentro: «Qui il diavolo combatte con Dio e il campo di battaglia è il cuore dell’uomo» (Fëdor Michajlovič Dostoevskij, I fratelli Karamazov, 1879). Quante volte vorremmo - come accade ai discepoli - estirpare con violenza quel male dalla nostra opera di bene! Eppure l’ottica del Signore è diversa: la sua premura è salvare il bene, e ci invita a fidarci dei suoi piani a lungo termine. Non saremo noi, con i nostri goffi tentativi di distruggere il male, a salvare il bene: Lui, che ha già vinto il male, si prenderà teneramente cura di quel seme, come con il giglio del campo e la pecorella smarrita.

 

“Distanziamento”. La terra fertile, dove germoglia la vita.

A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Pierluigi Malavasi | 12 luglio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Che ne è dell'impegno, delle risorse impiegate, delle attese? Riusciremo nel nostro intento? Al di là della cura con cui ci viene chiesto di svolgere una professione seminare , c'è la forza generativa dell'altro il seme , una forza che i rovi, i sassi, la strada possono gravemente ostacolare. È la terra fertile che, accogliendo il seme, ne fa germogliare la vita. È il bene (ovvero la giustizia, la libertà, le risorse materiali e spirituali) che custodendo le persone, ne favorisce lo sviluppo. Ed è soltanto un'ecologia integrale che permette la prosperità dell'intera famiglia umana. L'amore, ovvero ciò che ci fa crescere, genera benessere, educa veramente alla felicità e alla pace.

 

Oltre la piazza e il palazzo

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. È un brano difficile quello di oggi, l’epilogo del terzo ‘round’ di un confronto tra Gesù e i farisei, iniziato durante una cena del primo con «pubblicani e peccatori» (Mt 9,9-13), proseguito «fra campi di grano» (Mt 12,1-8), e culminato per il momento in Sinagoga (Mt 12,9-13). Più che evidenziare le aporie della posizione farisaica, però, Gesù appare impegnato a dimostrare come sia possibile e necessario contraddire la lettera della legge per garantirne lo spirito: ovvero realizzare compiutamente l’uomo, autorizzandolo a soddisfare i suoi bisogni primari, il cibo e la salute. Ma la sfida tra Gesù e i farisei è tanto teologico-morale quanto (involontariamente) politica, perché Cristo si rivolge ai malati e ai peccatori acquisendo un favore che gli fa guadagnare le simpatie del popolo, sottraendo consenso ai farisei che, presi in fallo, decideranno di ucciderlo. Non è un populista che alimenta la tensione tra piazza e palazzo o che utilizza il popolo per guadagnare consensi, né un contestatore dell’autorità costituita che delegittima le istituzioni. Nonostante il favore del popolo, si allontana vietando a coloro che lo seguono di raccontare ad altri dei suoi gesti. Optando per questa de-escalation, ed evitando così di alimentare la polarizzazione sociale e politica, Cristo nasconde la sua forza e aspetta il suo momento, ma non rinuncia a operare concretamente e coerentemente al suo messaggio.

 

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