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Non esistono disabili ma persone disabili

Non si può indicare la persona con un sostantivo che talvolta suona dispregiativo, ma al massimo con l’aggiunta di un aggettivo. Il professor Adriano Pessina , docente di Filosofia morale dell’Università Cattolica e componente del comitato direttivo del centro di Bioetica, ha ribadito l’attenzione dell’Ateneo al mondo della disabilità, tanto da essere stata la prima a istituire il Corso di Alta Formazione in Disability Manager, oltre a produrre diversi contributi scientifici. Per sgombrare il campo dagli equivoci e dagli stereotipi, la disabilità non indica le persone, e non va confusa con la patologia, ma indica la relazione che intercorre tra persona e ambiente. Il fattore sanitario va disgiunto da quello sociale: la persona down, per esempio, al di là del suo essere, ha diverse modalità di relazione e di reazione a seconda del contesto in cui è più o meno inserito. Il tutto per favorire e promuovere una cultura inclusiva, l’accessibilità fisica, digitale e lavorativa, perché ogni storia di disabilità ha una sua peculiarità. Cecità, stereotipi e successi a confronto”, che ha reso visibili storie che dimostrano come le persone disabili affrontano la quotidianità (paradossalmente non ci sono le barriere architettoniche per salire sul marciapiede ma poi non è possibile entrare in un negozio perché l’accesso è ostacolato da gradini o altro). Marisa Marraffino che ha illustrato il profilo giuridico dei problemi delle persone disabili dal punto di vista di possibili denunce in caso di linguaggio lesivo della dignità della persona, e di violazione della privacy in caso di divulgazione di dati sensibili relativi alla disabilità.

 

Grandi opere, serve un grande lavoro di sinergia

Piacenza Grandi opere, serve un grande lavoro di sinergia Si è tenuto giovedì 26 novembre il secondo incontro MeRIT (Megaproject Research Interdisciplinary Team). Unicatt, Politecnico e professionisti del settore alla ricerca di criteri oggettivi per la scelta e l’implementazione di Grandi Progetti di Ingegneria 28 novembre 2020 «I Megaprogetti, data la loro estrema complessità, hanno la tendenza a non essere mai completati nei tempi corretti e a rispettare il budget. A spiegarlo Franca Cantoni , docente della facoltà di Economia e Giurisprudenza e referente del progetto Merit insieme a Edoardo Favari di Value Gruop: «Un Megaprogetto - prosegue Cantoni - può dirsi riuscito quando ha un impatto positivo su una molteplicità di interessi e sulla comunità. Quest’anno l’edizione online del MeRIT Worskhop ha dato ai partecipanti l'opportunità di discutere su diversi argomenti riguardanti i Megaprogetti, dal soggetto giuridico alle nuove tecnologie che possono aiutare la governance delle Grandi Opere. Il “fil rouge” che ha legato la maggior parte degli interventi della giornata di studio è stata la Sostenibilità 3P (pianeta, persone, profitto), considerata a tutti gli effetti la chiave di volta per la gestione dei megaprogetti. Esempi recenti di Megaprogetto sono grandi investimenti infrastrutturali come ferrovie ad alta velocità, ponti, grandi dighe e opere idrauliche come il progetto Mose a Venezia, attività spaziali come il progetto Ariane 6 o anche grandi eventi come i Giochi Olimpici. Anche se negli ultimi vent'anni sono state sviluppate diverse ricerche e approcci su questo argomento il dibattito è sempre acceso, e ciò che è chiaro a tutti i ricercatori ed esperti di questo campo è che un approccio di gestione tradizionale-lineare non è sufficiente.

 
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