La tua ricerca ha prodotto 2 risultati per pesticidi:

Agricoltura informata, agricoltura sostenibile

Piacenza Agricoltura informata, agricoltura sostenibile Primo incontro divulgativo del progetto Trainagro, TRAsferimento delle conoscenze e dell’ INnovazione nell’uso sostenibile dei pesticidi in AGRicOltura, che vede la partecipazione dell’Università Cattolica. ottobre 2018 Pianificare con precisione l’uso dei pesticidi in campo, attraverso informazioni puntuali e di facile accesso. “Del resto il trasferimento e la condivisione di informazioni, competenze ed esperienze tra ricerca scientifica e tecnologica, aziende e altri attori del settore, sono fondamentali per permettere all’agricoltura italiana di essere moderna e competitiva” ricorda Capri. L’evento è stato organizzato in collaborazione con l'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Milano, Lodi, Monza-Brianza e Pavia. Per maggiori informazioni contattare la responsabilità scientifica dell’unità piacentina Dott.ssa Maura Calliera #agricoltura #sostenibilita #pesticidi Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Pomodori, tre anni di ricerca per ridurre l'uso dei pesticidi

Gli studi, finanziati dalla Regione Lombardia, avranno una durata di tre anni, durante i quali gli esperti cercheranno di isolare nuovi batteri capaci di favorire la crescita e la difesa naturale delle piante di pomodoro. E’ noto, infatti, che alcuni microrganismi possono avere un’interazione positiva con le colture, riuscendo a ridurre l’attacco di funghi patogeni e insetti», spiega il docente di microbiologia Edoardo Puglisi, coordinatore del team di ricerca piacentino. Il gruppo di esperti entrerà in sei aziende attive nella coltivazione o trasformazione del pomodoro: «Lo scopo è quello di scoprire altri microrganismi con effetti benefici per la nutrizione di questa pianta – prosegue Puglisi -, con particolare attenzione per esempio al contrasto alla cimice e alla diminuzione di pericolose micotossine. L’isolamento è avvenuto a partire dalla rizosfera del pomodoro, una coltura di forte interesse economico nella regione Emilia-Romagna. I rizobatteri isolati sono stati successivamente analizzati per testare le loro principali proprietà e un totale di ben 38 batteri ha mostrato caratteristiche molto interessanti, definendo così il loro potenziale di utilizzo nel mondo agricolo. I risultati delle prime analisi, che richiederanno uno studio più approfondito, sembrano confermare la necessità di sviluppo di un insieme di microrganismi, compatibili tra di loro e che esplicano differenti attività di promozione della crescita e difesa delle piante. Prima di questi test saranno però necessarie analisi del genoma per confermare l'assenza di geni patogeni per l’uomo e piante, e la presenza di potenziali geni coinvolti nelle attività di PGPR.

 
Go top