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La Viganò alla mostra sul Tiziano

Biblioteca delle scienze Carlo Viganò La Viganò alla mostra sul Tiziano Due preziose cinquecentine della Biblioteca di Storia delle Scienze dell'Università Cattolica esposte al Museo Santa Giulia nel percorso dedicato alla pittura del '500 tra Brescia e Venezia. Sui frontespizi i ritratti di Nicolò Tartaglia e Agostino Gallo. marzo 2018 di Enrico Valseriati* Trovano spazio anche due piccoli ma preziosi volumi della collezione appartenuta a Carlo Viganò , all'interno del percorso espositivo "Tiziano e la pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia", in corso fino al 1° luglio 2018 al Museo Santa Giulia di Brescia. Se la forte presenza veneziana a Brescia si spiega ovviamente con la dominazione politica marciana, meno scontata è la presenza dei bresciani in laguna durante la prima età moderna. Oltre allo splendido ritratto di Francesco Richino raffigurante Gallo. Oltre al Codice dei privilegi del 1471-73 (Brescia, Biblioteca Queriniana, H V 5), sono stati esposti infatti il meraviglioso dipinto di Savoldo con la riva degli Schiavoni, la pianta di Donato Rascicotti della città di Brescia (anche in gigantografia calcografica) e la carta del territorio bresciano di Leone Pallavicino . dottore di ricerca e collaboratore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore #bibliotecadellescienze #carlovigano #tiziano #mostra #pittura #manoscritti #cinquecento Facebook Twitter Send by mail.

 

Giotteschi a Milano, identità aumentata

cattolicapost Giotteschi a Milano, identità aumentata Una piattaforma digitale , che sarà presentata giovedì 10 novembre , valorizza il ciclo di affreschi di ispirazione giottesca scoperto recentemente nel Palazzo Arcivescovile milanese. È quanto consente di fare l a prima piattaforma digitale dedicata al ciclo di affreschi trecenteschi, in corso di restauro, della “Grande Sala Dipinta di Giovanni Visconti”, nel Palazzo Arcivescovile di Milano . Il ciclo di dipinti, attribuibile a pittori lombardi che fecero propria la lezione di Giotto nel suo ultimo passaggio a Milano , era emerso già ai primi del Novecento. La conoscenza attuale e la riscoperta dell'importanza storico-artistica di questo ciclo è stata casuale quando, nel 2011, un canale di gronda ostruito ha fatto tracimare l'acqua nel muro di mattoni e ha fatto fiorire la superficie a tempera portando alla luce una figura femminile, a fianco di un grande camino. Al di là del grande pregio artistico, la conoscenza di questo ciclo di affreschi contribuisce a riscrivere un pezzo della storia milanese del Trecento in cui Azzone Visconti intendeva fare di Milano una delle più splendide tra le capitali della cultura, in grado di rivaleggiare con la stessa Avignone. L'urgenza di mettere in sicurezza gli affreschi che, fino a pochi mesi fa, erano a rischio perdita per le loro condizioni di conservazione e la volontà di rendere visibile a tutti questo patrimonio nascosto ha spinto la Soprintendenza e l'Arcidiocesi a interrogarsi su come reperire le risorse necessarie. Una nuova piattaforma per la fruizione digitale dei Beni culturali, che ha ricevuto il sostegno di Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo , sarà presentato giovedì 10 novembre alle 17 a Palazzo Litta, in corso Magenta 24 a Milano.

 
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