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I docenti della Cattolica scrivono l’agenda per il nuovo governo

il dibattito I docenti della Cattolica scrivono l’agenda per il nuovo governo Economia, riforme istituzionali, conti pubblici, lotta alla povertà, lavoro, scuola e molto altro. Alcuni professori provano a disegnare quali sono le sfide che attendono alla prova il nuovo esecutivo, di cui fanno parte due alumni dell'Ateneo. Quali sono le sfide di breve e di lungo termine che attendono la nuova compagine di governo? Abbiamo chiesto ad alcuni docenti dell’Università Cattolica di diverse discipline di spiegare quale dovrebbe essere l’agenda dell’esecutivo che sta per essere varato. Gli scogli da affrontare per il nuovo governo Adesso c’è bisogno di chiarezza di Andrea Monticini I mercati hanno risposto positivamente alla formazione del nuovo governo. Ora sono necessarie decisioni precise a partire da fisco, politica industriale e infrastrutture Serve una politica economica per i prossimi 10 anni di Maurizio Motolese A fronte di una situazione di stagnazione il nuovo governo non può limitarsi a interventi di breve periodo ma deve impostare investimenti per il futuro. Ecco tre sfide Le incognite del tripolarismo imperfetto di Damiano Palano Finita l’alleanza con la Lega, il nuovo governo si troverà esposto a tensioni speculari a quello precedente. Anche se i vincoli economici e internazionali potrebbero offrire quella coerenza che le forze politiche non sono in grado di garantire Scuola, più politiche per gli studenti di Milena Santerini Contrasto alla dispersione scolastica e impegno per il successo formativo di tutti devono passare in prima linea.

 

James Katz: «Obama, presidente 2.0»

Milano James Katz: «Obama, presidente 2.0» La lectio magistralis tenuta da James Katz ha esplorato come i nuovi media utilizzati dall'amministrazione Obama abbiano aperto a una maggiore partecipazione politica dei cittadini by Alessandro Marcato | 17 novembre 2009 Web e politica, un connubio sempre più consolidato. Lo ha testimoniato anche l’ascesa di Barack Obama alla Casa Bianca, dove i social media hanno giocato un ruolo di primo piano e, anche a circa un anno dal suo insediamento, continuano a rappresentare un mezzo privilegiato della sua strategia comunicativa. Sono intervenuti il preside Alberto Quadrio Curzio e il professore Fausto Colombo , direttore del centro OssCom di ricerca sui media e la comunicazione e docente di teoria e tecnica dei media. Sono infatti 14 milioni gli americani che, secondo gli ultimi dati, partecipano attivamente alla vita politica tramite il web inviando e-mail, mentre sono già 13 milioni gli indirizzi di posta elettronica presenti nella mailing list del presidente. Una forma di interattività che consente al cittadino di sentirsi davvero partecipe della vita politica. Come nel giorno dell’elezione: tre minuti dopo l’annuncio della sua vittoria, tutti gli iscritti alla newsletter hanno ricevuto un’e-mail di ringraziamento: «Hai fatto la storia. Per quanto Internet, social netoworks, mailing list si sono rivelati utili canali di promozione, in realtà non hanno prodotto significative aperture al popolo di Obama nei processi di decision making.

 

Natalità, l’Italia può “rinascere”

L'OSSERVATORE ROMANO Natalità, l’Italia può “rinascere” Oltre a un lavoro culturale, occorre mettere al centro delle politiche pubbliche il sostegno alle scelte desiderate e di valore delle nuove generazioni. Siamo entrati nel nuovo secolo con l’idea di rendere ovunque normale la possibilità che un nuovo nato possa vivere tutte le stagioni della vita fino a quelle più avanzate. Vivere a lungo è certamente un obiettivo positivo, che va però accompagnato da scelte in grado di riempire di qualità e valore gli anni aggiuntivi. La fecondità media su tutto il pianeta è attorno a 2,5 figli ed è prevista scendere sotto il valore di 2 entro la conclusione di questo secolo. Fino a poco più di un secolo e mezzo fa il numero medio di figli per donna era attorno o superiore a 5 in tutti i paesi del mondo. In ogni caso per tutta la storia dell’umanità, fino a qualche generazione fa, la grande maggioranza della popolazione non sceglieva quanti figli avere, semplicemente si formava una unione di coppia e poi i figli arrivavano senza che nella testa dei genitori ci fosse un numero atteso. docente di Demografia alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica, campus di Milano [continua a leggere su L’Osservatore romano] #denatalita' #natalita' #politiche familiari #demografia Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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