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Il Nobel ai tre economisti contro la povertà

Non nasconde l’entusiasmo Lucia Corno , docente di Economia dello sviluppo alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica. Questo riconoscimento – continua la professoressa Corno – dà orgoglio e speranza a tutti i ricercatori che, per capire meglio gli ostacoli allo sviluppo, vivono spesso molti mesi in paesi poveri e in condizioni disagiate. E perché no anche agli studenti del mio corso di economia il cui libro di testo è proprio Poor Economics di Esther e Abhijit». Tuttavia, non tutti i nodi dello sviluppo si prestano a essere studiati con questo approccio: la dimensione relazionale dei processi di sviluppo, in particolare, mal si presta alle randomizzazioni, ad esempio quando lo sviluppo è generato da relazioni personalizzate e durevoli di accompagnamento». Entusiasta per il premio Nobel a Esther Duflo, Abhijit Banerjee e Michael Kremer è anche Raul Caruso , docente di Elementi di economia internazionale ed Economia della pace all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Da un lato, così come riconosciuto nel comunicato ufficiale, i tre premiati hanno messo al centro della loro ricerca i temi della lotta alla povertà e dello sviluppo economico, temi che – a parte poche rilevanti eccezioni – non si ritrovano spesso nei curricula dei vincitori del Nobel. Speriamo che tra le altre cose anche questi suoi risultati possano essere forieri di una più matura consapevolezza nel districare le complessità dei percorsi di sviluppo economico».

 

Economia, i Nobel contro la povertà

Tutti e tre sono ritenuti piuttosto giovani per aver vinto il premio Nobel (nessuno di loro arriva ai 60 anni). Banerjee, che ha 58 anni è un economista indo-americano e lavora al Massachusetts Institute of Technology (MIT); Duflo, che ha 47 anni, è un’economista franco-americana e anche lei è impiegata al MIT (i due sono sposati); Kremer ha 54 ed è un economista americano dell’Università di Harvard. Duflo ha già scritto diversi libri sul tema e in Francia, il suo paese d’origine, è nota da tempo come una dei principali economisti della “nuova sinistra“. In soli due decenni, il loro nuovo approccio ha trasformato l'economia dello sviluppo, che è diventato ora un fiorente campo di ricerca", è scritto in un comunicato. In particolare, “come risultato di uno dei loro studi, più di 5 milioni di ragazzi indiani hanno beneficiato di programmi scolastici di tutoraggio correttivo”. Ad esempio a metà degli anni '90, Kremer e i suoi colleghi "hanno dimostrato quanto possa essere efficace un approccio sperimentale, usando test sul campo per mettere alla prova una serie di interventi che avrebbero potuto migliorare i risultati scolastici nel Kenya occidentale". Quanto a Banerjee e Duflo, spesso in collaborazione con lo stesso Kremer, “hanno condotto studi simili su altre questioni e in altri paesi, tra cui l'India.

 

Più formazione contro la povertà

brescia Più formazione contro la povertà Più di 1.400 persone vivono in condizione di assoluta indigenza nel comune di Brescia. Povertà in corso ”, iniziativa che rientra nel progetto di Welfare in azione “Brescia città del noi ”, finanziato da Fondazione Cariplo e che vede la partecipazione dell’Università Cattolica. L’iniziativa di informazione e approfondimento ha richiamato a palazzo Loggia operatori dei servizi, istituzioni, associazioni e realtà del terzo settore che a vario titolo operano in città sul tema del contrasto alla povertà. La vasta galassia bresciana del sociale è stata esaminata da Gerolamo Spreafico , docente della facoltà di Scienza della Formazione dell’Università Cattolica, e raccolta in un Compendio sulle principali teorie e pratiche per contrastare la povertà. Questo perché il tema delle condizioni di povertà nelle quali si trovano ampie fasce di popolazione e delle relative azioni di contrasto messe in campo da enti pubblici e organizzazioni private è una materia complessa non sempre affrontata con la profondità necessaria. In questo si ritiene auspicabile la costituzione di gruppi di lavoro coordinati e molto rigorosi nei metodi che aumentino le competenze dei soggetti in questione, come per esempio Think Tank locali, Comunità di pratiche con forte attenzione alla valutazione». Aggiungendo anche che la mobilità sociale di fatto non esiste più e nell’attuale stato di crisi economica, se guardi la tua famiglia d’origine conosci già, in linea di massima, quale sarà il tuo reddito futuro.

 

Laura ambasciatrice contro la povertà

Brescia / Milano Laura ambasciatrice contro la povertà La studentessa di Scienze politiche e sociali è tra i 40 giovani selezionati in tutta Italia per partecipare al programma “Youth Ambassador” dell’associazione The ONE Campaign, fondata da Bono. Laureata in Scienze politiche e delle relazioni internazionali nella sede di Brescia e ora studentessa di Cooperazione internazionale sempre alla facoltà di Scienze politiche e sociali ma nel campus di Milano, ha preso parte alla sesta edizione del programma, inaugurata il 28 marzo a Roma. Insieme a ONE, Laura condurrà azioni di campagna in vista delle elezioni europee, del vertice del G7 e della conferenza di rifinanziamento del Fondo Globale per la lotta all’Aids, la tubercolosi e la malaria, un’organizzazione pubblico-privata che punta a porre fine a tre delle malattie più mortali al mondo. Sono molto orgogliosa di essere stata selezionata per il programma Youth Ambassador che mi permetterà di impegnarmi per ottenere un cambiamento concreto per le persone che vivono in condizione di povertà estrema» afferma Laura Pasinetti. Secondo Caterina Scuderi , referente di ONE per l’Italia, «è davvero incoraggiante sapere di poter contare su un gruppo di giovani così dedicati e appassionati per portare avanti la nostra battaglia per un mondo libero dalla povertà estrema, dalle malattie prevenibili e dalle disuguaglianze sociali. Martina è al primo anno del corso di laurea triennale in Scienze politiche e delle Relazioni internazionali alla facoltà di Scienze politiche e sociali della sede di Milano. PROGRAMMA “YOUTH AMBASSADOR” Gli ambasciatori ONE sono un gruppo di giovani volontari estremamente motivati, selezionati tramite bando pubblico, che conducono attività di sensibilizzazione in tutta Europa per porre fine alla povertà estrema.

 

Piacenza, la città controluce

Nonostante il continuo sviluppo economico e i numerosi progressi sociali e culturali, una parte rilevante di popolazione resta sempre coinvolta in processi di impoverimento e di deprivazione, sia a livello planetario che locale. Anche Piacenza, città ricca e operosa, rivela come una fetta significativa della sua collettività soffra situazioni di estremo bisogno economico e spesso anche relazionale e sociale. Il tasso di deprivazione materiale è raddoppiato dal 2008 fino al 16% coinvolgendo quindi circa 47 mila piacentini. Certamente il riflesso indica come le relazioni e le reti tra persone possano contribuire, se non a sconfiggere la deprivazione, a renderla più vivibile, ritrovando tutti le capacità di recuperare spazi di vita più solidali verso un welfare generativo e responsabile.

 
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