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Manuela Ronchi, pr da manuale

Tra le prime a credere nei podcast e negli eventi digitali, è convinta che la forza delle pubbliche relazioni sia il contatto umano by Agostino Picicco | 03 dicembre 2020 Nel 2019 la rivista “Forbes Italia” l’ha inserita tra le 100 donne italiane di successo dell’anno. Al liceo avevo la passione per le lingue e volevo diventare professoressa d’inglese, poi ho capito che lavorare in mezzo alla gente, tra le persone, era il mio destino e che costruire valore grazie alla relazione poteva essere il mio futuro. A proposito di relazioni, che rapporto c’è oggi tra umanesimo digitale e relazioni? «Questa fase storica punta proprio al recupero della centralità dell’essere umano rispetto alle macchine e alla tecnologia, per dare il via a una rinascita delle relazioni e della cultura. Come si declinano le pubbliche relazioni nell’era dei social? «In questo libro ci sono ricordi, aneddoti, consigli, strategie, a metà strada fra il racconto di una carriera e un manuale pensato per chi vuole “fare pubbliche relazioni”, lavorare nel mondo della comunicazione o semplicemente capirlo meglio. Oggi posso affermare forte e chiaro che è il network la mia vera forza, ovvero le relazioni personali, la capacità di crearle, di svilupparle e di renderle durature. Un giorno, durante una riunione, Gerry Scotti mi disse una frase che ha letteralmente condizionato tutta la mia vita lavorativa: «Ricordati che anche se parli davanti a tre o quattro persone devi pensare sempre di essere in prima serata su Canale 5». Il fatto di guardarci negli occhi e di mettere al centro la relazione non significa aggregazione di massa (“esisto se vado a tutte le feste”, “esisto se sono in certi luoghi perché se non ci sono vuol dire che non conto niente”).

 
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