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Non esistono soldi europei a fondo perduto

L'impostazione con fondi comunitari connessi a riforme nazionali non piacerà in vari Paesi per ragioni opposte a quelle sostenute dalla cancelliera tedesca. Per un’Europa più comunitaria Questa è anche la base su cui il binomio Merkel-Macron sta strettamente collaborando come hanno dimostrato gli incontri di fine maggio e di fine giugno che sono poi stati affiancati dal Programma della Von del Leyen. Il Consiglio europeo dei capi di stato o di governo che si terrà il 17 e il 18 luglio a Bruxelles dovrebbe consolidare una traiettoria della Ue e dell’area euro con una più forte impronta comunitaria. Che poi questo porti a uno sviluppo sostenibile dell’Europa nel lungo termine non è detto. Credo però che l’impronta della Germania sulla ricostruzione europea sarà forte e benefica. Ciò significherà anche un impegno serio di tutti i Paesi membri perché il rigore tedesco si farà sentire su un paradigma che credo si possa tradurre così. continua a leggere su HuffingtonPost ] * professore emerito di Economia politica all’Università Cattolica, fondatore e attualmente presidente del Consiglio scientifico del Cranec (Centro di ricerche in Analisi economica), presidente emerito dell’Accademia Nazionale dei Lincei #recoveryfund #huffpost #quadriocurzio Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Infrastrutture priorità assoluta per l'economia

Rapporto Aspen Infrastrutture priorità assoluta per l'economia Per l'economista Alberto Quadrio Curzio per spingere la ripresa dopo lo stop imposto dalla pandemia è fondamentale che lo Stato investa in infrastrutture. Qual è il messaggio del Rapporto Aspen che lei ha coordinato? « Le do la mia interpretazione ma vorrei sottolineare che il lavoro è partito dalla raccolta delle proposte dei soci Aspen . Qual è la sua valutazione? « L'intonazione del rapporto sta nella fiducia in un modello di partenariato pubblico privato di tipo sussidiario: il pubblico interviene dove il privato non riesce a intervenire. Qual è il tipo di intervento dello Stato che auspicate in economia? « Uno Stato facilitatore e non uno Stato sostituto dell'impresa. Che altro deve fare lo Stato per sostenere economia e imprese? « Il settore pubblico deve contribuire a creare un ambiente favorevole, deve stimolare e incentivare il processo di digitalizzazione, quella che io chiamo iperingegneria, favorendo gli investimenti in R&;S, con la leva fiscale e non solo. Avete una ricetta per accelerare la realizzazione delle infrastrutture? « Non ci sono evidenze che funzionerebbe una generalizzazione del modello Genova, anzi ci sono tanti regimi commissariali che non hanno funzionato, che a loro volta sono fermi. Perché non mettiamo a disposizione della pubblica amministrazione le capacità professionali delle imprese e ne facciamo soggetti autorizzatoti? Ovviamente, questa opera di infrastrutturazione può passare, ed è bene che passi, anche attraverso un piano molecolare come quello degli incentivi alle ristrutturazioni edilizie » .

 

Cosa rivela il successo dei Sure-bond

Anche nella pandemia, le Istituzioni europee hanno reagito bene con interventi rapidi, ma collocati in un quadro coerente di medio-lungo termine, disegnato dalla Commissione europea adattando il programma di mandato quinquennale della presidente Von der Leyen che, nei giorni scorsi, ha fatto un ulteriore passo avanti. L’Europa delinea ora un programma di sviluppo con investimenti e innovazione, ma con una chiara impronta sociale anche per ridurre le diseguaglianze acuite dalla crisi sanitaria. Lo dimostra con concreta evidenza la recente emissione “Surebond”, ovvero di una categoria di “Eurobond” finalizzata a scopi sociali che hanno una rilevanza grande non solo economica, ma anche etico-civile, per riaffermare il livello di civiltà della eurodemocrazia. Non si tratta di un’operazione a sé stante, infatti per portare a termine la raccolta fondi nei prossimi mesi ci saranno nuove emissioni Sure che proseguiranno anche nel 2021, data entro cui statutariamente è prevista la fine della raccolta dei fondi. Il collocamento dei Surebond ha ottenuto un successo oltre le attese con una platea di investitori molto ampia ed eterogenea tra cui anche una non trascurabile porzione di banche centrali. Il mercato ha risposto con forza a questa offerta della Ue con un record del portafoglio ordini combinato di 233 miliardi di euro (suddiviso tra 145 miliardi su 10 anni e 88 miliardi su 20 anni). Continua a leggere su L'Huffington Post * professore emerito di Economia politica all’Università Cattolica, fondatore e attualmente presidente del Consiglio scientifico del Cranec (Centro di ricerche in Analisi economica), presidente emerito dell’Accademia Nazionale dei Lincei #economia #ue #quadriocurzio Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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