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Recovery Fund, una svolta storica

L'analisi Recovery Fund, una svolta storica La proposta della Commissione europea rappresenta un passaggio epocale per l’Europa e un’occasione straordinaria per il nostro Paese. Il commento degli economisti dell’Università Cattolica Angelo Baglioni e Massimo Bordignon 29 maggio 2020 Con ogni probabilità sarà l’Italia il maggior beneficiario del piano messo a punto dalla Commissione europea. Pubblichiamo la parte inziale dell’articolo dei professori dell’Università Cattolica Angelo Baglioni e Massimo Bordignon apparso su La Voce.info di Angelo Baglioni e Massimo Bordignon * La proposta avanzata dalla Commissione europea il 27 maggio, relativa all’avvio di un Recovery Fund, rappresenta una occasione storica per l’Europa e per l’Italia. Il rischio principale per il nostro paese è che essa rappresenti un’ennesima occasione sprecata, a causa dei pregiudizi verso le istituzioni europee e della mancanza di visione della classe dirigente, nonché della storica inefficienza della nostra pubblica amministrazione. Naturalmente, si tratta per il momento solo di una proposta; per essere approvata richiederà certamente una dura contrattazione con i piccoli paesi “rigoristi” del Nord Europa, forti del fatto che il bilancio europeo richiede l’approvazione unanime dei membri. I soldi raccolti sui mercati finanziari serviranno in parte (250 miliardi) per finanziare prestiti ai paesi membri che li dovessero richiedere, ma in misura ancora maggiore (500 miliardi) per erogare contributi ai governi e ai cittadini europei, in linea con quello che da sempre fa il bilancio europeo. continua a leggere su La Voce.info] * docente di Economia monetaria alla facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative e docente di Political and Public Economics alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica #recovery fund #europa #italia #economia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Cerniglia: la Germania riparte in quarta, ma si dovranno evitare squilibri

Lo scorso aprile l’Ifo è precipitato al livello più basso di sempre (74,3): la pandemia stava dimostrando in pieno il suo impatto sulla “locomotiva d’Europa”, già messa a dura prova dalla guerra dei dazi e dall’epidemia interna alla Cina. Leggi sul Foglio] #germania #crescita #recovery fund #economia Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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