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Il Covid-19 e il rischio del controllo totale

Non siamo ancora arrivati a una sorveglianza di massa che consente di tracciare il singolo cellulare, ma l’emergenza coronavirus potrebbe portare a questo, anche se le norme sulla privacy per ora non lo consentono. Il Governo sta pensando a una app che tracci gli spostamenti delle persone, segnali i luoghi frequentati da chi è stato contagiato, permetta di risalire ai cittadini con i quali è venuto in contatto. Il rischio paventato da qualcuno è che a breve termine le misure prese in periodi d’emergenza diventino poi permanenti. In un’ottica complessiva gli indubbi benefici di breve termine vanno comparati agli effetti che si potrebbero sedimentare in una prospettiva di più lunga durata». Come salvaguardare sia la tutela dei dati personali sia la salute, a fronte di una minaccia pandemica? «Certamente un approccio ispirato al criterio di gradualità fornisce una strategia ragionevole per ogni situazione inedita: occorre innanzitutto testare l’efficacia delle misure meno invasive e quindi incrementarle in caso di bisogno. Una volta chiusa questa drammatica parentesi, sarà compito dei decisori pubblici operare (anche sul piano normativo) per trovare un difficile equilibrio tra l’impiego degli strumenti di telecontrollo e la tutela della privacy personale. Il prezzo da pagare per una maggiore sicurezza è una minore libertà e il prezzo di una maggiore libertà è una minore sicurezza».

 

Quale governo per le istituzioni finanziarie

luglio 2019 «L’evoluzione tecnologica e quella degli assetti proprietari, l’integrazione dei mercati bancari, assicurativi e dei capitali rendono necessario calibrare in modo opportuno la regolamentazione e la vigilanza delle istituzioni finanziarie». Lo ha detto il Commissario Consob Carmine Di Noia intervenendo alla Opening Conference intitolata “Governing Financial Institutions” , che ha dato il via lunedì 22 luglio alla seconda edizione della International Summer School on Banking &; Capital Markets Law in programma fino al 26 luglio a Villa Vigoni, sul Lago di Como. L’iniziativa è stata l’occasione per un confronto a più voci tra docenti di importanti atenei internazionali e rappresentanti di autorità di vigilanza italiane e straniere: Consob, Banca d’Italia, Banca Centrale d’Irlanda. Per esempio, Guido Ferrarini , Radboud University Nijmegen e Università di Genova, si è soffermato sull’analisi di tre questioni: la corporate governance e le regole prudenziali (prudential regulation); la necessità o meno di una corporate law speciale per le istituzioni finanziarie; il rapporto fra cultura e regole. Douglas Arner , docente di Diritto alla University of Hong Kong e tra i massimi esperti di FinTech, ha passato in rassegna le grandi sfide che l’innovazione tecnologica pone al governo delle istituzioni finanziarie: dalla cybersecurity alla protezione dei dati, dalla interoperabilità alla cooperazione internazionale. La mancanza di un singolo regolatore dei mercati finanziari costituisce una grossa lacuna nell'edificio dell’Unione dei Mercati Capitali (CMU) poiché è certamente superato avere una supervisione diversa per le diverse entità giuridiche che svolgono le stesse attività economiche». La sfida futura, insomma, resta quella di un governo delle istituzioni finanziarie basato non solo sulla regolamentazione e sulla vigilanza ma anche su principi e valori etici e culturali presenti all’interno di tutti i sistemi.

 
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