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Le università lombarde ripartano in modo flessibile e graduale

Crul Le università lombarde ripartano in modo flessibile e graduale È la formula adottata da tutti gli atenei per ritornare a erogare lezioni in presenza, facendo tesoro dei mesi di formazione a distanza testati durante il lockdown . La Conferenza dei rettori ha confermato alla sua guida il professor Remo Morzenti Pellegrini 14 settembre 2020 La Lombardia in questi ultimi mesi è stata protagonista delle pagine di cronaca del nostro Paese. Lo scenario che aspetta il mondo dell’istruzione universitaria risulta essere pressoché incerto a causa dell’impossibilità di prevedere la diffusione del contagio nei prossimi mesi ma, d’altra parte, è possibile prepararsi. Le università lombarde, i cui rettori si sono riuniti nella Crul - Conferenza dei Rettori delle Università della Lombardia lo scorso 11 settembre, sono pronte tutte alla ripartenza dopo aver superato i “test di sicurezza”, ovvero esami e lauree in presenza dei giorni scorsi. Con un generale incremento di iscritti in tutti gli atenei della regione, nonché di studenti stranieri ed Erasmus, la linea adottata dai rettori è di un approccio in presenza “flessibile” e “graduale”. Per un primo periodo in Lombardia ci sarà un mix di lezioni in presenza e di didattica a distanza , valorizzando l’esperienza dei mesi passati di didattica online in un’ottica di innovazione, senza dimenticare il grande valore della formazione dello studente in relazione ai compagni di corso. All’unanimità è stato riconfermato Remo Morzenti Pellegrini , rettore dell’Università degli studi di Bergamo, che proseguirà con la missione di valorizzazione della rete regionale e l’internazionalizzazione, linee del suo precedente mandato.

 

Lombardia, i rettori per Ema

ATENEO Lombardia, i rettori per Ema Le 14 università presenti sul territorio regionale hanno sottoscritto un documento per sostenere la candidatura di Milano a sede dell’Agenzia Europea dei Medicinali. Tra i firmatari il professor Franco Anelli 19 ottobre 2017 I Rettori delle Università di Milano e della Lombardia sostengono con convinzione la candidatura di Milano a sede dell’Agenzia Europea dei Medicinali . Il sistema delle Università milanesi e lombarde comprende 14 Università, di cui 8 a Milano, e 7 accademie d’arte, che ospitano complessivamente oltre 260 mila studenti. La produzione scientifica delle sole Università milanesi in area medica e farmacologica rappresenta l'11% della produzione scientifica nazionale in area medica e farmacologica. Le università della Regione ospitano più di 18 mila studenti stranieri, erogano 120 corsi di laurea in lingua inglese, partecipano attivamente ai principali network internazionali, con oltre 5.700 accordi di ricerca e di scambio attivi con atenei di tutto il mondo, e accolgono ogni anno circa 700 visiting professor. In questo scenario si ritiene che Milano rappresenti la sede ideale per l’Agenzia Europea dei Medicinali, nell’auspicio che la decisione che i governi europei prenderanno a tale riguardo tenga nella massima considerazione questi elementi. In ultimo, la presenza di EMA a Milano darebbe luogo a collaborazioni che consentirebbero alle Università lombarde di mettere a disposizione di studenti e ricercatori nazionali e internazionali nuove iniziative di ricerca e formazione in linea con i più alti standard internazionali.

 

Monsignor Delpini benedice le Università

Milano Monsignor Delpini benedice le Università Su invito dei rettori, l’arcivescovo di Milano indirizza un video-messaggio all’intera comunità delle università presenti nel territorio della diocesi ambrosiana. L’invito gli era stato richiesto dal Rettore dell’Università Statale, il professor Elio Franzini e condiviso con gli altri Rettori delle diverse sedi presenti sul territorio della diocesi ambrosiana. Forse abbiamo bisogno di un modo di studiare che affronti anche le domande fondamentali di senso. Abbiamo bisogno di una scienza che non sia solo a disposizione degli azionisti, ma possa servire anche a me, che sono mendicante di significato qui, sulla strada». La benedizione del mendicante - sottolinea l’Arcivescovo - vuole essere un invito a un pensiero più umile, a un modo di considerare se stessi e le proprie possibilità con un maggior senso delle proporzioni dei problemi che contano. Abbiamo bisogno di un modo di pensare più modesto, più disponibile, un modo di pensare come quello dei mendicanti». Se mi ha dato l’elemosina di un po’ di tempo, io dico che Dio ti benedica», conclude l’Arcivescovo.

 
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