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Giovane e con bassa qualifica professionale: ecco l'identikit del lavoratore che usa droghe

I tassi più alti sono fra i lavoratori non qualificati by Patrizia Del Principe | 17 luglio 2009 Il 15% di giovani lavoratori fa uso di almeno una droga illecita, e il 3.9% è polidipendente. Il 13.5% di essi fa uso di cannabis, il 4.5% di cocaina, circa l’1% di oppiacei, l’1.2% di ecstasy o amfetamine, il 4.7% di benzodiazepine. Negli Stati Uniti, il Paese che per primo si è occupato del problema della dipendenza dei lavoratori da droga e che oggi è considerato un modello di riferimento per tutti, due terzi delle aziende con oltre 100 dipendenti dispongono di specifici Programmi di assistenza dei lavoratori (PAL). Negli USA i PAL hanno gradualmente esteso la loro azione dall’alcolismo, che è stato il primo problema a essere affrontato, a tutte le dipendenze, e infine a tutti i problemi sanitari che determinano ‘impairment’ (malattie fisiche e psichiche che compromettono le capacità di giudizio). A fianco dei PAL aziendali, per gli operatori della sanità, la cui attività è di particolare delicatezza per la salute pubblica, sono stati istituiti in tutti gli Stati Uniti, servizi di assistenza a carattere nazionale, finanziati parzialmente dalle organizzazioni sanitarie. Il datore di lavoro ha un legittimo interesse alla sicurezza del lavoro, e alla eliminazione del rischio di responsabilità civile e penale che può derivare da comportamenti di abuso dei lavoratori». La complessità dell’argomento – conclude Magnavita - ci conferma nell’opinione che la verifica dell’assenza di dipendenza o di abuso tra i lavoratori non è un atto isolato del medico competente, ma fa parte della gestione del rischio per la salute e sicurezza da parte del datore di lavoro.

 
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