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Gli chef antispreco scaldano i fornelli

piacenza Gli chef antispreco scaldano i fornelli Finale del contest “Miglior ricetta RicibiAmo” martedì 5 febbraio, Giornata nazionale contro lo spreco alimentare. Saranno tre le categorie di cuochi del riciclo a contendersi la medaglia d’oro: chef professionisti, futuri chef e chef di casa. gennaio 2019 Ideato da PiaceCiboSano con il contributo scientifico della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali della Cattolica, il concorso “ Miglior ricetta RicibiAmo " nasce per premiare la creatività dei ristoratori che aderiscono alla rete antispreco e per diffondere le buone pratiche di sostenibilità alimentare. Si calcola che un terzo della produzione alimentare mondiale viene sprecata nel complesso e lungo viaggio dal campo alle nostre spazzature con disastrosi impatti non solo economici, ma anche ambientali» afferma la professoressa Lucrezia Lamastra . Per questo la facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, che nei suoi corsi di studio affronta direttamente e trasversalmente il tema della sostenibilità della filiera agro-alimentare è coinvolta anche in progetti rivolti ad aumentare la consapevolezza riguardo lo spreco di cibo» prosegue la professoressa Lamastra. L’evento del 5 febbraio, giornata nazionale contro lo spreco di cibo, si inserisce del solco di queste attività. Riflettere sullo spreco di cibo con gli attori della filiera e far competere ai fornelli persone normali, chef e studenti per presentare la ricetta più sostenibile sono un modo per mettere alla luce il paradosso che lo spreco di cibo rappresenta».

 

Re-Think, l’economia è circolare

milano Re-Think, l’economia è circolare In largo Gemelli un forum dedicato interamente alla circular economy per ascoltare le riflessioni dei maggiori esperti del settore e per vedere le più innovative applicazioni di un modello di sviluppo sostenibile. Il professore, durante il suo intervento, sostiene che l’importanza delle idee che scaturiscono dall’economia circolare è sicuramente quella di orientare il sistema economico verso nuovi modelli. È quello che vorremo far prevalere è una strategia di sostenibilità dal punto di vista sia ambientale che sociale». Tornando a parlare di vecchia e nuova economia circolare, il professor Zoboli spiega che, sia in Europa che in Italia, l’economia circolare esiste ed è ormai un dato di fatto molto importante. “Chiudo il mio intervento con un interrogativo: quanto è reale e vitale la nuova economia circolare?” A concludere l’evento d’inaugurazione di Re-Think è Francesco Castellano , presidente e fondatore di Tondo, associazione che si è posta come obiettivo di agire concretamente per lo sviluppo dell’economia circolare. L’evento è stato pensato non solo per conoscere i maggiori esperti di economia circolare, ma anche per mettere in contatto e far dialogare, in modo rapido, grandi e piccole aziende che hanno progetti interessanti sul modello circolare. Un’occasione importante, Re-Think, per cominciare a mettere delle solide basi per accelerare la transizione verso la nuova economia circolare, di modo che nulla venga sprecato e le attività umane non abbiano effetti negativi sull’ambiente.

 

La bellezza degli avanzi: bucce d'uva e di pomodoro per sviluppare nuovi prodotti cosmetici e farmacologici

Obiettivo del progetto è la valorizzazione dei sottoprodotti e dei coprodotti di agricoltura e allevamento attraverso la messa a punto di protocolli ottimizzati di estrazione delle biomolecole che consentano di ottenere dagli scarti tal quali molecole d’interesse cosmetico e farmacologico (nutraceutico/dermatologico). Il settore agroalimentare costituisce un punto nevralgico e caratterizzante dell’economia della Regione Emilia-Romagna che data l’intensità della produzione agricola e agro-alimentare ha la disponibilità lorda specifica di scarti (massa di sostanza secca per km2) tra le più alte in Italia. L’estrazione chimica delle larve, svolta nei laboratori del DiSTAS con tecniche prevalentemente eco-compatibili, permette di ottenere principalmente antiossidanti e antimicrobici da fornire alle aziende partner. I residui di tutte le suddette fasi vengono successivamente lavorati per produrre energia (pirogassificazione) e ottenere materiale ammendante dei suoli, riducendo l’impatto ambientale e l’inquinamento e permettendo così di chiudere la filiera in modo circolare. La metodologia seguita nei nostri laboratori – spiega la responsabile delle attività di estrazione chimicha, dottoressa Lucrezia Lamastra – è una validissima alternativa all’estrazione dei composti da substrati di origine animale, con vantaggi economici e etici rilevanti. Ad oggi, i sottoprodotti della lavorazione dei prodotti vegetali nelle filiere agro-alimentari, parte rilevante del panorama regionale emiliano, sono indirizzati prevalentemente verso biodigestori per la produzione di energia, impianti di compostaggio oppure smaltiti come rifiuti indifferenziati, gravando quindi sui costi di produzione e sull’ambiente». In quest’ottica lo sviluppo di uno schema consolidato di bioraffineria degli scarti potrà garantire la produzione continuativa durante l’anno di composti chimici green contribuendo al riciclo e alla riduzione degli sprechi di materia prima».

 
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