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Educazione finanziaria, serve una svolta

giugno 2019 Il testo che segue è un estratto del secondo numero dell’Osservatorio Monetario dell’Università Cattolica, coordinato dal professor Angelo Baglioni, interamente dedicato allo stato dell’arte dell’educazione finanziaria in Italia. di Annamaria Lusardi * In tutti i paesi e, in particolare nei paesi sviluppati, stanno avvenendo enormi cambiamenti con profonde ripercussioni sull’economia e sulle piccole e grandi decisioni che ciascun cittadino è chiamato a compiere nel corso della vita. L’aumento della speranza di vita e la diminuzione della natalità sono due spinte demografiche destinate a mutare profondamente gli incentivi che guidano le scelte in materia di risparmio privato, assicurazioni e previdenza. L’avvento della tecnologia e dei servizi digitali sono destinati a trasformare radicalmente le abitudini dei cittadini e l’attività delle imprese e avranno un forte impatto nel settore finanziario, come parte di un più ampio processo di digitalizzazione dei consumi e dei processi produttivi che coinvolge l’intera economia. Eppure maggiori competenze e conoscenze in ambito economico-finanziario consentono ai risparmiatori di prendere decisioni più consapevoli e meno rischiose, di proteggersi dagli effetti di una crisi come quella che dieci anni fa ha investito il sistema economico mondiale, di ridurre le disuguaglianze. A sostenerlo è il secondo numero del 2019 dell’Osservatorio Monetario dell’Università Cattolica dal titolo “ Educazione finanziaria in Italia, a che punto siamo? ” e che descrive lo stato dell’arte delle iniziative messe in campo di recente nel nostro Paese sul fronte della educazione finanziaria. L’Osservatorio monetario è un’analisi sulla congiuntura economica nazionale e internazionale curata dal Laboratorio di analisi monetaria dell’Ateneo, in collaborazione con le facoltà di Economia e Scienze finanziarie, bancarie e assicurative dell’Università Cattolica e l’ Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa (Assbb) .

 
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