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Patient engagement, meno spese e più qualità della vita

Questa è la prima evidenza rilevata dallo studio Engagement Monitor condotto e coordinato dal Centro di Ricerca EngageMinds HUB , insieme a venti associazioni di pazienti, familiari e volontari sul territorio nazionale. Ma al di là delle valutazioni soggettive, anche la condizione clinica del paziente sembra cambiare a seconda dei livelli di engagement : se solo il 23% dei pazienti cronici intervistati ha subito un ricovero nell’ultimo anno, la percentuale aumenta al 34% tra i pazienti poco “ingaggiati”. Inoltre, se a totale campione, la metà (51%) degli intervistati dichiara di aver perso almeno un giorno di lavoro a causa della malattia nell’ultimo anno, il dato aumenta al 69% tra i pazienti con bassi livelli di engagement mentre si riduce al 31% tra i pazienti con più alti livelli di engagement. Infine, il 76% di coloro che risultano “disingaggiati” spende più di 50 euro al trimestre di tasca sua per farmaci da banco; al contrario la percentuale si riduce al 45% nei pazienti ingaggiati, dimostrando che l’essere ingaggiati conviene anche per il portafoglio degli assistiti. Anche l’esperienza dei familiari che si prendono cura di un paziente con malattia cronica è preoccupate in quanto ben il 48% degli intervistati risulta in difficoltà nella gestione attiva e efficace della cura del proprio caro e presenta alti livelli di fatica. Sul piano dell’esperienza di cura, se sul totale campione solo il 18% dei pazienti intervistati dichiara di non sentirsi capito dai suoi curanti, la percentuale aumenta al 44% tra coloro che hanno bassi livelli di engagement. La ricerca scientifica è chiamata a fornire strumenti ed evidenze al fine di sostenere un reale orientamento alla pratica quando si parla di patient engagement : questo è uno dei motivi ispiratori del progetto Engagement Monitor» ha precisato Serena Barello , coordinatore del progetto Engagement Monitor .

 

Longevity Run, la corsa della salute

piacenza Longevity Run, la corsa della salute Sabato 26 maggio a San Gabriele di Piozzano , in provincia di Piacenza, una giornata di check-up gratuiti e sport. L’evento è promosso col sostegno della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Università Cattolica. maggio 2019 Fa tappa a San Gabriele di Piozzano la Longevity Run , l’evento di sensibilizzazione per uno stile di vita sano e attivo promosso col sostegno della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Università Cattolica del Sacro Cuore. L’appuntamento “country” dell’evento per la salute, che ha avuto inizio a Roma e si chiuderà il 3 agosto a Madonna di Campiglio, propone una giornata di prevenzione, salute e sport, elementi indispensabili per chi voglia assicurarsi una vita lunga e in buona salute. Questi gli elementi che concorrono a comporre lo screening e che vengono poi registrati in una scheda di valutazione personale contenente tutti i risultati, ma soprattutto i consigli e le raccomandazioni per perseguire un corretto stile di vita. La longevità infatti non è un dono di natura ma si conquista passo dopo passo con uno stile di vita corretto e con una adeguata prevenzione». L’iniziativa è resa possibile grazie al Patrocinio e alla collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, l’Innovative Medicines Initiative (IMI-Comunità Europea), l’Associazione Italia Longeva e la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria.

 

Alimentazione e idratazione artificiale, la posizione della Santa Sede

maggio 2019 di Adriano Pessina * L’esistenza di Vincent Lambert, persona in stato di minima coscienza, è attualmente sospesa alle decisioni giuridiche che permetteranno o no la sospensione dei trattamenti di alimentazione e idratazione artificiale. Per meglio inquadrare il senso di questa Nota, è utile ricordare che di fatto riprende il pronunciamento del 1 agosto del 2007 della Congregazione per la Dottrina per la fede dal titolo “ Risposte a quesiti della Conferenza episcopale statunitense circa l’alimentazione e l’idratazione artificiali ”. Il riferimento non è al concetto di “sacralità” della vita, ma a quello di dignità della persona umana e quindi si pone nel contesto di una categoria particolarmente cara all’etica cosiddetta “laica” del Novecento. L’attuale Nota introduce due ulteriori elementi di riflessione : il rischio che prevalgano il criterio della cosiddetta qualità della vita - che è solitamente pensato in termini di soggettiva valutazione del valore dell’esistenza - e quello, politico - sociale, legato alla “cultura dello scarto”. Nella circolarità virtuosa tra il prendersi cura degli ammalati e di chi li cura, si gioca anche una nuova prospettiva culturale, capace di farsi carico delle più estreme e anche misteriose condizioni di radicale disabilità, come quelle delle persone in stato vegetativo o di minima coscienza. Lo “stato vegetativo”, infatti, è stato patologico certamente gravoso, che tuttavia non compromette in alcun modo la dignità delle persone che si trovano in questa condizione, né i loro diritti fondamentali alla vita e alla cura, intesa come continuità dell’assistenza umana di base. La sospensione di tali cure rappresenta, piuttosto, una forma di abbandono del malato, fondata su un giudizio impietoso sulla sua qualità della vita, espressione di una cultura dello scarto che seleziona le persone più fragili e indifese, senza riconoscerne l’unicità e l’immenso valore.

 

Clima e salute, apocalisse a fuoco lento

Roma Clima e salute, apocalisse a fuoco lento I rischi dell’impatto dei cambiamenti climatici sull’uomo sono largamente sottostimati, denuncia Walter Ricciardi, presidente della Federazione Mondiale delle Società di Sanità Pubblica, al forum scientifico nell’ambito del Villaggio per la Terra. aprile 2019 “I cambiamenti climatici per la salute sono un'apocalisse a fuoco lento, nel senso che è qualcosa di cui non ci accorgiamo perché cresce lentamente. Le patologie più legate ai mutamenti climatici - Un effetto potenzialmente associato al surriscaldamento globale dovuto all’emissione di agenti inquinanti è la maggior facilità di diffusione delle malattie, favorite anche dall’aumento, grazie alle condizioni climatiche, di molti insetti vettori. L'acqua come vettore di malattie - L'acqua è di fatto un bene che scarseggia sempre di più e già ci sono conseguenze importanti. Inoltre i bambini hanno, rispetto agli adulti, una maggiore esposizione per unità di peso corporeo, ed è quindi più probabile che, a parità di esposizione, per loro vengano superate le dosi soglia di rischio. Le esposizioni precoci a fattori di rischio ambientali posso incidere anche sulla salute dei feti che nel futuro possono avere effetti irreversibili che si ripercuotono nel corso della vita da adulto. Anche gli anziani sono particolarmente a rischio quando ci sono le ondate di calore, avviene infatti un'alterazione del loro sistema cardiocircolatorio e quindi l'impossibilità per loro di resistere a questo cambiamento.

 

Altems, al via l'anno formativo

Roma Altems, al via l'anno formativo Franco Sassi , docente dell’Imperial College Business School di Londra, ha aperto con una lezione su consumi, economia e salute le attività dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari. L’evento è stato aperto da Lorenzo Maria Cecchi , Direttore della Sede di Roma dell’Ateneo, e da Americo Cicchetti , Direttore dell’ALTEMS. Dopo la lecture del professor Franco Sassi la discussione con Angela Adduce , Direttore generale della Ragioneria Generale dello Stato (Ministero dell’Economia e delle Finanze), e Gilberto Turati , Ordinario di Scienza delle Finanze alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica. A conclusione un particolare Question Time sui temi principali della mattinata, con il coinvolgimento degli studenti studenti dell’Alta Scuola. Ha moderato l’incontro il giornalista Roberto Iadicicco (Fondazione ENI). Nel pomeriggio l’attività formativa di ALTEMS continua con la lectio di Federico Gelli , responsabile del rischio in Sanità (Federsanità-ANCI), ad inaugurazione delle lezioni del Master in Risk Management dell’Alta Scuola. altems #economia #salute #altescuole #management Facebook Twitter Send by mail.

 

Estate, consigli per una sana alimentazione

salute Estate, consigli per una sana alimentazione Dal prediligere cibi freschi e ricchi di acqua e sali minerali alla limitazione delle bevande alcoliche, dall’evitare pasti abbondanti alla corretta conservazione degli alimenti. luglio 2019 di Giacinto Miggiano * In estate cambia il clima e l’aumento della temperatura può essere causa di malesseri che è possibile contrastare adottando delle precauzioni nell’alimentazione. Per contrastare l’abbondante sudorazione, preferire alimenti ricchi di acqua e sali minerali, contenuti in grande quantità nella frutta, nella verdura e nei loro derivati (come frullati, estratti, centrifugati e succhi di frutta). Occorre limitare in maniera particolare l’uso delle bevande alcoliche; oltre che essere ipercaloriche, rendono più impegnativo nell’individuo il processo necessario per la dispersione del calore corporeo. È bene evitare pasti abbondanti e ricchi di grassi, in particolar modo prima di affrontare un viaggio o mettersi alla guida: sarà facilitata la digestione, senza compromettere il senso di attenzione e vigilanza che solitamente accompagna il ricorso a un pasto abbondante. Le alte temperature impongono una particolare attenzione alla corretta conservazione del cibo che altrimenti può diventare fonte di infezioni e/o intossicazioni alimentari conseguenti allo sviluppo di germi. L’ampia disponibilità estiva di alimenti di natura vegetale può permettere di conoscere nuovi sapori e può incentivare l’educazione al gusto, contribuendo alla varietà alimentare, prima regola in assoluto di una sana alimentazione.

 

Cibo sano, i consigli dell’esperto

dieta Cibo sano, i consigli dell’esperto Parte nelle mense Educhef di tutte le sedi dell’Ateneo una campagna sulla corretta alimentazione, con suggerimenti pratici e menù consigliati dal professor Giacinto Miggiano , direttore del Centro Nutrizione Umana della facoltà di Medicina e Chirurgia. by Martina Vodola | 28 marzo 2019 Seguire costantemente una dieta equilibrata e corretta non è sempre facile, soprattutto se molto spesso si è costretti a mangiare fuori casa e nei ritagli di tempo. Per questo Educatt ha pensato di inaugurare una campagna sulla corretta alimentazione nelle mense Educhef di tutte le sedi dell’Università Cattolica, grazie alla preziosa collaborazione di Giacinto Miggiano (nella foto), docente di Scienze dell’alimentazione e direttore del Centro Nutrizione Umana della facoltà di Medicina e Chirurgia. Ogni giorno verrà proposto in tutte le mense, a partire da Mensa&;caffe.23 di Roma fino a includere tutte le sedi universitarie , un “ Menù del nutrizionista ” redatto dal professore, con una serie di piatti selezionati tra quelli proposti dal menù del giorno. Verranno inoltre collocati in tutte le mense pannelli con “Le cinque raccomandazioni essenziali ”, sempre redatte dal professore, grazie alle quali si indicheranno alcune buone abitudini da seguire per condurre una vita più sana e all’insegna della corretta nutrizione. Sono infine previste rubriche, sempre curate dal professore nutrizionista, su temi riguardanti la buona alimentazione e la conduzione di una vita sana, come l’importanza dello sport, la corretta dieta mediterranea o il giusto apporto di nutrienti. A chi volesse approfondire ulteriormente, sarà possibile rivolgere direttamente all’esperto domande su tematiche generali legate alla nutrizione, in quanto i casi specifici necessitano di una consulenza privata e mirata.

 

Luci e ombre sull’esposizione solare

consigli per l'estate Luci e ombre sull’esposizione solare Insieme ai tanti benefici di cui si può giovare, prendere il sole d’estate ha anche degli effetti nocivi. Ecco le regole da seguire per una corretta esposizione e per prevenire effetti collaterali transitori ma anche di medio e lungo termine. luglio 2019 di Ketty Peris * Con l’estate alle porte è importante essere ben informati su come poter usufruire dei tanti benefici del sole evitandone gli effetti nocivi. Tuttavia, un’eccessiva e inappropriata esposizione al sole si associa inevitabilmente, particolarmente nei soggetti di pelle chiara, ad alcuni effetti collaterali precoci e transitori, quali eritema e scottature ma anche ad effetti che compaiono più tardivamente quali lentigo solari, invecchiamento e tumori della pelle. In particolare, è stato ampiamente dimostrato che le ustioni solari, soprattutto quelle che si verificano nell’infanzia e adolescenza sono un fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma e dei tumori non-melanoma. L'esposizione al sole deve rispettare determinate regole: - Utilizzare filtri solari con un fattore di protezione adeguato al proprio fototipo (usare sempre una protezione alta nei soggetti con pelle chiara), che proteggano dai raggi UVB, UVA e IR e che non contengano profumi. È bene sapere che certi alimenti contribuiscono ad aumentare la nostra resistenza al sole; tra questi, frutta e verdura contengono molecole naturali, come i carotenoidi, la vitamina C e la vitamina E che aiutano la fotoprotezione, ma non sostituiscono in alcun caso un buon filtro solare.

 

Ora legale, le lancette delle salute

l'intervista Ora legale, le lancette delle salute Tra sabato e domenica tireremo avanti gli orologi di un’ora. Ma forse potrebbe essere tra le ultime volte che mettiamo mano a orologi e sveglie nell’ultima domenica di marzo per poi riportarli indietro di un’ora nell’ultima di ottobre. Ma quali sono gli effetti sul sonno e sulla nostra salute? «Le ricadute sono ancora molto discusse», chiarisce Davide Quaranta , dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia della Fondazione Policlinico Gemelli. Per fare qualche esempio alcuni studi parlano di conseguenze sull’umore: gli stati d’animo sono peggiori soprattutto nella transizione primaverile, e non in quella autunnale contrariamente a quanto si possa pensare. Ancora: una recente ricerca dell’Università di Ferrara segnala un lieve incremento nel numero degli infarti nella fase successiva alla transizione primaverile. Come valuta, allora, la decisione del Parlamento europeo? «È evidente che le ricadute dell’ora legale sulla popolazione vanno valutate nazione per nazione, visto che qui entrano in gioco aspetti legati all’aera geografica. In questo caso è anche una questione di politiche energetiche i cui risultati, positivi o negativi, vanno considerati solo sul lungo periodo».

 

Salute, italiani lenti a cambiare

Siamo tra i Paesi più longevi ma anche con più anni da vivere con malattie croniche e disabilità: la speranza di vita in buona salute è peggiore che in altri Paesi europei. Un dato rilevante per la salute degli italiani è rappresentato dalla forte riduzione della mortalità prematura (indicatore del Sustainable Development, Goals delle Nazioni Unite - calcolato rispetto alle principali cause di morte della fascia di età 30-69 anni) diminuita, dal 2004 al 2016, del 26,5% per gli uomini e del 17,3% per le donne. Si muore meno di tumori che restano, però, la prima causa di morte tra i 19-64 anni: nell’arco di tempo compreso tra il 2006-2016, diminuisce del 24% per gli uomini (da 12,5 a 9,5 per 10.000) e del 12,6% per le donne (da 8,7 a 7,6 decessi per 10.000). La mortalità neonatale e infantile è significativamente diminuita nel nostro Paese e ha raggiunto livelli tra i più bassi del mondo, anche migliori di quelli osservati nei Paesi occidentali più sviluppati. Non a caso l’Italia, con 83,4 anni di vita media attesa alla nascita nel 2016 (ultimo anno disponibile per i confronti internazionali), è da anni uno dei Paesi più longevi nel contesto internazionale, secondo dopo la Spagna (83,5 anni) tra i Paesi dell’Unione Europea (UE). Sempre nel 2016, il nostro Paese si colloca direttamente al primo posto in Europa per la più elevata speranza di vita alla nascita per gli uomini (81,0 anni), secondo gli ultimi dati disponibili da fonte europea Eurostat. L’Italia, rispetto alla media dei Paesi dell’UE, presenta un vantaggio di circa 3 anni per gli uomini (la media dell’UE è pari a 78,2 anni) e 2,0 anni per le donne (la media dell’UE è 83,6 anni).

 

Respirare bene in casa, un decalogo

brescia Respirare bene in casa, un decalogo Presentati a Brescia i risultati della ricerca d’Ateneo Anapnoì per migliorare la qualità dell’aria indoor : dallo studio anche alcuni consigli pratici, soprattutto per gli anziani ma non solo, per minimizzare gli effetti dell’inquinamento atmosferico. aprile 2019 Ventilare regolarmente gli ambienti domestici almeno una volta al giorno, per un minimo di 20 minuti. Durante la cottura dei cibi in cucina usare la cappa, preferendo quella con aspirazione mediante ventola meccanica e filtri. Il progetto, presentato mercoledì 3 aprile a Brescia , aveva come principale obiettivo l’individuazione di buone pratiche per minimizzare gli effetti dell’inquinamento atmosferico outdoor/indoor e del microclima su alcune patologie polmonari degli anziani, contribuendo nel contempo a prevenirne l’insorgenza. Sono valutati anche i rischi per l’attività outdoor, in particolare l’esposizione ad agrofarmaci per chi vive in aree urbane prossime alle attività rurali. In parallelo, è stato sviluppato un nuovo naso elettronico, basato su una diversa tecnologia (nanotubi di carbonio), potenzialmente in grado di fornire informazioni complementari rispetto ai nasi elettronici esistenti. Tali sensori sono stati testati con successo all’interno di studi clinici condotti presso il Policlinico Gemelli, sia su soggetti sani che su pazienti affetti da BPCO, insieme ad altri sensori presenti in commercio (nasi elettronici e sensori elettrochimici).

 

Il latte piace ancora ma “senza”

GIORNATA MONDIALE Il latte piace ancora ma “senza” Gli italiani lo apprezzano ancora ma uno su quattro lo beve senza lattosio. Una scelta slegata dalle condizioni di salute del consumatore, dato che solo un quarto di chi fa questa scelta ha un’intolleranza. Una scelta slegata dalle condizioni di salute del consumatore, dato che solo un quarto di chi sceglie senza lattosio ha un’intolleranza. Il frigo degli italiani è un puzzle di diversi prodotti: nell’ultimo mese il 30% della popolazione nazionale dichiara di aver consumato spesso latte vaccino fresco, nel 25% dei casi dichiarano di aver bevuto latte senza lattosio e nel 20% di aver consumato bevande vegetali alternative. Il latte vaccino viene percepito come salutare e gustoso, mentre l’imprescindibilità di consumo appare essere una “zona d’ombra”, soprattutto in riferimento all’età adulta (maggiori di 22 anni). Ma se ci concentriamo su coloro che dichiarano di consumare tutti i giorni prodotti senza lattosio (un 25% del totale) scopriamo che solo un quarto di essi (6%) lo consuma per la presenza di un’intolleranza (per altro non sempre diagnosticata da un esperto). La scarsa e poco corretta informazione sull’alimentazione e le proprietà del latte vaccino è un problema crescente che impatta sui comportamenti dei consumatori con problematiche ricadute sul sistema agro-alimentare» spiega il professor Lorenzo Morelli , direttore del progetto e delegato rettorale per la sede di Cremona dell’Università Cattolica.

 

La salute è per tutti

Milano La salute è per tutti Al Centro sanitario Educatt in largo Gemelli le visite specialistiche a prezzo agevolato si aprono ai familiari di studenti, personale e pensionati dell’Università Cattolica. E potranno continuare ad avvalersene anche i laureati. ottobre 2015 Novità in arrivo per il servizio di Assistenza sanitaria di Educatt di Milano: si sono moltiplicate le possibilità di avvalersi di prestazioni mediche specialistiche a prezzi agevolati. Anche i laureati hanno la possibilità di continuare ad avvalersi di queste prestazioni e di avere accedere a visite di medicina generale a 30 (nei quali è incluso anche un controllo aggiuntivo post visita) e specialistiche sempre a 60 . Restano inoltre in vigore per studenti e personale le convenzioni con le strutture esterne per visite private: l’Istituto Auxologico Italiano, il Centro Medico Santagostino, l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda, e, a Piacenza, il Centro Medico Inacqua. salute #milano Facebook Twitter Send by mail.

 

Salute, la parola ai pazienti

Roma Salute, la parola ai pazienti All’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari la quarta edizione del Corso sul Patient Advocacy Network rivolto alle associazioni per il coinvolgimento dei cittadini nei processi di valutazione e decisione. maggio 2018 Parte oggi a Roma la quarta edizione del Patient Advocacy Network, un’iniziativa formativa rivolta alle Associazioni di Pazienti e organizzata dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (ALTEMS) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il supporto incondizionato di AstraZeneca. La tendenza è, dunque, quella di dare sempre più spazio all’ascolto dei pazientinella costruzione delle evidenze scientifiche e nelle decisioni regolatorie che ne conseguono. pazienti #cittadini #salute #associazioni Facebook Twitter Send by mail LA VOCE DEI PAZIENTI “È fondamentale tenere in considerazione il bisogno del paziente come prioritario, sia nel disegno dei trial clinici sia nella valutazione dei loro risultati. È per questo che il coinvolgimento delle Associazioni dei Pazienti deve essere strutturato e diventare una costante legata a tutto il ciclo di vita del farmaco”, ha dichiarato Patrizia Popoli, Direttore del Centro FARVA, Centro nazionale ricerca e valutazione preclinica e clinica dei farmaci, Istituto Superiore di Sanità (ISS). “Da sempre AstraZeneca promuove in maniera concreta il ruolo dei pazienti e la loro inclusione nei processi decisionali che riguardano il futuro del sistema salute” conclude Andrea Musilli, Government Affairs &; Patient Advocacy Director di AstraZeneca Italia. “Ecco perché dare continuità a progetti come questo è per noi fondamentale affinché il coinvolgimento dei pazienti diventi autentico e sistematico”.

 

Terzo Settore al Graduation Day Altems

Emanuele in occasione della cerimonia di consegna dei diplomi per i master dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Ateneo. by Federica Mancinelli | 05 aprile 2017 Terzo settore, welfare, economia e società sono stati i temi al centro degli interventi tenuti in occasione del Graduation Day dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica che ha avuto luogo ieri mattina presso l’Auditorium dell’Ateneo a Roma. La annuale cerimonia di consegna dei diplomi dei master dello scorso anno accademico ha visto, in particolare, l’intervento del presidente della Fondazione Roma, Emmanuele F.M. La direzione contraria, invece, è quella del privato no profit, come la Fondazione Roma, che considera la sanità l’emergenza primaria e destina la parte più rilevante delle sue risorse alla tutela della vita, alla salute e alla ricerca scientifica, con una particolare attenzione alle prospettive offerte dalle nuove tecnologie». Secondo il presidente della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Giovanni Raimondi «l’azione delle persone è il primo motore di ogni rinascita, particolarmente in un’epoca come quella che stiamo vivendo ove una rinascita è necessaria e possibile grazie a un approccio personale». Per Raimondi due sono i temi sui quali concentrare la nostra attenzione: «La tutela e la promozione della salute e la riduzione delle risorse: la carenza di queste ultime non può mai minare il principio primo di tutela della salute. Anche quest’anno possiamo osservare il buon risultato del progetto di unire i temi dell’Economia con quelli della salute e della sanità, dimostrazione che la ricerca e la formazione universitaria in questo campo possono offrire soluzioni concrete a bisogni ed esigenze sociali e sanitarie sempre più importanti».

 

Quel bicchiere che piace se fa bene

PIACENZA Quel bicchiere che piace se fa bene Una ricerca degli studenti dell’ International master of Science Vintage tra consumatori di Francia, Italia e Spagna ha mostrato che il vino è considerato salutare se bevuto con moderazione e migliore se prodotto con metodologie ecosostenibili certificate. Eppure nel 2015, nei tre maggiori produttori mondiali di vino (Italia, Francia e Spagna) che insieme coprono il 48% della produzione su scala mondiale, il consumo è diminuito rispetto agli anni passati. Agli intervistati è stato chiesto anche se per l’acquisto di vino sono importati la sostenibilità ambientale e come la legislazione e la copertura mediatica influenzi la loro opinione. Generalmente è emerso che i consumatori considerano il vino come un prodotto salutare se è consumato moderatamente e ritengono migliori i vini prodotti attraverso metodologie eco-sostenibili, certificati in etichetta. Quello che è importante è enfatizzare le qualità positive del vino, perché oggi i consumatori sono consapevoli delle proprie decisioni relative all’impatto che potrebbe avere sulla loro salute. Molti studi hanno mostrato che un consumo regolare e moderato del vino ha effetti positive sulla salute e comunque mai negativi. vino #salute #agraria Facebook Twitter Send by mail LA CULTURA DEL VINO Rafforzare ed espandere la cultura del vino attraverso uno stile di vita che ne privilegi il consumo moderato e consapevole.

 

Artrite reumatoide, scoperto il "grilletto"

I risultati di un’importante ricerca, svolta alla facoltà di Medicina col Policlinico Gemelli insieme all’Università di Glasgow, pubblicati sulla rivista “Nature Communications” 04 ottobre 2016 Scoperto un “grilletto molecolare” dell’artrite reumatoide che attiva la sintesi di anticorpi nocivi nell’organismo dei pazienti e amplifica processi infiammatori pato logici. Gli autori dell’importante studio, che apre anche nuove prospettive terapeutiche per i malati, sono ricercatori della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Si tratta di una molecola chiamata microRNA155 e gli studiosi, grazie alla collaborazione con colleghi dell’Università di Glasgow , hanno testato con successo un potenziale “farmaco” per disinnescare questo grilletto. La scoperta è frutto del lavoro dei r eumatologi Stefano Alivernini e Barbara Tolusso coordinati da Gianfranco Ferraccioli , docente di Reumatologia alla Cattolica e direttore del Polo di Scienze Reumatologiche, Dermatologiche, Immuno-Allergologiche, Urologiche e Nefrologiche del Policlinico A. Gemelli. Studiando campioni biologici di oltre 60 pazienti, gli esperti hanno scoperto che la “chiave di volta” della malattia è il micro-RNA155 (miR155): hanno visto che questa molecola è in grado di attivare le cellule B di memoria (oltre ai monociti-macrofagi) e farle divenire patogene. Infine gli scienziati hanno visto che bloccando miR155 attraverso una molecola specifica, fornita dai ricercatori dell’Università di Glasgow, è possibile spegnere l’infiammazione determinando l’aumento di Pu-1, che è, appunto, un potente inibitore dell’ infiammazione. La scoperta di questa possibile via di controllo della malattia apre nuovissime prospettive terapeutiche e soprattutto insegna che il controllo dell’infiammazione prodotta dalle cellule B che producono gli autoanticorpi nocivi - conclude il reumatologo dell’Università Cattolica Ferraccioli - è realmente possibile senza usare farmaci o chemioterapici che abbattono le cellule B».

 

Il Gemelli riconosciuto come IRCCS

Il Gemelli riconosciuto come IRCCS Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha firmato in aula Brasca il decreto di riconoscimento del Policlinico come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per le discipline di Medicina personalizzata e Biotecnologie innovative. Non sono uno scienziato, ma sono innamorata della scienza: grazie a voi che mi avete accompagnato in un bellissimo viaggio in tutte le grandi sfide del mondo della Salute. Ho sempre ascoltato molto il mondo della Medicina e quella del ministero è stata una delle esperienze più importanti della mia vita». L’IRCCS è un centro di ricerca traslazionale, è un forte elemento della Ricerca italiana» ha continuato il ministro. In cinque anni di Governo quello del Policlinico Gemelli è il terzo IRCCS che ho autorizzato, poiché il progetto proposto è molto in linea con la vostra attività di ricerca, grazie a una grande team internazionale. Vi ringrazio molto e sono molto felice di poter firmare io questo decreto: in questo Policlinico c’è un’assistenza straordinaria, non solo verso il malato, ma per tutta la sua famiglia e per chi è accanto». Questo riconoscimento è il coronamento di un’operazione molto complessa e la conferma che il legame fra Università Cattolica e Fondazione Policlinico Gemelli è forte ed efficace.

 

Laudato Si', istruzioni per l'uso

Roma Laudato Si', istruzioni per l'uso È il tema della tavola rotonda promossa a Roma da Altems , Asa e Smea , che, con questo primo incontro sull’enciclica di Papa Francesco, avviano un percorso comune di formazione, ricerca e approfondimento su sanità, ambiente e nutrizione. by Federica Mancinelli | 10 novembre 2016 Sanità, sistema ambientale, nutrizione e alimentazione: questi i temi centrali della tavola rotonda “Laudato Si', istruzioni per l’uso: alimentazione, ambiente e salute ”, che si terrà venerdì 11 novembre, alle 11 al Polo Universitario “Giovanni XXIII” della sede di Roma dell’Università Cattolica di Roma (L. go Francesco Vito, 1). La tavola rotonda è il primo frutto della sinergia delle tre Alte Scuole dell’Università Cattolica, che operano rispettivamente presso le sedi dell’Ateneo di Roma, Piacenza e Brescia. La Tavola rotonda sull’enciclica “Laudato si’, che Papa Francesco ha dedicato al Creato muove dalla convinzione che questi tre aspetti dell’esperienza umana sempre più spesso presentano forti interdipendenze e connessioni» spiega il professor Americo Cicchetti , docente di organizzazione aziendale della facoltà di Economia. Questo incontro vuole rispondere all’invito del Papa di “fermarsi a pensare e a discutere sulle condizioni di vita e di sopravvivenza di una società, con l’onestà di mettere in dubbio modelli di sviluppo, produzione e consumo». Una visione “integrale” e “integrata” ai temi della sanità, dell’ambiente e della nutrizione concorre a mettere al centro delle politiche pubbliche la salute delle persone, a promuovere una cultura della prevenzione e della sostenibilità. È questa la visione che Altems, Asa e Smea intendono sviluppare in maniera sinergica in percorsi formativi condivisi, in studi e ricerche integrate, in momenti di confronto e riflessione comuni, di cui quello dell’11 novembre costituisce la prima tappa.

 

Un software per il diabete giovanile

roma Un software per il diabete giovanile I ricercatori della facoltà di Medicina-Policlinico A. Gemelli in collaborazione con l’Università Campus Bio-Medico di Roma hanno sviluppato un metodo diagnostico per predire il rischio di complicanze con un prelievo. Messo a punto nell’ambito di una ricerca pubblicata sulla rivista “ Plos One ”, il metodo diagnostico si basa su un software che riconosce automaticamente informazioni dalle immagini microscopiche di alcune cellule del sangue del paziente (globuli rossi): è sufficiente, quindi, un semplice prelievo per eseguire il test. Il suo fondamento è nel fatto che se il paziente va incontro a molti episodi di aumento di glicemia, quindi non controlla bene la malattia, la membrana dei globuli rossi ne viene danneggiata e il software è in grado di captare con elevata sensibilità questi danni. Tuttavia non pochi dubbi sull’attendibilità di questo esame sono emersi di recente, in quanto non è infrequente vedere la comparsa di complicanze vascolari anche in chi ha valori sempre buoni di glicata. Gli esperti dell’Università Cattolica e del Gemelli si sono accorti che la membrana del globulo rosso risulta danneggiata se la malattia è mal gestita e vi è la tendenza a troppo zucchero nel sangue (episodi frequenti di iperglicemia). In particolare cambia la composizione della membrana del globulo rosso, che risulta più fluida e il sistema messo a punto è in grado di captare questo cambiamento di fase utilizzando immagini del globulo rosso ottenute al microscopio. Questo nuovo test supera quello dell’emoglobina glicata in termini di sensibilità e di accuratezza, ma bisogna lavorare a un prototipo che abbassi i costi di realizzazione.

 

Active ageing, i consigli della ricerca

maggio 2016 È una delle sfide cruciali per una società “vecchia” come la nostra: gestire l’invecchiamento attivo di una popolazione la cui speranza di vita aumenta. All’ healthy and active ageing l’Università Cattolica dedica nove progetti di ricerca autofinanziati per un importo complessivo di circa 1,5 milioni di euro. Dopo aver indagato i fattori che influenzano l’assunzione di alimenti negli anziani, la ricerca ha finora analizzato il legame tra l’invecchiamento e le condizioni di salute in modelli animali murini, attraverso lo studio del microbiota intestinale. Le ricerche dimostrano che diete ad alto indice glicemico si associano a ridotte performance cognitive; che alte concentrazioni di rame libero nel sangue sono correlate a un aumentato rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. E che il livello di coinvolgimento attivo dell’anziano nella promozione del propriobenessere dipenda da fattori psico-sociali quali la percezione di auto-efficacia, il senso di “coerenza” e di soddisfazione per la propria vita. Una ricerca, guidata dalla professoressa Michela Balconi , ha sviluppato un protocollo di potenziamento cognitivo e di stimolazione cerebrale applicato su un campione di 54 volontari di età compresa tra i 65 e gli 80 anni. Si tratta di una piattaforma e-Health (nella foto qui accanto) che sostiene le donne di oltre 60 anni che si preparano alla chemioterapia (dopo diagnosi di tumore alla mammella) e ad affrontare gli effetti collaterali, in particolare la perdita dei capelli.

 

Sport e salute con Tennis & Friends

ottobre 2018 Un weekend interamente dedicato alla prevenzione, ai corretti stili di vita e alla diagnosi precoce di diverse patologie per tutti i cittadini romani, e non solo. Sabato 13 e domenica 14 ottobre, dalle 10 alle 18 al Foro Italico di Roma, torna Tennis &; Friends uno dei più importanti eventi sociali nell’ambito della prevenzione che unisce Salute, Sport, Solidarietà e Spettacolo. Partecipano le maggiori federazioni sportive come la Federazione Italiana Tennis, la Federazione Italiana Sport Equestri, la Federazione Italiana Rugby e da quest’anno anche la Federazione Italiana Golf, Federazione Italiana Pallacanestro, Federazione Italiana Pallavolo, Federazione Italiana Badminton e Federazione Italiana Di Atletica Leggera. L’ambiente non ospedaliero del villaggio della salute, la presenza di personaggi del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo impegnati in un vero e proprio Torneo Tennis Celebrity in grado di intrattenere il pubblico in attesa di effettuare il proprio check-up gratuito. I nostri medici, oltre a fare educazione sanitaria, in questi anni hanno potuto così individuare patologie specificamente collegate agli ambiti su cui è concentrata l’attività di prevenzione e patologie meno evidenti emerse durante tali attività di valutazione sanitaria”. “La prevenzione delle patologie tiroidee è stata al centro della manifestazione Tennis &; Friends sin dalla sua prima edizione – ricorda il Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, professor Rocco Bellantone – a dimostrazione della crescente diffusione negli ultimi anni di queste patologie. Stiamo facendo molti passi avanti nella ricerca, in particolare nell’ambito della Medicina personalizzata, ma accanto a questa occorre lavorare altrettanto bene nella sensibilizzazione del pubblico verso la prevenzione e verso l’adozione di corretti stili di vita che sono alla base di una vita in salute”.

 

Diritto alla salute, restano le disparità

Roma Diritto alla salute, restano le disparità Servizio sanitario nazionale unico ma sono ancora troppe le differenze nelle condizioni di salute e nell'aspettativa di vita degli italiani, secondo il focus sulle disuguaglianze di Osservasalute. febbraio 2018 In Italia si vive più a lungo a seconda del luogo di residenza o del livello d’istruzione: hanno una speranza di vita più bassa le persone che nascono al Sud, in particolare in Campania, o che non raggiungono la laurea. Queste disuguaglianze sono acuite dalle difficoltà di accesso ai servizi sanitari che penalizzano la popolazione di livello sociale più basso con un impatto significativo sulla capacità di prevenire o di diagnosticare rapidamente le patologie. Per approfondimenti: www.osservatoriosullasalute.it #salute #disuguaglianze #regioni #osservasalute Facebook Twitter Send by mail ALCUNI DATI DEL FOCUS SULLE DISUGUAGLIANZE SANITARIE Le evidenze testimoniano che in Campania nel 2017 gli uomini vivono mediamente 78,9 anni e le donne 83,3; nella Provincia Autonoma di Trento 81,6 gli uomini e 86,3 anni le donne. In generale, la maggiore sopravvivenza si registra nelle regioni del Nord-est, dove la speranza di vita per gli uomini è 81,2 anni e per le donne 85,6; decisamente inferiore nelle regioni del Mezzogiorno, nelle quali si attesta a 79,8 anni per gli uomini e 84,1 per le donne. Scendendo nel dettaglio territoriale, il dato sulla sopravvivenza mette in luce l’enorme svantaggio delle province di Caserta e Napoli che hanno una speranza di vita di oltre 2 anni inferiore a quella media nazionale, seguite da Caltanissetta e Siracusa che palesano uno svantaggio di sopravvivenza di 1,6 e 1,4 anni rispettivamente. Le Province più longeve sono quelle di Firenze, con 84,1 anni di aspettativa di vita, 1,3 anni in più della media nazionale, seguite da Monza e Treviso con poco più di un anno di vantaggio su un italiano medio.

 

Arriva il paziente 3.0

maggio 2017 I pazienti poco coinvolti nel processo di cura rischiano 10 volte di più di incorrere in ricadute e/o aggravamenti rispetto a pazienti con alto Engagement . A risentire dell’effetto negativo della mancanza di Engagement è anche il portafoglio dei pazienti: la spesa sanitaria mensile out-of-pocket – cioè direttamente dalle tasche dei pazienti cronici intervistati - raddoppia quando la persona non si sente coinvolta e protagonista del proprio percorso sanitario. L’Università Cattolica in collaborazione con la DG Welfare di Regione Lombardia e sotto la supervisione metodologica dell’Istituto Superiore di Sanità ha promosso per la prima volta a livello mondiale una Conferenza di Consenso per il Patient Engagement . Il paziente attore protagonista del sistema di cura è la sfida del futuro per il Patient Engagement , ossia il processo che promuove la centralità e la partecipazione della persona nel proprio percorso sanitario, valorizzandone le scelte consapevoli, le priorità assistenziali, il contesto di vita familiare. L’Università Cattolica in collaborazione con la DG Welfare di Regione Lombardia e sotto la supervisione metodologica dell’Istituto Superiore di Sanità ha promosso per la prima volta a livello internazionale una Conferenza di Consenso per il Patient Engagement . Iniziative di sensibilizzazione sociale, di informazione sul valore dell’Engagement, oltre che una trasparente disamina delle difficoltà incontrate dalle persone nel processo di Engagement sono auspicabili. E’ necessaria una certificazione e regolamentazione delle tecnologie per la promozione dell’Engagement È fondamentale promuovere una configurazione di politiche, principi e criteri volti a regolamentare la progettazione e implementazione di iniziative tecnologiche di promozione dell’Engagement in grado di garantire e tutelare la salute delle persone che ne fanno uso.

 

More years, better life

Questo e molto altro sarà al centro, nei giorni 1 e 2 dicembre, della Conferenza 2016 del Joint Programming Initiative “More Years better Lives” (Più anni, Vite migliori - JPI MYBL ), che si terrà all’Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico A. Gemelli di Roma (Centro Congressi Europa, Sala Italia). Il tema al centro della conferenza - spiega il professor Paolo Maria Rossini, direttore dell'Istituto di Neurologia dell'Università Cattolica - Policlinico Agostino Gemelli di Roma e delegato italiano per JPI MYBL - è salute, invecchiamento e flussi migratori, come affrontare i cambiamenti demografici che ci riserva il prossimo futuro». La conferenza si svilupperà su due giorni : durante la prima giornata saranno discussi i nuovi modelli di welfare e le novità che ci aspettano nel mercato del lavoro come conseguenza di una più estesa vita lavorativa (a sua volta conseguenza di una maggiore aspettativa di vita in buona salute). Per le seconde direi che assisteremo alla recrudescenza di alcune patologie che credevamo di avere debellato (tubercolosi, tracoma, malattie veneree di vario tipo), oltre all’irrobustirsi di ceppi batterici e di virus». Tutto ciò significherà nuovi costi per i sistemi sanitari nazionali e la necessità di investire sempre di più in prevenzione ed educazione alla salute; ma anche nuovi modelli di welfare per gestire una vita lavorativa sempre più prolungata e sostenere una popolazione sempre più anziana. Negli ultimi cento anni, l'aspettativa di vita media è aumentata di più di due anni ogni decennio, e nei prossimi cinquant'anni la proporzione di persone al di sopra dei 60 anni dovrebbe aumentare da 1 a 6 a 1 a 3. Nascono così i JPI, e fino ad oggi ne sono nati almeno 10, che altro non sono che processi strutturati ai quali i paesi aderiscono su base volontaria con lo scopo iniziale di redigere un documento chiamato “Agenda strategica di ricerca” per affrontare congiuntamente le grandi sfide della società.

 

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