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Re-thinking Sant’Ambrogio

maggio 2018 Make Sant’Ambrogio Great Again : un tour di scoperta, al seguito del giovane templare Turgisio, che entrando per la prima volta nella Basilica si trova di fronte e monumenti, affreschi, altari di cui non conosce l’origine. È una delle idee che gli studenti del corso di laurea magistrale in Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse dell’Ateneo hanno realizzato quest’anno, raccogliendo la sfida di raccontare i luoghi di culto in epoca digitale. Una campagna che si muove nel perimetro che Sant’Ambrogio ha già ritagliato: il sito web, attraverso la progettazione di un nuovo logo, il canale Instagram attraverso il coinvolgimento della comunità dei fedeli, e la richiesta di raccontarsi con foto, stories, caption. Per gli 80 studenti coinvolti, la Basilica del Patrono è diventata luogo di studio e di applicazione delle conoscenze nell’ambito della comunicazione, dei media digitali, del funzionamento della rete e delle reti sociali, delle competenze economiche, analitiche e di marketing, tecniche e tecnologiche. Emerge così la possibilità di parlare il linguaggio della rete mantenendo i propri tratti distintivi, e di approfittare di questo spazio per riempirlo di valore, di farsi riferimento e guida. I progetti che sono raccolti in questa seconda linea di azione raccolgono insomma la sfida non semplice di traslitterare la comunicazione dei luoghi di culto nei linguaggi della rete. Basilica di Sant’Ambrogio e Milano Gli spazi di culto sono da sempre centri fondamentali della vita pubblica, luoghi di riflessione, di incontro e di progettazione.

 

Un’escape room in Sant’Ambrogio

Milano Un’escape room in Sant’Ambrogio È una delle idee proposte degli studenti del corso di laurea in Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse per valorizzare la storia e il patrimonio della Basilica dedicata al patrono di Milano. by Nicolò Casali | 06 giugno 2018 Quattro idee per valorizzare la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano: dall’escape room dentro la chiesa, guidati dal templare Turgisio, all’installazione luminosa da condividere tramite Instagram Stories; dal racconto di Milano fatto da milanesi acquisiti, come il Santo patrono, al percorso di musica e arte. Sono i progetti migliori che gli studenti del corso di laurea magistrale in Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse dell’Ateneo hanno realizzato quest’anno, raccogliendo la sfida di raccontare i luoghi di culto in epoca digitale. Per gli 80 studenti coinvolti, la Basilica del Patrono è diventata luogo di studio e di applicazione delle conoscenze nell’ambito della comunicazione, dei media digitali, del funzionamento della rete e delle reti sociali, delle competenze economiche, analitiche e di marketing, tecniche e tecnologiche. I progetti degli studenti del Cimo, divisi in 24 gruppi, sono stati presentati il 4 giugno in aula Pio XI. Introducendo l’incontro, l’assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo monsignor Claudio Giuliodori ha definito quello tra la Cattolica e Sant’Ambrogio «un binomio inseparabile». Due ambiti all’apparenza lontani che tuttavia, secondo la professoressa di Antropologia e Sociologia dei media Chiara Giaccardi , hanno parecchi punti in comune. Tuttavia, sottolinea la professoressa Giaccardi, «i luoghi di culto educano ad abitare la rete perché rimandano alla dimensione verticale incarnata nello spazio; richiamano al ruolo del corpo e al valore del silenzio».

 
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