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Vaticano, la via della diplomazia

milano Vaticano, la via della diplomazia Attraverso l’attività diplomatica dei nunzi apostolici, da sempre promuove nel mondo diritti umani, solidarietà, pace. La testimonianza di monsignor Silvano Tomasi, già osservatore permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra. È l’appello espresso dall’arcivescovo Silvano Tomasi , già Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra, a fronte di alcuni focolai di crisi sparsi per il mondo: la situazione del Venezuela, le violenze in Siria, il riemergere dei nazionalismi in Europa, i conflitti in Africa. Del resto, la neodirettrice del Centro di Ateneo Simona Beretta , introducendo l’incontro, ha giustamente fatto riferimento al titolo del volume «la famiglia di nazioni», quale modello di società per tenere insieme il «sistema mondo». Ed è proprio su questo aspetto che ha fatto leva monsignor Tomasi illustrando l’attività diplomatica dei nunzi apostolici, con particolare attenzione al periodo che va dalla Rerum Novarum del 1891 alla Laudato si’ del 2015. Attraverso l’attività diplomatica dei nunzi apostolici la Santa Sede promuove la dignità dell’uomo, l’impegno per la pace, una globalizzazione giusta, con la forza del diritto, e non con il diritto della forza. Inoltre, la Santa Sede è la seconda, dopo gli Stati Uniti, per numero di relazioni diplomatiche, e solo pochissimi Stati non hanno relazioni diplomatiche ufficiali, ma sono in contatto costante con il Vaticano: si veda il caso della Cina con l’accordo per le nomine dei vescovi.

 

Cattolica, un ponte con la Cina

Convegno internazionale Cattolica, un ponte con la Cina L’Ateneo centro di diplomazia culturale tra Chiesa cattolica e Repubblica popolare cinese. Martedì 14 maggio in largo Gemelli un convegno promosso dall’Istituto Confucio con la partecipazione del cardinale Pietro Parolin e del vescovo di Pechino Li Shan 08 maggio 2019 Nel 1919 il mondo stava uscendo a fatica dalla tragedia della Prima guerra mondiale. Nel 1919 erano diffuse in un Occidente che parlava di autodeterminazione dei popoli e di Società delle Nazioni; nelle diverse confessioni cristiane che esprimevano un nuovo universalismo; in una Cina che nel Movimento culturale e politico del 4 maggio cercava nuovi valori per fondare il suo futuro. Nel 2019 attese e speranze emergono in una Chiesa cattolica che con papa Francesco propone una larga fraternità umana; in un’Europa alla ricerca del suo futuro; in una Cina che sta prendendo un posto nuovo nel mondo. Realizzando questo evento – afferma il professor Giovagnoli - l’Università Cattolica del Sacro Cuore si offre come luogo di confronto culturale tra prospettive diverse, in particolare quella della Chiesa cattolica e della Cina contemporanea, in sintonia con gli orientamenti del pontificato di Papa Francesco». La Seconda sessione sarà dedicata alla Cina dopo la Prima guerra mondiale, esaminando la sua posizione nel mondo (Rossabi e Samarani), il mutato approccio della Chiesa cattolica nei suoi confronti (Giunipero), i nuovi orientamenti degli intellettuali cinesi (Liu Guopeng) e il ruolo delle donne (De Giorgi). La terza sessione è invece dedicata alle speranze e alle attese dell’Occidente nel 1919 e negli anni seguenti, per la promozione della dignità dei popoli e di una maggiore solidarietà internazionale (Tosi), i primi progetti di unificazione europea e le prospettive di un nuovo umanitarismo.

 

Dalla filosofia al Palazzo di vetro

by Matteo Chiesa | 18 giugno 2019 Capita, a volte, di saltare nel vuoto e atterrare più in alto. È quanto accaduto a Giulia Maniezzi , laureata in filosofia in Cattolica con una tesi intitolata “Amore e perdono nella filosofia morale di Vladimir Jankèlèvitch” e oggi negoziatrice per conto della Santa Sede presso l’ambasciata Onu di New York. Un traguardo atipico per chi sognava una carriera accademica, tanto da iniziare, dopo la magistrale, un dottorato di ricerca in “Studi umanistici: tradizione e contemporaneità” della durata di tre anni, la metà dei quali trascorsi a Tolosa, in collaborazione con l’Istituto Cattolico. Giulia incappa nel sito dell’Istituto Toniolo, dove «tra i vari bandi, ce n’erano diversi per un’esperienza di tirocinio in una delle missioni della Santa Sede nelle varie parti del mondo». Un ruolo di responsabilità «motivo di grande orgoglio: uno stage estremamente formativo per il quale voglio ringraziare e rilasciare una nota di merito per la missione e in particolare per l’Istituto Toniolo». Giulia sente lo stesso richiamo che un anno prima l’aveva portata lontana dai suoi progetti, ma vicina alla sua vocazione: «So che è difficile da comprendere, ma nel mio percorso ci vedo la Provvidenza». Una storia anomala e mistica e, dunque, bellissima, la cui protagonista invita gli studenti «a non lasciarsi bloccare dalle etichette formative» invitandoli «a capire non solo come acquisire le competenze, ma anche come investirle».

 

Stage alle sedi Onu di New York e Vienna

È quanto consente di fare, nella Missione Permanente della Santa Sede all’Onu e in altri organismi internazionali, il Fellowship Program dell’Istituto Toniolo. Una borsa di studio, fino a un valore massimo complessivo di 18.000 euro, per svolgere sei mesi di internship prorogabili per altri cinque mesi. Il bando a scadenza più ravvicinata è quello che offre a laureandi e studenti postgraduate dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’opportunità di intraprendere uno stage negli uffici della Missione Permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite a New York . Questa iniziativa, alla terza edizione nel 2019, si inserisce nel quadro di collaborazione con le Rappresentanze della Santa Sede in Ginevra (Onu), Parigi (Unesco), Vienna (Onu, Oida), Strasburgo (Consiglio d’Europa) e con il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale (Città del Vaticano). L’obiettivo del Programma è di inserire nella Rappresentanza a New York uno studente motivato e competente a cui sarà infatti garantita una formazione on-the-job con funzioni operative nello staff della Missione. Il Fellowship Program si propone in questo modo di perseguire l’obiettivo condiviso della promozione dei diritti umani fondamentali e dei valori cristiani, e di contribuire in modo tangibile al dialogo tra la tradizione accademica cattolica e l’impegno diplomatico della Chiesa. Giovedì 24 ottobre scade anche il termine per la presentazione delle candidature al bando per la internship nella Missione Permanente della Santa Sede negli organismi internazionali di Vienna .

 

Spadaro, prove di dialogo Cina-Santa Sede

milano Spadaro, prove di dialogo Cina-Santa Sede Il direttore di Civiltà Cattolica presenta le sfide che la chiesa affronta nelle relazioni con la Repubblica popolare cinese. Sulla scia dell’evento che ha fatto incontrare in largo Gemelli il Segretario di Stato Vaticano cardinale Pietro Parolin e due vescovi cinesi, un’altra iniziativa per saldare i rapporti con la Cina, come sottolinea il rettore Franco Anelli . Questi incontri rappresentano opportunità per imparare cose nuove e contribuire attivamente, come Università Cattolica, all’opera di studio e di riflessione su eventi legati agli obiettivi della Chiesa: facciamo nostro il mestiere di osservatori attenti ai fenomeni che stanno accadendo, liberi da schematismi di approccio». Ad apprezzare l’interesse che la chiesa e l’Università Cattolica dedicano al tema della Cina l’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini : «Più sento parlare di Cina più avverto i limiti della nostra conoscenza» afferma. Secondo il direttore di Civiltà Cattolica, che spiega come «gli attacchi a papa Francesco non sono attacchi a Francesco ma alla Chiesa per spaccarla», sono almeno tre le sfide che abbiamo davanti. La seconda sfida è quella della fiducia, «con il necessario sforzo di riconciliazione ecclesiale che punti sugli sforzi per ciò che unisce, piuttosto che su ciò che divide». Si può ripensare radicalmente il cristianesimo in chiave cinese? Può la fede cristiana diventare una forza in tutta la Cina?» Per padre Spadaro, si tratta di una vera e propria «sfida teologica», che potrà essere in futuro «una grande risorsa anche per la Chiesa universale».

 
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