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La scienza da toccare con mano

e 30 settembre 2017 La scienza da toccare con mano Un viaggio affascinante tra realtà virtuale, gastronomia molecolare, tecniche di coding , formule matematiche “scritte” su pavimenti e piastrelle. Scoprire i nuovi cibi creati dagli studenti di Scienze e tecnologie alimentari (FunctionAloe e Bye-Bye Cream ) e le proprietà matematiche delle bolle di sapone. Provare da vicino la realtà virtuale, imparare i segreti del coding , misurare le attività cognitive e psicologiche che ci permettono di guidare sicuri, riciclare capi di seconda mano per dare vita a nuove borse. È articolato il percorso alla scoperta delle meraviglie della scienza che l’Ateneo proporrà a Milano e Brescia nell'ambito della Notte europea dei ricercatori . Quattro le sezioni organizzate dalla sede milanese: Meet the Psychology proporrà, tra l’altro, un gioco sulla gestione della salute, test con stimoli visivi a uditivi per mostrare le reazioni cerebrali allo stress emotivo, ambienti in realtà virtuale per scoprire le nuove frontiere dell’emotional design. Nella sezione Moda, sostenibilità, creatività saranno presenti due laboratori, uno sul “ fashion remake ”, finalizzato a cucire una borsa realizzata con capi di seconda mano, e un laboratorio artistico per assemblare una grande opera collettiva. Il teatro antico in scena proporrà un percorso audio-visivo e pratico-operativo sulla produzione e messinscena di spettacoli, oltre ai laboratori sulle maschere teatrali e sui costumi di scena.

 

La scienza si mette in mostra

Notte dei ricercatori 2017 La scienza si mette in mostra Laboratori di fisica, esperimenti di matematica, test psicologici e giochi teatrali interattivi per non temere le proprie “soft (s)killers”. Grande successo per la Notte dei ricercatori a Brescia , conclusa da uno short show dello Stars a Santa Giulia. settembre 2017 Doppia sede per la Notte europea dei ricercatori 2017 a Brescia. Allo Stars è stato inoltre affidato il compito di aprire e chiudere la giornata con “City of Stars. nottedeiricercatori #brescia #universita #ricerca #scienza Facebook Twitter Send by mail.

 

Lo studioso con la matita in mano

Quando questa mia raccolta raggiunse una certa importanza ho pensato che, perché i miei libri amorevolmente messi in fila potessero servire a qualcuno, niente di meglio sarebbe stato che donarli alla Biblioteca dell’Università Cattolica a Milano. Si può ben dire fosse la collezione di una vita: avviata all’indomani della laurea, conseguita nel 1927 al Politecnico di Milano, e del suo definitivo trasferimento a Brescia due anni più tardi, crebbe silenziosamente per circa quarant’anni grazie alla passione e competenza dell’Ingegnere Viganò . Questi non si limitò infatti a investire ingenti risorse finanziare nell’acquisto di volumi di pregio, ma, come attesta il materiale documentario autografo, fu studioso in prima persona, capace di costruire un fittissimo repertorio bio-bibliografico cui attinsero negli anni studiosi di fama internazionale coi quali Viganò intessè importanti relazioni epistolari. Il che è un peccato, devo subito confessare da storico del libro e delle biblioteche, dal momento che si tratta di una delle più ragguardevoli raccolte, non solo a livello nazionale, improntate alla storia della scienza . Straordinaria, per corredo illustrativo e contenuto scientifico, è una miscellanea seicentesca che rilega una cinquantina di testi di eterogeneo contenuto (matematica, astronomia, idrostatica, aritmetica, ottica… ) che bene rappresenta i molteplici interessi scientifici sottesi alla biblioteca. docente di Archivistica e Discipline della memoria #biblioteca #carlovigano #libri #scienza #collezione #editoria Facebook Twitter Send by mail I tesori della Viganò Si è accennato a un manipolo di edizioni ancora incunabole. All’accennata sezione gesuitica appartiene il fisico, matematico e naturalista bresciano Francesco Lana Terzi (1631-1687), cui Viganò rivolse indagini bibliografiche altrettanto meticolose, culminate nell’acquisizione del Prodromo overo saggio di alcune invenzioni nuove premesso all'arte maestra (1670), testo fondativo della moderna scienza aeronautica.

 

Davide e i segreti dell’invecchiamento

ricerca Davide e i segreti dell’invecchiamento Il 31enne geriatra della facoltà di Medicina inizia a Stoccolma, anche grazie al sostegno delle Borse di studio Zegna, un dottorato di ricerca all’ Aging Research Center del Karolinska Institutet . Davide Vetrano , 31 anni, medico geriatra laureato e specializzato alla facoltà di Medicina della sede di Roma dell’Università Cattolica, da più di due anni vive a Stoccolma, dove ha terminato la specializzazione e ha avuto l’opportunità di iniziare un dottorato di ricerca in epidemiologia. Svolge la sua attività nel gruppo di ricerca della professoressa Laura Fratiglioni , all’ Aging Research Center del Karolinska Institutet , un centro all’avanguardia dove più di 90 ricercatori dai background piú variegati studiano i segreti dell’invecchiamento. Perché proprio al Karolinska Institutet? «Un periodo di formazione all’estero permette a chi fa ricerca di acquisire quel metodo, quell’internazionalità e quell’apertura mentale verso il nuovo che sono d’obbligo per condurre questa attività in maniera rigorosa e indipendente. Chi sostiene la tua attività di ricerca all’estero? «Il gruppo della Cattolica di cui faccio parte ha da sempre dimostrato grande propensione agli scambi internazionali e promosso la crescita dei più giovani. Ora hai anche uno sponsor in più… «Quest’anno, al termine di una lunga selezione, la Fondazione Ermenegildo Zegna ha deciso di premiare il mio progetto con una delle sue prestigiose scholarship. Quella della fondazione Zegna è una mission molto precisa: agevolare il percorso di ricerca post-laurea all'estero di giovani italiani, favorendone poi il rientro in Italia al fine di apportare un contributo positivo al Paese.

 

Davide, Maria e la pelle in 3D

medicina Davide, Maria e la pelle in 3D Studi di frontiera per i due alumni della facoltà di Medicina che, grazie al programma Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship , sono volati al Karolinska Institutet di Stoccolma e alla Columbia University . Così è stato per Maria Gnarra , 30 anni, laureata in Medicina alla sede di Roma dell’Ateneo, che grazie alla Zegna Founder Scholarship è potuta tornare associate research scientist alla Columbia University, dove era già stata a svolgere il suo dottorato (leggi la sua storia) . Sviluppare tali modelli consente di sopperire alla carenza di organi per il trapianto, tra i quali la pelle, e allo stesso tempo di evitare reazioni di rigetto, essendo questi pazienti-specifici». Il mio specifico interesse verte sul ruolo giocato in questo processo dalle malattie croniche, che, come sappiamo, negli anziani tendono ad accumularsi con importanti ripercussioni sull’autonomia e sulla qualità della vita» spiega Davide, che da siciliano non ha avuto alcun problema ad adattarsi alle fredde latitudini scandinave. I due ricercatori della Cattolica, insieme alla soddisfazione per il riconoscimento, possono concedersi una constatazione ottimistica: «È rincuorante sapere che anche nel nostro Paese, non sempre incline a riconoscere il merito e a investire nei giovani, vi siano lungimiranti iniziative che antepongano il bene comune al profitto privato». L’iniziativa, infatti, oltre a sostenere giovani eccellenze nel loro percorso di studi, si prefigge come obiettivo quello di rallentare il fenomeno della “fuga dei cervelli” dall’Italia ed è per tale ragione che il supporto del Gruppo Zegna è vincolato al rientro in Italia dei borsisti. Al fine di sostenere i borsisti Zegna al loro rientro, è stato istituito un Comitato Consultivo del quale fanno parte noti rappresentanti del mondo della finanza, dell’industria, della cultura e della medicina.

 

Alla Columbia per creare pelle in 3D

ricerca Alla Columbia per creare pelle in 3D Realizzare modelli funzionali di cute in tre dimensioni a partire da cellule del singolo paziente, corrette da eventuali mutazioni responsabili di malattie per sopperire alla carenza di organi per il trapianto. La sfida della nostra laureata Maria Gnarra 21 settembre 2017 di Maria Gnarra * Da ormai alcuni anni vivo tra l’Italia e gli Usa dove ho condotto la mia esperienza di dottorato di ricerca, prima presso l’Harvard Medical School e in seguito presso la Columbia University a New York. Realizzare modelli funzionali di cute in 3D a partire da cellule del singolo paziente , corrette da eventuali mutazioni responsabili di malattie, trova innumerevoli applicazioni. Sviluppare tali modelli consente di sopperire alla carenza di organi per il trapianto, tra i quali la pelle, e allo stesso tempo di evitare reazioni di rigetto, essendo questi pazienti-specifici. Inoltre, grazie a tecniche di gene-editing è possibile correggere le mutazioni responsabili di gravi malattie genetiche come l’epidermolisi bullosa, prima del trapianto, cosi da fornire ai pazienti cute priva della malattia. Ciò è, infatti, alla base del fallimento di molti studi clinici nel passaggio dalla sperimentazione preclinica a studi clinici sui pazienti, con sostanziali perdite d’investimenti finanziari e di tempo nella produzione di terapie efficaci. anni, laureata alla facoltà di Medicina della sede di Roma dell’Università Cattolica e con un Joint PhD presso la Columbia University di NY #ricerca #scienza #columbia #medicina Facebook Twitter Send by mail.

 

Superconduttori, ecco l'ultima scoperta

Brescia Superconduttori, ecco l'ultima scoperta Docenti e ricercatori della facoltà di Scienze matematiche e fisiche di Brescia nel team che ha dimostrato la capacità della luce di modificare le proprietà elettroniche dei superconduttori. I numerosi aspetti ancora da chiarire, a 30 anni dalla scoperta della superconduttività negli ossidi di rame, vengono oggi affrontati con approcci e tecniche diversi e complementari a cui ha dato un contributo innovativo una collaborazione internazionale che ha riunito undici istituti scientifici di sei Paesi. “La superconduttività a temperature estremamente elevate in questa classe di materiali deriva dalle informazioni codificate dagli elettroni che si spostano lungo i legami rame-ossigeno, le cosiddette quasiparticelle antinodali - spiega Claudio Giannetti dell’Università Cattolica di Brescia, uno degli scienziati alla guida dell’esperimento . "La novità di questo esperimento – aggiunge Massimo Capone della SISSA, che ha coordinato la modellizzazione teorica dei risultati sperimentali – è che siamo stati in grado di osservare direttamente in che modo l'improvvisa eccitazione della luce trasforma gli stati antinodali simili a isolanti in quasiparticelle metalliche." "I risultati raggiunti sono rilevanti non solo per la fisica della superconduttività ad alta temperatura, ma anche per lo sviluppo di nuovi schemi per la manipolazione ottica di proprietà elettroniche in materiali quantistici – sottolineano Federico Cilento , di Elettra-Sincrotrone, e Fulvio Parmigiani , dell’Università di Trieste. I nostri risultati dimostrano, infatti, che la luce può essere utilizzata per creare nuove proprietà che, seppure transienti, sono diverse da quelle degli stessi materiali in condizioni di equilibrio. Questi risultati aprono interessanti prospettive anche per lo sviluppo di interruttori ultraveloci, le cui proprietà fisiche (elettroniche e ottiche) possano essere modulate a frequenze di parecchi THz. Ulteriori informazioni: http://advances.sciencemag.org/content/4/2/eaar1998 #scienza #superconduttori #pubblicazione #fisica Facebook Twitter Send by mail.

 

Piacenza parlerà sempre più inglese

novità Piacenza parlerà sempre più inglese Nel corso del Dies Academicus della sede, il rettore ha annunciato due nuovi corsi in lingua straniera: la triennale in Scienze agrarie alimentari e ambientali e la magistrale in Global Business Management . Oltre a un nuovo Double degree 23 marzo 2017 Due nuovi corsi in lingua inglese: Safe, laurea triennale in Scienze agrarie alimentari e ambientali , e Global Business Management , laurea magistrale di Economia . Queste le novità annunciate dal rettore Franco Anelli al Dies Academicus della sede di Piacenza dell’Ateneo, a cui si aggiunge una doppia laurea per ottenere in sei anni due lauree magistrali, una in Giurisprudenza e una in Economia . E di futuro si è parlato nel corso della giornata inaugurale della sede, lo scorso 22 marzo, nella lectio sulla relazione tra essere umano e umanoide di Roberto Cingolani , direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Il tema è di quelli che inevitabilmente suscitano un misto di fascino e turbamento – ha osservato il rettore Anelli -. Al contrario: nel 2016 sono stati infatti 216 i progetti di ricerca attivi a Piacenza, di cui 144 avviati nel corso dell’anno, per un valore economico di oltre 4,1 milioni di euro. Il direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia ha subito chiarito che «l’uomo è irraggiungibile, perché il rapporto tra mente e corpo dell’uomo è irriproducibile.

 

Catturare le onde gravitazionali

Brescia Catturare le onde gravitazionali Il professor Giovanni Andrea Prodi ha fatto parte del team che il 14 settembre 2015 ha ascoltato e registrato per la prima volta le onde gravitazionali. Il 12 ottobre in Cattolica ha portato la sua testimonianza agli studenti. by Bianca Martinelli | 12 ottobre 2016 Ci sono volute intere generazioni di scienziati e un team composto da oltre mille individui (molti dei quali non hanno avuto l’onore di osservare il risultato del proprio lavoro) per arrivare ad individuare e classificare le onde gravitazionali. Le struttura dell’universo in cui viviamo è molto più complicata rispetto a quello che i nostri sensi ci permettono di percepire; le onde gravitazionali sono una sorta di fremito nelle dimensioni e nella struttura dello spazio-tempo in cui siamo immersi. Questo tipo di ricerche vengono perseguite soprattutto per scopi culturali e di conoscenza, quindi la prima conseguenza è il fatto dover riscrivere i libri su cui studiamo l’universo! Capire cosa cambierà nel nostro quotidiano non è ancora alla nostra portata… ma questo non può esimerci dallo studiare tali fenomeni. Ci sono teorie ardite che parlano della non impossibilità, in futuro, di effettuare viaggi spazio-temporali: ora è impossibile saperlo, ma se non proseguiamo in questa direzione non lo sapremo mai» #scienza #ricerca #universita Facebook Twitter Send by mail.

 

La scienza con la nuvoletta

Ateneo La scienza con la nuvoletta È possibile comunicare la fisica con i fumetti? Ne è convinta Francesca Riccioni, autrice di Il Segreto di Majorana e altri lavori disegnati, che spiegherà agli studenti di Piacenza un modo affascinante di fare comunicazione scientifica. Un binomio già sperimentato con successo con un altro fumettista, Tuono Pettinato, con cui la Riccioni ha raccontato la storia di Alan Turing in Enigma (Rizzoli Lizard, 2012, 119 pp.). Francesca Riccioni ne parlerà alla sede di Piacenza venerdì 22 gennaio nell’incontro “Dalla scienza…ai fumetti”, nell’ambito del progetto “Agricoltura, alimentazione ed evoluzione: sicurezza del cibo sicuro e sviluppo delle civiltà”, promosso dalla facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Ateneo in collaborazione con la locale Camera di Commercio. L’obiettivo dell’evento è approfondire come sia possibile migliorare la comunicazione della cultura scientifica: una sfida che si concluderà con la produzione di un e-book che gli studenti degli ultimi due anni di alcuni Istituti superiori di Piacenza e provincia realizzeranno al termine dell’intero progetto. Un compito per niente banale, proprio come il percorso di studi della Riccioni, che mostra chiaramente che nella scelta del corso di laurea una scelta non debba per forza escludere le altre possibilità e passioni che si coltivano. Per tutti gli anni dell’università, tuttavia, non ha mai smesso di leggere romanzi e di approfondire i propri interessi in campo umanistico, per poi specializzarsi nella comunicazione della scienza. Il consiglio che la scienziata rivolge a tutti gli studenti che hanno problemi con la matematica, la geometria, la chimica e la fisica è molto pratico: «La scienza è come lo sport: più ti alleni più riesci.

 
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