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Nour, con la Siria nel cuore e nella tesi

È stato un impatto non certo facile con l’Europa quello di Nour , una ragazza siriana arrivata in Italia attraverso un progetto di solidarietà promosso dall’Università Cattolica grazie all’amicizia con la comunità monastica di Deir Mar Musa e in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano. Insieme ad altri quattro ragazzi suoi connazionali è stata accolta il tempo necessario per completare il percorso di studi nelle sedi di Milano e di Piacenza. Nour, che in Siria frequentava Scienze infermieristiche, quando ha avuto la possibilità della borsa di studio per venire in Italia, ha iniziato a frequentare la facoltà di Scienze della formazione nella sede piacentina dell’Ateneo. Ma l’aiuto delle amiche, che le hanno passato gli appunti e sono state tanto tempo con lei per permetterle di imparare la lingua, è stato decisivo. Mi ricordo il primo giorno di lezione: non capivo niente di quello che si diceva e sono tornata a casa in lacrime. Mi hanno aiutato molto le parole del professor Daniele Bruzzone che mi ha detto che nel giro di pochi mesi avrei imparato l’italiano. Una tesi che è stata molto importante per me perché mi sono occupata del mio Paese».

 

Quando l’orco è uno (o dentro) di noi

Piacenza Quando l’orco è uno (o dentro) di noi Madri che uccidono i figli, educatori che abusano dei piccoli, maestre che picchiano i bambini, operatori che maltrattano i pazienti. by Daniele Bruzzone* | 02 novembre 2015 Fin da quando ero piccolo, mia madre giocava con me a proposito del suo potere di vedermi quando era di spalle o di leggermi nel pensiero, cosa alla quale non credevo fino in fondo ma che, tutto sommato, non trovavo del tutto improbabile. Occupandomi del lavoro educativo e di cura, ho capito che, sebbene se ne parli sempre in termini positivi ed edificanti, una relazione d'aiuto in realtà comporta sempre "lati oscuri" spesso taciuti: retaggi inconsci, vissuti ambivalenti e possibili derive. Questi fatti ci obbligano a prendere coscienza che il male non è semplicemente "altro" da noi, ma è una possibilità più intima di quanto crediamo. La domanda di Carl Gustav Jung, a questo punto, è inevitabile: " Come posso vivere con la mia ombra senza che ne derivi una serie di sventure? ". Questi vissuti, che spesso non hanno "diritto di cittadinanza" (non si devono provare e, se accade, non si possono esprimere) vengono sistematicamente rimossi, salvo poi sfociare in modo distorto o distruttivo. Docente di Pedagogia, facoltà di Scienze della formazione, sede di Piacenza #scienze della formazione #infanzia Facebook Twitter Send by mail D'AMORE E OMBRA.

 
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