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Università e impresa insieme per una siderurgia sostenibile

La Ricerca Università e impresa insieme per una siderurgia sostenibile La facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali è tra i principali partner dell’innovativo progetto di ricerca avviato dall’acciaieria bresciana Duferdofin-Nucor. L’obiettivo è incrementare la competitività attraverso una forte riduzione del fabbisogno energetico, e migliorare l’efficienza e la qualità del processo di produzione», spiega il professor Daniele Tessera , coordinatore della ricerca targata Cattolica che vede anche la collaborazione del ricercatore Marco Della Vedova . Stiamo realizzando, in accordo con il personale tecnico dell'acciaieria un modulo di analisi in grado di identificare, a partire dall’archivio storico delle colate, quelle che meglio approssimano determinati target, fornendo, per le varie fasi del processo produttivo, le principali statistiche sulla distribuzione dei valori di ogni singola colata. Il modulo prevede anche di analizzare ex-post le colate, valutando il mix di rottami iniziali, le fasi di processo e le aggiunte di elementi chimici in funzione del tipo di acciaio prodotto». Il secondo aspetto riguarda l’integrazione digitale, dallo sviluppo della sensoristica 4.0 di cui è dotato il nuovo impianto, alla realizzazione della “Digital Platform” attraverso la quale vengono raccolte, elaborate e rese disponibili tutte le informazioni e i parametri di funzionamento e di processo provenienti dalle diverse macchine. Consultando i valori storici per le colate prodotte con un determinato mix di rottami si potranno valutare le performance delle fasi di processo sia in termini di aggiunte di elementi chimici, sia in termini di efficienza energetica. Lo strumento di analisi dei dati che stiamo realizzando potrà essere utile anche in fase di studio di fattibilità di nuovi target di colate per acciai speciali».

 

Matematica, che scuola di vita

brescia Matematica, che scuola di vita Francesca Cottini , di Bedizzole (Bs), è una dei 100 vincitori delle borse Smart per merito. by Francesca Cottini | 16 febbraio 2017 di Francesca Cottini * Dopo aver frequentato il liceo scientifico Copernico di Brescia, mi sono iscritta a Matematica e questo per me è il terzo anno di corso. Fin dai primi anni di scuola mi sono sempre divertita con la matematica: vivevo le lezioni con entusiasmo, svolgevo gli esercizi che mi assegnavano come se stessi giocando, ho sempre capito i concetti e quindi sono sempre stata gratificata da questa disciplina. Quando mi sono iscritta all’università, molte persone mi dicevano che una materia così arida avrebbe reso arida anche me: al contrario, sta formando la persona adulta che voglio essere e mi ha regalato tanta passione con cui affrontare le sfide. A chi mi chiede cosa voglio fare dopo la laurea la risposta è semplice: continuare con la ricerca, affrontare il mondo del lavoro con questo atteggiamento matematico, che tutto è fuorché rigido, fare matematica applicando le conoscenze acquisite e magari, perché no, battendo anche nuove strade. Nella mia esperienza di “donna matematica” ho sempre creduto nella mia femminilità come punto di forza, ma in effetti anche la maggioranza delle mie compagne di liceo si è indirizzata verso studi umanistici. Per fortuna non ho vissuto simili condizionamenti e spero che in futuro le donne siano sempre più presenti nel campo delle scienze matematiche: sono convinta infatti che in ambito scientifico ci sia bisogno dell’arguzia e della creatività femminile, senza nulla togliere all’intuito maschile.

 
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