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A Ventimiglia tra i migranti

Brescia A Ventimiglia tra i migranti Tre gruppi di studenti di Psicologia e Scienze della formazione della sede di Brescia al fianco di Caritas e Croce Rossa della cittadina di frontiera. Tre gruppi di studenti delle facoltà di Psicologia e di Scienze della Formazione sono partiti alla volta della cittadina al confine con la Francia per tre giorni intensivi, in cui hanno affiancato le attività della Caritas e della Croce Rossa locali grazie al progetto “Ventimiglia all’ora”. Un’iniziativa che si inscrive all’interno del Service Learning , una proposta formativa e pedagogica che unisce le due dimensioni sottese al binomio di parole: Service , il volontariato e le azioni solidali verso la comunità; Learning , l’apprendimento di competenze professionali, metodologiche, sociali e didattiche. Le sfumature e gli aspetti maggiormente didattici li spiega Livia Cadei , docente di Pedagogia interculturale, che ha accompagnato un primo gruppo di otto studenti della facoltà di Psicologia, dal 2 al 5 maggio scorso. Tutto ciò anche e soprattutto in previsione di una futura ottica professionale, come sottolinea Monica Amadini , docente di Pedagogia sociale e interculturale, giunta a Ventimiglia insieme alla professoressa Carla Astori col secondo e terzo gruppo di studenti della facoltà di Scienze della formazione, dal 14 al 17 maggio. In contesti di criticità il gruppo ha sperimentato aspetti diversissimi dell’emergenza, dal pelare le patate, montare le brande fino allo strutturare corsi linguistici: fondamentale è capire che tutto questo è strettamente connesso all’ambito lavorativo a cui si legheranno nel loro futuro professionale, che sarà giocoforza interculturale». L’idea è quella di una proposta pedagogica in grado di unire le azioni sociali e il volontariato verso una comunità (service) all’acquisizione di competenze professionali, metodologiche, sociali e didattiche (learning), consentendo così di implementare conoscenze e competenze degli allievi mediante un servizio solidale alla comunità.

 

#eCatt, matematica e fisica fanno felici i bimbi in ospedale

Ma, di questi tempi, le normative in vigore per la prevenzione del contagio da Covid-19 hanno obbligato a un ripensamento della stragrande maggioranza delle attività che, in molti casi, hanno trovato nel web e nella tecnologia una dimensione alternativa. È stato fatto sostituendo la presenza fisica all’interno dei reparti con quattro video di sei minuti ciascuno, realizzati da 17 studenti della facoltà di via Musei per i piccoli pazienti ricoverati. Esperimenti di fisica, giochi matematici, rebus e tabelline per stupire, incuriosire e divertire: d’accordo con i docenti e gli insegnanti della sezione ospedaliera i ragazzi hanno condensato nei filmati le attività ludico-didattiche inizialmente pensate per essere illustrate tra le corsie dei reparti. Volendo diventare insegnante si è trattato di un’ottima occasione per avvicinarmi alla professione e capire cosa significa avere a che fare con la didattica, in questo caso a distanza, per le scuole di diverso ordine e grado», racconta Camilla Chiarini iscritta alla triennale di Matematica. Il vero rammarico? La mancanza di interazione umana e il non poter osservare le reazioni di stupore o meraviglia dei ragazzi di fronte alle scoperte; la speranza è quella di poter ripetere l’esperienza in ospedale l’anno prossimo», auspica Pietro Malacarne , che come Camilla frequenta la triennale di Matematica. Il Service Learning non si limita a promuovere una maggior conoscenza degli aspetti che contraddistinguono il valore della cittadinanza, bensì invita gli studenti a compiere concrete azioni solidali nei confronti della comunità nella quale si trovano a operare. Un’attività il cui valore è ribadito anche dagli orientamenti internazionali, che raccomandano di collegare gli apprendimenti disciplinari alle competenze chiave o di cittadinanza.

 

Servizio sociale, le esperienze concrete

Brescia Servizio sociale, le esperienze concrete Nell’ottavo convegno annuale da loro organizzato, gli studenti dei corsi di laurea triennale e magistrale in Scienze politiche e sociali hanno discusso dei progetti da loro creati nelle attività di stage e tirocinio nell’ambito del servizio sociale. È quanto stato fatto dagli studenti della facoltà di Scienze politiche e sociali con progetti di tirocinio e stage da loro ideati. Oggi è anche l’occasione per presentare il ventaglio di tutte le attività di formazione sul campo, organizzate dalla facoltà di Scienze Politiche e sociali per i futuri assistenti sociali – ha spiegato la professoressa Maria Luisa Raineri . Il convengo è organizzato dagli studenti, quindi a parlare delle esperienze effettuate di stage, tirocinio e service learning – ovvero una modalità di formazione e, contemporaneamente, di servizio alla comunità - saranno proprio loro». “La forza del condividere: con-tiamoci” è invece il progetto di service learning ideato da Andrea Bracchi, stagista iscritta il terzo anno di laurea triennale in Scienze del servizio sociale. Il lavoro è stato pensato e svolto per il quartiere Badia di Brescia e ha avuto come obiettivo quelli di creare o rafforzare il legame tra i vari giovani della comunità – racconta la studentessa. Il progetto è tutt’ora work in progress : per finanziare l’apertura di questi spazi ricreativi abbiamo avviato una campagna di eventi e raccolta fondi che è ancora in fase di svolgimento».

 
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