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Love4Love batte l’hate speech sessista

Lo studio Love4Love batte l’hate speech sessista Il progetto del Centro di ricerca sulle relazioni interculturali insieme al Centro di ricerche e studi su Sicurezza e criminalità ha coinvolto quattro scuole e 300 ragazzi nella lotta al linguaggio d'odio contro le ragazze. Parla la ministra Elena Bonetti 04 giugno 2020 «Si parla molto di violenza contro le donne ma non abbastanza di hate speech tra ragazzi e ragazze. “ Digit.ALL – Young Digital Advocates per una cultura contro il discorso d’odio contro le donne e le ragazze online e offline ” è realizzato dal Centro di Ricerca sulle Relazioni Interculturali dell’Ateneo insieme al Centro di Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità – Rissc . Quattro scuole superiori di Milano e Torino (l’Iis Oriani Mazzini e Caterina da Siena di Milano, l’Iis Amedeo Avogadro e l’Istituto Albe Steiner di Torino), 15 classi, oltre 300 ragazze e ragazzi. Milena Santerini, già presidente della No Hate Alliance del Consiglio d'Europa, nota come gli studenti «hanno saputo parlare di temi come l’umiliazione del linguaggio sessista, l’insicurezza delle ragazze, il problema della complicità maschile, proprio perché sono temi che vivono in prima persona». Eppure questo fenomeno non può essere trattato come fatto di cronaca, ma è il segno di un processo di relazioni degradate che ha radici profonde». Da un lato «il linguaggio deve tornare a riacquistare un significato di verità, alle parole va riconosciuto il potenziale enorme e talvolta irreversibile che possono avere; una parola detta su una chat di WhatsApp può rimanere come una piccola cicatrice nell’esperienza di ciascuno».

 
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