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Pablo d’Ors, la via della meditazione

MILANO Pablo d’Ors, la via della meditazione Scrittore, sacerdote, maestro di meditazione. L’autore di libri che sono diventati best seller ha chiuso il Progetto Educare/Educarsi alla Bellezza by Simone Biundo | 20 dicembre 2016 Scrittore, sacerdote, maestro di meditazione. È Pablo d’Ors , autore di un libro da oltre centomila copie, Biografia del silenzio (Vita e Pensiero), e magnifico affabulatore, come ha dimostrato lo scorso 15 dicembre nel corso del nono evento sulla Bellezza , organizzato da Educatt. Perché è solo il silenzio che può far conoscere noi stessi a noi stessi e quindi farci conoscere l’altro da sé. Respirazione, perché meditare è respirare consciamente, essere nella percezione e non nella riflessione, nel ricevere e nel dare; attenzione al corpo, perché determinante è la coscienza corporale come cammino dell’interiorità, il sentirsi, il non perdersi; e infine la parola, il mantra che permette di assurgere alla concentrazione assoluta. Tutto questo, unito alla costanza e alla capacità di meditare ogni giorno per almeno venti minuti, può portare alla scoperta del mondo. E quindi di Dio. E questo non è poco, perché, come dice Pablo, solo chi scopre il mondo ama Dio. E il solo criterio per capire chi ama davvero Dio è capire se ama il mondo.

 

Un viaggio nel buio per capire la realtà

STAGE E PLACEMENT Un viaggio nel buio per capire la realtà In assenza di luce mettiamo in moto altri meccanismi e la nostra sensorialità emerge nella sua completezza. Sia in condizione di buio che di non buio, la parola rimane essenziale: quando manca, permane il gesto, altro strumento di relazione con il reale; nel fare qualsiasi esperienza al buio, si perde l’attinenza all’abitudinarietà dei gesti. Ma la parola è anche altro, soprattutto altro: è incontro, riconoscimento; è il buio, infatti, a postulare l’incontro con l’altro attraverso la parola. Ma quando si sceglie di avventurarsi nel buio, nella sua recondita profondità, è importante anche la fiducia, in sé stessi e nell’altro, e lo scopo di questa esperienza, sottolinea Abba, è «l’uscita dal pregiudizio, l’uscita dal convenzionale, dai luoghi comuni, dal consueto, dal vecchio, dal consumato». Un’esperienza da testare per chi non conosce il buio ma con una differenza sostanziale rispetto a chi la vista non ce l’ha: «Il buio lo vediamo noi che vediamo, è per noi un elemento visivo, mentre per i non vedenti il buio non c’è». buio #ascolto #parola #silenzio Facebook Twitter Send by mail Print VEDERE E COMUNICARE CON ALTRI OCCHI Una proposta particolare, si potrebbe quasi dire “strana”, quella che il servizio Stage &; placement ha proposto nei giorni scorsi agli studenti della facoltà di Lettere e filosofia . “Introduzione al buio: imparare a vedere e a comunicare con altri occhi” è il viaggio dentro una dimensione insolita come quella del buio, condotta da Giancarlo Abba, docente del laboratorio “ Problematiche educative per persone non vedenti ” – Università Cattolica del Sacro Cuore.

 
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