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Sindacato, com’è cambiato il delegato

È questa l’originalità del volume Protagonisti della rappresentanza (edizioni Il Mulino), che racconta gli esiti di un viaggio esplorativo tra oltre 2.700 delegati della Cisl lombarda , nella convinzione che essi costituiscano l’asse portante del radicamento sindacale nei luoghi di lavoro e la risorsa centrale per gestire la contrattazione decentrata. Il luogo di lavoro è diventato sempre più l’ambito privilegiato della nuova rappresentanza degli interessi dei lavoratori e, dunque, il banco di prova per una trasformazione del sindacato. Per questo è importante capire cosa pensano, come vivono l’organizzazione, quali sono le loro fatiche», ha osservato Aldo Carera , docente di Storia economica in Cattolica, che ha coordinato la discussione del volume. Ma al tempo stesso i delegati segnalano una serie di difficoltà, soprattutto nelle relazioni con i lavoratori non iscritti al sindacato o con i delegati delle altre sigle sindacali. La ricerca sottolinea come il decentramento delle relazioni industriali possa rappresentare una risorsa per il protagonismo sindacale – ha detto Lisa Dorigatti , docente di Sociologia generale all’Università degli Studi di Milano –. In realtà, ha specificato Paolo Feltrin , docente di Analisi delle politiche pubbliche all’Università di Trieste, «lo studio smentisce la tesi secondo cui i delegati sarebbero abbandonati a se stessi una volta eletti. Ecco perché la formazione rappresenta la chiave di volta: chi più si è formato, avverte meno le fatiche che il ruolo determina e si sente più preparato al compito.

 
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