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Siamo tutti influencers

Piacenza Siamo tutti influencers 02 novembre 2017 Cosa hanno in comune Papa Francesco, Chiara Ferragni e uno studente di Content &; Digital Marketing? Facile, sono tutti influencers. Il focus sulla figura dell’influencer spetta alla Food Blogger Giulia Golino, che descrivendo gli elementi dell’influenza (authority, knowledge, position e relationship) ne riconosce diversi livelli e conclude: “ognuno di noi è un’influencer, perché con le proprie opinioni e scelte esercita un’influenza sui propri followers, indipendentemente da quanti siano.”. Si tratta quindi di scalare i livelli di influenza e conquistarsi fiducia e credibilità, e grazie a queste gli influencers sono la soluzione vincente per garantire all’azienda visibilità e fidelizzazione, rafforzare la visibilità del brand, migliorarne la reputazione o incrementarne lo “human touch”. universita #marketing #influencer #social media Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La comunicazione responsabile è il “tu”

festival dela dignità umana La comunicazione responsabile è il “tu” Nell’epoca dei social, dobbiamo indossare non lo strumento per contare i passi, ma quello che conta gli ‘io’ che pronunciamo. Per questo è importante cogliere i problemi legati alla comunicazione, soprattutto in un contesto universitario che stimola e agevola la riflessione sulle parole». È l’appello lanciato da Silvano Petrosino , docente di Filosofia della comunicazione e Filosofia morale nella sua brillante conversazione sul tema “ La mistificazione dei Social. Una lezione aperta, quella del 2 ottobre, che rientrava nell’ambito degli eventi del Festival della Dignità Umana e riguardava un argomento oggi molto sentito, un tema civile che incide nel tessuto sociale, come ha detto il professor Roberto Cicala , docente del laboratorio di editoria, nell’introdurre l’incontro. Per il professor Petrosino, in via preventiva, occorre evitare di cadere nella trappola di considerarsi pro o contro i social, dire se la Rete sia buona o cattiva, se si stava meglio prima (che non è neppure vero). La nostra comunicazione tende ad essere autoreferenziale, a mettere sempre al centro quello che si fa: «Dobbiamo indossare non tanto lo strumento per contare i passi, ma uno strumento che conta gli ‘io’ che pronunciamo. Comunicazione responsabile allora anche tramite le parole: «In definitiva le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste», ha concluso il prof. Petrosino citando R. Carver.

 
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