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Storie generative si mettono in rete

MILANO Storie generative si mettono in rete L’ Archivio della generatività ha un nuovo sito in collaborazione con l’Università Cattolica: esperienze raccolte in tutto il Paese, con un format narrativo multimediale, che indicano nuove strade per andare oltre la crisi. Parla il professor Mauro Magatti 28 aprile 2016 Rivisitato e arricchito sia nella veste grafica che nei contenuti e nelle metodologie, l’ Archivio della generatività sociale , in collaborazione con l’Università Cattolica , si trasforma in un nuovo sito. Frutto del lavoro di indagine del Centro di Ricerca Arc - Centre for the Anthropology of Religion and Cultural Change , diretto dal professor Mauro Magatti , l’Archivio contribuisce alla identificazione, analisi, narrazione e connessione in rete di realtà organizzate connotate dal carattere della “generatività”. Ma che cosa si intende con questa espressione? Un gruppo di amici che di fronte a un bisogno o a un'emergenza sociale decide di riunirsi in un'associazione, dotandosi delle risorse strumentali e delle capacità umane e professionali utili per organizzare una risposta efficace e innovativa. Un imprenditore che ama la propria attività, non come un mezzo per far soldi, ma come un modo per realizzare qualcosa di bello, che lo appassiona di cui è orgoglioso; che coinvolge altri nella sua impresa, promuovendone le capacità, stimolandone la creatività e risvegliandone la responsabilità e l'iniziativa. Il direttore di Arc lo descrive come un insieme di «storie di imprese, associazioni e istituzioni che vivono creativamente il tempo lungo delle generazioni, che sanno lasciar andare anziché trattenere e difendere, e autorizzare altri dopo averli accompagnati alla maturità dell'essere e del fare». Mettendo in rete, come modo per condividere e camminare insieme, l'Archivio ci dice che nessuna storia in sé è conclusa ed esaurisce il modello, bensì che ogni racconto è prezioso, unico e insostituibile per restituirci ciò che siamo o che potremo essere.

 

Sociologia, nuove parole per raccontare nuovi fenomeni

MILANO Sociologia, nuove parole per raccontare nuovi fenomeni Giovedì 4 luglio in Cattolica la prima giornata del convegno annuale della Società Scientifica Italiana -Sociologia, Cultura, Comunicazione. luglio 2019 “La sociologia deve trovare nuove parole per raccontare nuovi fenomeni”. Arriva da un filosofo, Cosimo Accoto , la sfida per i sociologi che si sono riuniti in Cattolica giovedì 4 luglio per la prima giornata del secondo convegno annuale della Società Scientifica Italiana -Sociologia, Cultura, Comunicazione. L’edizione 2019, ospitata dalla Cattolica, ha subito messo in chiaro il difficile compito della sociologia, alle prese con un mondo in continua evoluzione. Accoto, Research Affiliate al MIT di Boston, ha posto l’accento soprattutto sulle nuove frontiere della rivoluzione digitale: «Lo stimolo per la sociologia è andare oltre lo studio delle relazioni tra gli individui. Quotidianamente interroghiamo i dispositivi elettronici e se, per il momento, il rapporto è di domanda-risposta non è lontano il momento in cui le macchine eseguiranno ordini senza lo stimolo umano. E la sfida generazionale è anche una sfida educativa come sottolineato dal prof. Pier Cesare Rivoltella che ha ricordato come troppo spesso, anche tra gli stessi assistenti socio-sanitari, ci si approcci al mondo dell’adolescenza secondo schemi vecchi ormai superati #comunicazione #sociologia #digitale #rete Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Sociologia, lezioni di strada

Milano Sociologia, lezioni di strada L’Università si apre alla città con le passeggiate etnografiche: sono occasioni per toccare con mano le questioni “calde” nell’agenda sociologica a partire da come sviluppare la socialità di prossimità in contesti di solitudine e di individualismo. aprile 2019 Lezioni aperte agli studenti dell’Università Cattolica ma anche i cittadini che vogliono approfittare della possibilità di fare una esperienza universitaria. Sono le passeggiate etnografiche per i quartieri della città di Milano proposte dal corso di Sociologia dei fenomeni collettivi della laurea magistrale Politiche europee e internazionali della facoltà di Scienze politiche e sociali. Percorsi come questi ci ricordano che l’università non è tanto una parentesi, una tappa nella vita di alcuni, ma è molto di più» spiega la professoressa Cristina Pasqualini , docente del corso e coordinatrice dell’Osservatorio sulle social street http://cattolicanews.it/social-street-vicini-e-connessi. Per esempio: come si può sviluppare la socialità di prossimità in una città come Milano, in cui solitudine, individualismo e diffidenza sembrano essere le parole chiave di questo nostro tempo? Che aiuto ci possono dare la Rete e il digitale? La prima passeggiata si è svolta il 9 aprile nel quartiere Isola di Milano, visitantdo il giardino condiviso Isola Pepe Verde, lo spzio di coworking Yoroom e la Biblioteca delgi alberi. Lunedì 29 aprile, si parlerà di accoglienza, ospitando in aula il progetto “ Food and Colors ”, con la testimonianza di rifugiati siriani che lavorano nella ristorazione a Milano.

 

Vi racconto la mia Turchia

milano Vi racconto la mia Turchia Gül Ince Beqo , dottoranda in Sociologia all’Università Cattolica, studia l’immigrazione turca in Italia sconfinando con piacere nel territorio della letteratura. Gül Ince Beqo , dottoranda in Sociologia all’Università Cattolica di origine turca, ha scelto di dedicare il suo lavoro di ricerca a capire l’evoluzione, le criticità e la copertura mediatica di questo fenomeno. Nata a Karabük, in Turchia, nel 1984, dopo gli studi sociologici e un master in Cinema nel suo Paese, si è laureata in Italia in lingue e letterature straniere con una tesi sulla traduzione poetica. Impronte è la storia della voglia di tornare alle origini, che si scontra con la crudeltà della realtà: «È un po’ la trasposizione di quanto succede ai turchi che vengono in Italia, considerata solo un crocevia di passaggio verso la Germania e più in generale i Paesi Nordici. Anche perché, fare ritorno in patria, è un’ipotesi che non contemplano quasi mai: «Le persone preferiscono piuttosto restare qui, anche a costo di vivere tra le difficoltà, perché gli uomini e i padri di famiglia hanno un forte senso dell’onore e della dignità. Tra tutte le storie che ascolta ogni giorno, quelle che riguardano le donne sono le più significative: «Mi sono resa conto che hanno alle spalle vicende sfortunate e di dolore, dalle quali sono sempre uscite a testa alta, senza mai piangersi addosso e guardando sempre avanti. E di lezioni, ora, si occuperà anche Gül, che terrà 40 ore di esercitazione di lingua turca nel nuovo corso in Cultura e civiltà della Turchia in partenza col nuovo anno accademico 2017-2018.

 

I sociologi e la fiducia al tempo del digitale

Magatti è partito dall’etimologia della parola fiducia, fides (fede), per considerare il tema nelle forme e nei modi nel mondo in cui oggi viviamo, quale “spazio vuoto tra me e gli altri”. I laboratori di quartiere - ha detto - sono l’anello di congiunzione tra l’amministrazione e i cittadini, e contribuiscono a costruire fiducia. Questi spunti sono stati ripresi da Alberto Marinelli dell’Università Sapienza di Roma il quale ha fatto vari esempi dell’attuale perdita di fiducia. Google”: tutti cercano notizie circa i propri mali sul maggior motore di ricerca e poi vanno dal medico, non per ascoltare i pareri della sua competenza clinica, ma per trovare conferme a quanto hanno letto in rete. Giovanni Boccia Artieri dell’Università “Carlo Bo” di Urbino, oltre al concetto di perdita e della ricostruzione della fiducia, si è soffermato sull’influenza nella società digitale. Ha arricchito la sua relazione con esempi di stretta attualità ricavati dalla cronaca, in particolare i casi di Carola Rackete, Emma Marrone, la Gip di Agrigento Alessandra Vella. Il sociologo ha evidenziato i meccanismi di influenza come “macchine che prendono consenso senza senso”, e ha inquadrato il rapporto tra rischio e fiducia, l’accettazione di quanto non ci è familiare, “familiarizzando in un contesto di positività”.

 

Gli ecosistemi che modellano la società

Milano Gli ecosistemi che modellano la società La Rete e le tecnologie digitali contribuiscono a dare forma all’esperienza sociale, talvolta al di là della consapevolezza degli stessi soggetti che vi agiscono. Un pool di studiosi al convegno annuale della Società Scientifica Italiana Sociologia Cultura Comunicazione “ Transforming cultures, transforming societies. Gli offre la possibilità di districare, in questo caos, le grandi linee, l’ordito della società moderna, e di seguire su di esso la trama psicologica di tutta una gamma di uomini e di donne. Appare chiaro, allora, perché la Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura, Comunicazione abbia scelto di intitolare il suo secondo Convegno nazionale, in corso a Milano presso i Dipartimenti di Sociologia e di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’ Università Cattolica il 4 e 5 di luglio , “Transforming cultures, transforming societies. Come hanno ricordato inaugurando i lavori della mattinata Sara Bentivegna , Vicepresidente della SISCC, e Fausto Colombo , Direttore di Dipartimento di Scienze della Comunicazione, questi ecosistemi contribuiscono a dare forma all’esperienza sociale, talvolta al di là della consapevolezza degli stessi soggetti che vi agiscono. Di qui l’urgenza di “immaginare” sociologicamente, sia nel senso di “rendere visibili” tali dinamiche, sia nel senso di interrogarsi criticamente sui loro condizionamenti e ipotizzare l’esistenza di alternative possibili, che aprano ad altre forme di vita e a relazioni sociali più sostenibili, condivise e solidali. direttore di OssCom , centro di ricerca sui Media e sulla Comunicazione dell’Università Cattolica #comunicazione #sociologia #digitale #rete Facebook Twitter Send by mail Print Le nuove sfide della sociologia Giovedì 4 luglio in Cattolica la prima giornata del convegno annuale della Società Scientifica Italiana - Sociologia, Cultura, Comunicazione.

 

Magatti, riconferma a Sociologia

MILANO Magatti, riconferma a Sociologia Il sociologo è stato rieletto alla guida della facoltà per un secondo mandato 22 luglio 2009 Il professor Mauro Magatti si riconferma preside della facoltà di Sociologia per il quadriennio 2009/2010-2012/13. Magatti è il secondo preside della facoltà, istituita nell'anno accademico 2001-02, la più giovane tra le quattordici dell'Ateneo di largo Gemelli. Nato nel 1960, laureato nel 1984 in Discipline economiche e sociali all'Università Bocconi di Milano, Magatti nel 1990 ha conseguito il PhD in Social Sciences. Professore di prima fascia alla facoltà di Scienze politiche dal 2002, è passato alla facoltà di cui è stato confermato preside nel 2003. Ha svolto attività di ricerca e di consulenza per numerosi enti italiani ed europei, tra cui Unione Europea, Miur, Ministero del lavoro, Fondazione Agnelli, Regione Lombardia, Isfol, Fondazione Pastore, Camera di Commercio di Milano. Negli ultimi anni la sua attività di ricerca si è concentrata sullo studio della globalizzazione e dei ceti popolari. È coordinatore di redazione di Studi di Sociologia e di Impresa&;Stato e membro del Comitato scientifico di Aggiornamenti Sociali.

 

Che cos’è la Generatività

MILANO Che cos’è la Generatività Due giorni di studio in largo Gemelli promossi da Arc e dall’ Archivio della Generatività Sociale . L’obiettivo del convegno è apprendere da una molteplicità di storie già esistenti a livello territoriale un paradigma relazionale per il cambiamento sociale. L’evento è organizzato dal Centro ARC ( Anthropology of Religion and Cultural Change ), diretto dal professor Mauro Magatti , e dall’ Archivio della Generatività Sociale , progetto di ricerca-azione che da ormai diversi anni racconta e studia le tante storie di generatività che popolano il nostro paese. In particolare, la generatività sociale può essere concepita come quel movimento della vita capace di produrre nuove forme (economiche, politiche, sociali) da cui le nuove generazioni possano trarre beneficio in termini di abilitazione personale e contestuale. L’attenzione è dunque non solo verso specifiche forme di azione sociale e le loro conseguenze ma anche verso la capacità di queste ultime di attraversare molteplici livelli della vita sociale. Proprio inserendosi in questo punto di articolazione tra micro e macro, individuo e società, funzioni e significati, la generatività sociale rappresenta una possibilità per dare vita ad un nuovo immaginario e a nuove pratiche di crescita economica, sociale e umana. In particolare, la pubblicazione del volume Social Generativity: a relational paradigm for social change (Routledge, 2018) rappresenta una buona occasione per fare il punto sull’evoluzione del concetto di “generatività sociale”, le sue dimensioni analitiche, i suoi fondamenti teorici e le sue implicazioni in termini di policy.

 

Controllo di vicinato, ricerca sul campo

Milano Controllo di vicinato, ricerca sul campo Ottanta studenti del corso di laurea in Sociologia dell’Ateneo hanno avviato una ricognizione scientifica in 31 comuni della Lombardia 19 dicembre 2019 “Il Giorno” di giovedì 19 dicembre ha presentato un’iniziativa di ricerca degli studenti dell’Università Cattolica. Il focus sul caso di controllo di vicinato di Cerro al Lambro, nel milanese, s’inserisce in un’indagine sociale qualitativa che coinvolge in totale 80 studenti del corso di sociologia dell’Università Cattolica, «ai quali si insegna a fare ricerca sul campo» dice la docente responsabile del programma, Cristina Pasqualini . Ogni anno si decide un tema: quest’anno si è scelto il controllo del vicinato e si è creata una partnership scientifica con l’omonima associazione». Gli studenti sono divisi in piccoli gruppi di lavoro, ognuno dei quali analizza un Comune, per un totale di 31 realtà della Lombardia. Per ciascun Comune si studia l’impatto che il controllo del vicinato ha avuto sulla popolazione, in termini di relazioni sociali e percezione di sicurezza. Uno degli obiettivi è capire perché in alcuni contesti l’iniziativa attecchisce meglio che in altri». Continua a leggere su “Il Giorno”] Foto in alto tratta dall'articolo de "Il Giorno" #ricerca #vicinato #sociologia #etnografia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La società signorile di massa secondo Luca Ricolfi

Milano La società signorile di massa secondo Luca Ricolfi Lunedì 20 gennaio in Università Cattolica un incontro a partire dall’ultimo libro del politologo. Al dibattito parteciperanno sociologi e economisti dell’Ateneo 17 gennaio 2020 Tra i pilastri che consentono alla società in Italia di funzionare c’è il ruolo dell’istruzione. Secondo Luca Ricolfi, autore de La società signorile di massa , edito da La nave di Teseo, questa ha abbassato enormemente la sua produttività in termini di qualità. È uno dei temi che sarà affrontato durante l’omonimo incontro lunedì 20 gennaio in largo Gemelli , promosso dal dipartimento di Sociologia (Cripta dell’Aula Magna, ore 14.30). Il risultato di questo abbassamento della qualità - ha dichiarato il professor Giancarlo Rovati , docente di Sociologia generale dell’Ateneo - è quello di allungare i tempi della preparazione non per acquisire più informazioni ma per riuscire ad accumulare quello che le generazioni precedenti ottenevano per tempo. Di pari passo aumenta la disoccupazione volontaria perché la scolarizzazione di massa ha alzato le aspettative di arrivare a posti di prestigio ben remunerati ma al tempo stesso non ha preparato i giovani adeguatamente». Al dibattito con l’autore, dopo i saluti di Marco Lombardi , direttore del Dipartimento di Sociologia, parteciperanno i professori dell’Università Cattolica Angelo Moioli di Storia economica, Italo Piccoli di Sociologia, Giancarlo Rovati.

 
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