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In corsa per un’estate solidale

charity work program In corsa per un’estate solidale Tra luglio e settembre sono 46, selezionati tra 178 candidature , gli studenti in partenza per il Charity Work Program , che offre la possibilità di vivere un’esperienza di volontariato in 15 Paesi in via di sviluppo . Nuove destinazioni Romania e Nepal 18 giugno 2019 Sono 46 gli universitari che quest’estate scriveranno una voce nuova nel proprio Cv grazie al Charity Work Program . Il Charity Work Program si conferma una delle esperienze estive più ambite dagli studenti, come si evince dalle 178 candidature ricevute quest’anno. In alcuni di questi casi, per offrire un’esperienza ancora più completa, il periodo di permanenza all’estero è di due mesi. Mentre prosegue l’allargamento del programma a neolaureati e iscritti a master, dottorati e scuole di specializzazione, anche quest’anno il Charity Work Program promuove nuove destinazioni e nuove partnership con Ong e Onlus che lavorano in Africa, Asia e Sud America. Ventuno progetti in 15 Paesi ospiteranno gli studenti che, grazie alle scholarship della durata di 3 – 8 settimane, potranno vivere la loro esperienza di volontariato in Albania, Bolivia, Brasile, Camerun, Ghana, Guatemala, India, Madagascar, Messico, Nepal, Romania, Senegal, Terra Santa, Zambia e Uganda . Due importanti new entries nell’edizione 2019 del Charity Work Program sono la Romania , seconda destinazione europea a rientrare nel programma dopo il successo riscosso dalla destinazione dell’Albania, che viene riproposta nell’edizione di quest’anno.

 

La Cattolica per la Siria

cesi La Cattolica per la Siria Il professor Marco Lombardi , del Cesi , ha visitato varie città del Paese. La missione ha offerto l’opportunità di definire eventuali occasioni di collaborazione e iniziative di solidarietà da realizzare in concerto con le Chiese e le Autorità locali. Durante la missione, che ha toccato le città di Beirut, Damasco, Maaloula, Homs, Krak dei Cavalieri, Aleppo e Hama , ha avuto luogo la consegna di una copia della Cena Misteriosa presso il monastero di San Sergio e San Bacco di Maaloula. La missione ha offerto inoltre l’opportunità di definire eventuali occasioni di collaborazione e iniziative di solidarietà da realizzare in concerto con le Chiese e le Autorità locali. Nel video realizzato da Federico Capella , l’intervista al professor Marco Lombardi. siria #cesi #solidarieta' #missioni Facebook Twitter Send by mail.

 

Il primo Expo della cooperazione

FIERA DI ROMA Il primo Expo della cooperazione L’Ateneo parteciperà con tre stand a EXCO2019, la manifestazione dedicata alla Cooperazione Internazionale in programma a Roma dal 15 al 17 maggio. maggio 2019 Ci sarà anche l’Università Cattolica alla prima fiera della Cooperazione internazionale in Italia , che si terrà a Roma dal 15 al 17 maggio 2019. L’Expo della Cooperazione Internazionale ”, dedicato al tema dell’innovazione tecnologica nell’ambito della cooperazione per lo sviluppo sostenibile, è un’occasione di networking e internazionalizzazione per le università, che avranno la possibilità di dare visibilità ai propri progetti e di entrare in contatto con partner internazionali. Alla Fiera di Roma saranno presenti Agenzie della Cooperazione dei Paesi europei, Enti Locali, Regioni, Ong, aziende nazionali e internazionali, istituzioni finanziarie, in un quadro concertato con Unione Europea e Nazioni Unite, oltre al ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale. L’Università Cattolica parteciperà con tre stand dedicati agli interventi che l’Ateneo promuove sul tema della Cooperazione Internazionale nell’ambito della formazione, della ricerca e dei progetti sul campo , coordinati rispettivamente dai professori Simona Beretta , Pier Sandro Cocconcelli e Marco Caselli . Nell’ultima giornata della manifestazione, venerdì 17 maggio , dalle ore 14 alle ore 17, l’Università avrà a disposizione uno spazio per la presentazione dei progetti e delle iniziative più significative in corso sul tema della Cooperazione internazionale allo sviluppo. Per questo motivo l’Università Cattolica da tempo offre una vasta offerta formativa caratterizzata da un’impostazione multi e interdisciplinare che si riflette nei corsi di laurea triennale e magistrale, nei master, nelle scuole di specializzazione e di dottorato, nei corsi di formazione continua e nei programmi executive.

 

Casa Fogliani per i collegi

educatt Casa Fogliani per i collegi Durante la presentazione del marchio di mercoledì 27 febbraio, gli studenti dei Collegi hanno avuto l’occasione di conoscere il progetto, che avrà anche risvolti di solidarietà, e di assaggiare alcuni dei prodotti enogastronomici d’eccellenza. by Maria Serena Chiocca | 26 febbraio 2019 Nel pomeriggio di mercoledì 27 febbraio la Sala “Ruffilli-Giavazzi” del Collegio Augustinianum ha ospitato un incontro, dedicato agli studenti dei collegi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, durante il quale è stato presentato il progetto di Casa Fogliani . Grazie all’evento i collegiali hanno avuto l’occasione di conoscere più approfonditamente il brand nato nel contesto della Villa di Castelnuovo Fogliani, in provincia di Piacenza, e hanno assaggiato i suoi prodotti enogastronomici selezionati e di alta qualità. All'importante valore sociale il progetto unisce come obiettivo la valorizzazione del territorio : l’officina creativa Casa Fogliani ed Educatt si impegnano a prestare attenzione allo sviluppo delle risorse presenti nel territorio di Castelnuovo Fogliani e a esaltare e diffondere la genuinità dei suoi prodotti. casafogliani #collegi #enogastronomia #solidarieta' Facebook Twitter Send by mail.

 

Solidarietà al Refettorio ambrosiano

milano Solidarietà al Refettorio ambrosiano Terza edizione mercoledì 15 maggio della cena solidale #SHAREYOURFUTURE promossa da Cattolica e Caritas ambrosiana. Nel 2018 ha fruttato due borse di studio per studenti siriani e oltre 1.400 pasti per persone in difficoltà. aprile 2019 Due borse di studio per studenti siriani e oltre 1.400 pasti nella mensa di via Necchi per una ventina di persone segnalate dalla Caritas. Una cena solidale organizzata in collaborazione tra l’Università Cattolica e la Caritas Ambrosiana, giunta ormai alla terza edizione e resa possibile grazie allo chef Danilo Angè e ai suoi amici che collaborano in cucina. I fondi raccolti nella cena del 2018 hanno contribuito a finanziare le borse di studio di due studenti siriani arrivati a Milano per studiare nel nostro Ateneo, nella speranza di poter poi rientrare in una Siria pacificata. Inoltre, lanciato durante la prima cena #SHAREYOURFUTURE del 2017, continua il progetto “ Aggiungi un posto a tavola ” (realizzato in collaborazione con Educatt), che nel 2018 ha permesso di fornire all’interno della mensa dell’Ateneo oltre 1.400 cene gratuite a circa una ventina di persone segnalate dalla Caritas ambrosiana (nel 2017 ne erano state offerte 1000). Ogni sera il Refettorio grazie ai suoi volontari offre una pasto a una novantina di ospiti fissi.

 

Educazione, bene comune globale

brescia Educazione, bene comune globale Un convegno internazionale nella sede di Brescia promosso dalla prima Cattedra Unesco dell’Università Cattolica, istituita nell’aprile 2018. Venerdì 18 gennaio, un convegno internazionale ha riunito nell’aula magna di via Trieste esperti di varie nazioni per ripensare l’educazione come bene collettivo. L’educazione per tutti e per tutta la vita può permettere a ciascuno di sviluppare le proprie potenzialità e alla società di promuovere nuovi processi di cittadinanza attiva. Il rettore Franco Anelli durante il saluto introduttivo si è soffermato sul ruolo dell’Università, che deve essere un luogo di riflessione e di attenzione alla dimensione educativa, e non solo al contenuto delle discipline. È necessario un ripensamento di un percorso che riguardi l’idea di società perché l’educazione costituisce la società del futuro. Istituita nella sede di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nell’aprile del 2018 si propone di favorire l’accesso da parte dei bambini nella prima infanzia a cure ed educazione di qualità; sviluppare processi di cooperazione, migliorare la qualità dell’educazione e dell’accoglienza. Fra le attività da promuovere, ed è la seconda direttrice, figurano anche la formazione di studenti universitari che intendono impegnarsi in progetti di cooperazione internazionale.

 

Cattedra Unesco, la prima in Cattolica

Brescia Cattedra Unesco, la prima in Cattolica È dedicata all’educazione per lo sviluppo integrale dell’uomo e per lo sviluppo solidale dei popoli e avrà come punto di riferimento la sede di Brescia. Se ne parlerà in un convegno venerdì 18 gennaio in aula magna. gennaio 2019 È la prima Cattedra Unesco a esser assegnata all’Università Cattolica e, in particolare, alla sede di Brescia dell’Ateneo. È dedicata a “L’educazione per lo sviluppo integrale dell’uomo e per lo sviluppo solidale dei popoli”, e nasce dalle sollecitazioni dell’Enciclica Populorum progressio di Paolo VI e dalla tradizione di impegno negli ambiti dell’educazione e della cooperazione internazionale che caratterizza il territorio bresciano. Se ne parlerà in un convegno nell'aula magna della sede bresciana venerdì 18 gennaio alle 9.30 . La cattedra, diretta dal professor Domenico Simeone , intende perseguire gli obiettivi già definiti dal “World Education Forum” a Incheon nel 2015 “Educazione 2030: verso un’educazione inclusiva e di pari qualità e insegnamento durante tutto il corso della vita”. unesco #sviluppo #solidarieta' Facebook Twitter Send by mail.

 

Adotta uno studente

Ateneo Adotta uno studente Educatt lancia un progetto dal grande valore sociale: grazie al marchio Casa Fogliani e ai proventi della vendita dei prodotti doc, ogni anno sarà accompagnato per tutto il percorso universitario un giovane in estrema difficoltà economica. Acquistando i prodotti del marchio Casa Fogliani è possibile contribuire al sostegno economico di giovani bisognosi che intendono affrontare gli studi universitari. A partire dalla suggestiva Villa signorile settecentesca di Castelnuovo Fogliani ad Alseno, in provincia di Piacenza, Educatt ha realizzato una vera e propria officina creativa capace di valorizzare risorse e attività, attraverso iniziative ad alto valore sociale . L’ultima sfida lanciata dalla Fondazione è quella di recuperare, “adottando” per tutto il percorso universitario, uno studente all’anno che si trovi in estrema difficoltà , un giovane che neppure potrebbe iscriversi all’Università Cattolica, che vuole essere università di tutti coloro che abbiano desiderio di crescita e formazione integrale. Per valorizzare il progetto di Casa Fogliani sono stati aperti nell’Università Cattolica di Milano e Piacenza (e presto anche nelle sedi di Roma e Brescia) degli Shop , dove è possibile acquistare i prodotti del marchio. Altri canali di vendita sono le mense e i bar gestiti da Educatt e alcuni locali selezionati a Milano e in Lombardia, oltre alla vendita online sul sito ufficiale. Per il periodo natalizio sono stati confezionati cesti e panettoni artigianali che per le prossime settimane affiancheranno i salumi, i formaggi e le birre artigianali presenti sul listino tutto l’anno.

 

Avitabile, dalla parte delle vittime

Milano Avitabile, dalla parte delle vittime Lunedì 16 aprile in largo Gemelli una lezione sulla musica come messaggio sociale. marzo 2018 Un concerto e una lezione per offrire una chance di resilienza ai bambini siriani dei campi profughi di Libano e Kurdistan, alle vittime di migrazione forzata che vivono in contesti di povertà ed esclusione sociale, e ai giovani delle periferie di Milano. Lunedì 16 aprile un ospite speciale, il musicista e compositore Enzo Avitabile , si esibirà presso l’Auditorium della Fondazione Cariplo in largo Gustav Mahler alle ore 20.30 con il concerto in Acoustic World “La musica come messaggio sociale” per una serata di solidarietà condivisa. L’intera iniziativa è promossa dall’ Associazione Francesco Realmonte Onlus e dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti , in collaborazione con l’Università Cattolica e con FOCSIV Humanity ed è dedicata al sostegno di progetti a tutela dell’infanzia in contesti di guerra e di grave vulnerabilità. Nella stessa ottica, sul territorio di Milano, verranno sostenuti i giovani vittime di migrazione forzata che si trovano a vivere in contesti di povertà ed esclusione sociale , a cui le Associazioni promotrici si dedicano da anni. I biglietti del concerto si possono acquistare presso la biglietteria centrale dell’Auditorium della Fondazione Cariplo di Milano (largo Gustav Mahler); online con prevendita su Vivaticket, selezionando Enzo Avitabile a Milano; presso l’Università Cattolica – Container 9 (cortile San Benedetto, largo Gemelli 1). Con una musica sensibile e vicina agli ultimi del mondo ed una spiritualità profonda, Enzo Avitabile porta a Milano il suo “Acoustic World” un viaggio in sonorità che spaziano dalla musica colta a quella etnica, rimanendo fedeli alla sua cifra stilistica unica.

 

Diritti umani, le parole chiave

piacenza Diritti umani, le parole chiave Giustizia , sostenibilità , solidarietà sono i temi dei tre incontri nati dalla collaborazione tra l’Ateneo e la Robert F.Kennedy Human Rights in programma il 21 febbraio , il 7 marzo e l’ 11 aprile a Piacenza. Un campo fertile in cui coltivare questi valori. febbraio 2018 Una collaborazione che trova nella sede di Piacenza-Cremona un campo fertile in cui coltivare i valori di giustizia, solidarietà e sostenibilità. L’accordo tra Università Cattolica e Robert F.Kennedy Human Rights avrà come prima traduzione una ciclo di incontri su “ Le parole chiave dei diritti umani ”. Abbiamo progettato con i nostri ricercatori e docenti - prosegue la preside - iniziative volte a rendere più riconoscibile e efficace la difesa dei diritti umani, perché i nostri studenti e i risultati delle nostre ricerche siano sempre più sensibili, attenti e capaci di rispondere al bene comune». Mercoledì 21 febbraio (Aula E, ore 14.30-16) si parlerà di Giustizia con Dino Rinoldi , docente di Diritto Internazionale, don Luca Ferrari , docente di Teologia, Mariachiara Tallacchini , docente di Filosofia del Diritto, Francesco Timpano , docente di Politica Economica Avanzata. Chiuderà il percorso mercoledì 11 aprile l’incontro sulla Solidarietà con Enrico Fabrizi , docente di Statistica, Vincenzo Tabaglio , docente di Agronomia, Daniele Bruzzone , docente di Pedagogia, Anna Gianfreda , docente di Diritto ecclesiastico, e la testimonianza di Paola Cavanna , dottoressa di ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

 

Avitabile, una vita in musica

Milano Avitabile, una vita in musica Il cantante e compositore napoletano ha parlato della sua esperienza d’arte e d’impegno in aula Bontadini. È tutta qui la filosofia di Enzo Avitabile , celebre sassofonista e compositore napoletano - una carriera ormai quasi trentennale, 18 album pubblicati e all’attivo collaborazioni con artisti del calibro di Goran Bregovic, James Brown e Tina Turner - che è intervenuto in Aula Bontadini per una lezione sulla “musica come messaggio sociale”. L’incontro ha anticipato il concerto che Avitabile ha tenuto in serata, all’Auditorium di largo Mahler, a sostegno dei progetti dell’Università Cattolica a favore dei bambini siriani rifugiati nei campi profughi in Libano e in Kurdistan. Racconta il suo primo incontro con la musica, quella dei juke box di un tempo: «Il suono che usciva da quella scatola magica era un suono amico. Significa avere consapevolezza della propria provenienza, quindi di chi si è, ma anche di quello che avviene al di fuori di sé. Gli fa da sponda Gianni Sibilla , direttore didattico del master in Comunicazione musicale di Almed: «Enzo è un esempio bellissimo di contaminazione tra la cultura musicale popolare napoletana e i generi internazionali come il jazz e la world music». Non si è fatto mancare nemmeno una partecipazione all’ultimo Sanremo, in coppia con Peppe Servillo con il brano Il coraggio di ogni giorno : «L’ho fatto per provare a rendere popolare il mio modo di fare musica, perché a Sanremo in quattro giorni si raggiunge un pubblico sterminato, altrimenti irraggiungibile.

 

Collegiali tra studio e solidarietà

Milano e Roma Collegiali tra studio e solidarietà Raccolte fondi, ascolto e sostegno ai malati, servizi alla comunità in collaborazione con enti e associazioni per offrire aiuti concreti alle persone in difficoltà: viaggio tra le molteplici attività di volontariato degli studenti dei Collegi in Campus. Nell’ottica di una formazione integrale della persona, da anni organizzano attività di volontariato, in collaborazione con enti e associazioni, per offrire alle persone in difficoltà aiuti concreti, conforto e ascolto. Un esempio significativo è l’iniziativa nata tre anni fa su proposta degli stessi studenti al Collegio Ludovicianum : una collaborazione con l’Opera di San Francesco per i Poveri (Osf), una Onlus che offre assistenza, accoglienza, ascolto e protezione alle persone in grave difficoltà economica. L’attività volontaria si è arricchita, in tempi recenti, con il servizio settimanale offerto alla mensa di Osf: ogni sabato, durante il periodo delle lezioni accademiche, alcuni studenti aiutano i volontari e il personale dell’Opera nell’erogazione dei pasti del pranzo ai loro utenti nella struttura di accoglienza di Corso Concordia. Nel mese di marzo, con la ripresa delle attività del Collegio, è previsto un momento di festa e sensibilizzazione sull’integrazione, in continuità con il percorso di approfondimento sui migranti, tema della mostra fotografica « Non rimane che aggrapparsi a Dio » di Giovanni Diffidenti. Così, attraverso le attività di volontariato, nei Collegi si sviluppa un vero e proprio percorso educativo di sensibilizzazione verso l’altro, nella consapevolezza che il benessere di ciascuno passa anche attraverso la condivisione con il prossimo. volontariato #collegi #solidarieta Facebook Twitter Send by mail IN MOSTRA LE VIE DEL BISOGNO Fino al 31 marzo 2018 rimarrà aperta al pubblico nella sala Pototschnig del Collegio Augustinianum la mostra fotografica « Non rimane che aggrapparsi a Dio » di Giovanni Diffidenti .

 

Pvs, la solidarietà fa rete

piacenza Pvs, la solidarietà fa rete Un workshop in programma mercoledì 21 marzo nella sede piacentina farà il punto sui numerosi progetti dell’Università Cattolica nei Paesi in via di sviluppo. Un’attenzione che ha una lunga storia e interessa oggi tutti e cinque i continenti. marzo 2018 Un’occasione per fare il punto sulle numerose attività dell’Ateneo nei Paesi in via di Sviluppo: dalle iniziative medico-sanitarie, passando per l’istruzione, fino allo sviluppo rurale. Non sono mancate, iniziative volte alla soluzione di problemi di tipo emergenziale, ma anche strutturale, nei Pvs e in funzione delle diverse competenze-sensibilità presenti nell’Ateneo. Il workshop servirà a favorire la reciproca conoscenza tra queste esperienze, soprattutto nella prospettiva di possibili collaborazioni. solidarieta' #cooperazione #sviluppo #pvs Facebook Twitter Send by mail.

 

Dalla parte degli ultimi

Roma Dalla parte degli ultimi Una festa nella sede di Roma nel ricordo di Modesta Valenti , un’anziana senza fissa dimora scomparsa nel 1983. La Liturgia è stata presieduta da Don Andriy Vakhrushev , sacerdote ucraino della Comunità di Sant’Egidio, e concelebrata da Don Francesco Dell’Orco , assistente pastorale della sede di Roma, e da Don Fernando Escobar , giovane sacerdote de El Salvador, ordinato presbitero da poche settimane. Nella sua omelia, Don Andriy ha sottolineato che «la memoria di Modesta è come l’alleanza di amore che il Signore ha stabilito con noi attraverso i nostri amici più poveri». ‘Vogliamo vedere Gesù’ è la richiesta del nostro mondo smarrito, confuso, segnato dalla violenza e dalla guerra, travolto dalle ragioni del conflitto che induriscono i cuori, che seminano inimicizia, che armano le mani e le menti di tanti». Durante la liturgia sono stati ricordati i nomi di tutti coloro che hanno vissuto nelle strade di Roma e per ciascuno è stata accesa una candela, nella grande commozione di tutti i presenti. Inoltre è stato consegnato a tutti un fiore, che con i suoi colori rappresenta la vita e con il suo profumo è simbolo di quella preghiera che si innalza al Signore perché nessuno sia più solo ma sia sempre abbracciato da quell’amicizia che rimarrà per sempre. Per questo, nell’anniversario della sua scomparsa, si fa memoria nella liturgia di tutti gli “amici per la strada” a cui la Comunità si è fatta prossima che hanno perso la vita, ricordando ciascuno per nome.

 

Un calcio all'indifferenza

Roma Un calcio all'indifferenza Sabato 5 maggio presso la SportHouse del campus di Roma l’evento “WeCare. Dai un calcio all’indifferenza ”, un progetto dedicato alla promozione dell’inclusione sociale attraverso lo sport. maggio 2018 Si è svolta sabato 5 maggio presso la SportHouse del campus di Roma dell’Università Cattolica l’evento “WeCare. Dai un calcio all’indifferenza”, un progetto dedicato alla promozione dell’inclusione sociale attraverso lo sport. Nel pomeriggio un triangolare di calcio a 11 tra C.O.I. Una bella giornata di amicizia, di riflessione e di sport. Un’occasione preziosa per riflettere su un tema importante, che riguarda da vicino i giovani e la loro capacità di aggregazione e solidarietà.

 

I campioni della Lazio con i piccoli pazienti del Gemelli

Roma I campioni della Lazio con i piccoli pazienti del Gemelli Una Befana anticipata per i bambini ricoverati nei reparti di Oncologia pediatrica e di Neurochirurgia infantile del Policlinico Gemelli con i calciatori della SS Lazio. I calciatori hanno incontrato i piccoli pazienti costretti al ricovero in ospedale anche nel periodo delle festività natalizie, volendo condividere con loro una fase difficile della loro giovane vita e portando doni e contagiosa allegria a bimbi, genitori e personale medico e sanitario dei reparti del Gemelli. L’iniziativa di solidarietà è stata promossa dalle associazioni Coccinelle per l'Oncologia Pediatrica Onlus e L'Albero della Vita, grazie all’impegno di Luigi Piselli , della psicologa Antonella Guido e del direttore dell’Oncologia pediatrica Antonio Ruggiero . I calciatori della Lazio sono stati accompagnati nella loro visita nei reparti dagli oncologi pediatri Ilaria Lazzareschi e Giorgio Attinà e dai neurochirurghi infantili Massimo Caldarelli e Gianpiero Tamburrini. I campioni si sono a lungo intrattenuti a scherzare e giocare in tutte le stanze di degenza con i piccoli ricoverati, mentre genitori e familiari scattavano foto. Per tutti doni e gadget offerti dalla Lazio Calcio. gemelli #solidarieta #oncologiapediatrica #neurochirurgiainfantile Facebook Twitter Send by mail.

 

Concerto solidale per i minori

Milano Concerto solidale per i minori “Il cielo è di tutti” è il titolo della serata musicale che l’Orchestra dei popoli propone sabato 11 marzo per sostenere due progetti promossi dall’Associazione Realmonte, dalla Fondazione Ambrosoli e dall’Ateneo con i bambini della Siria e dell’Uganda. Il ricavato del concerto, promosso dall’ Associazione Francesco Realmonte Onlus e dalla Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital in collaborazione con l ’Università Cattolica , presso l’Auditorium Fondazione Cariplo in Largo Mahler a Milano alle 20.30, sarà devoluto a due progetti in particolare. Il primo è promosso dall’associazione Francesco Realmonte che finanzierà la formazione di operatori che lavorano con i bambini e adolescenti siriani nei campi profughi in Libano e in Kurdistan, secondo il modello di intervento realizzato dall ’Unità di ricerca sulla resilienza dell’Università Cattolica. Il secondo fa capo alla Fondazione Dr. Ambrosoli che finanzia le cure pediatriche dei bambini ricoverati per l’emergenza malaria al Dr. Ambrosoli Memorial Hospital. Per la realizzazione di questo concerto, un vero e proprio progetto di solidarietà condivisa, le due organizzazioni hanno scelto l’Orchestra dei Popoli Vittorio Baldoni, essa stessa simbolo di solidarietà. L’orchestra è infatti una comunità artistica composta da ragazzi di diversa età, culture e nazionalità, provenienti da situazioni di disagio sociale e accomunati dal talento per la musica, insieme a studenti e professionisti dei Conservatori e delle scuole a indirizzo musicale di Milano e della Lombardia. Il concerto è sostenuto dal Gruppo Azimut, dalla Fondazione Child Priority, in ricordo di Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia scomparsa nel dicembre 2016, e DriveNow.

 

Charity, la prima volta in Nepal

CHARITY WORK PROGRAM Charity, la prima volta in Nepal Due nuove destinazioni per il programma di volontariato internazionale: oltre allo Stato himalayano si aggiunge anche la Romania come secondo Paese europeo, per un totale di 21 progetti. In Nepal gli studenti iscritti a un corso di laurea della facoltà di Scienze della Formazione trascorreranno il loro periodo di volontariato presso la Ong Engage. In totale sono più di cinquanta gli studenti che la prossima estate scriveranno una voce nuova nel proprio Cv grazie al Charity Work Program, il programma di volontariato internazionale promosso dal Centro di Ateneo per la Solidarietà internazionale (Cesi) . Un’iniziativa che, grazie al contributo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori e ai fondi del 5 per mille, da dieci anni offre l’opportunità di vivere un’esperienza di volontariato in Paesi emergenti e in Via di Sviluppo. Per questo è scelta da un sempre crescente numero di studenti, come emerge dal significativo aumento delle richieste di partecipazione: nel 2018 hanno preso parte alle selezioni 275 studenti provenienti da tutte le facoltà e da tutte le sedi dell’Università Cattolica con un incremento pari al 18% rispetto all’edizione dell’anno precedente. Nel corso degli anni il Charity è stato modulato in modo da rappresentare un percorso sempre più coerente con gli studi: numerose destinazioni sono aperte infatti solo a studenti di determinate facoltà, privilegiando percorsi ad hoc sulle discipline insegnate in Ateneo. charityworkprogram #solidarieta' #volontariato Facebook Twitter Send by mail INTERNATIONAL VOLUNTEERING È un programma di Volontariato internazionale rivolto a tutti gli studenti e ai neolaureati dell’Università Cattolica, per tutti gli anni di corso, tutte le facoltà, tutte le sedi.

 

Charity, le nuove mete

ateneo Charity, le nuove mete Con le info session in programma in tutte le sedi, il Charity Work Program presenta i nuovi progetti per vivere un’estate alternativa all’insegna della solidarietà nei Paesi in via di sviluppo. Per due studenti di Economia la prossima estate si aprirà la possibilità di collaborare con la Ong Vis nelle attività di animazione territoriale sulla valorizzazione del territorio nei distretti di Malësi e Madhe. L’Organizzazione non governativa si occupa da anni di contrastare il fenomeno dell’emigrazione giovanile soprattutto con l’ampliamento delle opportunità occupazionali, in particolare per i giovani, tramite il sostegno alle imprese familiari e ai servizi agrituristici e un migliore inserimento formale nell’economia di mercato. È il modo concreto e diretto che il Charity Work Program offre agli studenti dell’Ateneo di vivere u n’estate alternativa all’insegna della solidarietà nei Paesi in via di sviluppo , in cui l’Ateneo ha all’attivo partnership e collaborazioni. Promosso dal Centro di Ateneo per la Solidarietà internazionale (Cesi) , anche grazie al supporto dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, il programma 2018 offre 53 scholarship della durata di 3 – 8 settimane . Per studenti iscritti a un corso di laurea dell’Università Cattolica 30 scholarship includono le spese di viaggio, assicurazione, visto, pick-up service da e per l’aeroporto e alloggio presso strutture presenti nei Paesi ospitanti. Anche perché, oltre a rappresentare un’occasione altamente formativa sul fronte della crescita personale, il Charity consente di arricchire in maniera significativa il Cv degli studenti.

 

In Senegal cercando somiglianze

Charity Work Program In Senegal cercando somiglianze Il progetto di volontariato nella Ong Vis di Valentina , di Scienze politiche, non è stata solo un’esperienza professionalizzante ma una vera e propria lezione di vita. ottobre 2018 di Valentina Filippini * Due mesi di volontariato in una Ong sono un’opportunità senza precedenti per chi studia cooperazione allo sviluppo. Mi ha permesso di vestire per due mesi i panni di chi, da molti anni, ha deciso di dedicare la propria vita a questo lavoro e di capire che era il sentiero che avrei voluto intraprendere in futuro. I nostri compiti, prevalentemente da ufficio, ci hanno permesso di mettere in pratica quanto imparato sul project cycle management e di capire anche cosa serve, oltre alla formazione universitaria, per approcciarsi al mondo del lavoro permettendo così di comprendere cosa portare preziosamente nel mio bagaglio personale. Partendo per un’altra realtà mi sono così confrontata non solo con un mondo diverso, ma ho avuto la possibilità di misurarmi anche con me stessa, ritrovarmi negli sguardi incrociati in questi mesi, nelle strette di mano, nel calore delle persone. Come dice Claudio Magris, “viaggiare è una scuola di umiltà, fa toccare con mano i limiti della propria comprensione, la precarietà degli schemi e degli strumenti con cui una persona o una cultura presumono di capire o giudicano un'altra”. Per i corridoi dell’università mi sentivo però diversa, cresciuta, grata e consapevole di ciò che questo viaggio aveva generato in me. Ho avuto l’occasione di confrontarmi con i nostri compagni di corso, molti dei quali partiti grazie al Charity Work Program per una esperienza all’estero.

 

Charity, un'esplosione di vita

Charity Work Program Charity, un'esplosione di vita Grazie al Charity Work Program , 54 studenti hanno vestito i panni di volontari in 20 Paesi e quattro continenti. Dai loro racconti emerge che è molto di più quanto hanno ricevuto di quanto hanno donato, con un arricchimento anche sul piano professionale. A spiegarlo sono alcuni degli studenti che hanno vissuto la scorsa estate l’esperienza del Charity Work Program, accogliendo la proposta del Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale (Cesi). Nei loro racconti, che pubblichiamo in questa pagina, emerge, come un filo rosso, la certezza di aver ricevuto molto di più di quanto hanno donato e di essere tornati nel nostro Paese cambiati. Il Charity Work Program è promosso dal Cesi e che, grazie a fondi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, offre l’opportunità di vivere un’esperienza di volontariato nei Paesi in via di sviluppo ed emergenti in cui l’Ateneo ha all’attivo partnership e collaborazioni. Lo dimostra l’aumento nel corso degli anni sia delle scholarship sia delle richieste di partecipazione degli studenti: nel 2018 hanno preso parte alle selezioni 275 studenti provenienti da tutte le facoltà e da tutte le sedi dell’Università Cattolica, con un incremento pari al 18% rispetto all’edizione dello scorso anno. Il programma, oltre a rappresentare un’esperienza altamente formativa dal punto di vista della crescita personale, è stato modulato in modo da fornire un percorso coerente con gli studi: numerose destinazioni sono aperte solo a studenti di determinate facoltà, privilegiando percorsi ad hoc sulle discipline insegnate in Ateneo.

 

Cochabamba, la pazienza di educare

Charity Work Program Cochabamba, la pazienza di educare Per Alessia , studentessa di Cooperazione allo sviluppo, il Charity Work Program in Bolivia era la quarta esperienza di volontariato all’estero. In realtà, adagiata in una conca circondata dalle Ande, la città dell’eterna primavera non si sbilancia in nulla: non vanta l’altitudine di La Paz, né la modernità di Santa Cruz, i suoi abitanti sono un poco schivi e riservati ma non mancano di gentilezza. Cochabamba sarebbe stata però il teatro della mia esperienza all’interno del Charity Work Program , della scoperta del lavoro congiunto tra l’Ong Vis e Epdb, del progetto “ Escuelas de Líderes ” e del lavoro di due mesi con i miei “ wawas ” di quattro collegi differenti, nella zona sud della città. I primi giorni li abbiamo passati tra fogli e planning , il nostro compito era quello di impostare un programma di lezioni teoriche e laboratori pratici che andassero a sviluppare i progetti che gli stessi studenti e professori avevano pensato come fondamentali per l’unità educativa tutta. Avrei poi imparato, schiudendo le varie componenti della matrioska, ad apprezzare le differenti sfumature di ogni gruppo di líderes, di ogni piccola comitiva di amici, fino a ogni animo e carattere del singolo, in un’età di tempeste e domande. E mentre procedevamo con le lezioni mi hanno introdotto alla loro realtà, fatta spesso di lavoro dopo la scuola, di genitori assenti, di ragazzine giovanissime e già madri. Gli studenti beneficiano della possibilità di vivere un'esperienza di volontariato internazionale in strutture situate in Paesi Emergenti e in via di Sviluppo.

 

Tra l’inferno e il Paradiso

ottobre 2018 di Simone Filomia * Terra rossa, baracche, fumo nero delle vecchie macchine e una povertà che non potevo immaginare: è il mio primo impatto con l’Uganda. La vera ricchezza della gente ugandese non è il denaro, concentrato nelle mani di pochi, ma il sorriso che non abbandona mai le persone, e che porta persino i malati in ospedale a chiedere “come stai?” al medico prima che possa iniziare a parlare. Il mese trascorso in Africa è stato anche un viaggio dentro me stesso, alla ricerca dell’essenziale, di quella semplicità che porta la gente ugandese a vivere serenamente in condizioni inimmaginabili. La cosa più triste è che solo pochi tra loro hanno il privilegio di frequentare una scuola, perché il sistema scolastico è prevalentemente privato. Le persone vivono con estrema semplicità, tra le piantagioni di ananas, caffè, mais e banane, conducono una vita a ritmi lenti, nella beatitudine di chi forse è ignaro di cosa gli manca. Ma la domanda che mi sono posto è: manca davvero loro qualcosa? O siamo noi ad aver perso il senso di questa serenità? Sono solo alcune delle domande che l’esperienza in Uganda mi ha costretto a pormi. Pertanto l’esperienza clinica è diventata esperienza umana, in molti momenti triste e difficile da affrontare, in cui la morte è un evento frequente anche tra persone giovani e viene accettata come un momento purtroppo inevitabile.

 

Il volontariato che apre gli occhi

Charity Work Program Il volontariato che apre gli occhi Per Francesca , di Scienze della formazione, il Charity Work Program nel cuore di Gerusalemme è stato un’esperienza per allargare mente e cuore e imparare l’importanza e la gioia del condividere e del donarsi per gli altri. Il cielo è quasi sempre terso e tutti gli edifici, dalle abitazioni private ai grattacieli pieni di uffici e impiegati, sono tutti costruiti in pietra chiara: un particolare che dona alla città una luminosità intensa e particolare, che ho negli occhi ancora adesso. La seconda cosa che ti colpisce è il numero di bambini di ogni famiglia di ebrei ortodossi che incontri per strada: non meno di tre, di solito sei, a volte nove. Del nostro arrivo mi ricordo molto bene gli occhi grandi e curiosi di Josie, un bambino di 5 anni che ci è subito venuto incontro con un gran sorriso, entusiasta della novità che costituiva il nostro arrivo. Dopo le giornate intense e frenetiche di lavoro era bello trovarsi la sera con gli altri volontari, che avevano seguito ciascuno un diverso gruppo di bambini, e dirsi quello che era capitato durante la giornata. La posizione della casa, molto vicina al cuore di Gerusalemme, ci ha permesso di visitare il centro storico della città più di una volta, anche durante la settimana se la stanchezza lo permetteva, appena terminate le attività con i bambini. Grazie all’aiuto di padre Yunus, un frate cappuccino che viveva nel vicino convento che ci ha procurato un passaggio su un pullman di turisti siracusani, siamo anche riusciti a visitare Nazareth, il lago di Tiberiade, Cafarnao e il monte delle beatitudini.

 

Uno sguardo sincero sul mondo

Charity Work Program Uno sguardo sincero sul mondo È quello che ha donato l’esperienza del Charity Work Program in Uganda ad Alessandro , studente di Medicina. Un Paese dove la terra è rossa, la gente è povera e ride, soffre ma accoglie coraggiosa la malattia e vede il camice bianco come un dono del cielo. ottobre 2018 di Alessandro Petrecca * In Uganda la terra è rossa, la gente scalza e l’aria piena di polvere. Le ruote sussultano sopra le strade di Kampala e sfilano disordinate tra la folla, troppe auto e tantissime moto, così tante che ti ritrovi circondato ed improvvisamente imbottigliato in un traffico scomposto, che fa a pugni per sbrigliarsi e spingersi in avanti. In Uganda la gente è povera e ride, ti guarda mentre passi, osserva come sei vestito, il mondo diverso dal quale vieni, ma non è invidiosa, anzi ti accetta, ti saluta, ti apprezza. In Uganda la gente è coraggiosa, vive la malattia come una battaglia, la guarigione come una salvezza, il tuo camice bianco come un dono dal cielo. In Uganda mi sono ritrovato spettatore di una realtà che non mi apparteneva, ma che ho imparato a sentire mia, di un popolo sconosciuto, che mi ha amorevolmente accolto, di un’umanità senza interessi, che mi ha regalato uno sguardo più sincero per vedere il mondo.

 

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