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Scuole cattoliche, fare rete contro la crisi

Speciale paritarie Scuole cattoliche, fare rete contro la crisi A Brescia le paritarie di ogni ordine e grado si sono sostenute a vicenda in una sorta di welfare privato per scongiurare il rischio di chiusura a causa del Coronavirus. Davide Guarneri , responsabile per il coordinamento delle scuole cattoliche della diocesi di Brescia, racconta di come solidarietà e vicinanza abbiano mantenuto intatto anche il comparto delle scuole paritarie cattoliche bresciane. Proprio per la loro natura capillare, questo tipo di istituti, spesso piccoli, radicati nel territorio e gestiti da parrocchie, congregazioni e fondazioni, di frequente sono state le prime a livello nazionale a risentire della crisi economica legata al Covid 19. Durante questo periodo abbiamo ricreato il fondo, che non è la soluzione di tutto, ma abbiamo comunque raccolto 200mila euro che andranno a sostenere principalmente il rilancio, e non solo la gestione dell’emergenza. Nell’amministrare il fondo, le scuole stesse ci hanno chiesto di premiare gli istituti che hanno introdotto il maggior numero di migliorie a seguito della pandemia. Tuttavia, questa necessità di fare rete con imprenditori e cittadini nasce anche da una mancata applicazione del principio di parità scolastica, sancito dalla nostra carta costituzionale: «L’articolo 33 della Costituzione – spiega Guarneri - parla di equipollenza di trattamento degli studenti. Il bonus di 300 euro annui in più per ogni studente delle paritarie, contenuto nel DL Rilancio e voluto da numerose parti politiche, «è una misura che potrebbe essere significativa se venisse riconfermata anche nel 2021.

 

Apocalisse a Beirut, implosione d’un Paese

Speciale Libano Apocalisse a Beirut, implosione d’un Paese Un boato terrificante, una tragedia infinita che fa ripiombare il Paese ai tempi della guerra civile. È l’inizio della fine o il Libano saprà rialzarsi ancora? Parlano gli esperti dell’Università Cattolica e il vescovo libanese Mounir Khairallah 06 agosto 2020 A cura di Paolo Ferrari ed Emanuela Gazzotti Chi l’ha vista l’ha definita un’apocalisse. Le due enormi esplosioni che hanno devastato Beirut martedì 4 agosto sono avvenute nei pressi del porto, dov'erano custodite 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, scaricate nel 2013 e poi depositate in un container, riducendo in polvere parte della capitale libanese come ai tempi della fine della guerra civile durata 15 anni. The Egg è diventato, durante le proteste del 2019, luogo di ritrovo, di protesta e di cultura. All'interno, per diverse settimane, hanno tenuto lezione i docenti della AUB, l'American University of Beirut, incluso il politico Charbel Nahhas, in quella che è stata chiamata "eggupation" - by Laura Silvia Battaglia, Beirut, Libano, ottobre 2019 #libano #beirut #esplosione #speciale Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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